Incendi: Rossi, Regione Toscana non può fare da sola

Incendi: Rossi, Regione Toscana non può fare da sola

In Toscana, “domenica gli incendi erano 37”, “abbiamo undici elicotteri, tre-quattromila persone sui territori, insomma siamo una regione molto organizzata ma ho trovato difficoltà ad ottenere i Canadair dalla Protezione civile” dice il presidente

” Non è stato semplice, anche se voglio ringraziare gli uomini e le donne della Protezione civile nazionale perché davvero stanno facendo ancora tutto il possibile”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando oggi con i giornalisti. “Mi sono chiesto non sia il caso forse di
comprare qualche mezzo aereo pesante in più – ha aggiunto -, perché una parte degli interventi antincendio è delegata alle Regioni, ed una parte alla Protezione civile nazionale. Secondome, lo dico senza polemica, meglio abbondare di questi mezzi che non stare a vedere i fuochi che si propagano senza avere unintervento adeguato”.

Inoltre, “come regione Toscana dobbiamo capire meglio anche la convenzione con i Vigili del fuoco”, perché “avevamo quattro elicotteri fermi. Discuteremo e approfondiremo”. Il governatore ha poi annunciato che “stiamo anche ragionando a come estendere i sentieri antifuoco, che è anche un altro punto fondamentale. Forse faremo una legge perché i sentieri antifuoco devono essere fatti sulle aree a demanio pubblico ma bisogna anche intervenire
su quelle private”.

Contro gli incendi “la Regione non può fare da sola perché occorre che ci sia un intervento ed una programmazione di carattere nazionale. Lo dico denunciando una situazione grave destinata a ripetersi perché i cambiamenti
climatici ci sono” ha aggiuntoRossi

“In Toscana quello che è accaduto ci può far dire che, vedremo meglio i numeri, siamo in presenza di effetti devastanti. Migliaia di ettari bruciati nella zona del senese, di Piancastagnaio, oltre a quello che sta succedendo ancora in queste ore a Montale, Pistoia e a Santomato dove da tre giorni non riusciamo a contenere le fiamme. A Volterra c’è ancora una situazione aperta, e temo che purtroppo se non ci sarà un cambiamento meteo questa situazione ce la porteremo dietro per un po’”.

Secondo Rossi “il livello nazionale faccia la sua parte. Anche noi, che siamo credo complessivamente ben attrezzati, però si deve fare di più. Soprattutto bisogna pianificare meglio il modo di affrontare la situazione ed anche capire con il livello nazionale come avere mezzi a disposizione adeguati, quali interventi preventivi e come rimediare poi ai danni” del fuoco.

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Migranti, Rossi: “invasione? in Toscana 13.600 su 3,7 mln cittadini”

Migranti, Rossi: “invasione? in Toscana 13.600 su 3,7 mln cittadini”

“Necessario che fenomeno venga governato senza chiudersi a ricchio: progetti a Comuni e non hai privati” ha detto il presidente toscano Rossi. E sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti: “prendo atto ma ho diritto di fare politica.”

In Toscana “tutta questa ‘invasione’ di migranti continua ad attestarsi su 13.600 persone. Se la società toscana, che è fatta di 3,7 milioni di cittadini, non si chiude a riccio, e se il fenomeno viene governato, io credo che siamo ancora in grado di farvi fronte. Io credo poi che il modo giusto per accoglierli sarebbe quello di dare la responsabilità e i soldi ai Comuni, e non ai privati.
Questa cosa la ripeto da tre anni”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti in merito alla questione dei migranti.

“I Comuni siano responsabili di fare progetti di integrazione – ha aggiunto -, di lavoro, perché in questo modo le istituzioni si espongono, ci sarebbe maggiore trasparenza, maggior coinvolgimento politico e della società civile, e forse si
otterrebbero risultati di integrazione migliori. Spero che prima o poi, come è successo con il modello di accoglienza diffusa, anche questa proposta venga accolta”. Secondo Rossi “per il resto è bene che si provi a regolare i flussi, che poi si tratta di persone, e le persone vanno salvate. Ed è bene che su questo ci sia un intervento dell’Europa”.

“Prendo atto” che la mozione di sfiducia è stata respinta ieri dalla maggioranza in Consiglio regionale, ora “sgombriamo il campo dalle chiacchiere politiche”, e del resto “non sono entrato in Articolo Uno per avere un posto in Parlamento” ma “ho diritto di fare politica perché un presidente di Regione è anche esponente politico nazionale. Devo dire la mia dal mio punto di vista, e poi
continuo a fare ancora con più impegno il presidente della Regione sul mandato ricevuto dai cittadini, mandato che riguarda il presidente della Regione e anche il Consiglio toscano”. ha detto poi parlando con i giornalisti sulla mozione di sfiducia presentata da gran parte delle opposizioni nei suoi confronti e respinta ieri dall’Assemblea regionale.

“Se mi sfiduciano si va al voto – ha aggiunto -, non mi pare che questa sarebbe una grande cosa visto il buongoverno della Toscana, e visto il fatto che la Toscana non ha mai avuto crisi ma anzi è sempre stata complessivamente ben governata, anche se ci sono state posizioni diverse a livello nazionale”. Rossi ha ricordato che “ci sono stati anni nei quali il presidente della Regione era socialista e i comunisti partecipavano al governo
con la Dc, anni in cui il presidente era socialista e i comunisti continuavano a stare all’opposizione a livello nazionale. Mi pare che da questo punto di vista, le cose dette e fatte anche da parte del Pd e anche quelle dette da Renzi siano
sagge e in linea con le considerazioni che avevo fatto fin da subito”, ha concluso.

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RESISTENZA, E’ MORTA LA PARTIGIANA LAURA SEGHETTINI

Resistenza Laura Seghettini“E’ venuta a mancare una grande donna, una combattente per la libertà, un esempio per tutti noi”. Con queste parole il presidente della Toscana Enrico Rossi dà la notizia. “proteggere democrazia da rigurgiti fascismo.” Al via i lavori della “Campana della Pace” per ricordare eccidio di Sant’Anna.

E’ venuta a mancare Laura Seghettini, 95 anni, partigiana combattente prima nel Battaglione Guido Picelli, poi comandante di distaccamento e infine  vicecommissario politico della XII Brigata Garibaldi.

“Con Laura Seghettini – afferma Rossi – scompare un’altra voce di quelle donne e quegli uomini che più di settant’anni fa, con straordinaria generosità, misero a rischio le loro vite e diedero un decisivo contributo alla Liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi-fascista”. “In tutta Italia – prosegue – assistiamo al ritorno di rigurgiti del fascismo: dalla spiaggia di Chioggia alle bancarelle con i cimeli del Duce, alle manifestazioni xenofobe di questi mesi. ‘La democrazia, come scrive Piero Ignazi, necessita di continua manutenzione per non farla scadere a ritualità’. Questo è il compito che la storia ci affida”.

Ed è iniziato da alcuni giorni, e si concludera nei primi giorni di agosto, il cantiere a Sant’Anna di Stazzema (Lucca), teatro della strage nazista del 12 agosto 1944 che costò la vita a 560 persone, per la collocazione della Campana della pace, opera dell’artista Romano Cosci scomparso alcuni anni fa, e voluta fortemente con una raccolta di fondi, durata alcuni anni, da Angelo Berretti e dall’Associazione Nuova Sant’Anna che nei giorni scorsi ha donato la campana al Comune di Stazzema. Le incisioni sopra riportate raffigurano alcuni dei luoghi e degli episodi più noti che riguardano la strage come la casa della Vaccareccia, dove si consumò il sacrificio di Genny Bibolotti Marsili che scagliò lo zoccolo contro il soldato tedesco per salvare il piccolo Mario e la piazza della Chiesa dove il parroco, don Innocenzo Lazzeri, offrì la propria vita per avere salva quella dei suoi fedeli.

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CRISI LIVORNO, INCONTRO ROSSI AL MISE

Crisi Livorno Rossi

Giovedì 27 luglio alle 11, al ministero dello Sviluppo economico, riunione del Comitato esecutivo dell’Accordo di programma per Livorno. Sul tavolo zona franca doganale, Darsena Europa e bacino carenaggio.

L’impegno di richiedere una riunione urgente era stato preso ieri dal presidente Rossi, nel corso di un incontro in Regione. E, come promesso, la richiesta è stata messa sul tavolo del Mise dove si è svolta oggi, come previsto, la riunione del Comitato esecutivo dell’Accordo di programma di Piombino.

“All’incontro del Comitato esecutivo dell’accordo per Livorno del 27 luglio – ha spiegato Rossi – porteremo la richiesta di zona franca doganale, un chiarimento sui tempi Dardi realizzazione di Darsena Europa, oggi in fase di project review, sul tema dello scavalco e tutta la partita con Ferrovie, nonché una informativa, da parte dell’Autorità portuale, sul bacino di carenaggio.”

E proprio nel porto di Livorno sta per essere installato un nuovo sistema di controllo che promette di rivoluzionare le modalità di accesso allo scalo labronico. E’ il Gts3 (Gate Transit Security), che da settembre controllerà tutti i mezzi e le persone che transiteranno dai varchi Galvani, Valessini, Zara e Darsena Toscana. Lo rende noto l’Autorità di Sistema Alto Tirreno. Il dispositivo acquisirà direttamente al loro passaggio da ciascun varco il numero di targa anteriore e posteriore, la foto del mezzo, il numero del contenitore, i dati anagrafici e la foto degli operatori. Inoltre, prosegue l’Authority in una nota, “un nuovo sistema di videosorveglianza, attivo h24, permetterà il controllo dei varchi con la contemporanea registrazione, condividendo i dati  con la polizia giudiziaria e gli istituti previdenziali per i rispettivi controlli istituzionali: ciò consentirà di verificare in tempo reale nelle banche dati nazionali delle forze dell’ordine la presenza nello scalo livornese di persone o mezzi segnalati”.

Infine l’Autorità di sistema dell’altro Tirreno, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e con le altre autorità competenti, “ha realizzato, utilizzando i dati acquisiti tramite il Gts3, una procedura unica in Italia, che permette di velocizzare l’uscita della merce dal porto: in questo modo il camionista non dovrà più scendere dal mezzo per l’espletamento delle procedure doganali, ma potrà transitare velocemente in quanto tutti i dati necessari saranno acquisiti per via telematica”.

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CRISI LIVORNO, INCONTRO ROSSI AL MISE

Crisi Livorno Rossi

Giovedì 27 luglio alle 11, al ministero dello Sviluppo economico, riunione del Comitato esecutivo dell’Accordo di programma per Livorno. Sul tavolo zona franca doganale, Darsena Europa e bacino carenaggio.

L’impegno di richiedere una riunione urgente era stato preso ieri dal presidente Rossi, nel corso di un incontro in Regione. E, come promesso, la richiesta è stata messa sul tavolo del Mise dove si è svolta oggi, come previsto, la riunione del Comitato esecutivo dell’Accordo di programma di Piombino.

“All’incontro del Comitato esecutivo dell’accordo per Livorno del 27 luglio – ha spiegato Rossi – porteremo la richiesta di zona franca doganale, un chiarimento sui tempi Dardi realizzazione di Darsena Europa, oggi in fase di project review, sul tema dello scavalco e tutta la partita con Ferrovie, nonché una informativa, da parte dell’Autorità portuale, sul bacino di carenaggio.”

E proprio nel porto di Livorno sta per essere installato un nuovo sistema di controllo che promette di rivoluzionare le modalità di accesso allo scalo labronico. E’ il Gts3 (Gate Transit Security), che da settembre controllerà tutti i mezzi e le persone che transiteranno dai varchi Galvani, Valessini, Zara e Darsena Toscana. Lo rende noto l’Autorità di Sistema Alto Tirreno. Il dispositivo acquisirà direttamente al loro passaggio da ciascun varco il numero di targa anteriore e posteriore, la foto del mezzo, il numero del contenitore, i dati anagrafici e la foto degli operatori. Inoltre, prosegue l’Authority in una nota, “un nuovo sistema di videosorveglianza, attivo h24, permetterà il controllo dei varchi con la contemporanea registrazione, condividendo i dati  con la polizia giudiziaria e gli istituti previdenziali per i rispettivi controlli istituzionali: ciò consentirà di verificare in tempo reale nelle banche dati nazionali delle forze dell’ordine la presenza nello scalo livornese di persone o mezzi segnalati”.

Infine l’Autorità di sistema dell’altro Tirreno, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e con le altre autorità competenti, “ha realizzato, utilizzando i dati acquisiti tramite il Gts3, una procedura unica in Italia, che permette di velocizzare l’uscita della merce dal porto: in questo modo il camionista non dovrà più scendere dal mezzo per l’espletamento delle procedure doganali, ma potrà transitare velocemente in quanto tutti i dati necessari saranno acquisiti per via telematica”.

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