Coronavirus: anche lettori targa per controlli su arrivi a Prato

Coronavirus: anche lettori targa per controlli su arrivi a Prato

Telelaser, lettore di targhe automatico e impianti di videosorveglianza saranno utilizzati a Prato in controlli interforze attuati lungo alcune delle principali direttrici di accesso al territorio provinciale per monitorare ogni eventuale spostamento delle persone fisiche provenienti dai “territori a contenimento rafforzato” per l’emergenza coronavirus.

E’ quanto deciso nel pomeriggio durante la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Rosalba Scialla. Al Comitato hanno partecipato anche presidente della Provincia, sindaco di Prato e i sindaci della provincia e i vertici delle forze dell’ordine.
Obiettivo era dare esecuzione alle disposizioni contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo. Inoltre è stato anche stabilito che saranno effettuati controlli presso locali, esercizi commerciali, bar, attività di ristorazione per far rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro e l’adozione, da parte del gestore, di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o, comunque, idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di
sicurezza interpersonale di almeno un metro.

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Rivolta carcere Prato: in corso terattativa FF.OO. -detenuti per rientro in celle

Rivolta carcere Prato: in corso terattativa FF.OO. -detenuti per rientro in celle

La rivolta era scoppiata in mattinata. Appiccati roghi alle celle. Ingente spiegamento di forze dell’ordine nei pressi del peniternziario

Al carcere di Prato sarebbe iniziata una trattativa con dirigenti della polizia penitenziaria e della polizia di Stato, e reclusi che stanno protestando, affinché tutti rientrino nelle celle.Secondo quanto appreso, gli incendi e i principi di roghi nelle celle sono stati domati, e non risultano, al momento, feriti. Secondo quanto appreso, la situazione starebbe tornando sotto il controllo delle autorità.

Intanto, dall’esterno si è sentito più volte un forte rumore di tazze, contenitori ed altri oggetti che vengono battuti sulle sbarre delle celle dai detenuti mentre urlano la parola ‘Libertà, libertà’. Su un lato del carcere è possibile notare sulle pareti esterne i segni del fumo e della fuliggine causati dagli incendi.
Oltre allo schieramento di decine di poliziotti e carabinieri nelle vie esterne alla struttura, un elicottero delle forze dell’ordine sorvola più volte il penitenziario a bassa

Tra le urla che si sentono all’esterno quelli di “indulto” e “libertà”. La protesta era cominciata in mattinata, in una sezione. Quando la rivolta sembrava essere stata circoscritta, invece si è estesa ad altre zone del carcere, arrivando a coinvolgere almeno due sezioni. Nel carcere di Prato ci sono circa 600 detenuti.

I disordini nel carcere di Prato “riguardano il settore con detenuti di media sicurezza. Non tutti i detenuti partecipano alla rivolta. In questo momento ci risulta che un gruppo sta cercando di sfondare un cancello esterno al loro reparto. Il cancello dà accesso a un cortile che, comunque, resta dentro la struttura”. E’ quanto si apprende dal prefetto di Prato Rosalba Scialla riguardo alla protesta in corso nel carcere cittadino della Dogaia. Il prefetto conferma che la zona è stata circondata dalle forze dell’ordine e che ci sono celle date alle fiamme. “Sono in contatto col direttore del carcere e col questore, la situazione sta evolvendo momento per momento”, ha aggiunto il prefetto.

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Prato, 25 aprile: fischi a prefetto, pm chiede archiviazione

Prato, 25 aprile: fischi a prefetto, pm chiede archiviazione

Il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi ha chiesto al gip di archiviare le indagini per la contestazione contro il prefetto Rosalba Scialla e il questore Alessio Cesareo avvenuta il 25 aprile scorso.

Quel giorno, in occasione della cerimonia a Prato in piazza S.Maria delle Carceri per la Festa della Liberazione, partirono fischi e cori e furono mostrati cartelli contro prefetto e questore. Il fascicolo, secondo quanto appreso, è stato chiuso con una richiesta di archiviazione per insussistenza dei fatti.

L’indagine era stata avviata pochi giorni dopo il 25 aprile, in seguito a un’informativa della Digos inviata dalla questura alla procura.
Prefetto e questore furono contestati per aver consentito a Forza Nuova di manifestare a Prato il 23 marzo scorso, in occasione del centenario della creazione dei Fasci di combattimento. A proposito di questa manifestazione, è tuttora aperto in procura il fascicolo che vede indagato per apologia di fascismo l’ex leader di Forza Nuova a Prato Massimo Nigro: i magistrati vogliono chiarire gli aspetti organizzativi e le eventuali responsabilità. Pochi giorni fa, convocato in procura, Nigro si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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Prato: questore annuncia denuncia per iscritti Anpi che hanno fischiato lui e la prefetta

Prato: questore annuncia denuncia per iscritti Anpi che hanno fischiato lui e la prefetta

Il questore di Prato Alessio Cesareo annuncia al ministero dell’Interno che la Questura denuncerà tutti quegli iscritti all’Anpi ritenuti responsabili di aver fischiato il prefetto Rosalba Scialla durante l’ultima celebrazione della Festa di Liberazione. E’ quanto riportato oggi dal Corriere Fiorentino.

Un telex «urgente» sarebbe stato firmato dallo stesso questore il 25 aprile scorso per informare il dicastero sulla contestazione avvenuta durante la celebrazione in piazza Santa Maria delle Carceri, a Prato nell’ambito del 74esimo anniversario della Liberazione, contro la prefetta Scialla in merito all’autorizzazione che concesse della manifestazione di Forza Nuova dello scorso 23 marzo. 

Quando lo speaker del cerimoniale ha fatto il suo nome alcuni presenti alle celebrazioni hanno fischiato, chiedendo le dimissioni con slogan e cori. Il “Corriere Fiorentino” riporta alcuni passaggi del telex inviato dal questore al ministero, nei quali si legge che “nel corso delle celebrazioni per la Liberazione, un gruppo di soggetti appartenenti all’Anpi ha contestato con cori e cartelli, poi acquisiti dai poliziotti, il prefetto Scialla e il questore Cesareo” e che “i cori sono consistiti nel chiedere le dimissioni del prefetto e nell’intonare alcuni canti tipici della lotta partigiana”.

Nelle ultime righe del telex si legge che la Digos e la polizia scientifica hanno fatto delle riprese “acquisendo alcuni cartelli con frasi considerate non rispondenti alla solennità della manifestazione” e che “i soggetti ritenuti responsabili di questi comportamenti, che sono in corso di identificazione, saranno segnalati all’autorità giudiziaria”.

Il sindaco Matteo Biffoni (Pd) ha preso le distanze dall’accaduto affermando: “Credo ci siano modi e modi di contestare una posizione che si ritiene inaccettabile, come quella sostenuta dalla prefetta. Per quanto io ritenga che l’apologia del fascismo sia un reato che sarebbe anche il momento di punire come legge comanda, insisto, punire come legge comanda, credo sia stato molto più efficace e costruttivo il modo di far valere un principio che abbiamo scelto il 23 marzo, riempiendo quella piazza bellissima e pacifica”.

“Vergognoso e inaccettabile contestare e offendere una rappresentante delle Istituzioni, ancor più se lo si fa durante la celebrazione ufficiale come il 25 aprile. Evidentemente questo manipolo di persone fuori dalla storia ha una concezione deviata della libertà, della democrazia e del rispetto delle istituzioni. Agitatori che soffiano sul fuoco delle divisioni ideologiche per alimentare tensioni di cui a Prato non abbiamo bisogno”. Così il candidato sindaco per il centrodestra a Prato, Daniele Spada, aveva stigmatizzato le contestazioni durante la cerimonia per l’anniversario della Liberazione. “Azioni violente e offensive estranee alla tradizione civile e democratica di Prato” le definisce Spada.

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25 Aprile: tensione durante corteo Iam a Firenze, protesta contro prefetta a Prato

25 Aprile: tensione durante corteo Iam a Firenze, protesta contro prefetta a Prato

Qualche momento di tensione ma nessun disordine né problema di ordine pubblico stamani a Firenze, secondo quanto spiegato dalla stessa polizia, in occasione del corteo promosso dai giovani del collettivo di Iam, Iniziativa antagonista metropolitana, per il 25 aprile.

Sempre secondo quanto spiegato c’è stato qualche spintone tra una settantina di manifestanti e agenti in borghese della Digos quando i partecipanti al corteo, proveniente da piazza San Lorenzo, deviando dal percorso previsto, hanno cercato di raggiungere piazza San Firenze per poi arrivare in piazza Signora dove erano in programma le celebrazioni ufficiali per la Liberazione. La situazione è tornata in breve tempo alla
normalità. Il corteo si è poi concluso, come previsto, in piazza dei Ciompi.

“Ieri il sindaco aveva detto che avrebbe consentito la libera partecipazione ed espressione di “tutti”…tutti quelli che la pensano come lui. È vergognoso che la giornata della liberazione venga privatizzata, usata come passerella elettorale ad uso e consumo del PD.
È vero, non volevamo partecipare alle celebrazioni per applaudire il discorso del Sindaco.
Abbiamo sfidato il divieto a manifestare perché volevamo parlare anche noi. È così grave? Tutti gli anni da quel palco si fa appello a noi giovani. Quotidianamente ci dipingono come menefreghisti e disinteressati. Non è così. Se ci sono degli eredi della lotta partigiana, di chi 74 anni fa ha deciso di lottare per un mondo migliore, sono i giovani uomini e donne che ogni giorno lottano contro politiche di sfruttamento e razzismi” si legge in una nota diffusa da IAM iniziativa antagonista metropolitana.
Nel corso delle celebrazioni a Prato per il 74/o anniversario della Liberazione, in piazza Santa Maria delle Carceri, è andata in scena una protesta contro la prefetta Rosalba Scialla. Quando lo speaker ha fatto il suo nome alcuni presenti alle celebrazioni hanno fischiato, chiedendone le dimissioni con slogan e cori.
La protesta, secondo quanto hanno riferito alcuni dei manifestanti, si riferisce al comportamento della prefetta riguardo all’autorizzazione della manifestazione di Forza Nuova dello scorso 23 marzo a Prato.

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