Firenze, domenica riapre il complesso di Santa Croce

Firenze, domenica  riapre il complesso di Santa Croce

Firenze, riaprono Basilica e complesso monumentale di Santa Croce, dopo la chiusura dovuta al tragico incidente del 19 novembre in cui perse la vita un turista spagnolo

Riaprirà domenica 5 novembre, con regolare orario festivo e feriale, la basilica di Santa Croce a Firenze chiusa dopo la morte di Daniel Testor Schnell, il turista spagnolo di 52 anni deceduto lo scorso 19 ottobre.

L’uomo venne colpito da un peduccio in pietra serena staccatosi da un’altezza di 30 metri nella navata destra della basilica. Sempre domenica riaprirà l’intero complesso monumentale la cui chiusura temporanea era stata disposta al fine di porre in essere, “in via precauzionale e a tutela dell’immagine della Basilica stessa”, spiega una nota dell’Opera di Santa Croce, “un’ampia verifica delle condizioni di sicurezza degli spazi, affidata a professionisti specializzati”.

L’ultimo restauro ‘di ampio respiro’ della zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente risale a dieci anni fa, ma come aveva ricordato il segretario generale dell’Opera di Santa Croce Giuseppe De Micheli all’ANSA nei giorni successivi alla tragedia: “solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”.

Resta dunque ancora da capire perchè si sia staccato il pezzo di pietra che ha colpito ed ucciso Daniel Schnell.

Avvisi di garanzia sono stati notificati dalla procura di Firenze ai vertici dell’Opera di Santa Croce per la morte del turista spagnolo. Lo riferisce l’Ente, precisando che risultano avvisati il presidente Irene Sanesi, il segretario generale dell’ente Giuseppe De Micheli e il responsabile tecnico Marco Pancani, a cui in un secondo momento si è aggiunta la titolare della ditta che ha effettuato l’ultima manutenzione. L’inchiesta è per omicidio colposo.

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Morte turista, messa in suffragio dei frati in convento

Morte turista, messa in suffragio dei frati in convento

Davanti alla basilica, chiusa per lutto, è stato posto un giglio. Sgomento dei turisti alla notizia del decesso

Una messa in suffragio per Daniel Testor Schnell, il turista catalano di 52 anni morto ieri mentre visitava la basilica di Santa Croce a Firenze dopo essere stato colpito da un frammento di un capitello precipitato dal soffitto, è stata celebrata dai frati francescani del convento di Santa Croce.

“Il tragico incidente”, spiega fra’ Paolo Bocci, guardiano della comunità, ha lasciato i religiosi “nella sofferenza e nello sconcerto”. Durante il tentativo di rianimazione di Schnell, prosegue, “ci siamo prodigati per dare conforto e sostegno alla moglie. Subito dopo ci siamo radunati in preghiera per celebrare una santa messa in suffragio per l’anima del defunto. Esprimiamo tutta la vicinanza alla moglie e ai figli, implorando dal Signore misericordia per questo nostro fratello e affidando la sua anima all’intercessione del nostro padre San Francesco”.

Davanti alla porta della basilica è stato apposto un giglio, e un cartello affisso con un messaggio in italiano e in inglese: “complesso di Santa Croce chiuso per lutto”. Appare così, all’indomani della tragedia il complesso monumentale.

Mentre un gruppo di giornalisti e telecamere staziona in piazza davanti alla facciata della chiesa, gruppi di turisti, incuriositi si avvicinano al portone per leggere il messaggio. “Attoniti per quanto accaduto ieri, la Presidente, il Consiglio di amministrazione, la Direzione e tutto lo staff dell’Opera di Santa Croce esprimono il loro più profondo cordoglio ai parenti della vittima”, si legge ancora nel cartello.

C’è chi scatta foto al giglio e al cartello, chi chiede informazioni per capire cosa sia successo, perchè la chiesa sia sbarrata. Come Paul e Joan, turisti inglesi: “What’s happened?’ chiedono, aggirandosi un po’ smarriti sul sagrato. “Oh my god”, scuotono la testa, apprendendo della tragedia.

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Turista morto in S. Croce: Acidini, no esclusa terribile fatalità

Turista morto in S. Croce: Acidini, no esclusa terribile fatalità

Per la tragedia avvenuta nella basilica di Santa Croce a Firenze “non si può escludere l’ipotesi della terribile fatalità”. E’ l’opinione dell’ex sovrintendente del polo museale fiorentino, Cristina Acidini.

“Quanto avvenuto, benché terribile, può succedere in un edificio con alle spalle secoli e secoli di storia – spiega Acidini – un comportamento imprevisto e non prevedibile, dei materiali potrebbe accadere pur in presenza di verifiche puntuali e frequenti”.

Per l’ex sovrintendente, “si può fare un parallelismo con quanto talvolta avviene con gli alberi: magari vengono monitorati, curati con assiduità; poi all’improvviso, un colpo di vento li abbatte”, dice.

E aggiunge: “conoscendo bene la basilica dico di non poter pensare che quanto è avvenuto oggi sia legato ad incuria: i finanziamenti che riceve il complesso sono consistenti, i controlli, verifiche e manutenzione regolari, periodici ed affidati a specialisti”.

Una gru è stata portata nella chiesa con un sistema di passerelle, per consentire ai tecnici di effettuare le verifiche del caso e le operazioni di messa in sicurezza del punto in cui si è staccato il grosso peduccio in pietra. La struttura, lunga quasi mezzo metro, avrebbe potuto travolgere anche più persone: “Ero li’ 10 minuti prima, perché è successo proprio nel punto dove ci fermiamo sempre a spiegare” racconta una guida turistica, ancora sconvolta per quando successo. “Tutto è avvenuto all’altezza della terza cappella gentilizia nel transetto di destra – continua la guida -. Io in quel momento mi trovavo ad una quindicina di metri di distanza con i turisti che stavo accompagnando, quando ho visto un pezzo di pietra cadere. Non ho visto l’impatto con la persona ma ho sentito una donna, credo la moglie, iniziare a gridare”. La basilica a quell’ora era affollata di turisti intenti ad ammirare le tombe dei grandi personaggi che lì sono sepolti, come Galileo, Michelangelo e il poeta Ugo Foscolo. “Non ho visto la persona riversa a terra perché c’era molta gente davanti – continua la guida – ma ho visto dei frammenti di pietra e del sangue”.

Sull’episodio è intervenuto l’Arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, che ha espresso “cordoglio e vicinanza” alla famiglia del turista. Oggi la basilica e il complesso monumentale di Santa Croce resteranno chiusi in segno di lutto.

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Turista morto in S. Croce: Acidini, no esclusa terribile fatalità

Turista morto in S. Croce: Acidini, no esclusa terribile fatalità

Per la tragedia avvenuta nella basilica di Santa Croce a Firenze “non si può escludere l’ipotesi della terribile fatalità”. E’ l’opinione dell’ex sovrintendente del polo museale fiorentino, Cristina Acidini.

“Quanto avvenuto, benché terribile, può succedere in un edificio con alle spalle secoli e secoli di storia – spiega Acidini – un comportamento imprevisto e non prevedibile, dei materiali potrebbe accadere pur in presenza di verifiche puntuali e frequenti”.

Per l’ex sovrintendente, “si può fare un parallelismo con quanto talvolta avviene con gli alberi: magari vengono monitorati, curati con assiduità; poi all’improvviso, un colpo di vento li abbatte”, dice.

E aggiunge: “conoscendo bene la basilica dico di non poter pensare che quanto è avvenuto oggi sia legato ad incuria: i finanziamenti che riceve il complesso sono consistenti, i controlli, verifiche e manutenzione regolari, periodici ed affidati a specialisti”.

Una gru è stata portata nella chiesa con un sistema di passerelle, per consentire ai tecnici di effettuare le verifiche del caso e le operazioni di messa in sicurezza del punto in cui si è staccato il grosso peduccio in pietra. La struttura, lunga quasi mezzo metro, avrebbe potuto travolgere anche più persone: “Ero li’ 10 minuti prima, perché è successo proprio nel punto dove ci fermiamo sempre a spiegare” racconta una guida turistica, ancora sconvolta per quando successo. “Tutto è avvenuto all’altezza della terza cappella gentilizia nel transetto di destra – continua la guida -. Io in quel momento mi trovavo ad una quindicina di metri di distanza con i turisti che stavo accompagnando, quando ho visto un pezzo di pietra cadere. Non ho visto l’impatto con la persona ma ho sentito una donna, credo la moglie, iniziare a gridare”. La basilica a quell’ora era affollata di turisti intenti ad ammirare le tombe dei grandi personaggi che lì sono sepolti, come Galileo, Michelangelo e il poeta Ugo Foscolo. “Non ho visto la persona riversa a terra perché c’era molta gente davanti – continua la guida – ma ho visto dei frammenti di pietra e del sangue”.

Sull’episodio è intervenuto l’Arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, che ha espresso “cordoglio e vicinanza” alla famiglia del turista. Oggi la basilica e il complesso monumentale di Santa Croce resteranno chiusi in segno di lutto.

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Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

“Una beffa del destino: solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Lo ha dichiarato all’ANSA  il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli.

La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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