Farmaci con valsartan, un numero verde della Regione per tutte le informazioni

FIRENZE - L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha disposto il ritiro di diversi lotti di farmaci a base del principio attivo valsartan. È stato infatti riscontrato un difetto di qualità, per cui, come misura precauzionale, l'Aifa e le altre Agenzie europee hanno disposto l'immediato ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutte le confezioni interessate.

I medicinali a base di valsartan vengono utilizzati per il trattamento dell'ipertensione arteriosa e dell'insufficienza cardiaca e nei pazienti che hanno subito un infarto cardiaco.

In Toscana, tutte le farmacie pubbliche e private hanno ricevuto la comunicazione, e la Regione ha trasmesso la nota Aifa a tutte le aziende sanitarie e ospedaliero universitarie, Istituto Monasterio, Ispro ed Estar. E tramite il servizio regionale di farmacovigilanza sono stati avvisati anche tutti i medici di medicina generale.

La Regione invita tutti i cittadini che usano farmaci a base di valsartan a consultare il proprio medico curante. Ha messo inoltre a disposizione un indirizzo mail: infosanita@regione.toscana.it e un numero verde: 800 55 60 60 con questi orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 15,00.

Guarda sul sito dell'Aifa tutte le informazioni per i cittadini e per i medici, e l'elenco dei farmaci a base del principio attivo valsartan

iCuore, al via un progetto per una Toscana più cardioprotetta

FIRENZE - "I dati parlano chiaro: ad oggi in Toscana su una popolazione di poco più di 3 milioni e mezzo di persone, gli arresti cardiaci sono stati nel 2017 oltre 3.000, di cui quelli portati in ospedale in vita sono circa il 23%. I tempi di intervento delle strutture del 118, 15 minuti per una realtà orograficamente complessa come quella Toscana, sono allineati a valori di alta qualità e inferiori alla media nazionale fissata dai Lea in 18 minuti. Nonostante questo ottimo livello, stiamo investendo in organizzazione al fine di migliorarli, ma questo sappiamo che non sarà mai sufficiente al fine di garantire un esito positivo a questi eventi di arresto cardiaco".

Così l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, che stamani ha aperto i lavori dello start up meeting del progetto regionale "iCuore", nella tenuta di San Rossore a Pisa. "La strategia regionale - ha detto ancora l'assessore - punta alla cardio protezione del territorio, investendo in due direzioni fra loro collegate, la formazione dei cittadini al fine di creare le condizioni di facile intervento da parte di personale non sanitario nei casi di arresto cardiaco, la diffusione e geo-localizzazione degli apparati di defibrillazione semiautomatici. Il binomio persone formate e disponibilità dei defibrillatori è elemento fondamentale per poter garantire, sotto la regia del 118, interventi rapidi e capaci di ridurre i danni da arresto cardiacoVogliamo aumentare in modo sensibile il livello di cardio protezione della Toscana e questo potremo farlo solo attraverso una piena collaborazione con tutti i soggetti".

iCuore rappresenta un modello organizzativo di coinvolgimento dei cittadini negli interventi del 118 in caso di arresto cardiaco improvviso, aumentando la probabilità di sopravvivenza attraverso l'utilizzo dei defibrillatori.

Attraverso una piattaforma digitale integrata, iCuore consente di gestire il processo di accreditamento dei soggetti che svolgono la formazione (Provider), l'organizzazione dell'offerta formativa, l'esecuzione dei corsi per cittadini e sanitari, il rilascio degli attestati e la creazione di una banca dati degli esecutori sia laici che sanitari. All'interno dello stesso sistema viene gestito il ciclo di vita degli apparati di defibrillazione (DAE) dalla loro distribuzione sul territorio alla gestione e utilizzo in caso di evento.

La Regione, con la legge regionale 68 del 2015, ha introdotto l'obbligo dei defibrillatori in tutti gli impianti sportivi e la compresenza di personale abilitato al loro utilizzo e ha varato il regolamento 38/r del 22 Giugno 2016 in attuazione della legge. Inoltre è stata promossa su tutto il territorio la formazione di personale non sanitario attraverso l'accreditamento di soggetti formatori. Ad oggi le persone formate sono oltre 50.000 ed i soggetti formatori privati accreditati sono 69.

Si sta procedendo a iniziative tese alla diffusione dei defibrillatori, alla loro geo referenziazione e gestione del loro ciclo di vita dalla installazione al loro utilizzo, consentendo di tenere sotto controllo la loro reale disponibilità.

iCuore rappresenta per la Regione la strada per migliorare il livello di cardio protezione della Toscana, nella convinzione che più persone formate, più disponibilità dei defibrillatori sul territorio voglia dire maggiore possibilità di sopravvivenza e qualità nella vita delle persone oggetto di arresto cardiaco.

Quella di oggi a San Rossore è stata una prima iniziativa di avvio del progetto, ulteriori iniziative saranno promosse e avviate per diffondere una nuova cultura di intervento precoce in casi di arresto cardiaco. Saranno oggetto di intervento i settori prioritari della scuola, dello sport e dei gestori dei luoghi ad alta affluenza di pubblico. Nella consapevolezza che in grande maggioranza gli arresti cardiaci avvengono nelle abitazioni, la Regione promuoverà campagne di sensibilizzazioni mirate.

Il Comune di Firenze e la città metropolitana hanno aderito alla iniziativa regionale  iCuore, mettendo a disposizione risorse e competenze, come esempio di collaborazione istituzionale al servizio della salute dei cittadini.

Vai alle pagine del sito della Regione dedicate al progetto iCuore

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Operaio schiacciato da una lastra di marmo, il cordoglio di Stefania Saccardi

FIRENZE -"Ancora un morto sul lavoro. E ancora una volta nel settore del marmo. Il primo pensiero va alla famiglia, alla quale esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà. E' davvero doloroso registrare un nuovo infortunio mortale proprio in un settore in cui tanto abbiamo fatto per aumentare la sicurezza e accrescere la consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro". Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute, vuole far giungere le sue condoglianze alla famiglia dell'operaio quarantenne morto stamani in un deposito a Marina di Carrara, schiacciato da una lastra di marmo. "In questi ultimi anni – ricorda l'assessore – abbiamo messo in campo interventi concreti. Ma evidentemente tutto questo non è ancora sufficiente. Per migliorare la sicurezza nelle cave e nel settore del marmo è necessaria una stretta collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro, una vera alleanza tra tutte le figure dell'impresa. E i controlli devono essere assidui e costanti".

Nel maggio 2016 la Regione ha approvato, nell'ambito del Piano strategico regionale 2016-2020 per la sicurezza sul lavoro, il Piano biennale straordinario per la lavorazione del marmo, avviato a partire dal 1° giugno 2016. Nel dicembre 2017 il Piano, che avrebbe dovuto concludersi nel maggio 2018, è stato prorogato fino al maggio 2020. L'investimento complessivo, per l'acquisizione di nuovo personale (tecnici di prevenzione, ingegneri, geologi) e di attrezzature (fuoristrada, auto, computer, macchine fotografiche), è stato di 3.250.000 euro.

Il Piano prevede numerosi interventi, tra i quali:
- il potenziamento dei controlli finalizzati alla riduzione del rischio, eseguiti congiuntamente con altre autorità (Direzione territoriale del lavoro, Inail, ecc.);
- l'elaborazione di procedure di lavoro e di relative misure di prevenzione condivise da tutti i soggetti che partecipano all'organizzazione della sicurezza: datori di lavoro, lavoratori, Dipartimento di prevenzione, ecc.;
- la segnalazione al Ministero competente delle non conformità rilevate sulle macchine tagliatrici a filo diamantato.

Nel 2016, dal 1° giugno al 31 dicembre, nell'ambito del Piano sono stati eseguiti 424 accessi in cava: tutte le 167 cave sono state ispezionate più volte (mediamente 2,5 accessi ciascuna). Nello stesso periodo, sono stati effettuati 87 accessi in laboratori per la lavorazione del marmo.

Nel 2017, dal 1° gennaio al 31 dicembre, sono stati eseguiti 885 accessi in cava (programmati 800), permettendo l'ispezione più volte (in media 4/5 accessi per cava) di tutti i 173 siti. La percentuale di raggiungimento degli accessi programmati per l'intero 2017 supera il 100% . Inoltre, sono stati effettuati 453 accessi (353 zona Apuane e 100 zona Versilia) presso aziende per la lavorazione del marmo (programmato 450). Ogni impresa presente sul territorio è stata oggetto di almeno un controllo, in alcuni casi più di una volta. La percentuale di raggiungimento degli accessi programmati per l'intero 2017 è del 100%.

Gli infortuni nelle cave delle Apuane

A fronte di una diminuzione degli infortuni in cava (dai 174 del 2006 ai 61 del 2016), quelli mortali sono invece aumentati. Dal 2006 al 2016 nella cave delle Apuane si sono registrati 9 infortuni mortali: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 3 nel 2016 (vedi documento allegato). Nel 2017 non si sono registrati infortuni mortali in cava. Dall'inizio del 2018, quello di stamani è il secondo infortunio mortale nel settore del marmo.

Guarda la campagna di comunicazione per la sicurezza sul lavoro nelle cave di marmo.