Autoritratti ungheresi agli Uffizi

Fino al 29 novembresi possono ammirare – nell’ex-chiesa di San Pier Scheraggio, agli Uffizi – una particolare selezione di opere provenienti dalla riserva della Galleria degli Uffizi. È la mostra che presenta Gli autoritratti ungheresi degli Uffizi, ovvero 23 opere della Collezione degli autoritratti della Galleria degli Uffizi, la maggior parte delle quali acquisite tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, ma con arrivi anche più recenti. L’esposizione è dedicata alla memoria di Miklós Boskovits, noto storico dell’arte ungherese – dal 1968 in Italia e docente presso l’ateneo fiorentino – scomparso nel 2011.


L’esposizione degli Uffizi ha visto la collaborazione tra storici dell’arte ungheresi – János Végh (docente presso l’Istituto di Storia dell’arte all’Accademia Ungherese delle Scienze), e Fehér Ildikó (docente presso l’Università Ungherese di Belle Arti) – che hanno condotto capillari ricerche archivistiche e bibliografiche, insieme ad altri studiosi ungheresi, confluite in una ricco apparato d’inedite informazioni nel catalogo realizzato da Giunti, e storici dell’arte italiani – tra cui Giovanna Giusti, Direttore agli Uffizi del Dipartimento Arte dell’Ottocento e Contemporanea.
Il primo autoritratto ad entrare agli Uffizi fu quello di Károly Markó senior, nel 1872; l’ultimo, pervenuto nel 2009, è quello di János Urbán (1934-) che vive ed opera in Svizzera. Il quadro più antico è quello di János Kupeczky(1667-1740), che nel primo Romanticismo era ritenuto il maggior pittore ungherese del Settecento.
La gran parte degli autoritratti ungheresi sono stati donati alla Galleria dagli artisti stessi. Da segnalare, inoltre, che in occasione della mostra László Lakner ha offerto un secondo autoritratto alla Galleria, realizzato nel 2010, che si aggiunge a quello dipinto nel 1970.