Eccedenze alimentari e riduzioni rifiuti, siglato protocollo in Toscana

Eccedenze alimentari e riduzioni rifiuti, siglato protocollo in Toscana

Protocollo per favorire e valorizzare la donazione delle eccedenze alimentari e contemporaneamente ridurre la quantità di rifiuti, è stato siglato stamani in Regione nel corso dell’evento che si è tenuto in Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, dal titolo “Se lo spreco zero è un’utopia ridurre le eccedenze e aumentare le donazioni è un obiettivo possibile”.

Prima della firma del protocollo è stato illustrato il progetto LIFE-Food.Waste.StandUp (progetto di filiera, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma per l’ambiente e l’azione per il clima LIFE 2014-2020), coordinato da Federalimentare (capofila), in partenariato con Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare onlus e Unione Nazionale Consumatori e finalizzato ad aumentare la sensibilizzazione sociale sul tema della lotta allo spreco e sull’incremento delle donazioni alle persone in stato di bisogno.

A siglare il protocollo sono stati, per la Regione, gli assessori alle attività produttive, credito, turismo e commercio Stefano Ciuoffo, e al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi; Sandro Fallani in rappresentanza di Anci Toscana; e i rappresentanti di Federalimentare, Massimiliano Boccardelli; Federdistribuzione, Claudio Gradara; Fondazione Banco Alimentare onlus, Leonardo Carrai; Unione Nazionale Consumatori, Concettina Graziadio, riunite nel Consorzio LIFE-Food.Waste.StandUp.

“La crisi economica ha impoverito molte famiglie, mettendole in difficoltà anche per l’acquisto di cibo”, è il commento dell’assessore Stefania Saccardi “Per combattere questo fenomeno, Regione Toscana ha già attuato dal 2015 un programma di interventi assieme alla Caritas e all’Associazione Banco alimentare della Toscana, e un nuovo piano di interventi di contrasto alla povertà alimentare è in corso di definizione per il 2018-2020. Inoltre, sempre con Caritas e Banco alimentare, e i soggetti della grande distribuzione, abbiamo realizzato il progetto “Spesa per tutti”. Questo protocollo ci consente di proseguire su questa strada virtuosa già intrapresa, combattendo lo spreco alimentare e destinando le eccedenze a chi ne ha bisogno”.

“Tutti i soggetti coinvolti in questa iniziativa, che peraltro prosegue e rafforza quelle già in atto da vari anni”, chiarisce l’assessore Stefano Ciuoffo “sono chiamati ad agire, nell’ambito delle rispettive competenze, per creare un circolo virtuoso che consente di soddisfare anzitutto un bisogno primario di tante famiglie in difficoltà. E successivamente di incidere in modo positivo sugli sprechi alimentari, sul riciclo dei materiali e su un complessivo, e potenzialmente importante, beneficio sociale collettivo. Fare squadra e agire in modo coordinato in ogni fase della catena permetterà di ottimizzare gli sforzi”.

“Quello delle perdite e degli sprechi alimentari”, ha detto Federica Fratoni nel suo saluto iniziale “é un problema che interessa l’intera filiera, dalla produzione al consumo, e che genera impatti ambientali ed economici negativi, sollevando anche questioni di carattere sociale. Non solo, lo spreco alimentare ha serie ripercussioni anche sui cambiamenti climatici, basti pensare alla dispersione delle risorse idriche ed energetiche. Si tratta di una sfida di responsabilità che ci coinvolge tutti, soggetti pubblici, privati e singoli cittadini, e che inizia dalle buone pratiche quotidiane. Progetti come il Like Food Waste StandUp sono importanti per promuovere la conoscenza e sensibilizzare verso la lotta allo spreco e il contrasto alla povertà sociale, anche attraverso interventi di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari”.

Lo spreco alimentare e la difficoltà ad acquistare cibo

In Italia, secondo i dati del Politecnico di Milano, ogni anno vengono prodotte circa 5,6 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari; di queste, solo l’8,6% è recuperato attraverso donazioni alle persone bisognose, mentre il resto diventa spreco: 12,6 miliardi di euro. Tra il 2012 e il 2015 l’Italia ha intrapreso un percorso virtuoso, complessivamente lo spreco è diminuito del -7,9% e le donazioni sono aumentate del +6,4%, ma molto può essere ancora fatto.

In Toscana, secondo elaborazioni di Federdistribuzione, si stima che lo spreco alimentare sia pari a circa 388.000 tonnellate, per il 45% attribuite alle famiglie e la restante parte agli operatori economici, con l’agricoltura responsabile per il 34%, il 14% a carico della distribuzione, il 5% da attribuire alla ristorazione e il 2% all’industria.

In Italia il dato più recente sulla spesa per consumi alimentari delle famiglie (Istat 2016) segnala una criticità diffusa: 6,5 famiglie su 100 dichiarano di non avere soldi in alcuni periodi dell’anno per l’acquisto del cibo. Il dato non è disponibile per la Toscana, ma si ferma al livello della ripartizione territoriale del Centro Italia, dove le famiglie in difficoltà per la spesa alimentare scendono al 5%, sotto la media nazionale.

Questo dato, tuttavia, risulta in calo progressivo dopo il picco registrato nel pieno della crisi economica, quando il 9% delle famiglie in Italia e il 7,5% delle famiglie del Centro Italia si trovavano in condizione di non poter coprire la spesa per consumi alimentari per tutto l’arco dell’anno. Il livello attuale dell’indicatore per il Centro Italia è tornato ai valori del 2007.

LIFE-Food.Waste.StandUp, il primo progetto di filiera contro lo spreco alimentare in favore delle donazioni

Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma per l’ambiente e l’azione per il clima LIFE 2014-2020, è incentrato sul tema della prevenzione e riduzione dello spreco alimentare e del recupero delle eccedenze, con l’obiettivo di sensibilizzare l’intera filiera, con attività di comunicazione e di informazione su tutto il territorio nazionale e anche in ambito europeo. E’ finalizzato alla lotta allo spreco e all’aumento delle donazioni alimentari a enti caritativi e persone bisognose.

Il progetto, coordinato da Federalimentare, in partenariato con Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare onlus e Unione Nazionale Consumatori, è partito il 7 luglio 2016 e si concluderà il 30 giugno 2019.

Il protocollo siglato stamani

Con la firma del protocollo, i soggetti firmatari si impegnano a:

promuovere forme di sostegno a persone indigenti, attraverso il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari (prodotti non più commercializzabili ma ancora commestibili) ad enti assistenziali e caritativi; promuovere la riduzione in proporzione dei quantitativi di rifiuti prodotti e, di conseguenza, i relativi costi economici, sociali ed ambientali di smaltimento degli stessi; proporre, in relazione al punto precedente, meccanismi premiali (tra cui la riduzione della tariffa comunale sui rifiuti) a favore degli operatori economici che donano le proprie eccedenze, anziché destinarle a rifiuto; diffondere la cultura dell’importanza di ridurre lo spreco alimentare; comunicare e divulgare i risultati e le best practices che ne deriveranno.

Verranno avviate attività per: favorire la raccolta presso i luoghi indicati dalle Aziende dei prodotti alimentari non più commercializzabili ma ancora edibili per la loro redistribuzione a strutture caritative, comprese Organizzazioni ed enti con cui le imprese hanno già un’attività di collaborazione; promuovere presso i Comuni l’adozione di misure premiali, in particolare la riduzione della tariffa comunale sui rifiuti, per le imprese che donano le proprie eccedenze; comunicare e divulgare i risultati e le best practices che ne deriveranno; promuovere l’incremento del numero di aziende e dei punti vendita che donano le proprie eccedenze alimentari; realizzare e diffondere campagne di comunicazione e/o informazione sull’importanza della riduzione dello spreco alimentare.

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Rifiuti, Scandicci: multa di 26mila euro per abbandono scarti pelletteria

Rifiuti, Scandicci: multa di 26mila euro per abbandono scarti pelletteria

Il titolare di una pelletteria  di Scandicci è stato individuato dalla polizia municpale mentre scaricava nelle sterpaglie vicino ai cassonetti scarti industriali. È stato denunciato e multato per 26.000 euro.

 

Ha abbandonato 15 sacchi stracolmi di scarti di pelletteria in mezzo alle sterpaglie, nei pressi di alcuni cassonetti. Ma, visto che si trattava di rifiuti provenienti da un’attività produttiva, dovevano essere smaltiti attraverso una ditta apposita. Per questo la Polizia Municipale ha denunciato il titolare di una ditta di pelletteria con sede a Scandicci.

L’uomo rischia la pena dell’arresto fino ad un anno e un ammenda fino a 26.000 euro. È questo l’epilogo dell’indagine avviata dalla Polizia Municipale dopo la segnalazione di un ispettore ambientale di Alia. Questi ha contattato gli agenti del reparto ambientale indicando l’abbandono di rifiuti in via di Scandicci al limite del confine comunale.

Immediato l’intervento della Polizia Municipale che ha constatato la presenza di 15 sacchi neri abbandonati a terra, nelle sterpaglie, nei pressi di alcuni cassonetti.  All’interno dei numerosi contenitori di plastica neri gli agenti hanno trovato diversi rimasugli  di scarti di attività di pelletteria con elementi riconducibili a una pelletteria con sede a Scandicci. Al titolare, un 41enne di origine cinese residente a Firenze da diversi anni, è stato contestato il reato di abbandono incontrollato di rifiuti. L’uomo è stato denunciato e rischia la pena dell’arresto fino ad un anno e un ammenda fino a 26.000 euro.

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Rifiuti, Giannarelli (M5s): “Toscana accoglierà rifiuti radioattivi?”

Rifiuti, Giannarelli (M5s): “Toscana accoglierà rifiuti radioattivi?”

Oltre 90mila metri cubi di rifiuti radioattivi prodotti a livello nazionale sono in attesa di locazione per essere stoccati da oltre due anni. Giannarelli: “vogliamo sapere se Pd e Rossi hanno candidato la Toscana per accogliere questo deposito”.

“L’Italia è sotto procedura di infrazione della Commissione Europea perché da due anni tarda ad indicare il luogo dove saranno stoccati i rifiuti radioattivi nazionali: 75mila metri cubi a bassa intensità e 15 mila ad alta attività. La questione dovrebbe chiudersi entro marzo e le regioni hanno la possibilità di indicare il proprio territorio come area potenzialmente idonea ad accogliere questo maxi deposito. Noi vogliamo sapere se Pd e Rossi hanno candidato la Toscana per accogliere questo deposito nazionale o almeno questa ce l’hanno risparmiata”. Così Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S e vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio.

“La nostra interrogazione attende ancora risposta nonostante siano già passati i sessanta giorni da regolamento – precisa il Cinque stelle – salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe arrivare durante il Consiglio regionale di domani”. Ricordando che la Carta delle aree potenzialmente idonee ad accogliere il deposito è di competenza di due ministeri, Ambiente e Sviluppo Economico, Giannarelli sottolinea come la mappa “esiste già, realizzata dall’azienda Sogin che cura la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, e doveva finire in un decreto governativo che ancora non è pubblico”.

Solo dopo il decreto le regioni potranno manifestare il proprio interesse, “ma sappiamo come ragiona la politica dei partiti: i giochi sono già fatti e il silenzio opportunistico in periodo elettorale non dovrebbe tranquillizzare i cittadini”, sottolinea il consigliere. “Ricordo che nella nostra Toscana è ancora attiva la ferita del Cisam di Pisa, dove la radioattività non è ancora un brutto ricordo – conclude – speriamo che nessuno voglia tornare ad esporre la popolazione a questi rischi”.

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Rifiuti: chiusa inchiesta sul traffico illegale, 59 indagati

Rifiuti: chiusa inchiesta sul traffico illegale, 59 indagati

La procura di Firenze ha notificato l’avviso di conclusione indagini a 59 persone. Prosegue indagine per 20 aziende.

Chiusa l’inchiesta della Dda di Firenze su un presunto traffico illecito di rifiuti e sullo sversamento di scarti nocivi in terreni agricoli della Toscana, che nel settembre del 2016 aveva portato agli arresti domiciliari, in esecuzione di custodia cautelare ai domiciliari, di sei imprenditori, cinque residenti a Lucca e uno a Padova. La procura di Firenze ha notificato 59 persone dell’avvenuta conclusione delle indagini.

Nel corso delle indagini, condotte dalla guardia di finanza, è emerso che scarti industriali altamente tossici sarebbero stati smaltiti senza essere trattati, e poi dispersi nell’ambiente anche tramite l’incenerimento. Inoltre, fanghi nocivi sarebbero stati riversati in terreni di aziende agricole poi adibiti a coltivazioni di grano.

Indagate anche 20 aziende, per lo più operanti nel settore del trasporto e della lavorazione dei rifiuti speciali. In particolare, un’impresa di Pescia (Pistoia) avrebbe smaltito illecitamente 36mila tonnellate di rifiuti, attraverso una ‘ripulitura’ fittizia e l’incenerimento di scarti di lavorazione provenienti dal ciclo produttivo della carta (pulper) – contenenti sostanze chimiche molto nocive per la salute -, interponendosi tra due importanti cartiere della Lucchesia.

Le indagini si sono focalizzate poi sull’attività di una società pisana, che, grazie alla connivenza dei proprietari che venivano risarciti con somme di denaro, avrebbe sversato circa 45 mila tonnellate di fanghi in terreni agricoli su cui poi veniva coltivato prevalentemente grano, per una superficie complessiva di 800 ettari, nelle zone di Peccioli (Pisa), Palaia (Pisa) e Montaione (Firenze), con guadagni illeciti per circa 2 milioni di euro.

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