Celiachia: in Toscana addio buono cartaceo,ora basta codice

Celiachia: in Toscana addio buono cartaceo,ora basta codice

Dal primo giugno il buono sarà sostituito da un codice numerico che, abbinato alla tessera sanitaria, consentirà ai celiaci di acquistare i prodotti alimentari specifici negli  esercizi commerciali convenzionati, su tutto il territorio regionale.

Buono cartaceo per la celiachia sostituito da una nuova modalità telematica: è la novità introdotta dalla Regione Toscana con il ‘Codice celiachia’. Dal primo giugno il buono sarà sostituito da un codice numerico che, abbinato alla tessera sanitaria, consentirà ai celiaci, quasi 17 mila persone in Toscana, di acquistare i prodotti alimentari specifici nei supermercati della grande distribuzioe, nelle farmacie, parafarmacie e negli altri esercizi commerciali convenzionati, su tutto il territorio regionale. Per utilizzare il budget mensile a cui hanno diritto i celiaci sarà sufficiente comunicare alla cassa che si intende usufruire del budget per il pagamento dei prodotti, inserire nell’apposito dispositivo la tessera sanitaria e digitare il proprio ‘codice celiachia’. Già ora i pazienti possono andare alla Asl di riferimento per avere il proprio codice. “Un progetto – ha commentato l’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi – che semplifica enormemente la vita dei pazienti affetti da morbo celiaco o dermatite erpetiforme, che finora dovevano utilizzare i buoni cartacei per avere gli alimenti specifici”. Per Saccardi è “una grandissima facilitazione che dà la possibilità di avere un budget mensile determinato che può essere speso e controllato ogni volta che si va a fare la spesa e con questo budget si potrà andare ad acquistare in ogni parte della Toscana senza più il limite della propria azienda sanitaria”.

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Toscana, Fimmg: ‘cala fiducia in servizio sanitario pubblico’

Toscana, Fimmg: ‘cala fiducia in servizio sanitario pubblico’

Medici scrivono a presidente Regione e assessore Saccardi.

“Dall’inizio della legislatura la medicina generale non ha potuto avere nella nostra Regione un interlocutore valido su questioni importanti come le liste d’attesa, che sono affrontate in modo difforme nelle tre Asl, la qualità delle prestazioni specialistiche erogate dai soggetti esterni al servizio sanitario toscano, l’applicazione della legge di riordino del nostro servizio e l’acquisizione di competenze da parte del dipartimento di medicina generale”. Lo scrive il direttivo della Fimmg, le Federazione dei medici di medicina generale, di Firenze in una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi e all’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi.

“I cittadini toscani hanno sempre dimostrato fiducia nel servizio sanitario pubblico ma da qualche tempo tale fiducia sta venendo meno – osserva la Fimmg nella lettera -. Sempre di più gli utenti sono costretti a ricorrere alle cure del privato. Molte sono le motivazioni per le quali tutto ciò sta accadendo, e non tutte dipendenti da situazioni locali ma anche nazionale”. Per la Fimmg, “probabilmente, su tutto ciò ha influito una scarsa sintonia politica nella Giunta e nel Consiglio regionale ma ora ci si augurerebbe che con gli ultimi assetti definiti tali problemi vengano risolti e che si possano portare a termine almeno due questioni”, ovvero “le vaccinazioni previste dai Lea erogate direttamente negli studi dei medici, che potrebbero risolvere il problema delle liste d’attesa” e “l’applicazione delle delibere 650 e 930 sulla sanità d’iniziativa, non attuate ormai da due anni”.

“Attendiamo pertanto – concludono i medici – dalla nostra Regione la sollecita soluzione delle questioni tecniche che non hanno ancora permesso l’avvio della sanità d’iniziativa e l’impegno concreto della medicina generale nella prevenzione oltre che nella cura”.

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