San Gimignano vuole candidarsi a capitale europea del vino 2027

San Gimignano vuole candidarsi a capitale europea del vino 2027

La proposta del sindaco Marrucci in visita a Bruxelles in occasione dell’evento annuale della Rete europea delle città del vino.

San Gimignano intende candidarsi a capitale europea del vino nel 2027. È questo il progetto del sindaco, Andrea Marrucci, ieri e oggi a Bruxelles (Belgio) per l’evento annuale della Rete europea delle città del vino (Recevin) ma anche per discutere di cultura e Nuovo Bauhaus europeo con altri rappresentanti locali membri delle reti per il turismo sostenibile (Necstour) e per ricerca e innovazione (Errin) e con l’Unesco.

“Stiamo lavorando a fare dell’eccellenza vitivinicola un aspetto di conoscenza e fruizione lenta e consapevole del territorio”, in modo da avere “una vetrina non soltanto per la nostra città, ma per la Toscana” attraverso “la ‘regina bianca’ della Vernaccia in una terra di ‘re rossi'”. La forza della città sta nella capacità di “puntare sulla comunità, sulla sostenibilità e sulla cultura come aspetto della ripresa e della resilienza”, ha aggiunto Marrucci.

Fra i vari incontri anche quello con Simona Bonafè, europarlamentare del Partito democratico e membro della commissione Ambiente del Parlamento europeo. Il focus è stato su “come rafforzare il ruolo delle città del vino nei rapporti con il Parlamento” e “come fare di Recevin un soggetto in grado di fare lobby sulla cultura del vino”, ha aggiunto il sindaco di San Gimignano.

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San Gimignano: intercettava comunicazioni fra detenuti, agente sospeso

San Gimignano: intercettava comunicazioni fra detenuti, agente sospeso

Avrebbe fraudolentemente intercettato diverse comunicazioni e conversazioni telefoniche e verbali all’interno delle celle di detenuti del carcere di San Gimignano (Siena). Per questo un viceispettore della polizia penitenziaria è stato sospeso dal servizio per nove mesi.

Sono 165 i file audio trovati nell’hard disk del viceispettore della polizia penitenziaria sospeso dal servizio per fatti relativi a quando era in servizio nel carcere di San Gimignano (Siena). Secondo quanto appreso, i file contengono conversazioni captate con intercettazioni ambientali e telefoniche effettuate senza alcuna autorizzazione, relative sia a colloqui all’interno delle celle che a telefonate tra detenuti.

I fatti risalirebbero alla primavera 2021, quando l’uomo era in servizio al carcere di San Gimignano, e il viceispettore è indagato per abuso d’ufficio e intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche e altre comunicazioni e conversazioni. Ieri i carabinieri del comando provinciale di Firenze, insieme a personale della polizia postale e in collaborazione con la penitenziaria, hanno eseguito la misura interdittiva emessa dal gip del tribunale di Firenze, su richiesta della procura.

Sempre nel marzo del 2021 nel carcere di San Gimignano sarebbero stati illecitamente intercettati anche i colloqui tra alcuni detenuti e il direttore reggente, preoccupato per il “clima pesante” che si era creato nel penitenziario dopo la vicenda della condanna per torture di dieci agenti di polizia penitenziaria.

Nell’inchiesta risulta indagato anche un commissario capo della polizia penitenziaria. Sarebbe stato quest’ultimo, nel corso di una riunione, a riferire al direttore reggente che i suoi colloqui con i detenuti erano stati intercettati, minacciando anche di renderli pubblici e di inviarli a un’emittente televisiva. Le indagini non avrebbero permesso di stabilire chi sia stato a realizzare queste registrazioni, una cui copia è stata trovata in una chiavetta usb nella disponibilità del commissario capo. Sentito dai magistrati fiorentini, il direttore del carcere avrebbe raccontato di aver avuto dei colloqui con i detenuti perché il clima nel carcere era peggiorato. Avrebbe specificato che anche i nuovi vice ispettori, arrivati dopo che lui aveva allontanato quelli della “vecchia guardia”, si erano irrigiditi nei loro comportamenti e i detenuti erano scontenti. Il “clima pesante” all’interno dell’istituto sarebbe stato provocato anche dal fatto che alcune educatrici del carcere, le stesse che avevano denunciato le torture che poi hanno portato al processo, avrebbero riferito di avvertire astio nei loro confronti da parte dei poliziotti della penitenziaria.

 

 

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San Gimignano, internet wifi gratuito dal Comune

San Gimignano, internet wifi gratuito dal Comune

San Gimignano, sono terminati i lavori del Comune, mediante il Consorzio Terrecablate, che consentono una connessione gratuita in prossimità degli spazi pubblici di ritrovo.

“L’esecuzione e la messa in esercizio del progetto, così come proposto – ha detto l’assessore al bilancio del Comune di San Gimignano, Gianni Bartalini – rappresenta un elemento di oggettivo valore aggiunto per tutto il territorio comunale, oltre che costituire, sul piano pratico, un servizio molto richiesto dalla cittadinanza”.

Sono quindi, conclusi i lavori di installazione ed attivazione sul territorio comunale di 15 access point WiFi gratuiti, ubicati in prossimità di spazi pubblici di ritrovo, offrendo per tutti un servizio di connessione gratuita ad internet. I lavori sono stati compiuti dall’amministrazione comunale di San Gimignano mediante il Cosorzio Terrecablate

Il progetto rientra all’interno dell’iniziativa promossa dalla Commissione Europea denominata ‘WiFi4eu’ e finalizzata alla concessione ai comuni europei di contributi a fondo perduto sotto forma di voucher del valore di 15mila euro per la realizzazione di hot-spot gratuiti.

Il Comune di San Gimignano ha partecipato al bando nel 2018 ed in base alla graduatoria stilata e resa pubblica è stato inserito nell’elenco dei comuni assegnatari del voucher.

Per connettersi gratuitamente agli hot-spot con SSID “Wifi4EU” è necessario seguire la seguente procedura valida sia con smartphone, sia con pc fisso / notebook: una volta connessi aprire un browser internet; al primo accesso verrà richiesta una registrazione al portale; cliccare su ‘REGISTRATI’; compilare il form con i dati personali e il numero di cellulare; pochi istanti dopo si riceverà sul numero di cellulare la password per accedere al servizio e si verrà rinviati alla pagina di login; una volta inserita la password appena ricevuta via sms si potrà procedere con la navigazione internet. Per gli accessi futuri o da altri dispositivi utilizzare come nome utente il proprio numero di cellulare preceduto da 0039 (es. 0039 + numero di cellulare).

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Torture in carcere: condannati 10 agenti San Gimignano

Torture in carcere: condannati 10 agenti San Gimignano

I 10 agenti, con i legali Manfredi Biotti e Stefano Cipriani, avevano scelto la strada del rito abbreviato dopo essere stati accusati del pestaggio di un detenuto durante un trasferimento coatto di cella avvenuto a ottobre 2

Condannati per torture e lesioni aggravate 10 agenti della penitenziaria in servizio, a ottobre 2018, nel carcere di San Gimignano (Siena): le pene vanno da 2 anni e 3 mesi a 2 anni e 8 mesi. Questa la sentenza del gup di Siena Jacopo Rocchi dopo quasi 3 ore di camera di consiglio. I 10 agenti, con i legali Manfredi Biotti e Stefano Cipriani,
avevano scelto la strada del rito abbreviato dopo essere stati accusati del pestaggio in carcere ai danni di  un detenuto durante un trasferimento coatto di cella avvenuto a ottobre 2018. Il pm Valentina Magnini aveva chiesto condanne a 3 anni per 8 agenti, 2 per un altro e 22 mesi per il decimo imputato.

Sentenza accolta in lacrime da parte di alcuni degli agenti penitenziari presenti in aula alla
lettura della condanna da parte del gup di Siena Jacopo Rocchi. Bocche cucite e occhi rossi all’esterno dell’aula per i 9 agenti presenti che si sono raccolti in cerchio per commentare insieme ai legali la sentenza e poi lasciare il tribunale da un’uscita secondaria. In tutto, gli imputati sono 10. Assente in aula il detenuto che sarebbe stato vittima del pestaggio nel carcere di San Gimignano tre anni fa che ha portato alle indagini e alla
sentenza di oggi.

Il processo ai 10 agenti è un troncone del procedimento sul pestaggio del recluso, di origine tunisina, detenuto per reati di droga, che risalirebbe all’11 ottobre 2018 quando nel
corridoio largo due metri dell’istituto penitenziario si verificarono attimi concitati, 4 minuti di caos ripresi dalle videocamere di sorveglianza. Nell’ambito delle stesse indagini
sono stati rinviati a giudizio altri 5 agenti che hanno scelto il processo con rito ordinario: la prima udienza è fissata per il 18 maggio. Già condannato dal gup di Siena a quattro mesi di
reclusione il medico dello stesso penitenziario, accusato di rifiuto di atti d’ufficio perchè si sarebbe rifiutato di visitare e refertare il detenuto.

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