Arezzo: false assunzioni per avere permessi soggiorno, 60 indagati 

Arezzo: false assunzioni per avere permessi soggiorno, 60 indagati 

Falsi contratti di lavoro come colf, badanti o operai per ottenere permessi di soggiorno e indennità di disoccupazione. E’ quanto scoperto dalla Guardia di finanza di San Giovanni Valdarno (Arezzo). Coinvolte sessanta persone, di origine straniera, iscritte nel registro degli indagati dalla procura di Arezzo. Sono in corso anche accertamenti su dipendente di un Caf .

Le ipotesi di reato sono truffa, falso e violazione delle norme sull’immigrazione. Accertamenti sarebbero in corso anche sull’attività di un impiegato di un Caf. L’inchiesta delle Fiamme gialle è partita nel 2015 ed ha portato a controllare un’ottantina di contratti di assunzione, soprattutto di colf e badanti provenienti dall’estero, da parte di stranieri. Una sessantina quelli che si sono rivelati fasulli, con falsi datori di lavoro e falsi assunti. Il meccanismo, secondo la guardia di finanza, era volto non solo a ottenere il permesso di soggiorno ma anche l’indennità di disoccupazione una volta che il falso lavoro terminava.

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San Giovanni Valdarno (AR): giro di spaccio al parco, carabinieri effettuano 4 arresti

San Giovanni Valdarno (AR): giro di spaccio al parco, carabinieri effettuano 4 arresti

Spacciano dentro al Parco dei Cappuccini di San Giovanni Valdarno (Arezzo), i carabinieri intervengono e arrestano quattro uomini. Il blitz è scattato su segnalazione degli abitanti che avevano notato uno strano e continuo andirivieni dalla boscaglia del parco.

In manette sono finiti un 33enne, due 32enni e un 28enne, tutti di origini nigeriane, di cui uno con moglie e figli indagati dai militari dell’Arma con pedinamenti e appostamenti all’ interno e all’ esterno del parco.

Il controllo nel parco è scattato con 35 uomini e unità cinofile antidroga. Dopo aver documentato la cessione di sostanze stupefacenti ad alcuni tossicodipendenti i carabinieri hanno arrestato i quattro nonostante un tentativo di fuga.
Le perquisizioni personali, del luogo dello spaccio e dei domicili degli arrestati, hanno permesso di sequestrare undici involucri di carta stagnola, racchiudenti infiorescenze di marijuana, 12 telefoni cellulari;
11 “ovuli” di pellicola trasparente e carta igienica con cocaina, un pezzo di hashish e 1.255 euro provento dell’attività di spaccio. I carabinieri hanno ritrovato anche appunti riportanti la contabilità del giro di spaccio.

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Antiquario ruba opere arte e le vende a prete

Antiquario ruba opere arte e le vende a prete

Arezzo, arrestato antiquario per aver rubato quadri del Seicento per poi rivenderli ad un prete.

È questo l’esito di una complessa indagine dei carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno (Arezzo) e della stazione di Levane, nel corso della quale oltre ad arrestare l’antiquario sono state denunciate altre tre persone, tra cui il sacerdote.

Era luglio 2017 quando a Città di Castello (Perugia) un noto avvocato del posto si era rivolto ai carabinieri per denunciare il furto di tre tele del ‘600 e l’appropriazione indebita di una quarta, coeva.

Quest’ultimo quadro, infatti, era stato affidato dal proprietario all’antiquario per venderlo, ma il commerciante aveva trattenuto il bene, senza corrispondere denaro al legale, ed è così che ndagando sull’antiquario, i militari hanno scoperto che era stato l’uomo, insieme a un paio di complici, a mettere a segno il furto delle tele ai danni dell’avvocato: un colpo nello studio da circa 90 mila euro.

Nella ricerca della refurtiva poi, i militari si sono anche imbattuti nella figura di un prete della zona, destinatario finale delle opere d’arte.

I carabinieri, certi che i quadri fossero stati rivenduti al prelato, hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione con personale specializzato del nucleo tutela patrimonio artistico dell’Arma, trovando uno dei dipinti, che era proprio quello della vendita mai avvenuta.

I militari, su disposizione dell’autorità giudiziaria perugina, hanno eseguito oggi tre misure cautelari, sottoponendo agli arresti domiciliari l’antiquario, attualmente domiciliato in Umbria, mentre per i due complici (che sono indagati in stato di libertà anche per numerosi furti in esercizi commerciali) è stato disposto ed eseguito l’obbligo di dimora nel comune di Montevarchi (Arezzo) insieme all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il sacerdote è stato denunciato per ricettazione.

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