Ultimo domicilio sconosciuto

Ultimo domicilio sconosciuto, alridotto del Teatro dellla Pergola, lunedì 17 e martedi 18 (matinèè per le scuole). Rossella Casini aveva 25 anni, sapeva cosa era giusto e cosa non lo era e non temeva di agire di conseguenza. Fu sequestrata, violentata, uccisa, fatta a pezzi, gettata nella tonnara di Palmi dalla ’ndrangheta per aver convinto il fidanzato a rompere la legge dell’omertà e a svelare le trame della faida che insanguinava la sua famiglia.
A Rossella Casini, studentessa di psicologia di Firenze uccisa nel 1981 Libera, l’ associazione antimafia fondata da don Luigi Ciotti, ha dedicato uno spettacolo ‘Ultimo domicilio sconosciuto’ di Fiamma Negri e Giusi Salis in programma al teatro La Pergola lunedì e martedì prossimi (http://ultimodomicilio.wordpress.com/).


Lea, la protagonista dello spettacolo (il suo nome è un omaggio a Lea Garofalo, testimone di giustizia e anche lei vittima della ‘ndrangheta) si innamora perdutamente di un ragazzo del sud, riuscirà a conquistarlo ma verrà in contatto con una realtà inaccettabile. Il suo istinto la porterà a diventare una testimone di giustizia.
«Quella di Rossella è una storia esemplare e commovente di una donna coraggiosa – ha sottolineato l’assessora al’educazione e alla legalità Cristina Giachi – che ha osato sfidare omertà e sottomissione ai barbari codici della criminalità organizzata. Questa giovane studentessa fiorentina, Lea Garofalo e tante altre sono le protagoniste di una ribellione che già da tempo serpeggia nell’universo maschilista di cui la ’ndrangheta è portabandiera. Una ribellione pagata, purtroppo, con la vita che noi non possiamo né vogliamo dimenticare e che deve essere esempio ai giovani cittadini e cittadine».
Rossella Casini si era innamorata di Francesco Frisina, un giovane calabrese venuto a Firenze per studiare economia e che apparteneva a una famiglia della ‘ndrangheta. Era a Palmi con il fidanzato il 4 luglio 1979, quando il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ucciso in un agguato di mafia. Il 9 dicembre successivo anche Francesco fu ferito. La giovane tornò nella città calabrese, riuscì a far trasferire il fidanzato alla neurochirurgia di Careggi e durante la convalescenza lo convinse a raccontare nei dettagli alla magistratura la faida che insanguinava la sua famiglia. Ne parlò lei stessa con l’allora pm di Firenze Francesco Fleury, che trasmise gli atti alla procura di Palmi ma in questo modo firmò la sua condanna a morte.
Nel 1994 un pentito confessò che la giovane era stata sequestrata e uccisa su mandato dalla cognata, Concetta Frisina. Il processo per l’omicidio è cominciato nel 1997 e si è chiuso dopo nove anni con l’assoluzione di tutti gli imputati. Lo scorso anno la giornalista calabrese Francesca Chirico ha incluso la storia di Rossella nel suo libro ‘Io parlo. Donne ribelli in terra di ‘ndrangheta’. Libera ha invece ritrovato la sua foto, grazie alla disponibilità dell’archivio storico dell’università di Firenze, che ha consentito la pubblicazione della foto del libretto universitario di Rossella.
Due spettacoli si terranno lunedì, alle 10 e alle 20.45, il terzo martedì sempre alle 10.
L’ingresso è libero. Per informazioni e prenotazioni: 055 9061065 e franci.ciseri@gmail.com