Rai: morto Jengo, direttore sede Toscana e Umbria

Rai: morto Jengo, direttore sede Toscana e Umbria

E’ morto Andrea Jengo, 65 anni, direttore della sede Rai della Toscana e dell’Umbria. Secondo quanto appreso, è morto a Roma, in ospedale: i funerali si terranno il 14 novembre ad Assisi dove risiedeva.

A darne notizia l’Associazione stampa della Toscana il cui presidente Sandro Bennucci e organismi dirigenti esprimono alla moglie di Jengo, Emilia, alla figlia, ai colleghi e ai dipendenti Rai della Toscana sentite condoglianze, partecipando al loro dolore.

Jengo, ricorda l’Ast, era “da molti anni a Firenze” ed “è sempre stato molto vicino alla città e alle istituzioni per le mille iniziative promosse e ospitate con il patrocinio della Rai. Per quanto riguarda il sindacato dei giornalisti, Jengo è sempre stato un amico sincero, manifestando grande sensibilità non solo per i seminari di formazione, ma anche per tutto quello che riguarda la nostra professione: fu fra i promotori dell’idea di intitolare il mitico studio C della sede Rai a Paola Nappi, collega che si ammalò durante i servizi dal Giglio sulla Concordia e che morì dopo non breve agonia.”

Prosegue l’Ast: “Lo ricordiamo anche fra i più attivi, tre anni fa, nelle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze”.

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Due milioni e mezzo di euro per l’informazione locale in Toscana

Due milioni e mezzo di euro per l’informazione locale in Toscana

Due milioni e mezzo per l’informazione locale in Toscana. Dieci progetti finanziati  con un milione e 400 mila subito ed altri 11, tra cui uno fa capo a Controradio,  con un milione e 100 mila euro dopo la variazione di bilancio. La Regione Toscana raddoppia così i finanziamenti previsti dal bando per l’editoria locale che si era chiuso lo scorso maggio. Oggi la presentazione dei vincitori sulle 30 domande pervenute, per un’informazione di qualità in termini contenuti e produzione e di rispetto del lavoro e della professionalità.

Le dichiarazioni dell’assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli e del presidente di Assostampa Sandro Bennucci.

“Alla fine impegneremo oltre due milioni e cinquecentomila euro” spiega l’assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli. Il primo bando per l’editoria locale, frutto della legge regionale approvata nel 2013, aveva permesso anni fa a molte testate toscane di scollinare una situazione di crisi particolarmente grave, in un periodo tra l’altro di forte contrazione del mercato pubblicitario e di necessità di investimenti sul digitale. Il momento è difficile anche adesso. “Ma qui – sottolinea Bugli – non parliamo di contributi a pioggia per risanare bilanci di aziende in difficoltà. Finanziamo progetti che realmente ampliano i contenuti dell’informazione toscana, toccando temi nuovi, con format capaci di essere più vicini ai cittadini e con redazioni e strumenti potenziati. Investiamo su piccole e medie imprese radiofoniche, televisive e che offrono informazione on line con personale giornalistico e tecnico qualificato. Per questo ci sembrava utile sostenere tutti i progetti ammessi e non solo i primi dieci che siamo in grado di finanziare con le risorse al momento disponibili”.

Il bando per l’informazione locale, frutto del confronto anche con l’Ordine dei giornalisti e l’Associazione Stampa Toscana (presente alla conferenza stampa con il presidente Sandro Bennucci),  si era chiuso lo scorso maggio. Era rivolto a micro, piccole e medie imprese proprietarie di emittenti tv e radio, quotidiani e periodici online, anche in cartaceo, agenzie di stampa web e associazioni di imprese con testate giornalistiche. Requisiti stringenti la presenza di una redazione in Toscana, organici con giornalisti assunti e regolarità previdenziale. Criteri premianti l’iscrizione ai sistemi di certificazione e, per la prima volta, l’adempimento degli obblighi formativi.

Su trenta domande, ventuno sono state appunto le ammesse dopo aver espletato tutti i controlli del caso. “Sviluppo Toscana, l’ente che ha gestito il bando – ricorda Bugli -, ha effettuato attraverso l’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, verifiche puntuali ed accurate. Naturalmente continueremo a vigilare anche in futuro sul rispetto delle normative e la corretta applicazione dei contratti di lavoro, come è previsto dal bando, e ci riserviamo nuove valutazioni nel caso del venir meno agli obblighi e requisiti da parte di chi oggi beneficia dei contributi”.

Nei venti progetti c’è un po’ di tutto:  più informazione in settori chiave come la protezione civile ed il sistema di allerta regionale, maggiore attenzione all’offerta culturale e turistica, storie a puntate sull’ambiente in senso lato da racconti di esperienze di economia circolare o sulle energie rinnovabili alla riqualificazione del territorio e riconversioni aziendali, e poi ancora finestre sulle opportunità offerte dal sistema scolastico e formativo oppure riguardo la piattaforma partecipativa Open Toscana, aperta al contributo dei cittadini su progetti e temi dell’agenda pubblica. Si parla di giornalismo sociale ad esempio, di corrispondenti sul territorio, di social per condividere i racconti della città che si potranno moltiplicare e soprattutto essere più ampiamente condivisi grazie a contenitori ‘a geometria variabile’. C’è chi propone focus sui toscani nel mondo e la cooperazione internazionale oppure ‘bussole’ giornalistiche  per orientarsi e conoscere meglio la pubblica amministrazione e le sue iniziative. Altri scelgono racconti legati allo sport, che anima tante comunità dove sull’agonismo prevale volontariato e inclusione oppure speciali sulle cooperative di comunità, con i progetti messi in campo dai cittadini (e finanziati dalla Regione) per rilanciare aree e borghi oggi isolati e marginali che si stanno spopolando.  E tutto questo sarà realizzato con progetti che puntano sull’impiego di strumenti appropriati alle esigenze di chi oggi produce informazione: dai droni per le riprese aeree a consolle e apparecchiature digitali che migliorano la qualità visiva delle immagini, da format editoriali innovativi a redazioni potenziate nelle loro capacità  tecniche e professionali.

“Con questo intervento – conclude l’assessore Bugli – vogliamo sottolineare l’importanza  dell’informazione locale professionale nel sistema complessivo dei media e nello stesso tempo promuovere l’innovazione di chi ogni giorno racconta la regione”.

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Chiusura ‘Il Telegrafo’, sindacato porta editore in tribunale

Chiusura ‘Il Telegrafo’, sindacato porta editore in tribunale

Firenze, il presidente dell’Associazione Stampa Toscana, Sandro Bennucci, ha convocato d’urgenza, per giovedì 25 luglio, il consiglio direttivo del sindacato, per approvare il ricorso all’articolo 28, contro la Poligrafici Editoriale (Qn, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, Quotidiano.net), per comportamento antisindacale.

Il ricorso al giudice del lavoro, viene richiesto al sindacato, dal Coordinamento dei Comitati di redazione della Poligrafici, “considerato che l’azienda non intende rispettare gli accordi sottoscritti e rinnovati a più riprese il 1 dicembre 2016, il 21 giugno 2017 e il 3 luglio 2018, intese che prevedevano una ricollocazione precisa dei colleghi della Nazione nel caso di una chiusura del Telegrafo, oltre al rispetto del numero degli organici della testata (previsti anche nell’accordo di solidarietà)”.

“Un atteggiamento di chiusura così ostinata – si legge in un comunicato del Coordinamento dei Cdr della Poligrafici Editoriale – appare ancor più incomprensibile da parte di un’azienda guidata dal presidente degli editori, Andrea Riffeser Monti, che dovrebbe essere il garante degli accordi firmati tra le aziende editoriali e i rappresentanti dei giornalisti”.

La riunione del Direttivo Ast è indispensabile per approvare il ricorso all’articolo 28, contro l’Azienda, per comportamento antisindacale. Spetta infatti al sindacato toscano dei giornalisti il compito di promuovere l’azione giudiziaria.

Alle rivendicazioni dell’Associazione Stampa Toscana e del Coordinamento del Cdr della Poligrafici Editoriale, arriva il supporto del consigliere del presidente della Regione per le politiche del lavoro Gianfranco Simoncini: “La Regione Toscana – si legge in un comunicato – si augura che le ultime due iniziative intraprese dall’Associazione Stampa Toscana e dal Coordinamento del Cdr della Poligrafici Editoriale in seguito alla chiusura unilaterale del Telegrafo di Livorno, possano portare l’editore a una nuova riflessione in grado di garantire la piena tutela occupazionale dei giornalisti e dei lavoratori della testata”.

Simoncini, sottolineando che la Regione segue dall’inizio la vicenda che ha coinvolto la redazione livornese, ribadisce poi la richiesta all’editore perché si muova nell’interesse e a garanzia dei suoi giornalisti e poligrafici.

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Emittenza radio tv locale: da Toscana bando di 1,5 mln per informazione

Emittenza radio tv locale: da Toscana bando di 1,5 mln per informazione

È stato approvato nell’ultima seduta di giunta, così come preannunciato alla fine dell’anno, il bando della Regione Toscana che consentirà di mettere a disposizione circa un milione e 500 mila euro a sostegno del lavoro giornalistico e dell’informazione locale.

Il bando, presentato oggi in conferenza stampa dall’assessore alla presidenza Vittorio Bugli, accompagnato dal presidente dell’Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci e dal consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana Domenico Guarino in rappresentanza del presidente Carlo Bartoli, discende dalle previsioni della legge regionale 34/2013, “Disciplina del sostegno regionale alle imprese di informazione”: è la seconda volta che questa legge viene finanziata e permette di attivare questa opportunità. Già con il primo bando molte testate toscane riuscirono a scollinare una situazione di crisi particolarmente grave, in un periodo tra l’altro di forte contrazione del mercato pubblicitario.

Anche con questo secondo bando si punta a garantire il diritto al pluralismo dell’informazione e ad accrescere il livello di competitività ed innovazione delle imprese locali del settore, puntando a nuove produzioni, sviluppando la multimedialità e nello stesso tempo garantendo una più ampia e puntuale conoscenze delle attività istituzionali della Regione.

“Ci troviamo in una situazione – ha detto l’assessore Vittorio Bugli – in cui il sistema, a causa di fattori politici e sociali, è in forte cambiamento, con il rischio di arrivare ad una riduzione della qualità informativa o alla chiusura di alcune aziende. E’ perciò importante favorire e tutelare l’informazione di qualità, anche tramite il sostegno a lavoro giornalistico e alla formazione giornalistica: solo così è possibile garantire una maggior qualità del prodotto finale. E questi sono i cardini da cui ripartire. Oggi – ha proseguito l’assessore – ci troviamo di fronte a due diversi tipi di questioni. La prima riguarda la quantità di informazione, molto elevata ma anche deteriorata nella sua qualità; la seconda riguarda invece l’informazione a carattere locale. Essendo la Toscana una regione fortemente interessata alla tutela del lavoro giornalistico, è fondamenta le che sia promossa non solo un’informazione a livello nazionale ma che sia incentivata anche quella sul territorio”.

Ringraziando la Regione Toscana per un provvedimento fondamentale per l’emittenza locale e che dà il segnale di quella che è la informazione di qualità, il presidente dell’Ast Bennucci che ha garantito il pieno sostegno del sindacato, ha sottolineato l’importanza che assume questo bando nel contesto attuale “un momento – ha detto – che vede l’informazione libera sotto attacco, un Governo che taglia fondi e ministri che danno notizie tramite dirette Facebook che per loro natura non prevedono la possibilità di fare domande”.

Apprezzamento per la Regione anche da parte di Domenico Guarino, che ha ribadito il valore del bando sottolineando come l’informazione di qualità sia baluardo della democrazia e non è un caso che un atto del genere sia voluto e promosso dalla Toscana, fedele ancora alla sua tradizione di pluralismo e alti valori democratici”.

L’assessore Bugli e il presidente Bennucci ai microfoni di Chiara Brilli

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Flash mob giornalisti fiorentini, appello per libertà di stampa

Flash mob giornalisti fiorentini, appello per libertà di stampa

Manifestazione davanti alla prefettura di Firenze, nell’ambito della mobilitazione #giùlemanidall’informazione. La protesta è organizzata da Fnsi e Ordine dei giornalisti in tutti i capoluoghi di regione d’Italia.

Oltre cento partecipanti a Firenze per il flash mob promosso, come nei capoluoghi di regione di tutta Italia, dalla Fnsi e dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in segno di protesta “contro gli insulti a tutta la categoria – si legge in una lettera consegnata al prefetto di Firenze Laura Lega – da parte del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e dall’esponente del M5s Alessandro Di Battista, e per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla difesa del diritto all’informazione e sul rispetto dell’art. 21 della Costituzione.

“Una risposta seria e forte contro chi vuole credere di poter addomesticare l’informazione, cosa che non è possibile”, ha affermato Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione stampa toscana. “E’ inaccettabile la caccia alle streghe, l’insulto pesante e volgare, la svalutazione di una professione che è un elemento di garanzia fondamentale per la costruzione della democrazia”, ha dichiarato Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Hanno partecipato al presidio di oggi anche autorità istituzionali quali il presidente della Regione Enrico Rossi con alcuni assessori, il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani con rappresentanti della maggior parte dei gruppi politici consiliari, e il vicesindaco di Firenze Cristina Giachi. Fra le adesioni anche Camera di Commercio, Confesercenti, Cgil, Cisl, Uil.

“E’ il momento di dire basta alle offese e agli attacchi portati negli ultimi giorni all’informazione da esponenti del governo e del Movimento 5 Stelle”, si legge in una nota. All’iniziativa di Firenze, alla quale interverrà anche il segretario aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, insieme ai giornalisti, hanno fatto sapere che ci saranno il presidente della Giunta regionale della Toscana, Enrico Rossi, il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, la vicesindaca di Firenze, Cristina Giachi, l’assessore comunale Federico Gianassi e altri esponenti politici e sindacali. Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana e Carlo Bartoli, presidente del Consiglio dell’Ordine della Toscana – che consegneranno un appello per la libertà di stampa al prefetto di Firenze, Laura Lega – invitano a partecipare i colleghi: “tutti coloro che possono non facciano mancare la loro presenza, ma intervengano anche le associazioni e i cittadini che hanno a cuore una stampa libera, secondo il dettato dell’articolo 21 della Costituzione”.

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