Vaccini, Istituto Farmaceutico Militare: ‘Produrli? Ci stiamo lavorando’

Vaccini, Istituto Farmaceutico Militare: ‘Produrli? Ci stiamo lavorando’

Lo afferma l’ingegner Gian Carlo Anselmino, direttore generale dell’Agenzia Industrie Difesa. Oggi presentata intesa con Regione Toscana su produzione farmaci orfani

L’Istituto Farmaceutico Militare potrebbe produrre anche vaccini: “potrebbe anche darsi, ci sono già dei progetti e delle attività in tal senso anche in collaborazione con il centro vaccinale che c’è a Siena noi siamo pronti a fornire tutto il supporto necessario per produrre farmaci carenti” dichiara Anselmino in occasione della firma dell’accordo  che amplia e intensifica la collaborazione tra Regione Toscana e Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (Unità produttiva dell’Agenzia Industrie Difesa). Finora la collaborazione tra Regione e Chimico Farmaceutico Militare si è sviluppata anche nell’ambito della produzione di cannabis terapeutica, a seguito della legge regionale del 2012. Con l’accordo siglato stamani, la collaborazione si rafforzerà per quanto riguarda informazione e formazione sui farmaci cannabinoidi, e si estenderà alla ricerca e sperimentazione clinica no profit, con particolare attenzione ai farmaci orfani. L’accordo avrà la durata di due anni, con possibilità di revisione annuale.

 

 

L’accordo firmato stamani prevede che Regione e Farmaceutico Militare, anche su impulso del ministro della difesa senatrice Roberta Pinotti, attivino sinergie utili allo sviluppo della ricerca biomedica e farmaceutica, con particolare attenzione al sostegno della sperimentazione no profit per farmaci orfani per malattie rare o neglette, in linea con i programmi e le strategie regionali in materia; un’adeguata informazione sull’utilizzo e le caratteristiche dei farmaci cannobinoidi attraverso il Centro di Ascolto regionale, e un’adeguata informazione e orientamento sul corretto processo di prescrizione e distribuzione dei farmaci orfani prodotti dal Farmaceutico Militare, monitorandone il percorso dal medico prescrittore all’utente finale.L’UVaR (Ufficio regionale per la valorizzazione dei risultati della ricerca biomedica e farmaceutica) farà da supporto al coordinamento e alla realizzazione delle linee strategiche e delle attività previste dall’accordo. Il protocollo tra Regione Toscana e Agenzia Industrie Difesa – Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare riguarda ricerca, sperimentazione, informazione e formazione e prevede una collaborazione in due specifici ambiti: ricerca e sperimentazione clinica no profit, con particolare attenzione alle malattie rare e orfane, in un’ottica di medicina personalizzata; informazione e formazione sui farmaci cannabinoidi.Il Farmaceutico Militare, unica officina farmaceutica dello Stato, dispone di un’officina attrezzata con infrastrutture, impianti di lavorazione, laboratori, magazzini e relativo know-how per la produzione di farmaci orfani e cannabis per uso terapeutico, e da sempre collabora con altre istituzioni e con numerose Università per attività congiunte di ricerca e formazione per la produzione di farmaci orfani. La Regione Toscana, nel suo ultimo Piano sanitario e sociale integrato, sottolinea che “è importante sostenere le aree orfane della ricerca e la ricerca no profit sul farmaco, la ricerca sui farmaci orfani, sulle malattie rare e neglette, a vantaggio dei cittadini, ma anche in un’ottica di cooperazione sanitaria e solidarietà con i Paesi in via di sviluppo”.

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Storie ed Arte: al museo Benozzo Gozzoli conclusa la prima fase del progetto

Storie ed Arte: al museo Benozzo Gozzoli conclusa la prima fase del progetto

Il ciclo di 4 incontri dedicato ai malati di Alzheimer, al Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino, ha visto la partecipazione dell’artista Marco Borgianni. Da febbraio previsti percorsi per persone sordomute e persone colpite da autismo. Oggi, 17 gennaio, ci sarà il percorso di formazione del personale.

Dopo essersi confermato come museo di rilevanza regionale per le attività svolte non solo negli ambiti della didattica e dei laboratori per famiglie e bambini, ma anche per l’impegno mostrato nell’inclusione sociale, oltre che nella valorizzazione e promozione del patrimonio artistico, il Museo BeGo (Benozzo Gozzoli) di Castelfiorentino ha portato a termine la prima fase dell’annualità 2017 del progetto Storie ad Arte, dedicato alle persone con Alzheimer e ai loro caregiver.

L’esperienza, che si rinnova ogni anno dal 2014 e coinvolge il personale formato dei Servizi educativi del Museo insieme agli animatori geriatrici del territorio, per il 2017 ha visto la partecipazione ed il supporto a titolo gratuito dell’artista toscano di fama internazionale Marco Borgianni. Le strutture del territorio coinvolte sono state quattro: tre R.S.A. – “Villa Serena” di Montaione, “Pablo Neruda” e l’E.M.D. “Ciapetti” di Castelfiorentino – e il Centro diurno “I Tigli” di Certaldo.

Le persone anziane, insieme ai loro caregiver, sono state coinvolte in diverse attività manuali, stimolate all’utilizzo della creatività e della fantasia e incoraggiate a condividere con gli altri i risultati. Insieme a Marco Borgianni hanno preso parte al processo di creazione artistica: prima hanno dipinto con diversi colori alcune tele bianche, poi le hanno ricoperte con uno strato di tempera ad olio nera; successivamente, con la giusta strumentazione, hanno ‘grattato’ la superficie per riscoprire i colori, creando linee e forme, seguendo ciò che sentivano di voler esprimere. I lavori realizzati verranno ‘restituiti’ alla cittadina di Castelfiorentino con una mostra che sarà allestita il prossimo febbraio nelle sale del BeGo.

“Storie ad Arte ha contribuito a rafforzare e rendere sempre più esplicita la missione del nostro museo: quella di luogo accessibile, accogliente, impegnato attivamente a soddisfare le esigenze dei suoi pubblici e a lavorare per l’inclusione sociale, soprattutto per le persone particolarmente fragili – dichiara Serena Nocentini, direttore scientifico del BeGo -. Per questo, dopo tre anni di sperimentazione si apre una nuova fase del progetto, che ironicamente mi piace chiamare 3.0. Il progetto si è infatti arricchito grazie al lavoro dell’artista Marco Borgianni; un lavoro di ricerca, originale e in parte inedito che ci ha visto cooprogettare l’esperienza insieme: artista, direttore, servizi educativi del Museo con Alice Vignoli e Stefania Bertini e Silvia Melani animatrice geriatrica che da anni lavora, anche in contesti museali, con le persone anziane fragili e chi se ne prende cura. Ci siamo poi avvalsi del prezioso supporto di Miriam Mandosi che si sta occupando del monitoraggio e della valutazione del progetto. Al BeGo crediamo fermamente che l’arte possa aiutare le persone con Alzheimer a rimanere socialmente vive, anche insieme ai propri cari.”

Storie ad Arte è inserito nel progetto Museo For All, realizzato grazie al determinante contributo della Fondazione CR di Firenze per la durata di tre anni: l’obiettivo è quello di potenziare il percorso di accessibilità e inclusione sociale che il Museo Benozzo Gozzoli ha intrapreso nel 2013, anno in cui rese accessibile il proprio patrimonio artistico a ciechi e ipovedenti, coinvolgendo e rendendo fruibile l’arte alle persone con disabilità fisiche, sensoriali e intellettivo-cognitive.

 

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