Crocifisso di Antonio del Pollaiolo torna a San Lorenzo

Dopo un anno di assenza è possibile ammirare nuovamente da oggi, all’interno della basilica di San Lorenzo a Firenze, il Crocifisso di Antonio del Pollaiolo, tornato nella sua collocazione definitiva. Il capolavoro dapprima sottoposto all’intervento di restauro ad opera dell’Opificio delle pietre dure, è stato poi esposto al museo Poldi Pezzoli di Milano per la mostra dedicata ad Antonio e Piero del Pollaiolo, conclusasi lo scorso 16 febbraio

La Nazione – Firenze.

Riapre la Biblioteca di Michelozzo

Museo di San Marco: domani riapre la Biblioteca di Michelozzo dopo 14 mesi di restauri.A oltre un anno dall’avvio dei lavori di restauro, riapre domani al pubblico la Biblioteca di Michelozzo, gioiello architettonico rinascimentale commissionato da Cosimo il Vecchio de’ Medici e realizzata all’inizio della seconda metà del XV secolo come parte integrante del complesso conventuale domenicano di San Marco, oggi inserita nel percorso storico-artistico e architettonico dell’omonimo museo.http://www.polomuseale.firenze.it/areastampa/files/54e6f152296445e814000029/S.%20Marco%20Biblio%20Michelozzo%201%20(4).JPG

L’intervento di restauro – diretto dal responsabile tecnico del Museo di San Marco, Claudia Gerola, e realizzato con fondi ministeriali per un totale di 150mila euro – ha riguardato in larghissima parte la pavimentazione che da anni presentava continui rigonfiamenti in zone diverse dell’ambiente; inoltre, precedenti parziali interventi di ripristino della funzionalità del pavimento per la fruibilità della sala avevano generato una situazione disomogenea molto evidente. Da qui la necessità di predisporre un progetto per il rifacimento della pavimentazione nell’intera sala con l’impiego di tecniche costruttive idonee all’eliminazione di tali problematiche.
“La Biblioteca di San Marco – ha detto il Soprintendente ad interim per il Polo Museale Fiorentino, Alessandra Marino – è uno di quegli spazi in cui si racchiude il senso stesso dell’Umanesimo: spazio raccolto e puro, segnato da una sequenza ritmica che costituisce quasi un paradigma dell’architettura prospettica; luogo deputato alla conservazione e allo studio, alla concentrazione e alla calma. La sua riapertura è un momento gioioso che nuovamente ci restituisce un luogo in cui gli interventi di adeguamento alle attuali esigenze di uso non hanno in alcun modo turbato il senso di sospensione e di magica bellezza che da sempre lo caratterizza”.
“Ritengo che l’intervento eseguito – ha aggiunto la Direttrice del Museo di San Marco, Magnolia Scudieri – per il Museo di San Marco rivesta una particolare importanza per aver cercato di coniugare le esigenze di moderna funzionalità di un ambiente espositivo con quelle storiche e conservative di un luogo monumentale, riuscendo a portare anche un accrescimento didattico alla fruizione”.

Gli studi preliminari
Convinti della necessità di dover creare un disegno analogo a quelli antichi ancora presenti che, rispettando la partitura spaziale dell’architettura, consentisse l’inserimento di giunti dilatatori senza un eccessivo impatto visivo, i responsabili del restauro avevano osservato all’interno del museo la presenza di diverse aree pavimentate a cotto con ghiere e festoni decorativi che interrompevano il disegno continuo della pavimentazione a spina, per esempio nei corridoi che interconnettono le celle dei frati ai percorsi principali o all’ingresso della Biblioteca, vere e proprie campiture che arrestano il disegno continuo dei mattoni posti a spina.
Il pavimento presente fino a un anno fa era in cotto posato a spina e risaliva probabilmente agli anni in cui fu risistemata la sala in occasione della grande mostra sul Beato Angelico avvenuta nel 1955. Preliminarmente al progetto di rifacimento è stato necessario effettuare uno studio sulle pavimentazioni antiche ancora presenti nel complesso di San Marco e in ambienti similari. Nell’Ottocento, secondo quanto mostrano alcune foto dell’archivio Alinari, la pavimentazione della Biblioteca si presentava “alla veneziana” con una campitura a riquadri che scandiva ogni campata e la Sala Greca, adiacente alla Biblioteca, propone ancora oggi una pavimentazione “alla veneziana”. Al momento della realizzazione di quella pavimentazione i grandi armadi situati agli angoli non furono rimossi. Una volta rimosso il cassetto alla base dell’armadio, si è rivelata la pavimentazione antecedente all’intervento ottocentesco: si tratta di mattoni in cotto posti a spina, per disegno e dimensioni del tutto simili a quelli presenti in diverse zone del complesso museale.

Il nuovo pavimento
Per il disegno della nuova pavimentazione sono state quindi riprese le misure delle mattonelle preesistenti, che si trovano dinanzi all’ingresso della Biblioteca, così come la disposizione. Anche le mattonelle che circondano le colonne riprendono il disegno del vano antistante la Biblioteca. Il progetto, elaborato da Claudia Gerola in collaborazione con la direzione del Museo, ha avuto l’approvazione della Soprintendenza per i beni architettonici di Palazzo Pitti.
Non è stato possibile utilizzare il cotto di recupero perché vincolati ad uno spessore molto ridotto, in alcuni punti solo 2 centimetri, per consentire il passaggio dei nuovi impianti. è stato scelto comunque materiale  realizzato a mano e cotto con tecniche tradizionali in forni a legna per raggiungere l’obiettivo di un armonioso inserimento nel contesto.

Gli altri interventi
Contemporaneamente al rifacimento della pavimentazione, si sono effettuati molti interventi di impiantistica, utilizzando al meglio la possibilità di agire sotto il pavimento e poter così attraversare l’ambiente in modo invisibile. In particolare si è provveduto alla realizzazione dell’impianto di condizionamento che vede la collocazione delle apparecchiature sotto e dietro le vetrine esistenti, riutilizzando tutte le componentistiche che erano state impiegate per l’ultima mostra realizzata nel museo nel 2013.
Si sono adeguati, inoltre, gli impianti di rilevazione incendi e gli impianti elettrici, provvedendo a liberare le pareti (per quanto possibile) da prese, condutture, forassiti, posizionando il tutto nelle vetrine.
Durante le lavorazioni si sono effettuati anche alcuni studi che aiuteranno a completare il quadro delle conoscenze di questo complesso, ancora per molti versi pieno di incognite, che è stato teatro di molteplici eventi che hanno fatto la storia della nostra città.
Nell’occasione sono anche state riaperte le finestre sul lato ovest della biblioteca, finora tamponate dal retro, che affacciano sul terrazzo, fiancheggiante l’ambiente, chiuso nel Settecento, che è attualmente in corso di restauro in vista di un ampliamento del percorso museale.
Contestualmente sono state apportate alcune modifiche all’allestimento per consentire una fruizione più completa dello splendido ambiente. È stata data maggiore valorizzazione alle due tavole dipinte da Zanobi Strozzi – la Scuola di San Tommaso d’Aquino e la Scuola del Beato Alberto Magno – con la possibilità di una lettura ravvicinata.
Sono stati creati punti informativi sulla storia della Biblioteca con pannelli e vetrine di informazione storica che introducono alla visita dell’ambiente e all’esposizione dei codici nelle teche, che in questa prima fase riguarda il fondo quattrocentesco del convento di San Marco.
In fondo alla Biblioteca è stato invece allestito un polo di documentazione sulla miniatura. Oltre alle teche dove si spiega la tecnica e si mostrano gli strumenti necessari per questa “arte”, è stato  collocato un touchscreen che consente l’esplorazione di tutte le carte dei codici miniati  dall’Angelico, conservati nel Museo, e di quelli realizzati per il convento di San Marco tra il 1444 e il 1454, a spese di Cosimo de’ Medici, con la partecipazione, per la scrittura, di fra’ Benedetto, fratello dell’Angelico, e per la miniatura di Filippo di Matteo Torelli e Zanobi Strozzi, uno dei suoi più stretti collaboratori e seguaci.

Restauro di San Pier Scheraggio

Restauro di San Pier Scheraggio. Uffizi: restaurate le superfici architettoniche e le pitture murali di San Pier Scheraggio
Uno straordinario laboratorio-scuola all’interno del complesso vasariano degli Uffizi per un selezionato gruppo di studenti di restauro.

http://www.polomuseale.firenze.it/areastampa/files/54b79be829644500150000ad/IMG_9419.JPG
Si è concluso con successo il Corso di Formazione per il  restauro di superfici architettoniche e pitture murali dell’ex-chiesa di San Piero in Scheraggio, organizzato dalla Scuola Edile di Firenze e che ha visto impegnato anche un gruppo di giovani allievi dell’istituto fiorentino. Avviatosi lo scorso settembre, il corso è riuscito a portare a termine il recupero degli elementi decorativi delle strutture murarie originali della ex-chiesa di impianto romanico, successivamente  inglobata dal Vasari nella costruzione degli Uffizi.
Con la direzione scientifica di Daniela Parenti (Direttrice del Dipartimento pittura del Medioevo e primo Rinascimento degli Uffizi) e di Antonio Godoli (Direttore dipartimento di architettura degli Uffizi ), e sotto la diretta responsabilità di una restauratrice abile e esperta come Laura Lucioli, nell’arco di quattro mesi gli studenti hanno appreso, applicandole con successo, le teorie e le tecniche del restauro su questa tipologia di strutture architettoniche decorate.
L’organizzazione di questo corso è stata possibile anche grazie al contributo economico della Camera di Commercio di Firenze e alla disponibilità del Polo Museale Fiorentino nella messa a disposizione dei locali.
“Si è trattato – dice il Soprintendente ad interim del Polo Museale Fiorentino, Alessandra Marino – di una bella occasione di impegno anche perché è stata l’occasione per riportare dai depositi di Palazzo Pitti in San Pier Scheraggio l’affresco con la figura di un santo staccato più di cinquant’anni fa da una delle colonne che si vedono in via della Ninna ed è stato temporaneamente riposizionato all’interno della chiesa, costituendo quindi un’opportunità di ripensamento per una sua successiva e definitiva collocazione”.
“A conclusione del laboratorio in quella che era la navata destra di San Pier Scheraggio – aggiunge il Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali – ribadisco la convinzione espressa quando esso mi fu proposto. Vale a dire che la formazione di restauratori e d’artigiani rappresenta per Firenze un investimento indispensabile per il suo futuro. Posso ben dirlo dopo tanti interventi negli ambienti storici degli Uffizi; interventi felicemente compiuti proprio per l’alta specializzazione degli operatori impegnati. Quella fiorentina è una tradizione antica e nobile, che va tenuta viva”.
“La Scuola Edile di Firenze è attiva da oltre 50 anni nel settore della formazione in edilizia con particolare attenzione nella formazione di restauratori dei beni architettonici – afferma il Direttore della Scuola Edile di Firenze, Alessandro Alfaioli – e tutti i corsi hanno per oggetto beni di proprietà pubblica grazie ad una serie di convenzioni che ci consentono di svolgere all’interno di immobili di proprietà della Soprintendenza. Questi laboratori possono essere sia individuati di volta in volta, come in questo caso, o permanenti come quello all’interno della Villa medicea della Petraia dove si svolgono i corsi di restauro degli arredi e dipinti. Il nostro scopo è dare a giovani appassionati l’occasione di crescere e formarsi su beni culturali unici al mondo, godendo di un raro privilegio. D’altro canto è altrettanto importante per la nostra Scuola, espressione delle parti sociali sindacali e datoriali di ANCE, offrire loro reali opportunità di ingresso nel mondo del lavoro. Si tratta di un obiettivo alto e forse molto complesso in questo momento economico ma dal quale non ci vogliamo sottrarre in virtù della nostra stessa natura”.
“Seppure ridotte ormai a pochi frammenti – sottolinea Daniela Parenti – le pitture murali restaurate testimoniano l’importanza che la chiesa di San Pier Scheraggio, officiata fino al tardo XVIII secolo, ebbe in epoca medievale nella vita religiosa e civica fiorentina, ospitando fra l’altro le riunioni dei priori delle Arti prima della costruzione di Palazzo Vecchio. Il velario presente lungo la parete che in origine chiudeva la navata destra della chiesa sembra risalire al XIII secolo, mentre già alla prima metà del secolo seguente sono riferibili gli affreschi con San Francesco e un santo martire raffigurati sulle colonne, che attestano lo splendore decorativo che doveva caratterizzare l’edificio”.
“Se ce ne fosse bisogno – ricorda Antonio Godoli – questa è una bella dimostrazione che l’architettura romanica fu ‘scuoiata’ dei suoi intonaci dipinti, come spesso ricorda Antonio Paolucci”.
“È stata un’esperienza pratica molto ricca – conclude la restauratrice Laura Lucioli – durante la quale i ragazzi hanno potuto operare su una casistica di materiali e situazioni conservative differenti tra loro. Siamo  partiti con interventi sul paramento lapideo e in laterizio, per poi intervenire sugli intonaci antichi e concludere con  l’affresco e l’affresco staccato”.

Il corso-restauro
Il corso ha previsto lezioni teoriche e pratiche con una particolare attenzione alle attività di spolveratura delle superfici, preconsolidamento delle porzioni decoese di intonaco, lapideo e affresco, rimozione di materiali non idonei dovuti ai vecchi restauri, prove comparative di pulitura per individuare la metodologia più idonea per il restauro delle superfici, pulitura delle superfici con mezzi chimici, fisici e meccanici, consolidamento a tergo degli intonaci e degli affreschi, consolidamento della superficie lapidea e in laterizio, stuccatura delle zone fratturate, lesionate o mancanti di tutti i materiali, reintegrazione cromatica delle superfici pittoriche e applicazione dei diversi modi di restituzione estetica di una superficie di intonaco antico.
Durante l’intervento è stato anche recuperato e ricollocato all’interno di San Pier Scheraggio l’affresco staccato da Amedeo Benini da una colonna di via della Ninna, già posizionato su una colonna in struttura lignea che ne fa il supporto e che dal 1957 giaceva  nei depositi di Palazzo Pitti.
Il restauro che si è sviluppato nei locali al piano terra del prestigioso sito ha visto l’allestimento di un cantiere temporaneo di restauro con ponteggi e approntamenti, finalizzato oltre che al restauro anche alla diffusione della cultura della sicurezza. Ai giovani allievi sono state impartite le nozioni basilari sulle buone pratiche in materia di sicurezza che per la Scuola Edile sono prioritarie nell’approccio al mondo del lavoro in tutte le sue articolazioni.

Numeri e informazioni aggiuntive
Gli allievi che hanno partecipato al corso-restauro sono stati otto (sette ragazze e un ragazzo).
Le ore di formazione sono state 360, nella quasi totalità di laboratorio presso gli Uffizi.
Presso il laboratorio hanno insegnato: la restauratrice Laura Lucioli e la sua assistente, Ciaki Yamamoto.
Oltre alle lezioni pratiche, i giovani allievi hanno ricevuto anche le informazioni di legge sulla sicurezza nei cantieri.
Gli allievi – Andreea Carmina Bardazzi, Zerihun Binazzi, Svetlana Cozzi, Laura Filetti, Chiara Manfriani, Stefania Nicolamme, Lucia Ricci e Valentina Santoro – sono tutti di nazionalità italiana e di età compresa tra 20 e 29 anni.

Giornata dell’archeologia, del patrimonio e del restauro

Visite gratuite per famiglie alla mostra di Tosi per la “Giornata dell’archeologia,del patrimonio e del restauro” .Domenica 7 dicembre 2014, in occasione della “Giornata Nazionale dell’archeologia, del patrimonio artistico e del restauro” promossa dal MiBACT, la Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino e la Galleria del Costume di Palazzo Pitti, propongono due visite per famiglie alla mostra “Omaggio al maestro Piero Tosi. L’arte dei costumi di scena dalla Donazione Tirelli”.

http://www.polomuseale.firenze.it/areastampa/files/546b1213296445380e000099/Locandina%20per%20il%207%20dicembre.jpgL’occasione offrirà la possibilità di partecipare a un percorso alla scoperta degli abiti creati per attori di cinema e teatro dalle abili mani di Piero Tosi, costumista, artista e poeta che con la sua arte riuscì a “vestire i sogni”. Per questa iniziativa si ringrazia la Fondazione sistema Toscana-Mediateca per la gentile collaborazione.
Queste le specifiche degli appuntamenti: le visite si terranno alle ore 10.30 e alle ore 11.45 con accompagnamento didattico gratuito con l’ausilio del personale interno; l’ingresso è con il biglietto d’accesso alla Galleria del Costume. Gli adulti usufruiranno della gratuità del biglietto, grazie alla coincidenza con la prima domenica del mese, giorno di ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali. Si ricorda che per i minori l’ingresso è sempre gratuito.
Prenotazione obbligatoria a partire da mercoledì 19 novembre presso: Sezione Didattica, via della Ninna 5, tel. 055-284272 – didattica@polomuseale.firenze.it in orario d’ufficio, ore 9-13. Non verranno accettate prenotazioni (sia telefoniche, sia attraverso mail) arrivate fuori dai termini indicati.  Per ogni visita è previsto un numero massimo di 15 bambini.

Salone dell’Arte e del Restauro

Dal 13 al 15 novembre 2014 si svolgerà alla Fortezza da Basso la quarta edizione del Salone
dell’Arte e del Restauro, evento culturale di portata nazionale e internazionale, di grande
rilevanza ai fini della conservazione del patrimonio culturale mondiale e che conferma il
ruolo leader dell’Italia – e del capoluogo toscano in particolare – nel settore. Non a caso,
infatti, la nuova edizione del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze si preannuncia
come vetrina privilegiata per le novità del settore, alcune delle quali di straordinaria
importanza nei vari ambiti della tutela delle opere d’arte in occasione di calamità naturali
(eventi sismici) e per quanto riguarda le mille problematiche legate al restauro dei beni
archeologici.

La manifestazione – che sarà presentata nella conferenza stampa di martedì 11
novembre, alle ore 12 in Palazzo Vecchio, a Firenze – si terrà negli spazi del
Padiglione Cavaniglia della Fortezza da Basso e già nelle settimane che precedono
l’evento, l’Associazione no Profit – ISTUR CHT (segreteria organizzativa) d’intesa con PLS
Educational Spa (segreteria commerciale), hanno potuto delineare un incremento
numerico rispetto al passato.
L’INAUGURAZIONE E IL PROGRAMMA
Il Salone dell’Arte del Restauro di Firenze sarà inaugurato giovedì 13 novembre alle
9.30 nella Sala della Scherma, all’interno della Fortezza da Basso, alla presenza, tra
gli altri, del Sindaco di Firenze, Dario Nardella, del Sottosegretario dei beni e delle
attività culturali, Ilaria Borletti Buitoni, del Direttore Generale per la Valorizzazione
del Patrimonio Culturale, Anna Maria Buzzi, del Presidente del Comitato di
Presidenza dell’Associazione Civita, Gianni Letta, e del Presidente del Salone,
Franco Sottani.

SOS RESTAURO: UN PERCORSO TRA MOSTRE, CONVEGNI E VISITE
La crescente attenzione sui beni culturali, e i tanti pericoli cui sono esposti per cause
naturali e non, pongono sempre più in primo piano le problematiche legate alla
conservazione del patrimonio che rappresenta la memoria di una civiltà. Sarà proprio alle
tante domande emergenti da questo scenario, che il Salone dell’Arte e del Restauro di
Firenze tenterà di dare risposte certe. Lo farà attraverso l’organizzazione di due diversi
momenti riuniti dall’etichetta “SOS Restauro” che si terranno nel Talking Corner del
Padiglione Cavaniglia.
Il primo è previsto venerdì 14 alle 11: si tratterà di una tavola rotonda dal titolo “SOS
Restauro. Emergenze e soluzioni tecnologiche” in cui si discuterà di come si affrontano
nel breve, medio e lungo periodo le emergenze relative ai beni culturali vittime di terremoti,
alluvioni e altri eventi naturali. In funzione di questo incontro, come indicato, nello stand
del MiBACT saranno visibili due opere d’arte “vittime” di eventi sismici e provenienti da
L’Aquila e da Mirandola (MO).
Inoltre, grazie alla disponibilità del personale dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze,
nell’ambito della tavola rotonda i visitatori del Salone avranno la possibilità di
accedere al vicino Laboratorio Restauri della Fortezza e di ammirare – per la prima
volta dopo 48 anni – le cinque tavole in restauro dell’Ultima cena di Giorgio Vasari,
dipinto della Basilica di Santa Croce che fu alluvionato nel 1966. Le tre visite guidate,
per un massimo di 20 persone ciascuna – sono previste venerdì 14 novembre alle 16, alle
16.30 e alle 17 e saranno appannaggio esclusivo dei visitatori del Salone; le prenotazioni
si effettueranno telefonicamente al n. +39-055-217940 dal lunedì al venerdì (dalle 10 alle
13.30 e dalle 14.30 alle 18), a partire dal 3 novembre; non saranno ammesse più di due
prenotazioni per ogni telefonata.
Il secondo incontro, più tecnico, si intitola “SOS Restauro. La valutazione del rischio
vibrazione e sismico nel processo di movimentazione ed esposizione delle opere
d’arte”, proporrà alcune interessanti novità ed è previsto per sabato 15, sempre alle 11.