MENINGITE, ORDINE MEDICI TOSCANI: “CALO GRAZIE AI VACCINI”

vaccini meningite Scaramelli Toscana

“Nei primi sei mesi del 2017, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i casi di meningite in Toscana diminuiti” lo ha detto l’Ordine medici toscani: “abbiamo vaccinato quasi un milione di persone.” L’ Associazione ospedali pediatrici “mancata approvazione obbligo vaccini o ridimensionamento sarebbe autogol salute.”

“I casi di meningite in Toscana sono in calo perchè nel frattempo abbiamo vaccinato quasi un milione di persone”. Lo ha detto il presidente  dell’ordine dei medici della Toscana Antonio Panti, a margine di un incontro oggi a Firenze sul tema dei vaccini. “Quando si dice che l’unico provvedimento giusto è la vaccinazione, si dice una verità” e anche in Toscana, “vediamo che sta funzionando”.

Proprio sui vaccini oggi si è espressa l’Associazione che riunisce gli Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) si schiera a favore del decreto per l’obbligatorietà per iscriversi a scuola. Unendosi alle considerazioni delle società scientifiche e delle associazioni che hanno collaborato alla redazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017 – 19, auspicano una rapida conversione in legge del decreto Lorenzin.

In particolare i direttori dei maggiori ospedali e presidi pediatrici italiani condividono quanto espresso dalla SITI:”La mancata approvazione o un ridimensionamento sulla base di compromessi politici e non evidenze scientifiche vanificherebbe il lavoro fatto fin qui dal Ministero, dalle Regioni e dagli operatori in tema di politiche vaccinali lanciando un messaggio destabilizzante alla popolazione che finalmente sta reagendo alla ‘esitazione vaccinale’ dilagante. Auspichiamo certamente interventi migliorativi, se possibili,
tra cui l’inserimento della vaccinazione antipneumococcica per la quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte indicato negli scorsi anni come essere quella a più alta priorità di introduzione ed applicazione in tutti i paesi del mondo, per l’elevata incidenza e mortalità connesse alle malattie pneumococciche tra cui rivestono particolare importanza.”

Per il presidente Alberto Villani della SIP “Chi sostiene che 12 vaccini obbligatori sono troppi e andrebbero ridotti ignora le evidenze scientifiche che hanno portato il Ministero della Salute, sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle Società Scientifiche a scegliere la strada dell’obbligo vaccinale. Tornare indietro sarebbe un pericoloso autogol per la salute dei cittadini”.

Infine l’AOPI ricorda: “In Italia nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%, e questo è un segnale allarmante perché significa che decine di migliaia di bambini e adolescenti sono esposti a rischi inutili. In tali situazioni si deve intervenire per prevenire le epidemie prima che esplodano. Prevenire significa appunto intervenire prima che la gente si ammali e muoia”. Senza dimenticare che l’obbligo vaccinale è solo ‘un passaporto’ per accedere a scuola, mentre non è trascurabile il valore di un Piano nazionale di Prevenzione vaccinale che è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza e che grazie ad un investimento anche di natura economica da parte dello Stato, offre l’opportunità a tutti i cittadini italiani (di qualsiasi età) di essere protetti nei confronti delle malattie prevenibili con il vaccino.

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SANITA’ TOSCANA: CGIL APRE VERTENZA REGIONALE, MANIFESTAZIONE A FIRENZE

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Il 27 giugno la Cgil Toscana scende in piazza a Firenze per “una sanità pubblica, universale ed equa.” Fuso: “la sanità toscana è un eccellenza ma ci sono scricchiolii, si scivola verso privatizzazione.” Cisl: “non saremo in piazza: serve idee e pragamtismo non slogan e manifestazioni.”

La Cgil Toscana apre una vertenza regionale sulla sanità, e scenderà in piazza a Firenze martedì 27 giugno, davanti alla sede della Regione dalle 17 alle 19: una manifestazione per “una sanità pubblica universale ed equa, contro la strisciante privatizzazione, per una Toscana in buona salute”. Secondo Mauro Fuso, membro della segreteria regionale del sindacato, “la sanità toscana è un’eccellenza, ma ci sono scricchiolii che vogliamo mettere in evidenza per migliorare la situazione attuale, contraddistinta da “uno scivolamento lento verso la privatizzazione, dovuto anche alla carenza di risorse nazionali: quello che manca nella riorganizzazione generale è la risposta del territorio, che è insufficiente”.

Dal 2010 al 2014 la spesa sanitaria pubblica regionale è scesa del 3%; dal 2012 al 2015 i posti letto ordinari solo calati di 658 unità (sono 12.222 in totale). In termini di liste d’attesa sulla diagnostica, i tempi rimangono simili fra 2013 e 2015, col 14% circa delle prestazioni disponibili in oltre 30 giorni, ma lo è anche più del 42% delle prestazioni per la specialistica.

“Garantire una sanità universale e di qualità a tutti i toscani, è il nostro obiettivo: ma per riuscirci se i bisogni crescono e le risorse diminuiscono, servono idee e pragmatismo più che slogan e manifestazioni”. Lo afferma la Cisl Toscana, prendendo le distanze dalla manifestazione indetta  dalla Cgil. “Che la riorganizzazione del sistema sanitario toscano – si legge in una nota – avviata con la legge regionale 84 del 2015, mostri dei limiti e necessiti di adeguamenti lo abbiamo scritto in un documento unitario, firmato insieme a Cgil e Uil pochi mesi fa. Anche sulla base di quel documento la Regione ha aperto un confronto e al tavolo si sta discutendo proprio di questo. Non vediamo quindi, in questa fase, una ragione sindacale per chiamare in piazza i cittadini toscani”.

Per la Cisl “la sanità è ‘pubblica’ se è accessibile a tutti, non se a erogarla è un ambulatorio col logo della Regione. La sanità è ‘pubblica’ se offre la stessa qualità e la stessa accessibilità a Firenze come a Campo nell’Elba, a Chiusi della Verna come a Zeri. Sulla sanità insomma la Cisl Toscana la pensa come Mao: non ci importa di che colore è il gatto, basta che acchiappi i topi”.

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SANITA’ TOSCANA: CGIL APRE VERTENZA REGIONALE, MANIFESTAZIONE A FIRENZE

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Il 27 giugno la Cgil Toscana scende in piazza a Firenze per “una sanità pubblica, universale ed equa.” Fuso: “la sanità toscana è un eccellenza ma ci sono scricchiolii, si scivola verso privatizzazione.” Cisl: “non saremo in piazza: serve idee e pragamtismo non slogan e manifestazioni.”

La Cgil Toscana apre una vertenza regionale sulla sanità, e scenderà in piazza a Firenze martedì 27 giugno, davanti alla sede della Regione dalle 17 alle 19: una manifestazione per “una sanità pubblica universale ed equa, contro la strisciante privatizzazione, per una Toscana in buona salute”. Secondo Mauro Fuso, membro della segreteria regionale del sindacato, “la sanità toscana è un’eccellenza, ma ci sono scricchiolii che vogliamo mettere in evidenza per migliorare la situazione attuale, contraddistinta da “uno scivolamento lento verso la privatizzazione, dovuto anche alla carenza di risorse nazionali: quello che manca nella riorganizzazione generale è la risposta del territorio, che è insufficiente”.

Dal 2010 al 2014 la spesa sanitaria pubblica regionale è scesa del 3%; dal 2012 al 2015 i posti letto ordinari solo calati di 658 unità (sono 12.222 in totale). In termini di liste d’attesa sulla diagnostica, i tempi rimangono simili fra 2013 e 2015, col 14% circa delle prestazioni disponibili in oltre 30 giorni, ma lo è anche più del 42% delle prestazioni per la specialistica.

“Garantire una sanità universale e di qualità a tutti i toscani, è il nostro obiettivo: ma per riuscirci se i bisogni crescono e le risorse diminuiscono, servono idee e pragmatismo più che slogan e manifestazioni”. Lo afferma la Cisl Toscana, prendendo le distanze dalla manifestazione indetta  dalla Cgil. “Che la riorganizzazione del sistema sanitario toscano – si legge in una nota – avviata con la legge regionale 84 del 2015, mostri dei limiti e necessiti di adeguamenti lo abbiamo scritto in un documento unitario, firmato insieme a Cgil e Uil pochi mesi fa. Anche sulla base di quel documento la Regione ha aperto un confronto e al tavolo si sta discutendo proprio di questo. Non vediamo quindi, in questa fase, una ragione sindacale per chiamare in piazza i cittadini toscani”.

Per la Cisl “la sanità è ‘pubblica’ se è accessibile a tutti, non se a erogarla è un ambulatorio col logo della Regione. La sanità è ‘pubblica’ se offre la stessa qualità e la stessa accessibilità a Firenze come a Campo nell’Elba, a Chiusi della Verna come a Zeri. Sulla sanità insomma la Cisl Toscana la pensa come Mao: non ci importa di che colore è il gatto, basta che acchiappi i topi”.

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MENINGITE, GIOVANE RICOVERATO NEL FIORENTINO

meningite

Il 26enne ricoverato per tipo C nel territorio dell’Asl Toscana Centro. Condizioni stabili, profilassi per i contatti stretti giovane. Asl: “61 casi nel 2015-’16, appello per vaccinazioni.”

Caso di sepsi da meningococco C in un 26enne residente nel territorio fiorentino dell’Asl Toscana centro, studente in un’altra regione ma in visita da diversi giorni presso l’abitazione dei propri parenti. Lo rende noto la stessa Asl spiegando che il caso “è stato notificato ieri”. Il 26enne, non vaccinato per il  meningococco C, è attualmente ricoverato all’ospedale di Ponte a Niccheri, in condizioni pressochè stabili, in lieve miglioramento rispetto a ieri.

L’Asl si è attivata immediatamente mettendo in atto tutti gli interventi preventivi necessari e sottoponendo a profilassi farmacologica i contatti stretti del giovane emersi dall’inchiesta epidemiologica. Nel 2017, ricorda l’Azienda sanitaria, “risultano registrati nel sistema di sorveglianza della Regione Toscana 6 casi di meningococco C, di cui 1 a Pistoia, 2 a Pisa, 2 a Livorno, 1 a Firenze.

Negli anni 2015-2016 in Toscana si sono registrati complessivamente 61 casi di meningococco di tipo C”. Si rinnova l’appello ad aderire alla campagna vaccinale contro meningococco C della Regione Toscana che offre la vaccinazione gratuitamente a tutti i residenti dell’Asl Toscana centro, ricordando “che è la misura più efficace per ridurre il rischio di diffusione delle infezioni trasmesse dalle malattie batteriche invasive da meningococco C, poiché assicura una protezione diretta del vaccinato, ma anche indiretta, nei confronti della popolazione generale in quanto riduce la circolazione del batterio anche negli eventuali portatori”.

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CARCERI TOSCANA, APPROVATA IN GIUNTA DELIBERA PER SALUTE DETENUTI

Carceri toscana

Maggior assistenza psicologica e prevenzione suicidi tra gli obiettivi per prossimi 3 anni della delibera per tutela salute popolazione carceri. Saccardi: “la salute è diritto di tutti, senza distinzioni.”

Intensificazione dell’assistenza psicologica, azioni per la prevenzione del suicidio in carcere, rispetto dei Lea (i livelli essenziali di assistenza) e di tutte le attività sanitarie per garantire alla popolazione carceraria la stessa assistenza sanitaria che viene data ai cittadini liberi. Sono alcuni tra i principali obiettivi per la tutela della salute in carcere per il triennio 2017-2019, individuati dalla delibera approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta.

Una delibera nella quale vengono aggiornate le attività rivolte sia agli adulti presenti nei 16 istituti penitenziari della Toscana che ai minori accolti nei due istituti per minori (Pontremoli e Firenze) e nel centro di prima accoglienza di Firenze. “La salute è un diritto di tutti, indistintamente – ha detto l’assessore al Diritto alla salute Stefania Saccardi – Tutti, che siano liberi cittadini o detenuti, sono uguali davanti alla malattie e hanno diritto ad avere le stesse opportunità e prestazioni sanitarie.

Come Regione Toscana ci preoccupiamo di garantire a tutti i cittadini in carcere la stessa assistenza sanitaria che diamo ai cittadini liberi. E con questa delibera abbiamo individuato obiettivi precisi per il prossimo triennio”. Gli obiettivi prioritari sono individuati per il triennio 2017-2019. Per il 2017, la cifra destinata alla realizzazione di questi obiettivi è di 208.000 euro, mentre per gli anni successivi l’identificazione del fabbisogno sarà definita entro il 31 dicembre di quest’anno.

Il Laboratorio MeS (Management & Sanità) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa valuterà le performance delle Aziende sanitarie anche sulla tutela della salute in carcere, mentre all’Agenzia Regionale di Sanità sono affidate le indagini epidemiologiche sullo stato di salute della popolazione detenuta. Il monitoraggio di tutte le attività è affidato all’Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria, costituito nel 2008.

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