Medico guarisce dal Coronavirus e torna in corsia

Medico guarisce dal Coronavirus e torna in corsia

Grosseto, un medico guarisce dal coronavirus e da lunedì tornerà al lavoro, è Morando Grechi, direttore del Dipartimento di diagnostica per immagini e medicina di laboratorio della Asl Toscana sud est, professionista molto conosciuto in Asl e in Toscana.

Da oggi il medico è stato dichiarato ufficialmente guarito e da lunedì tornerà in reparto. “Ho fatto il tampone il 12 marzo su indicazione della direzione ospedaliera – racconta il dottor Grechi – Ero stato a contatto diretto con un caso poi risultato positivo al Covid e l’azienda stessa si è preoccupata di farmi fare tutti gli approfondimenti del caso per evitare che il virus si potesse diffondere”.

Grechi racconta l’esperienza diretta della quarantena, di quanto gli effetti del virus lo abbiano sì condizionato, ma non tanto da non consentirgli di lavorare anche dall’isolamento. “Non ho avuto febbre, né insufficienza respiratoria – spiega – I sintomi che mi hanno accompagnato sono stati rinite e mal di gola, nella fase più acuta molta spossatezza, astenia e dolori al petto” ma “ho partecipato alle videoconferenze ed ho continuato a seguire il lavoro del Dipartimento tramite il telefono e le chat, pur restando in isolamento”.

Lunedì, dopo la doppia conferma della negatività al Covid-19, tornerà ufficialmente in reparto. “Ho potuto verificare direttamente, mio malgrado dal punto di vista del paziente, quanto il sistema aziendale di tutela, prevenzione e contenimento da coronavirus funzioni – prosegue il medico – Sono testimone diretto del servizio eccellente che svolge l’Asl e in particolare i colleghi dell’Igiene pubblica. Sono stati veloci nel ricostruire la catena epidemiologica e rapidi a disporre l’isolamento mio e dei miei contatti più stretti. Hanno monitorato quotidianamente le mie condizioni cliniche, con due telefonate al giorno, fino alla mia completa remissione”.

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Comune di Altopascio da mascherine ad ogni famiglia

Comune di Altopascio da mascherine ad ogni famiglia

Altopascio in provincia di Lucca, il Comune consegna un kit di due mascherine di tessuto-non-tessuto a ogni nucleo familiare di Altopascio.

Questa l’iniziativa dell’amministrazione comunale di Altopascio, che vuole dotare tutti i cittadini dei dispositivi di sicurezza, così che li indossino quando devono uscire per andare a fare la spesa, all’edicola o in farmacia.

Un’iniziativa, si spiega una nota, resa possibile grazie alla staffetta di solidarietà che ha unito cittadini e aziende del posto: a produrre le mascherine è l’azienda dell’alta moda Peuterey, che, per far fronte all’emergenza sanitaria, ha deciso di convertire la sua linea produttiva interna al confezionamento di mascherine e che da lunedì ne donerà al Comune 400 al giorno, da distribuire alla cittadinanza grazie alla rete del volontariato.

“Questa è una storia di solidarietà, ingegno, capacità imprenditoriali e attaccamento al territorio – commenta il sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio -. Una storia che riguarda tanti soggetti, da subito in prima linea per confezionare e preparare mascherine, che abbiamo già distribuito, da inizio emergenza, ai medici di medicina generale e ai volontari del terzo settore che ne erano sprovvisti e a tutti i commercianti che sono in prima linea per garantire i servizi essenziali”.

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Coronavirus, Di Giorgi: “un decreto legge per i minori in difficoltà”

Coronavirus, Di Giorgi:  “un decreto legge per i minori in difficoltà”

Intervista con l’on ROSA MARIA DI GIORGI dopo l’appello del  Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso dell’infanzia (Cismai) che ha inviato al governo italiano una lettera aperta in cui chiede la promulgazione di un “decreto bambini”.

La richiesta è stata avanzata insieme ad altre associazioni che si occupano della tutela dei diritti dei minori. Tra queste vi sonoAgevolando, il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza e Sos Villaggi.

Queste realtà intendono richiamare l’attenzione sul fatto che, nella situazione di emergenza attuale, si sta rischiando di trascurare la necessità di tutela delle fasce più deboli della popolazione. Molto è stato scritto riguardo ai pericoli cui sono esposte le donne vittime di violenza, fisica o psicologica, costrette a rimanere nelle proprie abitazioni insieme ai compagni.

ASCOLTA L’INTERVISTA

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