Porta di San Miniato in restauro

Porta di San Miniato in restauro.
Soffrono degli stessi mali: età avanzata, soggette a pioggia, vento e sole, piene di screpolature con pericolo di caduta di frammenti. Sono la Porta di San Miniato, in San Niccolò, e la Torre della Serpe,  a Porta al Prato. I progetti di restauro di queste due opere sono stati approvato nell’ultima seduta di giunta e a primavera partiranno i lavori.

“La conservazione del proprio patrimonio storico e culturale – dichiara l’assessore ai servizi tecnici Filippo Bonaccorsi – è tra le priorità dell’amministrazione. In questo caso abbiamo reperito i fondi grazie alla già avviata procedura di vendita del Teatro comunale. I restauri si inseriscono in una precisa strategia di largo respiro che ha già per esempio visto conclusi i lavori a Porta al Prato e in fase di conclusione di quelli della Torre della Zecca. Il recupero della Porta di San Miniato, inoltre, segue il restauro dello scalone delle Paniere e sono già previsti lavori anche al cimitero delle Porte Sante”.
La Porta di San Miniato è una delle poche vestigia rimaste dell’antica cerchia muraria fiorentina nella zona di San Niccolò. I lavori di restauro e consolidamento costeranno 122 mila euro. Tra i problemi della struttura ci sono la vegetazione infestante, alterazioni cromatiche a causa della presenza di agenti biodeterogeni, intonaci degradati, decoesione delle bozze delle parti sommitali con conseguente pericoli di distacchi di frammenti di materiale lapideo.
Analoghi problemi ha la Torre della Serpe, anche questa facente parte dell’antica cinta muraria, che attualmente si trova in un’isola tra i viali di circonvallazione a Porta a Prato e il tracciato della tramvia. In questo caso i lavori costeranno 162 mila euro.

 

SAN MINIATO al MONTE

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Dopo il Battistero e` una delle piu` alte testimonianze dell’architettura romanica fiorentina. Gia` esistente ai tempi di Carlomagno, fu ricostruita dal vescovo Ildebrando dopo il 1018 e completata anche nella parte decorativa solo al principio del sec. XIII.
La facciata, iniziata nel XII sec. e conclusa all’inizio del XIII, ha il tipico paramento fiorentino in marmo bianco e verde di Prato a scomparti geometrici. Nella parte inferiore presenta il classico ritmo di cinque arcate cieche nelle quali si aprono alternativamente i tre portali.
L’interno, in alcune parti restaurato ed alterato, e` diviso in tre navate da colonne alternate a pilastri polistili, che determinano cosi` tre campate di cui l’ultima con il presbiterio rialzato sulla cripta. I capitelli, alcuni dei quali provengono da monumenti romani, altri invece sono romanici, sono parte in marmo, parte in laterizio.
La navata centrale, con il tetto a travature scoperte, ha il pavimento diviso in riquadri decorati con intarsi marmorei.
In fondo alla navata, l’elegante Cappella del Crocifisso di Michelozzo (1448), con volta a botte smaltata ad opera di Luca della Robbia.
La Cappella del cardinale di Portogallo, a croce greca con volta a padiglione, fu costruita da Antonio Manetti, allievo del Brunelleschi. La volta e` rivestita da piastrelle che formano un motivo a dadi, ed e` decorata da tondi di terracotta di Luca della Robbia.
A destra della chiesa troviamo il Palazzo dei Vescovi, residenza estiva dei vescovi fiorentini fino al 1553, quando fu utilizzato come caserma dalle truppe spagnole di Cosimo I. Nel 1594 fu incorporato nel convento di S. Miniato.
Oltre il palazzo, la Fortezza realizzata in pochi mesi sotto la direzione di Michelangelo, e costruita stabilmente nel 1553 ad opera di Francesco da Sangallo.
Nel recinto della fortezza si trova il Cimitero monumentale, costruito da Nicolo` Matas nel 1854.