NARDELLA A GENTILONI: “COMPLETATE RIFORMA CITTA’ METROPOLITANE”

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“Le città metropolitane sono in mezzo al guado, si completi riforma” ha detto Nardella annunciando lettera al premier Gentiloni “ad oggi le città metropoli assomigliano a vecchie province.”

“Il completamento della riforma avviata con la legge Delrio nel 2014 è una emergenza, perché le città metropolitane oggi sono in mezzo al guado”. Lo ha affermato Dario Nardella, sindaco di Firenze e coordinatore nazionale delle Città metropolitane, annunciando una lettera al premier Paolo Gentiloni per portare a termine il processo di riforma avviato. Nardella ha ricordato ai cronisti, a margine dell’assemblea annuale di Confindustria Firenze, che oggi le Città metropolitane “assomigliano ancora per molti aspetti troppo alle vecchie province, e non hanno quegli strumenti fiscali di autonomia e di governo comparabili alle altre grandi città metropolitane europee”.

Per accelerare la ripresa italiana, secondo il sindaco di Firenze, “non possiamo che passare dalle 14 grandi città metropolitane dove si concentra il maggiore tasso di innovazione, di ricerca, di imprenditorialità: su questo credo che il governo abbia tutte le carte per poterci dare una risposta positiva e risolutiva”.

“Sono pronto a costruire quella Firenze 4.0 insieme a voi, perché siamo una grande orchestra, e quando Firenze è unita non ha rivali”. ha aggiunto il sindaco di Firenze, parlando all’assemblea, dopo che nella sua relazione il presidente Luigi Salvadori aveva invocato “un Patto di scopo per una città metropolitana 4.0″. Edilizia, rifiuti, rendita, lavoro in comune sono i temi su cui ha insistito Nardella. “Vorrei che gli imprenditori – ha sottolineato – una volta per tutte dicessero con grande forza se i rifiuti vanno messi sottoterra o se possiamo accettare una sfida coraggiosa su differenziata e termovalorizzazione”.

Il sindaco ha fatto anche riferimento all’allarme lanciato da Salvadori sul “turismo ciabattone” che “soffoca la città”, dicendo che “per me è un tema centrale, che non riguarda solo Firenze ma anche le altre città d’arte”.

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SANITA’, SACCARDI INAUGURA NUOVA AREA OSPEDALE CUORE DI MASSA

Ospedale del Cuore Massa Saccardi

Dopo aver visitato il centro clinico del carcere di Massa Saccardi l’assessore alla Sanità Saccardi ha inaugurato la nuova area di degenza adulti dell’Ospedale del Cuore. “Ospedale riferimento di molte regioni, si prende cura di tutti.”

Dopo l’intervento del direttore Luciano Ciucci e dei diversi professionisti che hanno illustrato l’importanza di questa inaugurazione e le peculiarità di una struttura che “si prende cura del cuore di tutti” (dal feto, al neonato fino al grande anziano) è intervenuta Stefania Saccardi, assessore regionale al diritto alla salute che, oltre a ringraziare coloro che garantiscono giornalmente un’alta qualità dell’assistenza, ha sottolineato la capacità di tutti i professionisti di lavorare in rete e, in particolare, con la rete pediatrica toscana dell’emergenza.

“Il fatto che l’ospedale del Cuore sia un punto di riferimento per molte regioni – ha detto -, oltre ad essere motivo di vanto è soprattutto un valore aggiunto per tutto il Sistema Sanitario Toscano, che può contare su questa eccellenza in campo clinico, chirurgico, innovativo e scientifico. L’ospedale del Cuore – ha concluso Stefania Saccardi – è la prova che le buone pratiche, se messe in comune con tutto il sistema, diventano patrimonio di tutti, alzando il livello dell’intero sistema, che poi è lo spirito della riforma toscana”.

L’ospedale del Cuore è in rete con la Asl Toscana Nord Ovest, la Asl Toscana Centro, la Asl Toscana Sud Est, l’ospedale pediatrico Meyer, l’Azienda Ospedaliera Pisana, l’Azienda ospedaliera di Careggi e Senese, la Asl “Spezzina”, l’azienda Ospedaliera di Cagliari e con i centri esteri di Banja Lucka, Lubjana, Bucarest. Da non dimenticare che è il secondo centro in Italia per complessità della casistica ed è il primo a livello nazionale per procedure di emodinamica e per scompenso cardiaco.

E’ inoltre, un ospedale leader per tecniche innovative e per ricerca, con esiti di eccellenza. La Fondazione Monasterio opera in piena collaborazione con le strutture circostanti, come dimostrano alcuni progetti in atto, tra cui quello per la cartella clinica informatizzata, partito dall’ospedale del Cuore e che si sta realizzando in tutti gli ospedali dell’Azienda Toscana nord ovest. Importante, nell’ambito delle reti cliniche, anche il progetto di teleconsulto per le cardiopatie in età pediatrica e neonatale (“Arriviamo al cuore di tutti”) realizzato con il contributo dei Lions toscani.

La giornata massese dell’assessore Saccardi è iniziata con la visita al centro clinico del carcere di Massa, che sicuramente rappresenta un punto avanzato nella cultura della sanità carceraria. “Sono rimasta piacevolmente sorpresa da alcuni servizi rivolti alla popolazione carceraria, come ad esempio, la possibilità per i detenuti di scegliersi il medico di medicina generale o le diverse opportunità in campo clinico e riabilitativo. Ritengo – ha affermato Stefania Saccardi – che la civiltà di un sistema si valuta anche da come vengono trattati i detenuti e tutti coloro che sono più in difficoltà”.

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UNIVERSITA’ FIRENZE, RICERCA DALLA FLORA INTESTINALE PER COMPRENDERE AUTISMO

flora intestinale compredere autismo Università di Firenze

Ricercatori del Cnr e dell’Università di Firenze hanno approfondito lo studio sui  microorganismi intestinali di soggetti affetti da autismo.

La ricerca, firmata per l’Ateneo fiorentino da Duccio Cavalieri (Dipartimento di Biologia), Antonino Calabrò e Daniela Renzi (Dipartimento di Scienze Biomediche, Sperimentali e Cliniche “Mario Serio”), ha preso in esame la composizione del microbiota intestinale di soggetti adulti affetti da autismo, cioè l’insieme di microrganismi che ‘vivono’ nell’intestino umano.

Lo studio, coordinato da Carlotta De Filippo dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba-Cnr), ha utilizzato sofisticate tecniche di metagenomica e bioinformatica per caratterizzare le centinaia di batteri e – per la prima volta – anche di funghi presenti nell’intestino (questi ultimi rappresentano circa l’1-2% del microbiota intestinale). I risultati forniscono un set di marcatori preziosi per valutare e guidare studi di intervento sulla dieta, che è alla base della composizione del microbiota.

Nei soggetti presi in esame, il profilo di cinque generi microbici e uno fungino, inclusi i coliformi, “Clostridium” e “Candida”, appaiono aumentati al crescere della gravità dei sintomi. Riscontrata, inoltre, la presenza di “Escherichia coli”, un batterio rivelatore di stati infiammatori. “I risultati ottenuti – commenta Duccio Cavalieri – pongono le basi per futuri studi di intervento mirati alla modulazione della dieta e del microbiota con la prospettiva di migliorare la qualità della vita delle persone malate, riducendo i problemi intestinali comuni a molti pazienti”. Al lavoro, pubblicato su “Microbiome“, hanno partecipato anche la Fondazione “Edmund Mach” di Trento e l’Azienda ospedaliero universitaria di Siena.

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DALLE ROCCE A CELLULE CARDIACHE: UNIVERSITA’ FIRENZE IN UN PROGETTO DI RICERCA

dalle rocce alle cellule cardiache

Dalle rocce un nuovo approccio allo studio delle cellule cardiache. Una ricerca di Cnr, Lens e Atenei Firenze e Friburgo ha dimostrato come anomalie propagazione segnali elettrici inducono a patologie.

Un team di ricerca coordinato dall’Ino-Cnr e a cui hanno collaborato il Laboratorio europeo di spettroscopie non-lineari (Lens) e gli Atenei di Firenze e di Friburgo, ha misurato per la prima volta alcune proprietà elettriche delle cellule cardiache sfruttando un’analogia tra la corrente elettrica e il trasporto di materia. Lo studio, che ha tratto spunto dall’ambito geologico, è pubblicato su Pnas e apre a nuove terapie mirate per infarto e aritmie.

“Il lavoro – spiega Leonardo Sacconi che ha coordinato i ricercatori dell’Ino-Cnr – ha tratto ispirazione da una ricerca pubblicata nel 1951 in ambito geologico, nel quale la velocità di diffusione dell’acqua all’interno di rocce porose è stata ricavata misurando la capacità delle rocce nel condurre la corrente elettrica. Le cellule cardiache sono caratterizzate da una complessa rete intracellulare, denominata rete tubulare, responsabile della propagazione elettrica all’interno della cellula”. Immaginando questa fitta rete di tubuli come la struttura porosa di una roccia, gli studiosi sono riusciti ad ottenere informazioni sulla propagazione elettrica a partire dalle loro caratteristiche diffusive, indagate attraverso una tecnica microscopica avanzata (Frap).

“Mediante un fascio laser ad alta intensità – spiega Marina Scardigli, primo autore dello studio e dottoranda associata Ino-Cnr -, abbiamo prima disattivato alcune molecole fluorescenti presenti all’interno della rete tubulare e poi abbiamo osservato il tempo che le molecole attive all’esterno della cellula hanno impiegato per diffondersi al suo interno. Sviluppando un modello matematico ad hoc, la diffusione delle molecole fluorescenti all’interno della cellula è stata utilizzata per determinare la conduttività elettrica della rete tubulare e quindi per valutare l’efficienza della rete nel propagare i segnali elettrici che determinano la contrazione cardiaca”.

“Con questa innovativa metodologia – conclude Sacconi – è stato possibile evidenziare anomalie della conduzione dei segnali elettrici in presenza di importanti patologie come l’infarto conclamato; anomalie nella propagazione possono indurre disfunzioni meccaniche nel cuore con conseguente propensione allo sviluppo di aritmie. Una migliore comprensione di questi meccanismi potrebbe portare allo sviluppo di nuove terapie mirate a questo genere di patologie”.

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Marmi antichi degli Uffizi

Marmi antichi degli Uffizi: pubblicato il IV volume di “Studi e restauri”.Curato dal responsabile del Dipartimento di Antihità della Galleria degli Uffizi, Fabrizio Paolucci, è stato appena pubblicato da Polistampa il quarto volume della collana “Studi e restauri dedicato a I marmi antichi della Galleria degli Uffizi. I tre precedenti tomi – pubblicati tra il 2006 e il 2010 – furono curati dall’allora capo dipartimento, Antonella Romualdi, prematuramente scomparsa due anni fa e alla cui memoria il libro è dedicato.

Nel volume, ricco di immagini, trovano spazio sei capitoli  – dedicati alle vicende di altrettante opere degli Uffizi che nel tempo sono state restaurate o solo studiate.
Scrive il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, nelle sue “Riflessioni introduttive”, che “Pressochè ognuno dei marmi inseriti nel tempo, principalmente dai Medici, nella Galleria più rappresentativa di Firenze (e da qui anche migrati in altre sedi del sistema museale), crea l’occasione per seguire percorsi innovativi, intessuti di nuove riflessioni e di scoperte eccellenti”.
Da parte sua, il Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, nella sua presentazione fa esplicito riferimento alla tensione emotiva di Antonella Romualdi nei confronti dei tesori lapidei del museo e afferma: “Venuta in Galleria dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana nel 2001, da subito e con autorevolezza aveva messo mano a interventi di restauro delle sculture esposte nei corridoi, restituendo loro sembianze confacenti alla qualità che le distingue”.
“Quasi dieci anni or sono – dice Fabrizio Paolucci nella’introduzione adel volume – Antonella Romualdi diede vita a una raccolta di studi dedicata ai marmi antichi presenti in Galleria che giunge ora alla sua quarta uscita. Anche in questo volume, traendo spunto da restauri spesso complessi e impegnativi, studiosi del settore hanno fatto nuova luce su opere celeberrime come il Cinghiale o la Leda, offrendo elementi decisivi per un loro più corretto inquadramento stilistico e cronologico”.