Toscana: PD chiama, ma le Sardine (per ora), non rispondono

Toscana: PD chiama, ma le Sardine (per ora), non rispondono

Cosa faranno le Sardine in vista  delle Regionali in Toscana? Lo abbiamo chiesto a EDOARDO CARLI di Prato

Non sono un partito, non sono propriamente ancora nemmeno un movimento, ma dopo aver portato centinaia di migliaia di persone in piazza in tutt’Italia, il fenomeno delle  Sardine fa evidentemente gola ad una politica in crisi di credibilità. Nemiche dichiarate della Lega salviniana e dei populismi, è soprattutto il centrosinistra che cerca un dialogo. possibile? A quali condizioni? Con che modalità?

“Fare politica è un fatto positivo, quindi chi vuole può tranquillamente candidarsi, l’importante è che non sfrutti il logo ed il nome del movimento per specularci sopra e procurarsi un vantaggio in termini di visibilità” dice Emanuele Carli, della Sardine di Prato.

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Regionali, Rossi: “Pd ha bisogno di grande apertura e di guardare a sinistra”

Regionali, Rossi: “Pd ha bisogno di grande apertura e di guardare a sinistra”

“Il Pd ha bisogno di una grande fase di apertura, io credo che abbia bisogno di guardare a sinistra”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a margine di un evento a Firenze parlando con i giornalisti delle prossime Regionali.

Per Rossi “guardare a sinistra non significa non tenere conto dei bisogni e delle necessità di larghi strati di ceto medio produttivo, commerciale, di imprenditori”, però, ha aggiunto, il Pd “ha bisogno di ritrovare le sue radici che stanno a mio parere nella storia del socialismo, nella storia della sinistra italiana e nella storia dei popolari cattolici, nei valori e nella cultura di questi due grandi orientamenti e culture” perché “aver smarrito questi fondamenti ci ha portato fuoristrada, ci ha portato ad essere succubi di una cultura neoliberista, mercatista. Abbiamo bisogno – continua Rossi – di rialzare lo sguardo e partire dal riconoscere innanzitutto le critiche, guardare a quei gruppi sociali di meno abbienti, di ceti medi che soffrono la crisi. Questa deve essere la strada su cui il Pd si costruisce come nuovo”.

Ha commentato poi la riorganizzazione del Pd annunciata dal segretario Nicola Zingaretti e l’eventuale rapporto con le Sardine: “Io credo che le Sardine debbano essere ascoltate, devono dire la loro e nessuno ha diritto a fare un’Opa” sul movimento che “rivendica un cambiamento nella politica a tutti i livelli. Poi chi di loro vorrà aderire a questa iniziativa che Zingaretti ha preannunciato, bene, chi non vorrà aderire perché la pensa diversamente, farà diversamente”. Per Rossi è “un movimento di rinnovamento della politica, significa che in questo Paese la politica gridata, la politica degli insulti, che non approfondisce i problemi, che non fa proposte serie, trova anticorpi che scendono in piazza e si fanno sentire. Poi dove sarà l’indirizzo politico di queste persone che scendono in piazza io credo che ogni individuo deciderà per sé”.

Sulla propaganda di Salvini invece dichiara: “Noi siamo relativamente sicuri di vincere, non ci fa paura la propaganda di Salvini. Siamo certi che in Toscana si riconosca il lavoro buono che è stato fatto e che il nuovo candidato ed i candidati saranno in grado di allestire un programma che a partire dalla nostra base penserà ai futuri anni in Toscana”.

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Sardine: ieri ‘summit’ regionale, si lavora a 3 manifestazioni in Toscana

Sardine: ieri ‘summit’ regionale, si lavora a 3 manifestazioni in Toscana

Manifestazioni e documento sono stati resi noti oggi dal movimento in Toscana dopo che ieri, a Viareggio (Lucca), si sono riuniti i rappresentanti delle sardine delle province di Firenze, Prato, Siena, Grosseto, Massa Carrara, Lucca, Pistoia, Pisa, Livorno e dell’isola d’Elba.

Tre grandi manifestazioni in Toscana, “a nord, sud e sulla costa della regione” saranno a
breve annunciate dalle Sardine toscane che in un documento affermano: “Ci hanno attaccati, ci hanno recriminato di non avere idee e allora: noi saremo un mare di idee. Il mare non bacia più soltanto la nostra costa, da oggi, il mare arriva fino agli Appennini. Saremo voce di libertà e canto di uguaglianza, vi inonderemo ed è qui che vi invitiamo a nuotare: nella nostra alta marea”.
Manifestazioni e documento sono stati resi noti oggi dal movimento in Toscana dopo che ieri, a Viareggio (Lucca), si sono riuniti i rappresentanti delle sardine delle province di
Firenze, Prato, Siena, Grosseto, Massa Carrara, Lucca, Pistoia, Pisa, Livorno e dell’isola d’Elba, per “organizzare le prossime iniziative toscane e scrivere” una lettera aperta-‘dichiarazione di intenti’ sul “futuro del movimento che sta realmente interessando un enorme numero di persone in tutt’Italia”.
Nel documento redatto dall’assemblea dei rappresentanti toscani è scritto ancora: “Saremo alta marea, mare aperto e banco unito per chi crede nell’uguaglianza, nei diritti sociali,
per chi non può tollerare che dei lavoratori che scioperano vengano multati; per chi è stanco e combatte ogni giorno le discriminazioni e l’odio di chi, a turno, si sceglie un nemico, di chi continua a giocare sulle paure della gente, di chi fa sembrare, al penultimo, l’ultimo come un nemico. Per chi crede nella Costituzione e in una politica seria, spoglia di parole di disprezzo e di odio, ricca di valori che fanno parte della nostra storia: che ci spettano, che pretendiamo da chi vuole rappresentarci”. Ancora “saremo alta marea, mare aperto, noi figli di nascita o di vita, della prima terra che ha abolito e ricacciato la tortura e la pena di morte, figli di una terra antifascista, solidale e da sempre aperta a chi con la sua
diversità la rende ricca”.

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Sardine divise a Pistoia: in piazza nonostante l’alt dei vertici regionali

Sardine divise a Pistoia: in piazza nonostante l’alt dei vertici regionali

Sardine in piazza a Pistoia sabato 4 gennaio, ma questa volta in formazione divisa: i promotori dell’evento hanno preavvisato la manifestazione alle autorità senza, però, avere il consenso dei vertici regionali de ‘La Toscana non si lega‘.

Gli stessi vertici avevano annunciato l’annullamento dell’evento parlando di “scelta dolorosa e sofferta”, perché i principi a base del movimento non sarebbero rispettati.Tuttavia, anche se non riconosciuta dalle ‘sardine’ ufficiali, secondo quanto si apprende, la manifestazione delle sardine ‘Pistoia non si lega’ si terrà sabato 4 gennaio alle ore 18.30 in piazza dello Spirito Santo come programmato.

A ribadirlo sui social sono gli stessi promotori e simpatizzanti dell’iniziativa. Conferme arrivano anche dalla questura a cui al momento non risulta nessuna comunicazione di annullamento dell’iniziativa politica. Nonostante le distanze prese dal coordinamento regionale, le sardine pistoiesi stanno ribadendo la volontà di manifestare il 4 gennaio con un passaparola sui social network.

Sulla pagina “6000 sardine pistoiesi” (oltre 2.700 adesioni) la convocazione non è stata cancellata, anzi il primo amministratore della pagina, Daniele Mannai, conferma che ci sarà: “Andiamo avanti, portiamo in piazza le stesse idee del movimento”. Quello che non è piaciuto allo stesso Mannai è che all’interno delle chat degli organizzatori comparissero Anpi, Arci eCgil. Un fatto che cozzerebbe con l’ideale di non avere bandiere o sigle.

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Pisa: maestra spiega ‘Sardine’ in classe, è bufera

Pisa: maestra spiega ‘Sardine’ in classe, è bufera

Dopo  la protesta di alcuni genitori che attraverso Fb accusano la stessa insegnante di propaganda ideologica, il deputato della Lega Edoardo Ziello ha depositato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’istruzione.

La maestra ha minimizzato: “E’ stato un caso – ha spiegato – perché avevo questa sardina in tasca per restituirla a una bambina che il giorno prima avevo incontrato in piazza insieme ai suoi genitori”.”In classe un’altra alunna mi ha chiesto come mai ci fosse così tanta gente in piazza per la manifestazione delle Sardine- ha aggiunto la maestra – e ho colto l’occasione per ricollegarci alla storia di Guizzino, pesciolino nero portatore di un messaggio positivo, perché, le ho detto, mentre da soli è difficile, insieme si è più forti e per ricordare agli alunni la Costituzione che all’articolo 3 ci ricorda che siamo tutti uguali senza distinzione di razza, sesso o religione”.

Di tutto altro parere il leghista Ziello. “Non si può inquinare l’ambiente scolastico portando nei luoghi deputati all’istruzione simboli propagandistici di certe idee politiche – ha affermato Ziello motivando l’interrogazione -. Mi auguro che la maestra non discrimini i suoi alunni in base alla propria sensibilità politica. Se fossi in lei porgerei immediatamente le scuse più sentite ai genitori”.

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