Vaccini, Toscana,-36% da Pfizer. Bezzini “seconda dose non preoccupa”

Vaccini, Toscana,-36% da Pfizer. Bezzini “seconda dose non preoccupa”

Lo ha spiegato l’assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini, intervenendo durante la seduta della commissione sanità del Consiglio regionale per fare il punto sulla situazione delle vaccinazioni.

La fornitura dei vaccini contro il Covid della Pfizer alla Toscana ha subìto, questa settimana, un taglio del 36%, ciò nonostante non ci saranno problemi per l’effettuazione della seconda somministrazione nei tempi previsti. Lo ha spiegato l’assessore regionale alla sanità,
Simone Bezzini, intervenendo durante la seduta della commissione sanità del Consiglio regionale per fare il punto sulla situazione delle vaccinazioni.

Bezzini, riporta una nota, ha detto che “in via precauzionale avevamo proceduto all’accantonamento di un terzo delle dosi, per utilizzarle per la seconda somministrazione”. Inoltre, quando la settimana scorsa si è venuti a conoscenza della decisione di Pfizer di ridurre l’invio delle dosi, “si è deciso di sospendere la somministrazione della prima dose da lunedì fino a domani, giovedì.

Certo, ha proseguito Bezzinisiamo preoccupati per la scelta di Pfizer e con le altre Regioni e con il governo nazionale stiamo prendendo uniniziativa legale nei confronti dellindustria farmaceutica. Lassessore ha spiegato che sono in corso riunioni per innescare eventualmente meccanismi di solidarietà nel caso che alcune Regioni rimanessero scoperte dalla fornitura di vaccini e avessero difficoltà a effettuare i richiami.

Oltre al problema della riduzione delle forniture  ha concluso  Pfizer ha dimostrato di avere problemi anche nella distribuzione che si è rivelata gravemente scoordinata, perché ci sono alcune Regioni che hanno ricevuto il 100 per cento delle dosi e alcune solo il 50 per cento.

 

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Coronavirus: 443 nuovi casi, 398 guariti, 18 decessi

Coronavirus: 443 nuovi casi, 398 guariti,   18 decessi

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 809 (27 in meno rispetto a ieri, meno 3,2%), 113 in terapia intensiva (8 in meno rispetto a ieri, meno 6,6%).

Sono 443 i positivi al coronavirus in più rispetto a ieri (439 confermati con tampone molecolare e 4 da test rapido antigenico). Da inizio epidemia, i casi positivi totali sono pari a 128.881 unità. I nuovi casi sono lo 0,3% in più rispetto al totale del giorno precedente. L’età media dei 443 nuovi positivi odierni è di 45 anni circa (il 18% ha meno di 20 anni, il 23% tra 20 e 39 anni, il 31% tra 40 e 59 anni, il 19% tra 60 e 79 anni, il 9% ha 80 anni o più).

I guariti crescono dello 0,3% e raggiungono quota 116.561 (90,4% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 10.180 tamponi molecolari e 9.347 tamponi antigenici rapidi, di questi il 2,3% è risultato positivo. Sono invece 5.380 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui l’8,2% è risultato positivo al coronavirus.  Gli attualmente positivi sono oggi 8.282, +0,3% rispetto a ieri.
Oggi si registrano 18 nuovi decessi: 13 uomini e 5 donne con un’età media di 82,4 anni. Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 5 a Firenze, 3 a Prato, 3 a Lucca, 4 a Pisa, 2 a Livorno, 1 a Grosseto.

Alcuni dei decessi comunicati agli uffici della Regione nelle ultime 24 ore si riferiscono a morti avvenute nei giorni/periodi precedenti.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Si è avviata dal 27 dicembre 2020 la campagna vaccinale anti-Covid. Alle 12.00 di oggi sono state effettuate complessivamente 72.811 vaccinazioni, 1.423 in più rispetto a ieri (+2%), tenendo presente che le Aziende del Sistema Sanitario Regionale proseguono per l’intera giornata. La Toscana è la 11° regione per % di dosi somministrate su quelle consegnate (il 78,4% delle 92.890 consegnate), per un tasso di vaccinazioni effettuate di 1.956 per 100mila abitanti (media italiana: 2.036 per 100mila).

Di seguito i casi di positività al coronavirus  sul territorio con la variazione rispetto a ieri (439 confermati con tampone molecolare e 4 da test rapido antigenico). Sono 35.839 i casi complessivi ad oggi a Firenze (123 in più rispetto a ieri), 10.970 a Prato (24 in più), 10.934 a Pistoia (26 in più), 8.107 a Massa (49 in più), 13.370 a Lucca (32 in più), 17.627 a Pisa (40 in più), 9.738 a Livorno (32 in più), 11.609 ad Arezzo (71 in più), 5.778 a Siena (39 in più), 4.354 a Grosseto (7 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni. Sono 179 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 147 nella Nord Ovest, 117 nella Sud est.

La Toscana si trova al 12° posto in Italia come numerosità di casi di coronavirus (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 3.462 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 3.985 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 4.249 casi x100.000 abitanti, Massa Carrara con 4.180, Pisa con 4.174, la più bassa Grosseto con 1.972.

Complessivamente, 7.473 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (54 in più rispetto a ieri, più 0,7%). Sono 14.442 (382 in più rispetto a ieri, più 2,7%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 4.032, Nord Ovest 6.043, Sud Est 4.367).

Le persone complessivamente guarite dal coronavurus  sono 116.561 (398 in più rispetto a ieri, più 0,3%): 301 persone clinicamente guarite (139 in meno rispetto a ieri, meno 31,6%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 116.260 (537 in più rispetto a ieri, più 0,5%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Sono 4.038 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 1.357 a Firenze, 283 a Prato, 297 a Pistoia, 408 a Massa Carrara, 387 a Lucca, 476 a Pisa, 289 a Livorno, 232 ad Arezzo, 150 a Siena, 103 a Grosseto, 56 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 108,5 x100.000 residenti contro il 138 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (210,4 x100.000), Firenze (135,1 x100.000) e Pisa (112,7 x100.000), il più basso a Grosseto (46,7 x100.000).

Si ricorda che tutti i dati saranno visibili dalle ore 18.30 sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità all’indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19.

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Trapianti: in Toscana il più alto tasso di donazioni

Trapianti: in Toscana il più alto tasso di donazioni

Centro nazionale trapianti: la Toscana si conferma la regione con il più alto tasso di donazione (42,6 donatori per milione di abitanti)

Con 42,6 donatori per milione di abitanti, la Toscana si conferma la regione con il più alto tasso di donazione nel 2020, ma è anche tra quelle che hanno subito il maggiore rallentamento.

Lo rileva il report 2020 del Centro nazionale trapianti. Il Rapporto segnala anche, in controtendenza, la crescita di due regioni: il Piemonte, passato da 30,4 a 32,8 donatori per milione, e la Sicilia che, pur con un tasso molto basso (9,2), è l’unica realtà meridionale ad aver migliorato la propria situazione nel 2020. Nell’anno appena concluso, si legge nel Report, a scendere è stato anche il tasso di opposizione al prelievo rilevato nelle rianimazioni, passato dal 31,1% del 2019 al 30,2% del 2020. Il risultato migliore è ancora una volta quello dell’Emilia Romagna, dove l’opposizione è solo al 22,5%, mentre, pur rimanendo critica la situazione in tutte le regioni del Sud, sono notevoli i passi avanti registrati dalla Campania, che migliora di oltre 7 punti percentuali (41,3% contro il 48,8% dell’anno precedente) e dalla Sicilia, che nel 2020 scende al 45,2% dal 49,6% del 2019. Su 3441 trapianti nel 2020, 3.146 sono stati realizzati grazie agli organi di donatori deceduti (-303). Nel dettaglio, i trapianti di rene sono stati 1.907 (-10,8%), quelli di fegato 1.201 (-7,8%), mentre i trapianti di polmone sono quelli che hanno avuto il calo più consistente (116, -24,5%); stabili i trapianti di cuore (239, -2,4%) e di pancreas (42, stesso numero dell’anno precedente). La regione che ha effettuato più interventi è la Lombardia (652) seguita da Veneto (557), Piemonte (444) ed Emilia Romagna (391): un risultato “significativo – afferma il Cnt – dato che i sistemi sanitari di queste realtà sono stati colpiti dall’emergenza fin dalla prima ondata”. Ma il 2020 è stato anche l’anno delle ‘prime volte’: è stato infatti effettuato il primo trapianto italiano di utero, realizzato a Catania nell’agosto scorso. Non solo: realizzati anche il primo trapianto di polmoni su un paziente Covid effettuato in Europa (a maggio al Policlinico di Milano) ed i primi trapianti al mondo di fegato da donatori a pazienti positivi al coronavirus, avviati grazie a un protocollo varato dal Cnt a dicembre e già arrivati a quota 8.

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