Rossi: entro settembre 64mln per alluvione Livorno

Rossi: entro settembre 64mln per alluvione Livorno

Nel frattempo la Regione ha provveduto a liquidare richieste di fondi per circa 18 mln di euro e ha concesso contributi a 40 imprese.

Stamani a Livorno il commissario post alluvione Enrico Rossi, stilando nei suoi uffici al genio civile un bilancio sintetico dei primi 4 mesi di commissariamento, ha dichiarato: “Stiamo tenendo un buon ritmo. Contiamo di investire i 64 mln di euro che abbiamo a disposizione entro la conclusione del mio mandato, cioè entro il settembre 2018”.

“Ad oggi – ha aggiunto Rossi – la Regione ci ha messo 48,5 mln di euro e 15 sono venuti dallo Stato. Di tutti questi, 11 li abbiamo già spesi e 28 li abbiamo impegnati in opere che concluderemo entro il marzo prossimo”.

“Il mio obiettivo – ha precisato ancora il commissario – è sempre stato quello di terminare il mio mandato dando un maggior livello di sicurezza a quest’area. E conto di riuscirci. Chiediamo che nella finanziaria il Governo inserisca fondi per dare ristoro a famiglie ed imprese”

Per quanto riguarda le imprese richiedenti di fondi, a partire dal 15 gennaio prossimo le imprese agricole e della pesca potranno anch’esse presentare domanda per ottenere contributi fino a 20.000 euro. In merito invece alla questione Eni, Rossi ha detto di aver dedicato due incontri per chiedere di fare in modo che ciò che è accaduto in termini di sversamenti non si verifichi nuovamente

Oggi infine sarà inviata dal Governatore al responsabile della protezione civile nazionale Angelo Borrelli una lettera per chiedere l’autorizzazione a pagare gli straordinari di tutto il personale di tutti gli enti impegnati nel post alluvione: “Se otterremo il via libera – ha concluso il commissario – siamo pronti a pagarli interamente”.

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Giovani e impresa: incontro di presentazione dei bandi della Regione Toscana in Palazzo Vecchio

Mercoledì 26 Luglio alle ore 15.00, la Sala d’Arme in Palazzo Vecchio ospiterà l’incontro di presentazione dei bandi pubblicati dalla Regione Toscana rivolti alle imprese e ai giovani che intendono avviare nuovi progetti imprenditoriali o intraprendere nuove professioni. L’incontro sarà tenuto da Cecilia Del Re Assessore Sviluppo Economico del Comune di Firenze, dalle Dirigenti della Regione Toscana Dottoresse Simonetta Baldi ed Elisa Nannicini e dalla Responsabile dell’Ufficio GiovaniSì Dottoressa Chiara Criscuoli, alla presenza dell’Assessore alle attività produttive della Regione Toscana Stefano Ciuoffo.

I bandi che saranno illustrati sono i seguenti:
www.regione.toscana.it/-/giovani-e-libere-professioni-il-pacchetto-di-incentivi-della-regione-toscana
www.regione.toscana.it/-/voucher-formativi-di-ricollocamento-e-individuali-il-nuovo-bando-por-fse
http://giovanisi.it/2017/03/01/creazione-di-impresa-microcredito/
http://giovanisi.it/2016/10/17/start-up-innovative/
www.regione.toscana.it/-/por-fesr-2014-2020-bando-efficientamento-energetico-2017-contributi-fino-al-40
www.regione.toscana.it/-/por-fesr-2014-2020-ricerca-e-sviluppo-pubblicati-i-primi-due-bandi-2017
www.regione.toscana.it/-/por-fesr-2014-2020-microcredito-a-tasso-zero-per-investimenti-in-nuove-tecnologie
www.regione.toscana.it/-/por-fesr-2014-2020-prestiti-a-tasso-zero-per-investimenti-in-nuove-tecnologie

 

 

 

Migranti, Rossi: “invasione? in Toscana 13.600 su 3,7 mln cittadini”

Migranti, Rossi: “invasione? in Toscana 13.600 su 3,7 mln cittadini”

“Necessario che fenomeno venga governato senza chiudersi a ricchio: progetti a Comuni e non hai privati” ha detto il presidente toscano Rossi. E sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti: “prendo atto ma ho diritto di fare politica.”

In Toscana “tutta questa ‘invasione’ di migranti continua ad attestarsi su 13.600 persone. Se la società toscana, che è fatta di 3,7 milioni di cittadini, non si chiude a riccio, e se il fenomeno viene governato, io credo che siamo ancora in grado di farvi fronte. Io credo poi che il modo giusto per accoglierli sarebbe quello di dare la responsabilità e i soldi ai Comuni, e non ai privati.
Questa cosa la ripeto da tre anni”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti in merito alla questione dei migranti.

“I Comuni siano responsabili di fare progetti di integrazione – ha aggiunto -, di lavoro, perché in questo modo le istituzioni si espongono, ci sarebbe maggiore trasparenza, maggior coinvolgimento politico e della società civile, e forse si
otterrebbero risultati di integrazione migliori. Spero che prima o poi, come è successo con il modello di accoglienza diffusa, anche questa proposta venga accolta”. Secondo Rossi “per il resto è bene che si provi a regolare i flussi, che poi si tratta di persone, e le persone vanno salvate. Ed è bene che su questo ci sia un intervento dell’Europa”.

“Prendo atto” che la mozione di sfiducia è stata respinta ieri dalla maggioranza in Consiglio regionale, ora “sgombriamo il campo dalle chiacchiere politiche”, e del resto “non sono entrato in Articolo Uno per avere un posto in Parlamento” ma “ho diritto di fare politica perché un presidente di Regione è anche esponente politico nazionale. Devo dire la mia dal mio punto di vista, e poi
continuo a fare ancora con più impegno il presidente della Regione sul mandato ricevuto dai cittadini, mandato che riguarda il presidente della Regione e anche il Consiglio toscano”. ha detto poi parlando con i giornalisti sulla mozione di sfiducia presentata da gran parte delle opposizioni nei suoi confronti e respinta ieri dall’Assemblea regionale.

“Se mi sfiduciano si va al voto – ha aggiunto -, non mi pare che questa sarebbe una grande cosa visto il buongoverno della Toscana, e visto il fatto che la Toscana non ha mai avuto crisi ma anzi è sempre stata complessivamente ben governata, anche se ci sono state posizioni diverse a livello nazionale”. Rossi ha ricordato che “ci sono stati anni nei quali il presidente della Regione era socialista e i comunisti partecipavano al governo
con la Dc, anni in cui il presidente era socialista e i comunisti continuavano a stare all’opposizione a livello nazionale. Mi pare che da questo punto di vista, le cose dette e fatte anche da parte del Pd e anche quelle dette da Renzi siano
sagge e in linea con le considerazioni che avevo fatto fin da subito”, ha concluso.

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GROSSETO, ENNESIMO INCENDIO CAUSATO DALLA SICCITA’

RogoEnnesimo incendio scoppiato a Castiglione della Pescaia, località Le Rocchette dopo quello di Sabato sera. Sul posto vigili del fuoco, volontari, carabinieri e polizia municipale.

Nuovo incendio a Castiglione della Pescaia provincia di Grosseto, in località Le Rocchette, dove già sabato sera le fiamme erano divampate nei pressi del campeggio “Sun Souci” costringendo i vigili del fuoco ad evacuare la struttura, dove vi erano circa 800 ospiti,  a scopo precauzionale e a scavare, in piena emergenza, una trincea tra il campeggio minacciato dall’incendio e la linea di fuoco che avanzava.

La colonna di fumo è visibile da chilometri di distanza ed è visibile fino all’e sul posto ci sono già i vigili del fuoco, oltre a volontari, carabinieri e polizia municipale. Già allertati anche gli elicotteri. La Maremma è stata colpita nei giorni scorsi da diversi roghi, dovuti alla siccità che affligge nell’ultimo mese la regione.

Sono dieci i diversi punti di innesco di fuoco. Proprio il gran numero di inneschi fa pensare che possa essere di origine dolosa. Le fiamme, partite intorno alle 12.00, stanno dirigendosi verso le colline. Una squadra di vigili del fuoco si trova a Riva del Sole, a protezione del distributore e di un ristorante. Le fiamme stanno anche attaccando un vivaio della zona. Il forte vento sta complicando le operazioni di spegnimento su cui sono impegnati anche i volontari della Vab. In azione due elicotteri e un canadair.

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IRPET: “ECONOMIA TOSCANA TORNA A CRESCERE MA SOLO DELLO 0,7%”

Irpet Toscana Economia

“L’economia toscana torna a crescere anche nel 2016 ma solo dello 0,7%” certifica l’Irpet che ha presentato il doppio rapporto annuale: sotto la lente dei ricercatori sviluppo economico e mercato del lavoro. “Buona ripresa occupazionale ma avviare nuovi investimenti.”

La Toscana dunque cresce. Lo fa lentamente (+0,7 per cento), ma è il massimo che il sistema può esprimere. Gli interventi possibili sono stati messi in campo e servirebbe adesso, suggeriscono dall’Irpet, un cambio di passo da parte dell’Europa. In ogni caso è il terzo anno consecutivo che il Pil segna un avanzamento:  succede dal 2014, quando il resto dell’Italia era ancora in recessione. “

“Dunque si tratta di un fatto positivo – sottolinea il direttore dell’Irpet, Stefano Casini Benvenuti -. E’ un dato che consolida  l’inversione di tendenza dopo anni di lunga sofferenza, anche se è del tutto evidente di come si tratti ancora di una crescita troppo debole per essere rassicurante”. In particolare il 2016 mostra un leggero rallentamento, sia rispetto all’anno precedente, che al resto del paese (in particolare alle regioni del nord-est). La domanda è se interpretare questo risultato come un fatto transitorio  – “l’economia ha per sua stessa natura andamenti ciclici” spiega ancora Casini Benvenuti –  oppure sia l’indizio di difficoltà più strutturali.

Per l’Irpet  ci sono molti elementi che fanno propendere per la prima ipotesi piuttosto che per la seconda. Ci sarebbe il minor “effetto rimbalzo”, dovuto al fatto che la Toscana ha tenuto meglio delle altre regioni negli anni precedenti e dunque aveva meno da recuperare. C’è il peggioramento del contesto internazionale e questo non può non avere effetti su una regione come la Toscana che negli anni passati aveva ricavato impulso soprattutto dall’export, volano indiscusso. Nel 2016 invece la spinta maggiore alla crescita del paese proviene soprattutto, annotano i ricercatori di Irpet, dalla domanda interna, ancora troppo debole e che sconta la scarsa fiducia verso il futuro prossimo di imprese e famiglie.

“Il peggioramento del contesto internazionale  – illustra Ghezzi e Sciclone – ha avuto i suoi contraccolpi soprattutto su pelletteria e macchine di impiego generale (le turbine, per intendersi), due settori importanti per l’economia della Toscana chcole da soli coprono quasi un quarto dell’intero ammontare del’export regionale”. Tuttavia il bilancio del primo trimestre 2017 per il comparto manifatturiero è il migliore addirittura degli ultimi sette anni. Spiccano tessile e abbigliamento (+6,2% nel 2016 e +7,7% nel primo trimestre 2017), pelletteria e concia (+2,6% e 4,4%) e delle industrie alimentari (+2,8% e 1,1%). Positivo anche il bilancio del metalmeccanico (+1,7% nel 2016 e +2,0% nel primo trimestre del nuovo anno), della farmaceutica (+4,0% e +2,5%) e della carta (+1,5% e +1,0%).

Complessivamente il 2016 si chiude con un segno positivo per quanto riguarda il lavoro (+1,9%), che trova conferma anche nel dato tendenziale del primo trimestre 2017 (+1,6%). La Toscana è tra le regioni d’Italia che più hanno recuperato occupazione rispetto ai numeri precedenti alla crisi. “L’aumento dei dipendenti è diffuso a quasi tutti i comparti produttivi ed in particolare alla manifattura, in cui spiccano i settori del cosiddetto ‘made in Italy'” mettono in evidenza dall’Irpet. “Chimica e farmaceutica vedono crescere gli addetti in modo significativo” sottolinea Nicola Sciclone. La crescita dell’occupazione è evidente anche nel settore agricolo oltre a  quello industriale (+2,2% nel 2016). Nei servizi permane la contrazione del comparto assicurativo, del credito e della pubblica amministrazione, mentre commercio e turismo mostrano andamenti positivi.

Allora tutto bene? Forse no. “La preoccupazione per il futuro del sistema, italiano anzitutto prima che toscano, è giusto che rimanga alta” dice Irpet. Le imprese continuano a manifestare grandi difficoltà ad avviare nuovi investimenti, spiegano, e difficoltà altrettanto rilevanti riguardano la pubblica amministrazione; in Italia oramai il peso degli investimenti pubblici sta toccando il minimo storico, “conseguenza – a detta dei ricercatori – delle difficoltà del bilancio pubblico, ma anche di normative che rendono estremamente difficoltoso avviare ogni processo di investimento”. E senza investimenti la crescita si mantiene su profili molto bassi, impedendo miglioramenti evidenti nella produttività – se non contraendo il costo del lavoro – oltre al rischio di congiunture negative. C’è poi la questione degli squilibri territoriali. La crisi ha acuito il divario tra la Toscana centrale e la costa, dove si sono concentrate le maggiori criticità. Nel 2016 i due territori si sono riavvicinati, ma più per la difficoltà (in alcuni casi già superate) avvertite da settori tradizionali dell’area metropolitana anziché per una crescita dell’economia costiera.

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