Covid: Tls, partiti test clinici anticorpi monoclonali

Covid: Tls, partiti test clinici anticorpi monoclonali

Fase 1 su 40 persone volontarie: è partita la sperimentazione clinica degli anticorpi monoclonali anti Covid-19 prodotti da Toscana Life Sciences Sviluppo (Tls)

E’ partita la sperimentazione clinica degli anticorpi monoclonali anti Covid-19 ideati e prodotti in Italia da Toscana Life Sciences Sviluppo (Tls). Lo annuncia la stessa Tls. I test di fase I coinvolgono 40 volontari sani, mentre nelle fasi successive la sperimentazione riguarderà qualche centinaio di pazienti con infezione da coronavirus SARS-CoV-2.

La sperimentazione clinica di fase I dell’anticorpo monoclonale umano MAD0004J08, individuato dal team di ricerca coordinato da Rino Rappuoli, si svolgerà presso lo Spallanzani a Roma e nel Centro di ricerche cliniche di Verona, per verificarne la sicurezza, spiega Tls, “per verificare l’assenza di effetti collaterali, valutandone sicurezza e alcuni parametri di farmacocinetica. I trial clinici di fase I saranno gestiti, per conto di Tls sviluppo, dalla Cross research. La sperimentazione prevede di dividere i volontari in bracci di studio distinti per modalità di trattamento (placebo e dosi incrementali di anticorpo). I primi dati disponibili da questa fase sono attesi dopo circa un mese e mezzo dall’arruolamento del primo soggetto”.

Con un “positivo rapporto sulla sicurezza del farmaco”, dal primo round di trattamento sperimentale si passerà poi alle fasi successive allargando il numero di soggetti coinvolti ed entrando in un contesto clinico per la sperimentazione su adulti con infezione da Covid19. “Le fasi successive di sperimentazione coinvolgeranno centinaia di pazienti per testare, attraverso la somministrazione di quantità diverse, efficacia e potenza del farmaco sulla base del dosaggio.

Il clinical trial management di queste fasi di sperimentazione sarà gestito”, da Contract research organization (Cro) Opis. L’anticorpo, prosegue Tls, “ha dimostrato finora (in vitro e in vivo) una potenza di neutralizzazione tale per cui è sufficiente un dosaggio più basso rispetto ad altri trattamenti analoghi e potrà così essere somministrato attraverso una iniezione intramuscolare”. Inoltre, è “capace di neutralizzare anche la variante inglese e virus che contengono le mutazioni chiave delle varianti sudafricana e brasiliana. E’ recente, infatti, la pubblicazione” su Cell “del paper ‘Extremely potent human monoclonal antibodies from convalescent COVID-19 patients’ che riporta i principali dati prodotti dal lavoro del team di ricercatori della Fondazione Tls insieme a VisMederi, Spallanzani, Università di Siena e di Torino, Imperial College di Londra, University of Kent, University of Georgia, The Scripps Research Institute of La Jolla”.

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Come funziona l’algoritmo che individua chi ha la priorità a vaccinarsi

Come funziona l’algoritmo che individua chi ha la priorità a vaccinarsi

La Regione Lombardia ha già implementato l’algoritmo che individua i pazienti prioritari nella sua strategia di somministrazione del vaccino.

Un algoritmo sviluppato dagli statistici dell’Università Bicocca di Milano individua per nome e cognome le persone dai 18 ai 79 anni che meritano un accesso prioritario al vaccino sulla base del loro profilo clinico. L’indice di fragilità è calcolato tramite una funzione di fattori come risultati dei tamponi, ricoveri e decessi nella prima e seconda ondata. Tutti i dati utilizzati sono forniti dalla banca dati degli assistiti dalle Regioni.

I ricercatori hanno spigato che l’implementazione di questo algoritmo consentirebbe di ridurre le intubazioni e i decessi di una misura nell’ordine delle centinaia. L’algoritmo è già stato utilizzato dalla Regione Lombardia che lo ha proposto al Ministero della Salute.

L’algoritmo potrebbe rappresentare una rivoluzione nell’individuazione dei cittadini che hanno la priorità assoluta al vaccino, a prescindere dall’età. Per lo studio sono stati usati i dati di cinque regioni per un totale di circa 16 milioni di persone, un quarto della popolazione italiana. L’algoritmo ha identificato le 23 condizioni patologiche che, oltre all’età e al genere, sono risultate indicative del rischio clinico. Il risultato consiste nell’attribuire a ogni cittadino un valore che indichi il proprio grado di vulnerabilità alla Covid-19.

In Toscana, negli ultimi giorni, si stanno verificando delle anomalie nella somministrazione dei vaccini. Il criterio di progressione per fasce deboli è stato ribaltato. Infatti, la disponibilità del vaccino Astrazeneca, finora proibito alla categoria più esposta, gli over 65, per non rimanere inutilizzato è stato somministrato alle categorie considerate indispensabili come personale scolastico, giudiziario e penitenziario.

Tuttavia, all’interno di queste categorie, il vaccino viene somministrato senza discriminazione d’età. A oggi, in Toscana, un avvocato 25enne ha un accesso prioritario al vaccino rispetto a un 64enne con patologie gravi e che non appartiene a nessuna delle categorie riconosciute dalla Regione come indispensabili. Cionondimeno, un soggetto di questo tipo ha maggiori possibilità di sviluppare la Covid-19 con sintomi gravi e quindi occupare posti in terapia intensiva. L’algoritmo proposto al Ministero della Salute, se applicato a livello regionali, potrebbe risolvere simili distorsioni.

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Covid, screening a Lucignano, Gaiole in Chianti e Castelnuovo Berardenga

Covid,  screening a Lucignano, Gaiole in Chianti e Castelnuovo Berardenga

“Territori Sicuri”, il programma regionale di screening gratuito, attivato per intercettare i casi positivi, soprattutto asintomantici, ed eventuali focolai, farà tappa, nei prossimi giorni, in tre nuovi Comuni (Lucignano, Gaiole in Chianti e Castelnuovo Berarderga) di due diverse province (Arezzo e Siena).

Il cronoprogramma degli screening è il seguente:

da sabato 6 a domenica 7 marzo, sarà a Lucignano (in provincia di Arezzo) con postazioni nell’area del parcheggio Porta Murata, in via di Circonvallazione, 16;
solo domenica 7 marzo a Gaiole in Chianti (Siena), nei pressi del nuovo parcheggio ex pista polivalente;
lunedì 8, martedi9 e mercoledì 10 marzo, a Castelnuovo Berardenga (Siena), presso il campo sportivo di Pianella e gli impianti sportivi di Quercegrossa (le postazioni saranno attive in entrambi i luoghi per tutti e tre i giorni, in contemporanea).
Gli orari di accesso saranno gli stessi per ciascun Comune: 9-13 e 14-18.

I residenti dei tre Comuni, che vorranno usufruire di questa opportunità, in modo volontario, possono prenotarsi sul portale regionale https://territorisicuri.sanita.toscana.it/#/home, uno strumento che consente di programmare orario e numero di persone da sottoporre ai tamponi gratuiti, evitando così eventuali assembramenti. I cittadini di Lucignano possono farlo già da oggi, quelli di Gaiole in Chianti e Castelnuovo Berardenga da domattina 3 marzo.

Il progetto

“Territori sicuri” è promosso dall’assessorato alla sanità di Regione Toscana con Anci, Upi, Misericordie, Pubbliche assistenze toscane e Croce rossa italiana, insieme agli operatori sanitari, la medicina generale e la pediatria di famiglia, oltre ad Ars Toscana (l’Agenzia regionale di sanità), alle Asl e alle Società della Salute. Indispensabile e prezioso è il sostegno fornito dalle associazioni di volontariato, accanto a quello di medici, pediatri e infermieri, che si sono resi disponibili per l’esecuzione dei test e i relativi adempimenti.

La strategia del progetto di screening è quella dell’allerta precoce, per bloccare i contagi prima della loro diffusione. I territori a maggior rischio di positività al Sars Cov-2, sono indicati da Ars che elabora e monitora l’indice di contagio di ciascun Comune toscano.

I territori dove è in corso o sta per iniziare lo screening di massa:

dal 2 al 3 marzo a Marciano della Chiana(Ar), in via Mazzini 42;
dal 2 al 6 marzo a Cecina (Li) presso il parcheggio di viale Galliano, ex vivaio La Forestale;
dal 2 al 3 marzo, a Civitella Paganico (Gr), località Mandrioli, presso il Campo sportivo;
dal 4 al 6 marzo aCertaldo (Fi), presso piazza dei Macelli.
Gli orari di accesso alle postazioni sono i medesimi per tutti i Comuni: 9-13 e 14-18.

I Comuni a oggi coinvolti

Il progetto ha già fatto tappa a: Campo nell’Elba (Livorno); Sarteano, Chiusi, Sinalunga, Sovicille, e Monteroni D’arbia (Siena); Chiusi della Verna, Terranuova Bracciolini e Sansepolcro (Arezzo); Abetone Cutigliano e Ponte Buggianese (Pistoia); Filattiera e Pontremoli (Massa); Capraia e Limite (Firenze); Barga (Lucca). In ogni Comune si è registrata un’alta partecipazione di cittadini.

Nel ringraziare, come sempre, tutti i soggetti che sono a fianco della Regione Toscana per la riuscita di questo programma di screening di massa (Misericordie, Pubbliche assistenze toscane, Croce rossa italiana, amministrazioni comunali a partire dai primi cittadini, Anci, Asl, Upi, operatori sanitari, medici, pediatri, infermieri e gli stessi cittadini per la loro collaborazione), il presidente, Eugenio Giani, e l’assessore alla sanità, Simone Bezzini, intendono sottolineare il valore aggiunto di questa campagna di screening, basata principalmente sulla grande capacità di lavorare insieme con fiducia e grande senso di responsabilità, per contrastare il più possibile la diffusione del virus e delle sue varianti. La battaglia contro il Covid-19 si vince soltanto tutti insieme.

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