Consiglio di Stato: nessuna evidenza a supporto chiusure, Scuole vanno aperte

Consiglio di Stato: nessuna evidenza a supporto chiusure, Scuole vanno aperte

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello proposto dall’Avvocatura di Stato contro l’ordinanza del Tar Lazio n.1947/21 che disponeva l’illegittimità dei DPCM in base ai quali si era proceduto alla chiusura delle scuole, in quanto carente di motivazioni scientifiche

A darne notizia il Comitato Ri(n)corriamo la Scuola. “Siamo ancora increduli -dicono in un comunicato gli aderenti al comitato- il Consiglio di Stato ha respinto l’appello proposto dall’Avvocatura di Stato contro l’ordinanza del Tar Lazio n.1947/21 e ha confermato che abbiamo ragione: le scuole, di ogni ordine e grado devono riaprire tutte, indipendentemente dal colore assegnato a ciascuna regione!”

Di fatto, specifica il comitato “il Consiglio di Stato ha ribadito quanto già ampiamente indicato dal TAR Lazio (ordinanza n. 1947/2021) ovvero “(…) la non forte influenza delle attività di istruzione in presenza ai fini della diffusione del contagio, sicché non apparirebbe una razionale motivazione della priorità assegnata alla precauzione sanitaria a fronte della grave compressione del diritto alla istruzione, anch’esso costituzionalmente tutelato” Ed ancora ammonisce il Presidente del Consiglio dei Ministri, prossimo ad emanare un Decreto Legge che disciplinerà anche in materia di scuola sottolineando che: “l’ordinanza appellata riconduce entro il corretto parametro il potere-dovere del Giudice di assicurare che dette scelte siano adottate in modo trasparente e in coerenza con le risultanze dei dati scientifici, modificandole ovvero motivando con argomenti non contraddittori l’impatto della eventuale riapertura della istruzione in presenza sulla ulteriore diffusione del contagio”.

“Non potevamo sperare in un risultato migliore!” sottolinea il comitato in un comunicato. Ringraziando chi ha supportato la battaglia legale “giudici attenti ai principi della nostra Costituzione hanno tracciato la strada all’esecutivo. Ora la parola spetta al Governo: dovrà tener conto di queste importanti pronunce che evidenziano ancora una volta come il diritto all’istruzione sia un diritto costituzionalmente garantito al pari del diritto alla salute e che pertanto non può essere compresso!”

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Legambiente: Darsena Europa crea pericolo erosione per costa

Legambiente: Darsena Europa crea pericolo erosione per costa

Pubblicato lo studio sugli effetti della Darsena Europa sulla costa pisana. L’associazione ambientalista: necessaria una continua attenzione al rischio erosione e il coinvolgimento del Comune di Pisa e del Parco Regionale

“La Darsena Europa, la grande piattaforma prevista nel porto di Livorno per l’approdo di grandi portacontainers, è un’opera di grandi dimensioni che potrebbe avere conseguenze negative sulla costa pisana. I timori sono fondati e bene ha fatto il Comune di Pisa di commissionare uno studio per assumere le dovute cautele” lo dice Legambinete Pisa che sta deguendo da anni la vicenda.

“Lo studio, affidato alla società DHI di Genova, è stato presentato al pubblico e merita la massima attenzione. Pur limitandosi a considerare gli effetti delle variazioni del trasporto litoraneo di materiale solido e del moto ondoso, l’indagine presenta motivi di allarme che non possono essere ignorati” sottolinea l’associazione ambientalista.

Il rischio riguarda l’erosione della spiaggia di Calambrone, dalla foce dello Scolmatore sino a due chilometri a nord. La preoccupazione traspare anche dalle parole del sindaco Michele Conti: «Le criticità sono su una parte di Calambrone; questi risultati non sono certo un via libera». Anche l’assessore all’ambiente Filippo Bedini non nasconde le sue preoccupazioni: «… sono emerse anche criticità relative soprattutto al ripascimento».

“Legambiente Pisa ha sempre sostenuto la necessità di approfondire gli studi a garanzia del nostro territorio e concorda con l’intenzione della Amministrazione Comunale di finanziare un secondo studio di approfondimento, che potrebbe affrontare anche altri temi, come la qualità delle acque, dopo la scoperta di mitili inquinati da idrocarburi (il temibile benzopirene) oltre i limiti di legge, tanto da far intervenire il Ministero della Transizione Ecologica” sottolinea il responsabile Roberto Sirtori.

Che aggiunge “altrettanto condivisibile è la richiesta che l’Amministrazione Comunale di Pisa sia finalmente coinvolta nel procedimento nella realizzazione dell’opera. Anche il parco di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli potrebbe vigilare sui rischi per il suo territorio e le secche della Meloria. Lo strumento giuridico e politico esisterebbe: nel 2018 è stato istituito un “osservatorio ambientale ed economico” sulla Darsena Europa, di cui fanno parte Regione, Parco, Autorità Portuale, Comuni di Pisa e Livorno. Ma non è stato mai attivato: ora è necessario”.

“Il tema merita la massima attenzione da parte della comunità pisana e da tutti coloro che hanno a cuore la qualità di un ambiente di pregio, un patrimonio comune, che è anche risorsa economica” conclude Legambiente

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Covid, Donzelli (FDI): in Toscana 40mila vaccinati ‘fantasma’, fare chiarezza

Covid, Donzelli (FDI): in Toscana 40mila vaccinati ‘fantasma’, fare chiarezza

Donzelli presenterà un’ interrogazione alla Camera: “Esposto a Carabinieri e Procura: numeri anomali su sociosanitari. Pfizer somministrato ai giovani”

“La Regione Toscana ha vaccinato almeno 40 mila operatori sociosanitari in più del totale del personale di tutte le strutture sanitarie, comprese quelle no profit. Vogliamo sapere a chi siano finiti quei vaccini. Per questo Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Speranza: sulla vicenda, secondo quanto appreso dal quotidiano ‘Domani’, è già stato presentato un esposto ai Carabinieri e alla Procura di Firenze”. E’ quanto affermano il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e il responsabile sanità del partito Marcello Gemmato.

“Secondo l’esposto – spiega Donzelli – 234.155 dosi sarebbero state somministrate al personale sociosanitario ma secondo i dati dell’Istat il numero degli individui della Regione Toscana facenti parte di questo insieme statistico è pari a 72.553 persone: anche calcolando due dosi per tutti i conti non tornano. Si tratta di numeri inquietanti: il disastro della vaccinazione in Toscana assume aspetti sempre più cupi. Dopo i clamorosi ritardi sugli over 80, super fragili e ultra 70enni costretti a odissee telematiche, ‘furbetti’ e ‘Scanzi’ di ogni genere è necessario fare luce su una gestione corporativa che lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi ha nei giorni scorsi stigmatizzato”.

“Al Ministro Speranza abbiamo chiesto chiarezza sulle dosi dei vari vaccini inviate: – sottolineano Donzelli e Gemmato – il sospetto è dunque che la Toscana abbia somministrato Pfizer a decine di migliaia di giovani. Un tema che lo stesso ordine dei medici di Firenze nei giorni scorsi aveva sollevato, contestando la scelta di somministrare Pfizer a tutto il sociosanitario e lasciando così scoperti gli over 80. Tutto mentre, come denunciato nei giorni scorsi delle Misericordie, – concludono i deputati di Fratelli d’Italia – migliaia di volontari del soccorso che operano su servizi anche di emergenza del 118 non sono stati ancora vaccinati”.

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L’infarto uccide più del covid. Ma ce ne siamo dimenticati

L’infarto uccide più del covid.  Ma ce ne siamo dimenticati

 Inizia oggi la campagna internazionale di risposta al COVID19 di Global Heart Hub. “Ci sono più possibilità di morire a causa di un’emergenza cardiaca che per il COVID-19”. La nostra intervista con ELEONORA SELVI, portavoce campagna

I dati sono di quelli che fanno impressione: nello scorso anno la mortalità per infarto in Italia, secondo uno studio condotto dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC),  è triplicata, passando dal 4.1 %  al 13.7% . Insomma, l’attenzione della sanità su Covid-19 e la paura del contagio rischiano di vanificare i risultati ottenuti in Italia con le terapie più innovative per l’infarto e gli sforzi per la prevenzione degli ultimi 20 anni.

Nel nostro Paese ogni anno muoiono per malattie cardiovascolari  circa 260 mila persone.  All’aumento della mortalità è associata una “sorprendente” riduzione dei ricoveri per infarto superiore al 60%. Il calo più evidente ha riguardato gli infarti con occlusione parziale della coronaria ma è stato osservato anche in ben il 26,5% dei pazienti con una forma più grave d’infarto  La riduzione dei ricoveri per infarto è stata maggiore nelle donne rispetto agli uomini e non solo i pazienti con infarto si sono ricoverati meno ma quelli che lo hanno fatto si sono ricoverati più tardi.

 La campagna internazionale di risposta al COVID19 di Global Heart Hub vuole proprio sensibilizzare l’opinione pubblica su questa vicenda. “È ora di mettere la salute del cuore prima della paura del COVID-19. Ci sono più possibilità di morire a causa di un’emergenza cardiaca che per il COVID-19” dice Eleonora Selvi, portavoce della Campagna. “Questa campagna di e per i pazienti con patologie del cuore non conosce confini nazionali e continentali. Attraverso testimonianze “da paziente a paziente” ha l’obiettivo di aumentare la sensibilizzazione delle emergenze cardiache e incoraggiare ad agire tempestivamente. Molte persone sono lente nel cercare aiuto medico quando sperimentano evidenti sintomi cardiaci. Molti hanno paura di andare dal loro medico o in ospedale. Molti cancellano importanti appuntamenti medici. Questi ritardi nel cercare aiuto e nell’iniziare i trattamenti possono essere pericolosi per la vita. È ora di mettere la salute del cuore prima della paura del COVID-19”.

Cuore Italia, l’associazione italiana dei pazienti con patologie delle valvole cardiache, partecipa a questa importante campagna internazionale insieme a molte altre associazioni oltre oceano: la campagna di risposta al COVID19 di Global Heart Hub è una collaborazione internazionale tra organizzazioni di pazienti cardiopatici volta a salvare vite e ridurre la disabilità durante la pandemia di coronavirus.

Le società cliniche nazionali e le organizzazioni internazionali come la World Heart Federation, la International Atherosclerosis Society (IAS), FH Europe e altre si sono unite per condividere questi semplici ma fondamentali messaggi:

#Ascoltalo – Il tuo cuore ti ha a cuore (Just Go)

#Non Aspettare – Ogni attimo è Vita (Step Up)

#Agisci Quando il tuo cuore ha bisogno di te (Just Treat)

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🎧 Geopolitica: chi sta vincendo la ‘guerra dei vaccini’?

🎧 Geopolitica: chi sta vincendo la ‘guerra dei vaccini’?

Ne abbiamo parlato on il professor IGOR PELLICCIARI, docente di relazioni internazionali ad Urbino ed alla Luiss G.Carli

Case farmaceutiche che si combattono fette di mercato, vaccini ‘permessi’ ed altri ‘proibiti’, pacchetti vacanza con inoculazione annessa: intorno ai vaccini si stanno scatenando appetiti più diversi. E naturalmente, trattandosi di una questione molto sensibile dal punto di vista della salute ed avvertita come vitale, anche le diplomazie sono al lavoro per utilizzare i vaccini per allargare la propria influenza.

“La portata geo-politica di questa corsa è addirittura maggiore di quella già notevole che allo scoppio della pandemia riguardò la ricerca dei vari dispositivi medici di protezione dal virus, sui quali si registrò una nuova guerra degli aiuti con alcuni Stati-donatori a competere nell’assistere gli stessi beneficiari.Oggi sembra riproporsi un altro capitolo di questa vicenda, con al centro degli aiuti non più il materiale sanitario d’emergenza ma i vaccini, vero asset del momento£ dice il professor Igor Pellicciari. secondo cui esistono due modelli: il Vaccino occidentale (economico) e quello Orientale (politico).

il vaccino occidentale, sostiene Pellicciari è ‘privato, fatto da imprese, ha una finalità almeno in origine meramente commerciale, un controllo politico indiretto, è volto alla ripartenza del paese, e solo secondariamente ha un target internazionale, quello della cooperazione a livello strategico”. il vaccino orientale invece è “pubblico (statale), ha sin dall’origine una finalità geopolitica, un controllo politico diretto, un obiettivo nazionale volto alla creazione del consenso ed è volto alla creazione di alleanze attraverso la politica degli aiuti economico-sanitari per ampliare la propria influenza”.

“In questa terza fase pandemica la politica estera degli aiuti sanitari è dominata dai paesi del Vaccino Geopolitico Orientale che corrono quasi in solitaria una gara cui i paesi del “vaccino economico eccidentale” partecipano per ora con poca convinzione (si veda la campagna multilaterale Covax)” aggiunge il professore. “Donatori “politici” attivi nella prima fase pandemica, oggi sono assenti in parte perché presi dalla priorità “economica” della finalizzazione delle proprie campagne di immunizzazione e in parte perché non hanno un controllo diretto sulla produzione e distribuzione di vaccini che sono di natura privata e rispondono a logiche commerciali”.

“Per Bruxelles -sottolinea Pellicciari-  è un passo che implica due ordini di problemi. Nell’immediato, accettarlo con troppa convinzione significherebbe ammettere il fallimento non solo della strategia vaccinale multilaterale ma anche dell’intera impostazione privatistica scelta a monte per il vaccino economico occidentale. Ne risentirebbe la già consistente crisi di legittimità politica europea.Ancora più evidente sarebbe il cortocircuito del chiedere un vaccino di Stato alla Russia proprio mentre da alcuni anni questa è oggetto di un netto isolamento diplomatico da parte dell’Ue. Poiché non esiste il precedente di un beneficiario che mantiene sanzioni nei confronti di un suo donatore è prevedibile che le relazioni europee nei confronti di Mosca dovrebbero subire una revisione in senso distensivo ed espansivo.”

Vi è infine la posizione di Roma, divisa tra la necessità oggettiva di aprirsi ad altri vaccini, sostenuta peraltro da gran parte della pubblica opinione, e la difficoltà a fare uno strappo verso la Ue e muoversi bilateralmente, sia per la partita ancora aperta del Recovery Fund che per lo stesso carisma europeo e atlantista di Mario Draghi.

 

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