Firmato in Prefettura il rinnovo del “Patto Educativo” contro le dipendenze giovanili

Firmato in Prefettura il rinnovo del “Patto Educativo” contro le dipendenze giovanili

Dipendenze giovanili: dirigenti scolastici e insegnanti a lezione di prevenzione. Rinnovato il progetto educativo in altri cinque istituti scolastici di Firenze

Prevenire e contrastare l’uso delle droghe e l’abuso di alcol tra i giovani attraverso un nuovo approccio formativo. Saranno i dirigenti scolastici e gli insegnanti a sedersi sui banchi per imparare come affrontare il problema delle dipendenze degli adolescenti. E’ quanto prevede il Patto Educativo che è stato firmato stamani a Palazzo Medici Riccardi, tra la Prefettura, la Regione Toscana, il Comune di Firenze, i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, l’Unione Sanitaria Toscana Centro e i dirigenti delle cinque scuole interessate.

Il progetto coinvolgerà in questa nuova edizione altri cinque istituti di istruzione secondaria di Firenze: il liceo linguistico “Giovanni Pascoli”, il liceo artistico “Porta Romana”, il liceo scientifico “Antonio Gramsci” e gli istituti “Sassetti Peruzzi” e “Gobetti-Volta”.

La novità del progetto di quest’anno, che era partito in forma sperimentale nel 2016, consiste nel coinvolgimento anche dei dirigenti scolastici, oltre al personale docente. Tutti insieme andranno a lezione per apprendere il giusto know-how, per imparare come interagire con gli studenti, come cogliere per tempo i segnali di disagio e a quali istituzioni e associazioni rivolgersi appena si percepiscono situazioni critiche. Gli esperti hanno notato, infatti, che gli adolescenti conoscono bene gli effetti e i danni provocati dalle sostanze stupefacenti e dall’abuso di alcol, ma ciò non basta ad impedire che ne facciano uso.

Da qui la necessità di fare prevenzione in un modo diverso, coinvolgendo ampiamente il mondo della scuola nel suo complesso, per sviluppare nei ragazzi quelle capacità personali che li rendano in grado di affrontare le complesse sfide della vita quotidiana, senza rifugiarsi in droga ed alcol. Anche sulla base delle precedenti esperienze, insieme ai docenti sono state elaborate delle linee guida per consentire ai giovani di accrescere il loro bagaglio di conoscenza e consapevolezza e accompagnarli verso il raggiungimento della necessaria autostima.

I docenti interessati sono quelli dei primi due anni delle scuole medie superiori. E’ stato scelto questo target perché ricerche recenti hanno appurato che le dipendenze giovanili cominciano a radicarsi nella fascia di età dei 13-15 anni. Sono previsti cicli di lezioni di formazione per ogni scuola, che si svolgeranno in Prefettura, che ha il ruolo di cabina di regia, tenute da personale dell’ASL, del NOT – Nucleo Operativo Tossicodipendenze della Prefettura e delle forze dell’Ordine.

La prima edizione del 2016 aveva interessato il professionale alberghiero “Bernardo Buontalenti”, il tecnico commerciale “Giuseppe Peano”, il tecnico professionale “Leonardo da Vinci”, il liceo artistico “Leon Battista Alberti” e  il liceo classico “Dante”.

Oggi sono interventi alla sottoscrizione del patto: il prefetto di Firenze Laura Lega, l’assessore regionale alla Istruzione, Formazione e Lavoro Cristina Grieco, la vice sindaca Cristina Giachi, i vertici provinciali delle forze dell’Ordine, per l’Ufficio Scolastico regionale per la Toscana Cristina Benvenuti e per la direzione generale della USL Centro Antonella Manfredi. Per le scuole interessate firmeranno i dirigenti scolastici: Elisabetta Bonalumi del liceo linguistico “Giovanni Pascoli”, Laura Lozzi del liceo artistico “Porta Romana”, Silvia Bertone dirigente del liceo scientifico “Antonio Gramsci”, Osvaldo di Cuffa dell’ istituto superiore “Sassetti-Peruzzi” e Simone Cavari dell’ISIS “Gobetti-Volta”.

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Violenza a danno degli operatori sanitari, misure urgenti della Regione per contrastarla

Violenza a danno degli operatori sanitari, misure urgenti della Regione per contrastarla

Sistemi di videosorveglianza e allarme, corpo di vigilanza, supporto psicologico al personale aggredito, osservatorio regionale coordinato dal settore sicurezza nei luoghi di lavoro. Alcune delle misure urgenti che la Regione intende mettere in atto

Installazione di sistemi di videosorveglianza e allarme, un apposito corpo di vigilanza, supporto psicologico al personale aggredito, un osservatorio regionale coordinato dal settore sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono alcune delle misure urgenti che la Regione intende mettere in atto nei prossimi mesi per contrastare gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari che sempre più spesso si verificano nei pronto soccorso e negli ospedali della Toscana. Le prevede una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nella seduta di ieri pomeriggio.

“Negli ultimi anni sono indubbiamente aumentati gli episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari. Lo raccontano le cronache e lo mostrano anche studi specifici condotti sull’argomento – dice l’assessore Saccardi – Questi episodi, oltre a mettere a rischio l’incolumità fisica degli operatori, crerano un clima di insicurezza e provocano negli operatori stress e disturbi psicologici. Per questo come Regione abbiamo ritenuto urgente intervenire, prima di tutto per monitorare la situazione, e poi per mettere in atto una serie di iniziative tese e prevenire, scoraggiare e contrastare i possibili atti di violenza. Alcune di queste iniziative sono già state intraprese dalle aziende sanitarie, ora questa delibera impegna tutte le Asl ad attuarle nel giro di pochi mesi”.

Il fenomeno non riguarda solo gli ospedali toscani, ma è diffuso anche nelle altre regioni. Recentemente, anche presso il Ministero della salute si è insediato un Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari, con il compito di raccogliere dati, fare proposte per la prevenzione, per nuove norme di legge, per misure amministrative e organizzative. Tra i motivi di questo aumento di violenza, senza dubbio un cambiamento di atteggiamento culturale nei confronti del personale sanitario, ritenuto responsabile di attese, ritardi e qualsiasi situazione di presunta “malasanità”, senza che invece venga considerato il lavoro efficace e competente della maggioranza degli operatori sanitari.

Gli episodi di violenza contro operatori sanitari – si legge nella delibera – sono considerati eventi sentinella, in quanto segnali della presenza di situazioni di rischio o di vulnerabilità che richiedono l’adozione di opportune misure di prevenzione e protezione dei lavoratori. Alcune Asl si sono già mosse autonomamente in questa direzione, la delibera della giunta vuole dare indicazioni omogenee e avviare un percorso di crescita uniforme su questo tema.

Queste le indicazioni per le aziende, che dovranno attuarle in alcuni casi entro 6 mesi, in altri entro 2 mesi dall’adozione della delibera:

– implementare un adeguato corpo di vigilanza e un relativo sistema di attivazione comprensivo dell’eventuale installazione di pulsanti antiaggressione, in particolare nell’area del pronto soccorso, dove deve essere prevista una presenza costante del servizio di vigilanza;

– installare videocamere di sorveglianza nelle aree a maggior rischio aggressione;

– definire un sistema di supporto psicologico alla vittima dell’aggressione;

– mettere a punto un sistema che possa facilitare e incoraggiare il personale a segnalare prontamente gli episodi subìti, e suggerire le misure per ridurre i rischi;

– costituire un gruppo di lavoro che possa analizzare le segnalazioni e individuare le azioni preventive e protettive;

Successivamente sarà costituito un Osservatorio regionale, coordinato dal Settore sicurezza nei luoghi di lavoro, con il compito di:

– monitorare le segnalazioni di atti di violenza a danno del personale sanitario e il livello di attuazione delle misure di prevenzione e contrasto;

– predisporre un documento contenente indirizzi alle aziende sanitarie e agli enti del SSR in merito alle azioni di prevenzione e contrasto agli atti di violenza a danno degli operatori sanitari e monitorarne i livelli di attuazione nel tempo;

– attivare iniziative di formazione e aggiornamento rivolte al management e agli operatori delle strutture del SSR, la cui articolazione sarà prevista all’interno dei Piani formativi regionali annuali del Laboratorio Regionale per la Formazione Sanitaria (Formas), soggetto deputato a realizzare i percorsi formativi di livello regionale.

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Migranti: Bugli, con decreto sicurezza grosso rischio per Toscana

Migranti: Bugli, con decreto sicurezza grosso rischio per Toscana

Per Bugli il decreto sicurezza avrà un impatto negativo “per 5000, 6000 persone” migranti “sulle 11mila che sono presenti sul nostro territorio”

Il decreto sicurezza avrà un impatto negativo “per 5000, 6000 persone” migranti “sulle 11mila che sono presenti sul nostro territorio”. Lo ha affermato Vittorio Bugli, assessore all’immigrazione della Regione Toscana, intervenendo alla Robert F. Kennedy Flagship Initiative di Firenze.

Per tanti migranti, sostiene Bugli, infatti “si presenterà da qui a un po’ il tema che o il decreto funzionerà in quanto tende tutto a espulsioni e rimpatri, oppure avremo 5-6000 persone che non saranno più nelle strutture, non saranno più soggetti ad alcun supporto, e saranno quindi in un alveo di situazione non regolare. Questo è un grosso rischio che non ci possiamo permettere”.

Secondo l’assessore “l’accoglienza si fa meglio per piccoli nuclei” e in Toscana “abbiamo nella prima accoglienza 828 strutture dove la media è di 11 ospiti per struttura”, dove è più facile che il migrante “sia sostenuto in processi di integrazione”, ma “mi sembra che il decreto Salvini danneggi profondamente tutto questo”.

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Poste Italiane assume in Toscana, incontro informativo Slp-Cisl oggi a Firenze

Poste Italiane assume in Toscana, incontro informativo Slp-Cisl oggi a Firenze

Poste Italiane assume in Toscana. Le modalità per entrare in graduatoria spiegate in un incontro organizzato dalla Slp-Cisl per oggi, martedì 23, a Firenze (Auditorium Cisl Toscana)

Saranno circa sessanta le assunzioni alle Poste in Toscana per chi abbia già lavorato nell’azienda negli ultimi cinque anni. “E’ uno dei risultati – spiega il segretario della Slp-Cisl Toscana, Marco Nocentini – dell’accordo unitario che abbiamo sottoscritto nel giugno scorso e che prevede 3000 assunzioni, in più fasi, a livello nazionale.  Questa è la prima tranche, che prevede appunto circa 60 nuovi ingressi di personale nelle province di Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Prato e Siena.” 
Le assunzioni sono riservate a chi abbia già lavorato dal 1 gennaio 2014, o ancora lavori, con contratti a termine in Poste Italiane. Per spiegare a chi fosse interessato le procedure e le modalità attraverso le quali è possibile chiedere l’inserimento nelle graduatorie, il Sindacato Lavoratori Poste della Cisl ha organizzato un incontro informativo, che avrà luogo  oggi, martedì 23 Ottobre, alle ore 16 nell’auditorium della Cisl Toscana, in via Benedetto Dei 2/a, a Firenze.
All’incontro parteciperà il segretario nazionale della Slp-Cisl Fabio Colombo, che ha seguito in prima persona la trattativa a livello nazionale. 
“In base all’accordo inoltre – aggiunge Nocentini – in Toscana ci saranno ulteriori assunzioni in ruoli commerciali. Siamo particolarmente soddisfatti per questo risultato che include anche la Toscana, che in un primo momento era stata esclusa, tra le regioni interessate dalle assunzioni. Le circa 60 assunzioni devono essere un punto di partenza, infatti lavoreremo affinché anche nel 2019 e nel 2020 la Toscana rientri tra le regioni destinatarie di ulteriori assunzioni. Per dare risposta alle tante persone in graduatoria che sono in attesa di un posto di lavoro e anche per sopperire alle carenze strutturali di personale, dovute principalmente ai numerosi pensionamenti, che ci sono nella nostra regione nel settore postale e della sportelleria”.

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Vento, esteso fino alle 10 di martedì 23 il codice giallo sulla Toscana centrale

Vento, esteso fino alle 10 di martedì 23 il codice giallo sulla Toscana centrale

Prolungato fino alle ore 10 di domani, martedì 23 ottobre, il codice giallo per vento sulla Toscana centrale

Lo comunica la Sala operativa unica della Protezione civile regionale che ha emesso lo stato di vigilanza a causa delle forti raffiche di Grecale (da nord-est) favorite da un’area di alta pressione sull’Europa centrale e un vortice sul basso Tirreno.

Per informazioni più dettagliate e per le norme di comportamento da tenere in occasione di tali fenomeni consultare la pagina www.regione.toscana.it/allertameteo.

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