Riqualificazione del Bobolino

Interventi di manutenzione alle piante, eliminazione di arbusti infestanti e invasivi, ripristino delle pavimentazioni pedonali e carrabili, pulizia straordinaria di pozzetti, griglie e impianti fognari, rompitratto in pietra e ripulitura dalle scritte dello chalet.

Sono stati questi i più importanti lavori eseguiti al giardino del Bobolino, sul viale Machiavelli, inaugurato questa mattina dal sindaco Dario Nardella, dall’assessore all’ambiente Alessia Bettini, dal presidente del quartiere 1 Maurizio Sguanci e dal presidente della commissione ambiente Fabrizio Ricci. “Con questo intervento, l’ultimo in programma dopo il recupero del giardino Lapi, al piazzale Michelangelo, e del giardino Tivoli, al piazzale Galileo – ha detto il sindaco Dario Nardella – va avanti Onda Verde, il piano di riqualificazione di tutti i più importanti spazi di verde pubblico della nostra città che prevede anche l’apertura di nuovi giardini e nuovi parchi”. La scorsa settimana è stata la volta della grande area verde del Guarlone nel quartiere 2, del giardino del Lippi nel quartiere 5 e del grande giardino, il nuovo parco, all’Isolotto, il giardino di via Torcicoda nel quartiere 4. “Con il giardino del Bobolino che inauguriamo stamani – ha aggiunto il sindaco – andiamo avanti nel nostro programma sul verde pubblico che è per noi una priorità”.
“Con questo intervento al Bobolino, costato 40mila euro, si porta a compimento l’ultimo lavoro in programma dopo il recupero del giardino Lapi, al piazzale Michelangelo, e del giardino Tivoli, al piazzale Galileo – ha detto invece l’assessora Bettini – e così fiorentini e turisti potranno riscoprire la ‘promenade’ ideata dall’architetto Giuseppe Poggi. Ringrazio anche gli angeli del bello che hanno ripulito dalle scritte vandaliche lo chalet Bobolino

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN FIRENZE, ADOTTATO IL PIANO DI RECUPERO

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN FIRENZE, ADOTTATO IL PIANO DI RECUPERO

Museo, sala concerti, biblioteca, ma anche bookshop e spazi per laboratori, formazione e ricerca. Prende vita il piano di recupero del complesso monumentale di San Firenze, che ha avuto oggi il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore all’Urbanistica Giovanni Bettarini. Il piano è stato presentato dalla Fondazione Franco Zeffirelli, concessionaria di una parte dell’immobile per la realizzazione del Centro internazionale delle arti e dello spettacolo.
“Abbiamo adottato il piano di recupero del complesso di San Firenze presentato dalla Fondazione Zeffirelli – ha detto l’assessore Bettarini – che segue il piano di valorizzazione già approvato e ci avviamo a concludere il percorso di un intervento molto atteso dalla città. Un complesso importantissimo di oltre 10mila metri quadrati nel cuore della città, che costituirà un ulteriore elemento di attrazione culturale e artistica”.
Il piano riguarda la porzione del complesso che ospitava l’ex tribunale di Firenze e prevede interventi di restauro e risanamento conservativo per mantenere in efficienza l’immobile, senza alterarne la caratterizzazione storica. La Fondazione Franco Zeffirelli occuperà il piano terra e il primo piano. Le opere previste sono finalizzate al recupero funzionale e necessarie all’adattamento alle nuove esigenze e funzioni ammesse, incluso il riordino del sistema impiantistico. L’accesso principale è su piazza San Firenze in corrispondenza dell’ingresso esistente, collegato sia ai locali al piano terra che a quelli dei piani superiori attraverso lo scalone esistente. Le funzioni previste per i vari piani, in coerenza con il piano unitario di valorizzazione, sono per il piano terra spazi di rappresentazione con la sala concerti, servizi, bookshop, somministrazione, aule formazione/didattica, archivio biblioteca e laboratorio di ricerca; per il piano primo spazi con funzioni amministrative, archivio/museo e sale espositive. Ai piani secondo e terzo sono previsti spazi dedicati a laboratori,formazione e ricerca polifunzionali.
Nell’ambito del piano di recupero, è prevista una destinazione d’uso direzionale comprensiva delle attività private di servizio per il 95% della superficie utile lorda di progetto, pari a 10.727 mq; e un 5% di destinazione d’uso commerciale relativa alle medie strutture di vendita (è ammessa una flessibilità del 5% di trasferimento da una destinazione all’altra).
Nel luglio 2015 il Comune di Firenze ha assegnato in concessione a titolo oneroso alla Fondazione Franco Zeffirelli Onlus, per la durata di 29 anni, la porzione del complesso monumentale di San Firenze del piano terra e piano primo per la realizzazione del Centro internazionale delle arti e dello spettacolo. Come previsto dal contratto di valorizzazione del luglio 2016, la Fondazione ha presentato il piano di recupero per l’intero immobile attivando la relativa scheda del regolamento urbanistico

BOMBA GEORGOFILI, CROWDFUNDING PER RESTAURARE ‘I GIOCATORI DI CARTE’

Crodfunding I Giocatori di Carte

La raccolta fondi ‘antiterrorista’  sul web è stata presentata oggi dal presidente degli Uffizi Schimdt, dal Corriere fiorentino e Banca Federico Del Vecchio. Occorreranno 22.212 euro entro il 27 maggio 2018, anniversario della strage Georgofili.

Raccolta fondi sul web per restaurare e rimettere al suo posto, nella Galleria degli Uffizi di Firenze, il dipinto caravaggesco “I giocatori di carte” di Bartolomeo Manfredi, ridotto in mille frammenti dall’esplosione della bomba mafiosa che nella notte del 27 maggio del 1993 causò la strage di via dei Georgofili, danneggiando anche il celebre museo ed i suoi capolavori. E’ l’obiettivo di una campagna di crowdfunding simbolicamente ‘antiterroristico’ portata avanti da Uffizi, Corriere fiorentino e Banca Federico Del Vecchio, da realizzare, in tempo per il 27 maggio del 2018, 25/mo anniversario della tragedia in cui persero la vita cinque persone.

Per finanziarne il restauro, che sarà curato da Daniela Lippi, occorrono 22.212 euro; alla raccolta di fondi, che parte con una donazione di 1.000 euro della Banca Federico Del Vecchio (l’istituto si assumerà anche l’onere dei costi di gestione del conto corrente) si potrà partecipare facendo una donazione sul conto corrente di Banca Federico Del Vecchio – Gruppo Ubi Banca, codice Iban IT57 T032 5302 8010 0000 0123 456, prendendo parte alla cena di gala organizzata a Palazzo Pitti il 20 luglio prossimo e ai vari eventi che saranno realizzati per illustrare i progressi del restauro seguiti passo passo dal Corriere fiorentino.

Alla presentazione dell’iniziativa hanno preso parte, oggi, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, il direttore generale della banca Federico Del Vecchio Aldo Cavani e il direttore del Corriere fiorentino Paolo Ermini. Per procedere con il restauro, Daniela Lippi farà uno studio preliminare dello stato in cui si trova oggi l’opera (divisa in centinaia di piccoli frammenti tenuti insieme da una velinatura giustapposta già nel 1993) e lo metterà a confronto con la ricostruzione virtuale della sua forma originaria grazie all’utilizzo dell’immagine in alta definizione del quadro così com’era prima dell’esplosione, concessa dall’Archivio fotografico Scala, agente ufficiale dei maggiori musei del mondo, realtà fiorentina nota per l’altissima qualità e la fedeltà cromatica dei suoi scatti d’arte.

“In occasione della ricorrenza della strage di via de’ Georgofili, lo scorso 27 maggio – ha ricordato il direttore Schmidt –  abbiamo ricordato che la mafia, oltre ad aver provocato la morte di 5 persone, vittime innocenti e indimenticabili, ha causato gravi danni al nostro patrimonio artistico e culturale. Adesso, dopo la constatazione iniziale della perdita di tre opere e i restauri di altre effettuati negli anni successivi all’attentato, si offre l’opportunità di poter restituire alla fruizione dei fiorentini e dei visitatori anche una tela di Bartolomeo Manfredi creduta in precedenza quasi irrecuperabile.”

“Il lavoro di restauro previsto” ha proseguito “sarà molto difficile e non cancellerà del tutto le tracce dell’ attentato che rimarranno come cicatrici indelebili di un atto vile contro la vita umana e contro la cultura e il patrimonio di un’intera comunità. Sarebbe per me un vero piacere poter presentare il capolavoro di Manfredi riportato al godimento del pubblico  in occasione del 25/o anniversario della strage, quale segno tangibile della cultura che, seppur colpita, riesce sempre a vincere sul male, grazie allo sforzo e all’impegno comune”.

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BOMBA GEORGOFILI, CROWDFUNDING PER RESTAURARE ‘I GIOCATORI DI CARTE’

Crodfunding I Giocatori di Carte

La raccolta fondi ‘antiterrorista’  sul web è stata presentata oggi dal presidente degli Uffizi Schimdt, dal Corriere fiorentino e Banca Federico Del Vecchio. Occorreranno 22.212 euro entro il 27 maggio 2018, anniversario della strage Georgofili.

Raccolta fondi sul web per restaurare e rimettere al suo posto, nella Galleria degli Uffizi di Firenze, il dipinto caravaggesco “I giocatori di carte” di Bartolomeo Manfredi, ridotto in mille frammenti dall’esplosione della bomba mafiosa che nella notte del 27 maggio del 1993 causò la strage di via dei Georgofili, danneggiando anche il celebre museo ed i suoi capolavori. E’ l’obiettivo di una campagna di crowdfunding simbolicamente ‘antiterroristico’ portata avanti da Uffizi, Corriere fiorentino e Banca Federico Del Vecchio, da realizzare, in tempo per il 27 maggio del 2018, 25/mo anniversario della tragedia in cui persero la vita cinque persone.

Per finanziarne il restauro, che sarà curato da Daniela Lippi, occorrono 22.212 euro; alla raccolta di fondi, che parte con una donazione di 1.000 euro della Banca Federico Del Vecchio (l’istituto si assumerà anche l’onere dei costi di gestione del conto corrente) si potrà partecipare facendo una donazione sul conto corrente di Banca Federico Del Vecchio – Gruppo Ubi Banca, codice Iban IT57 T032 5302 8010 0000 0123 456, prendendo parte alla cena di gala organizzata a Palazzo Pitti il 20 luglio prossimo e ai vari eventi che saranno realizzati per illustrare i progressi del restauro seguiti passo passo dal Corriere fiorentino.

Alla presentazione dell’iniziativa hanno preso parte, oggi, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, il direttore generale della banca Federico Del Vecchio Aldo Cavani e il direttore del Corriere fiorentino Paolo Ermini. Per procedere con il restauro, Daniela Lippi farà uno studio preliminare dello stato in cui si trova oggi l’opera (divisa in centinaia di piccoli frammenti tenuti insieme da una velinatura giustapposta già nel 1993) e lo metterà a confronto con la ricostruzione virtuale della sua forma originaria grazie all’utilizzo dell’immagine in alta definizione del quadro così com’era prima dell’esplosione, concessa dall’Archivio fotografico Scala, agente ufficiale dei maggiori musei del mondo, realtà fiorentina nota per l’altissima qualità e la fedeltà cromatica dei suoi scatti d’arte.

“In occasione della ricorrenza della strage di via de’ Georgofili, lo scorso 27 maggio – ha ricordato il direttore Schmidt –  abbiamo ricordato che la mafia, oltre ad aver provocato la morte di 5 persone, vittime innocenti e indimenticabili, ha causato gravi danni al nostro patrimonio artistico e culturale. Adesso, dopo la constatazione iniziale della perdita di tre opere e i restauri di altre effettuati negli anni successivi all’attentato, si offre l’opportunità di poter restituire alla fruizione dei fiorentini e dei visitatori anche una tela di Bartolomeo Manfredi creduta in precedenza quasi irrecuperabile.”

“Il lavoro di restauro previsto” ha proseguito “sarà molto difficile e non cancellerà del tutto le tracce dell’ attentato che rimarranno come cicatrici indelebili di un atto vile contro la vita umana e contro la cultura e il patrimonio di un’intera comunità. Sarebbe per me un vero piacere poter presentare il capolavoro di Manfredi riportato al godimento del pubblico  in occasione del 25/o anniversario della strage, quale segno tangibile della cultura che, seppur colpita, riesce sempre a vincere sul male, grazie allo sforzo e all’impegno comune”.

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LIVORNO, MEZZO MILIONE DI EURO PER LAVORI SCUOLE MICHELI

Livorno Scuole Micheli

La Giunta ha approvato il progetto definitivo per i lavori di restauro della facciata. Sorgente: “Restituiamo alla scuola e alla città una struttura storica dal grande valore architettonico”

Via al restauro delle Micheli, una delle scuole più antiche di Livorno. La Giunta comunale nella seduta del 9 giugno scorso (delibera G.C. 353) ha infatti approvato il progetto definitivo per il consolidamento strutturale della storico edificio di piazza XI maggio, per una spesa di 500 mila euro, cifra che rappresenta il primo lotto degli 800 mila previsti, con un secondo intervento da 300 mila da impegnare nel bilancio 2018.

Il progetto, in questa prima fase, prevede gli interventi per il risanamento delle coperture e delle facciate in modo da conferire all’edificio sia la sicurezza di tenuta agli agenti atmosferici, sia la originaria configurazione stilistica architettonica. Quello della scuola Micheli, inaugurato nel 1889, è infatti il primo edificio realizzato dal Comune di Livorno adibito esclusivamente all’uso scolastico per dare ai bambini livornesi un luogo idoneo in cui imparare a leggere e a scrivere, e raccogliere gli alunni sparsi nei vari edifici privati.

Grande soddisfazione per l’approvazione del progetto definitivo è stata espressa dalla vicesindaco Stella Sorgente: “Vogliamo restituire alla scuola e alla città tutta una struttura storica dal grande valore architettonico, assicurandone anche la massima sicurezza. Il  recupero dell’edificio rappresenta infatti un importante investimento nella cultura – dichiara la vicesindaco – non solo perchè punta ad assicurare uno spazio adeguato e sicuro  di lavoro a bambini e insegnanti, ma anche per il suo grande valore artistico e architettonico.”

“La volontà dell’Amministrazione comunale” ha proseguito Sorgente, “è chiara nel portare avanti con determinazione un importante piano di interventi di sicurezza e di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle scuole. Con le risorse a disposizione stiamo dando risposte alle molte richieste che arrivano ogni giorno dai dirigenti scolastici.” “Giovedì scorso abbiamo illustrato a famiglie, dirigente e  insegnati  le varie fasi del progetto e le sue tempistiche – sottolinea infine la vicesindaco – L’intervento interesserà  l’avvio del prossimo anno scolastico, dunque ci vorrà ancora un po’ di pazienza. Sono previsti a breve nuovi incontri tecnici proprio allo scopo di organizzarsi per affrontare questa fase”. L’edificio delle Micheli risente oggi del passare del tempo e tradisce uno stato di degrado notevole.

Già nel febbraio scorso l’Amministrazione aveva disposto dei lavori di risanamento  all’interno di alcuni ambienti della scuola interessati da crepe che erano stati immediatamente chiusi a scopo precauzionale e riaperti a tempo di record grazie all’immediato intervento dei tecnici comunali, consentendo il regolare svolgimento delle attività didattiche. Il primo lotto di interventi riguarderà ora parte della facciata principale, sul lato prospiciente la via Palestro, parte della facciata sud e le falde di tetto corrispondenti. Gli interventi punteranno a conservare le caratteristiche architettoniche dell’edificio, riportando in luce ciò che il tempo e gli agenti esterni hanno poco per volta modificato.

Nel dettaglio, per le facciate i lavori consisteranno in: rimozione dell’ intonaco esterno distaccato ed ormai in fase di cedimento, la realizzazione di nuovi intonaci a base di calce idraulica naturale e la
ricostruzione di cornici e decorazioni. Oltre a questo sono previsti altri interventi come  il rifacimento completo della grondaia e la tinteggiatura delle facciate interessate con mano finale eseguita a tampone per dare l’effetto velatura e ridare il cromatismo originale. Per la copertura sarà interessata  invece da un lavoro di smontaggio del manto e dello scempiato esistente e suo rifacimento fornitura e posa  di tegole e sostituzione di gronde, pluviali, mantelline e scossaline in rame.

Si attende ora il parere definitivo della Sovrintendenza per poter approvare il progetto esecutivo, quindi  procedere con la gara d’appalto e l’avvio dei lavori. Nel frattempo, grazie alla collaborazione con l’Università di Pisa, sono in corso indagini strutturali  per la valutazione degli interventi di miglioramento, anche ai fini dell’antisismica.

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