AMERICAN HUSTLE

Dal 24 al 26 febbraio, al cinema Odeon per la rassegna Original Sound,  è in programmazione il film  AMERICAN HUSTLE – L’APPARENZA INGANNA. La storia è incentrata sull’ operazione Abscam,l’indagine del F.B.I. sulla correuzione nel congresso degli Stati Uniti. Dopo aver suscitato grande entusiamo da parte della critica americana, il film è in corsa per ben dieci Oscar (miglior film,regia,sceneggiatura originale,montaggio,scenografia,costumi e nele 4 cattegorie degli attori).

New Jersey, anni Settanta. Il genio della truffa Irving Rosenfeld e la sua altrettanto astuta partner, nonché amante, Sydney Prosser sono costretti a collaborare con l’agente dell’FBI Richie DiMaso per risolvere un caso di corruzione nei pubblici uffici. I due si troveranno così coinvolti in un giro di politici corrotti e mafia tanto pericoloso quanto affascinante.Dopo il  successo di critica e di pubblico de ‘Il lato positivo’ (‘Silver Linings Playbook’), David O. Russell torna felicemente nella dimensione più congeniale al suo cinema, un mondo sopra le righe, in bilico continuo su una vertiginosa voragine d’isteria. Depressa in ‘Flirting With Disaster’, quell’isteria era diventata quasi autistica in ‘I Heart Huckabees’. É invece gioiosa in ‘American Hustle’, un film che combina la passione per la truffa di David Mamet, il gusto pop per il pianeta del crimine di Scorsese e la commedia classica hollywoodiana alla Preston Sturges – il tutto in un delirio di pettinature bouffant, abiti di Diane Von Furstenberg e Alston, su ‘greatest hits’ di Elton John, Donna Summer e Bee Gees. Russell affida alla prima scena del film – Christian Bale venti chili più pesante che si incolla un orribile, elaboratissimo toupé sulla pelata vistosa – la sua dichiarazione di programma vivere è camouflage, una truffa continua. In realtà il verbo truffare non rende completa giustizia all’inglese ‘to hustle’, che arricchisce la pratica dell’imbroglio (oltre che di sfumature onomatopeiche che evocano un certo brivido del rischio) di una connotazione quasi esistenziale. Per Irvin Rosenfeld (Bale), in effetti, hustlingè uno stile di vita, con cui incrementa i proventi dalla sua catena di lavanderie suburbane. Per la moglie Jennifer (Jennifer Lawrence, fenomenale casalinga erotica e folle) l’unica tecnica di sopravvivenza. Sydney (Amy Adams) lo fa per amore. L’agente Fbi Richie DiMaso (Bradley Cooper, che si fa i riccioli con i bigodini rosa confetto) per manie di grandezza e il sindaco del New Jersey Carmine Polito (Jeremy Renner, con un ciuffo più alto di lui) a fin di bene. Il quadretto è assurdo almeno come il fatto reale che lo ha ispirato: una famosa inchiesta degli anni settanta in cui l’Fbi ricattò un piccolo furfante di Long Island costringendolo ad aiutarli a incastrare dei politici con l’aiuto di due finti sceicchi, impersonati da agenti del Federal Bureau, che millantavano di voler investire nei casinò di Atlantic City. A confronto con il crimine ‘white collar’, quello operato a Wall Street, che sarebbe emerso (anche al cinema) negli anni ottanta per culminare ai nostri giorni con Bernie Madoff e le banche multinazionali, il microcosmo a delinquere di ‘American Hustle’ è non solo piacevolmente pittoresco, ma quasi rassicurante. Dotato anche dell’immancabile scena disco (Sydney che seduce il poliziotto come una Cyd Charisse di ‘Saturday Night Live’) siamo un incrocio tra la commedia criminale alla ‘Married to the Mob’ e un musical. Autore meno stilisticamente connotato di altri registi della sua generazione (per esempio gli Anderson, Paul Thomas e Wes), O. Russell è interessante per la sua profonda, reale, fascinazione verso le patologie estreme che affida ai suoi personaggi (il suo primo film, ‘Spanking the Monkey’, includeva un incesto tra madre e figlio). Come molta della produzione indipendente americana contemporanea, il suo è un cinema che privilegia gli attori – standogli quasi addosso con l’obbiettivo – rispetto alla forma. ‘American Hustle’ ha un gusto per l’umanità e l’intrigo della commedia che ricorda quello di Sturges, ed è un film intelligente, generoso, sexy e molto divertente. Per dirla con Jennifer, irresistibile come quei profumi in cui si sente anche una traccia di marcio.

AMERICAN HUSTLE – L’APPARENZA INGANNA
(USA, 2013, 129′) Un film di David O. Russell, con Jennifer Lawrence, Christian Bale, Bradley Cooper,Amy Adams
Versione originale con sottotitoli in italiano | Original version with Italian subtitles
Lunedì 24 febbraio: 16.00, 18.30, 21.00 | February, Monday 24: 4.00, 6.30, 9.00 pm
Martedì 25 Febbraio: 16.00, 18.30, 21.00 | February, Tuesday 25: 4.00, 6.30 pm
Mercoledì 26 Febbraio: 16.00 | February, Wednesday 26: 4.00
Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze