Rifiuti, Giannarelli (M5s): “Toscana accoglierà rifiuti radioattivi?”

Rifiuti, Giannarelli (M5s): “Toscana accoglierà rifiuti radioattivi?”

Oltre 90mila metri cubi di rifiuti radioattivi prodotti a livello nazionale sono in attesa di locazione per essere stoccati da oltre due anni. Giannarelli: “vogliamo sapere se Pd e Rossi hanno candidato la Toscana per accogliere questo deposito”.

“L’Italia è sotto procedura di infrazione della Commissione Europea perché da due anni tarda ad indicare il luogo dove saranno stoccati i rifiuti radioattivi nazionali: 75mila metri cubi a bassa intensità e 15 mila ad alta attività. La questione dovrebbe chiudersi entro marzo e le regioni hanno la possibilità di indicare il proprio territorio come area potenzialmente idonea ad accogliere questo maxi deposito. Noi vogliamo sapere se Pd e Rossi hanno candidato la Toscana per accogliere questo deposito nazionale o almeno questa ce l’hanno risparmiata”. Così Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S e vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio.

“La nostra interrogazione attende ancora risposta nonostante siano già passati i sessanta giorni da regolamento – precisa il Cinque stelle – salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe arrivare durante il Consiglio regionale di domani”. Ricordando che la Carta delle aree potenzialmente idonee ad accogliere il deposito è di competenza di due ministeri, Ambiente e Sviluppo Economico, Giannarelli sottolinea come la mappa “esiste già, realizzata dall’azienda Sogin che cura la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, e doveva finire in un decreto governativo che ancora non è pubblico”.

Solo dopo il decreto le regioni potranno manifestare il proprio interesse, “ma sappiamo come ragiona la politica dei partiti: i giochi sono già fatti e il silenzio opportunistico in periodo elettorale non dovrebbe tranquillizzare i cittadini”, sottolinea il consigliere. “Ricordo che nella nostra Toscana è ancora attiva la ferita del Cisam di Pisa, dove la radioattività non è ancora un brutto ricordo – conclude – speriamo che nessuno voglia tornare ad esporre la popolazione a questi rischi”.

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Rifiuti: chiusa inchiesta sul traffico illegale, 59 indagati

Rifiuti: chiusa inchiesta sul traffico illegale, 59 indagati

La procura di Firenze ha notificato l’avviso di conclusione indagini a 59 persone. Prosegue indagine per 20 aziende.

Chiusa l’inchiesta della Dda di Firenze su un presunto traffico illecito di rifiuti e sullo sversamento di scarti nocivi in terreni agricoli della Toscana, che nel settembre del 2016 aveva portato agli arresti domiciliari, in esecuzione di custodia cautelare ai domiciliari, di sei imprenditori, cinque residenti a Lucca e uno a Padova. La procura di Firenze ha notificato 59 persone dell’avvenuta conclusione delle indagini.

Nel corso delle indagini, condotte dalla guardia di finanza, è emerso che scarti industriali altamente tossici sarebbero stati smaltiti senza essere trattati, e poi dispersi nell’ambiente anche tramite l’incenerimento. Inoltre, fanghi nocivi sarebbero stati riversati in terreni di aziende agricole poi adibiti a coltivazioni di grano.

Indagate anche 20 aziende, per lo più operanti nel settore del trasporto e della lavorazione dei rifiuti speciali. In particolare, un’impresa di Pescia (Pistoia) avrebbe smaltito illecitamente 36mila tonnellate di rifiuti, attraverso una ‘ripulitura’ fittizia e l’incenerimento di scarti di lavorazione provenienti dal ciclo produttivo della carta (pulper) – contenenti sostanze chimiche molto nocive per la salute -, interponendosi tra due importanti cartiere della Lucchesia.

Le indagini si sono focalizzate poi sull’attività di una società pisana, che, grazie alla connivenza dei proprietari che venivano risarciti con somme di denaro, avrebbe sversato circa 45 mila tonnellate di fanghi in terreni agricoli su cui poi veniva coltivato prevalentemente grano, per una superficie complessiva di 800 ettari, nelle zone di Peccioli (Pisa), Palaia (Pisa) e Montaione (Firenze), con guadagni illeciti per circa 2 milioni di euro.

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FIRENZE, VERTICE SINDACI NARDELLA E BIFFONI CONTRO RIFIUTI “ABUSIVI”

Nardella Vertice Biffoni Città Metropolitana MAGGIO Nardella morte bargellini

Il sindaco Nardella e il collega pratese Biffoni si sono incontrati a Palazzo Medici Riccardi per affrontare il fenomeno abbandono rifiuti tessili: “Piena collaborazione. Ci rivolgeremo anche alle autorità giudiziarie competenti”

All’ordine del giorno i servizi delle due città, le attività istituzionali sinergiche e i progetti di sviluppo condivisi. Tra le questioni affrontate dai due sindaci anche i primi passi della nuova azienda municipalizzata Alia e la problematica dell’abbandono dei rifiuti, in particolare degli scarti tessili, nei Comuni della Città metropolitana di Firenze e della Provincia di Prato.

È forte la volontà dei sindaci di lavorare insieme per affrontare una problematicità che varca i confini comunali, con l’abbandono di scarti di lavorazione e di rifiuti indifferenziati a macchia di leopardo nell’area vasta compresa tra Prato e Firenze. Per questo motivo è stata presa la decisione unanime di rivolgersi alla Procura della Repubblica perché avvii un’indagine approfondita sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti da parte delle aziende dei territori pratesi e fiorentini. Questo tema, inoltre, sarà messo all’ordine del giorno della giunta congiunta tra Comuni di Firenze e Prato che si terrà il prossimo settembre.

“L’incontro di stamani è stato molto importante perché ci ha permesso di fare il punto sulle questioni che accomunano i nostri comuni – ha detto il sindaco Nardella -, sulle quali lavorare in sinergia già a partire dall’incontro congiunto tra le due giunte comunali che faremo nel mese di settembre. Con Biffoni c’è piena collaborazione per affrontare insieme il nuovo fenomeno dei rifiuti tessili abbandonati in periferia al confine tra le due città – ha continuato – e ci rivolgeremo anche alle autorità giudiziarie competenti. Da soli noi sindaci non possiamo farcela. È fondamentale affrontare insieme e in maniera decisa e strutturata, l’abbandono dei rifiuti sui nostri territori e stroncare eventuali traffici illeciti collegati”.

“A Prato abbiamo dato una forte stretta sui controlli per contrastare il fenomeno dello smaltimento illegale e dell’abbandono degli scarti tessili, sia agendo direttamente sulle aziende per verificare la regolarità della gestione dei rifiuti, sia con attività sul territorio grazie all’impegno della Polizia comunale e provinciale – ha sottolineato il sindaco di Prato Biffoni -. Questo non è sufficiente perché è fondamentale un intervento di ampio respiro al di là dei confini comunali di competenza.Per questo già nel mese di aprile, tramite la Prefettura di Prato, abbiamo chiesto un incontro alla Prefettura di Firenze segnalando la situazione e auspicando il coordinamento di controlli interprovinciali. D’accordo con il sindaco Nardella le città di Firenze e Prato faranno un passo ulteriore, rivolgendosi anche alla Procura della Repubblica affinché vengano troncati i traffici illeciti e gli abbandoni. Un intervento strutturato è fondamentale per tre ordini di motivi – ha aggiunto Biffoni -: garantire il rispetto delle regole e la legalità, mantenere il decoro urbano e ambientale dei nostri territori, tutelare tutte le aziende che lavorano nel rispetto delle norme e che trovano la concorrenza di chi crede di fare il furbo”.

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Nardella Vertice Biffoni Città Metropolitana MAGGIO Nardella morte bargellini

Il sindaco Nardella e il collega pratese Biffoni si sono incontrati a Palazzo Medici Riccardi per affrontare il fenomeno abbandono rifiuti tessili: “Piena collaborazione. Ci rivolgeremo anche alle autorità giudiziarie competenti”

All’ordine del giorno i servizi delle due città, le attività istituzionali sinergiche e i progetti di sviluppo condivisi. Tra le questioni affrontate dai due sindaci anche i primi passi della nuova azienda municipalizzata Alia e la problematica dell’abbandono dei rifiuti, in particolare degli scarti tessili, nei Comuni della Città metropolitana di Firenze e della Provincia di Prato.

È forte la volontà dei sindaci di lavorare insieme per affrontare una problematicità che varca i confini comunali, con l’abbandono di scarti di lavorazione e di rifiuti indifferenziati a macchia di leopardo nell’area vasta compresa tra Prato e Firenze. Per questo motivo è stata presa la decisione unanime di rivolgersi alla Procura della Repubblica perché avvii un’indagine approfondita sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti da parte delle aziende dei territori pratesi e fiorentini. Questo tema, inoltre, sarà messo all’ordine del giorno della giunta congiunta tra Comuni di Firenze e Prato che si terrà il prossimo settembre.

“L’incontro di stamani è stato molto importante perché ci ha permesso di fare il punto sulle questioni che accomunano i nostri comuni – ha detto il sindaco Nardella -, sulle quali lavorare in sinergia già a partire dall’incontro congiunto tra le due giunte comunali che faremo nel mese di settembre. Con Biffoni c’è piena collaborazione per affrontare insieme il nuovo fenomeno dei rifiuti tessili abbandonati in periferia al confine tra le due città – ha continuato – e ci rivolgeremo anche alle autorità giudiziarie competenti. Da soli noi sindaci non possiamo farcela. È fondamentale affrontare insieme e in maniera decisa e strutturata, l’abbandono dei rifiuti sui nostri territori e stroncare eventuali traffici illeciti collegati”.

“A Prato abbiamo dato una forte stretta sui controlli per contrastare il fenomeno dello smaltimento illegale e dell’abbandono degli scarti tessili, sia agendo direttamente sulle aziende per verificare la regolarità della gestione dei rifiuti, sia con attività sul territorio grazie all’impegno della Polizia comunale e provinciale – ha sottolineato il sindaco di Prato Biffoni -. Questo non è sufficiente perché è fondamentale un intervento di ampio respiro al di là dei confini comunali di competenza.Per questo già nel mese di aprile, tramite la Prefettura di Prato, abbiamo chiesto un incontro alla Prefettura di Firenze segnalando la situazione e auspicando il coordinamento di controlli interprovinciali. D’accordo con il sindaco Nardella le città di Firenze e Prato faranno un passo ulteriore, rivolgendosi anche alla Procura della Repubblica affinché vengano troncati i traffici illeciti e gli abbandoni. Un intervento strutturato è fondamentale per tre ordini di motivi – ha aggiunto Biffoni -: garantire il rispetto delle regole e la legalità, mantenere il decoro urbano e ambientale dei nostri territori, tutelare tutte le aziende che lavorano nel rispetto delle norme e che trovano la concorrenza di chi crede di fare il furbo”.

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TPL, CISPEL TOSCANA: “DA REGIONE MANCATO EQUILIBRIO DELLA GARA”

Cispel Tpl

E’ quanto denuncia il presidente di Confservizi Cispel Toscana De Girolamo. La risposta dell’assessore ambiente Toscana Fratoni: “ingeneroso incolpare Regione per i ritardi.”

Nella vicenda del Tpl in Toscana “la gestione approssimativa e non equilibrata della gara da parte della Regione ci ha fatto commettere una serie di errori di sottovalutazione”, e c’è stata “una certa partigianeria, tra virgolette, rispetto al competitor francese, pubblicamente dichiarata”. Lo ha affermato Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, nell’assemblea dell’associazione oggi a Firenze.

La gara regionale del Tpl si è trasformata in una vicenda giudiziaria dopo i ricorsi alla giustizia amministrativa da parte del consorzio Mobit, che riunisce le aziende toscane di settore (aderenti a Cispel), nei confronti di Autolinee Toscane (gruppo Ratp): il Consiglio di Stato ha chiesto il pronunciamento da parte della Corte di giustizia europea. Quest’ultima “ha bisogno in media di due anni per arrivare a una sentenza”, ha osservato De Girolamo, secondo cui “questo comparto non può aspettare due anni”, e quindi ora “la Regione ha convocato le aziende al tavolo, per valutare le diverse possibilità: il tempo stringe, tutti dobbiamo fare la nostra parte e noi la faremo, in un quadro nel quale il contenzioso pesa come un macigno sulle nostre teste”.

Pronta la risposta dell’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni “Ingeneroso e ingiustificato” parlare di responsabilità della Regione Toscana per i ritardi nelle vicende dei rifiuti, a fronte di situazioni contraddistinte da contenziosi e inchieste giudiziarie. “Molte vicende che De Girolamo richiama – ha detto Fratoni – non sono nella disponibilità della Regione, per gli esiti di inchieste giudiziarie, e per le norme nazionali. C’è sicuramente un gran lavoro da fare, c’è una dotazione impiantistica che va adeguata: se per Case Passerini c’è ancora un contenzioso in essere, ma le procedure sono state tutte espletate, per l’impianto di Scarlino le vicende della società determinano un rallentamento nei tempi di realizzazione”.

L’assessore ha ricordato che sulla vicenda dei fanghi di depurazione “abbiamo fatto un tavolo proprio con Cispel affinché vengano realizzati impianti in Toscana in tempi rapidi”, mentre sulla discarica del Cassero “la Regione aveva fatto un lavoro approfondito, poi l’impianto è stato messo sotto sequestro”.

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