Ora gira anche un Modello Autodichiarazione falso

Ora gira anche un Modello Autodichiarazione falso

Circola in rete un falso modello di autodichiarazione per gli spostamenti, con logo della Repubblica e intestazione ‘Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza’.

“Si tratta di un modello falso, di un fake”, informa il ministero sul suo sito. “Il modello di autodichiarazione valido – rileva il Viminale – va scaricato soltanto dai siti istituzionali ufficiali, oppure può essere compilato al momento dei controlli. Collaborare per fermare l’emergenza significa anche combattere tutti insieme la diffusione di fakenews, false notizie e falsi moduli. Per informazioni e modelli si ricorda di consultare sempre gli account istituzionali”.

Scarica quello vero: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/nuovo_modello_autodichiarazione_26.03.2020_editabile_0.pdf

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Coronavirus Firenze: Nardella, tre fasce beneficiari fondo spesa

Coronavirus Firenze: Nardella, tre fasce beneficiari fondo spesa

“Abbiamo definito la platea dei beneficiari, i nuclei familiari più esposti, per attingere al fondo per la spesa sociale. Sono tre le aree di intervento” e 2,4 milioni i fondi a disposizione. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, intervenendo in Consiglio comunale, in riferimento alle risorse per la spesa sociale connesse all’emergenza Coronavirus.

“La prima fascia – ha spiegato – riguarda le persone già seguite o che sono ora intercettate dai dei servizi sociali e che sono in stato di bisogno. La seconda coinvolge quelle persone che in questa situazione di emergenza si trovano con forti decurtazioni del reddito. Nello specifico persone che, da febbraio 2020, hanno perso il lavoro, chi è stato messo in cassa integrazione con una forte contrazione del reddito, partite Iva che hanno” visto calare “il volume di affari e lavoratori intermittenti che, pur avendo contratti attivi, hanno avuto
riduzioni nelle chiamate”. La terza fascia, ha aggiunto, si riferisce “a tutta la platea di ‘invisibili’, persone o nuclei familiari che vivevano di lavori in nero o di espedienti”.

“Al momento attuale – ha spiegato Nardella – queste risorse non sono disponibili, chiedo al Governo che le renda subito” utilizzabili. “Il Comune di Firenze farà una immediata variazione di bilancio per anticipare” questi soldi. La volontà. ha detto ancora, è suddividere il fondo in due parti: “una attraverso convenzioni già in essere col mondo del volontariato
e iscritte al portale Fead, quota che sarà integrata con fondi di privati. L’altra sarà devoluta attraverso un sistema di attribuzione diretta alle famiglie, attraverso buoni per generi alimentari”. Nardella ha poi chiesto alla grande distribuzione “uno stop dei prezzi per i prossimi tre mesi”.

Intanto Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie distribuiranno nelle prossime settimane buoni spesa da oltre 300mila euro per sostenere chi sta attraversando un periodo di difficoltà. Oltre 200mila euro, si legge in una nota, verranno messi a disposizione delle associazioni che si occupano di povertà alimentare a seguito della campagna di
solidarietà Natale Insieme, con buoni spesa da 20 euro in distribuzione già dalla prossima settimana. Altri 100mila verranno donati da Unicoop Firenze alle associazioni che nel 2019 hanno partecipato alle raccolte alimentari nei punti vendita della cooperativa in Toscana, organizzate dalla Fondazione Il Cuore si scioglie: l’erogazione, si legge nella nota, permetterà di fare la spesa per le persone in difficoltà nelle prossime settimane.

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Coronavirus: sindacati dichiarano sciopero commercio per domenica 29

Coronavirus: sindacati dichiarano sciopero commercio per domenica 29

“Ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il paese ha bisogno, dichiariamo lo sciopero per domenica 29 marzo 2020”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dichiarano per i punti vendita del settore commercio situati nel territorio regionale, lo sciopero per l’intera giornata domenica 29 marzo 2020.
“Tale dichiarazione deriva dal fatto che molte aziende del settore non hanno preso in considerazione le richieste del sindacato, sia a livello nazionale che regionale, di ridurre, in questa fase, le fasce orarie di apertura al pubblico e di prevedere la chiusura di tutti i punti vendita nelle giornate domenicali collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria” dicono i sindacati in un comunicato.
“Queste nostre richieste, hanno avuto nel corso della scorsa settimana, una parziale risposta da parte di alcune aziende, che hanno deciso ridurre le loro fasce di apertura e per la domenica di chiudere alle ore 15. Resta inteso che rimane centrale il problema di in un sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio” aggiungono.

E ancora “le nostre richieste continuano a ricercare soluzione e proposte volte alla salvaguardia dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, ancora troppo spesso in condizioni di sicurezza precaria, dovute in parte alle negligenze aziendali e in parte all’eccessivo ricorso alla spesa giornaliera.Le lavoratrici ed i lavoratori del terziario/commercio e della cooperazione, hanno garantito in questa fase un servizio fondamentale e lo continueranno a fare, ma è necessario garantire anche a loro il dovuto recupero psico fisico”.

CGIL CISL e UIL chiedono che ”  ci sia un equiparazione degli orari commerciali e delle chiusure dei punti vendita, in modo tale da garantire ad aziende, clienti e lavoratori un trattamento univoco.In questa momento è sempre più necessario trasmettere il messaggio ‘io resto a casa’, ed è per questo che bisogna che le persone capiscano che la spesa si può fare una volta a settimana, che uscire di casa senza una reale necessità mette tutti in pericolo. Perché nessuno si salva da sol”.

“Per questi motivi – concludono-  ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il paese ha bisogno, dichiariamo lo sciopero per domenica 29 marzo 2020. Le modalità dello sciopero sono a disposizione delle singole strutture sindacali territoriali. Chiediamo anche alle Istituzioni regionalmente competenti, di fare la propria parte intervenendo in modo deciso ed orientato a sensibilizzare le aziende nell’uniformare gli orari di apertura al pubblico e le giornate di chiusura alla vendita, per tutte le realtà alimentari di media e grande superficie, presenti in Toscana”

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Nosotras per le donne in situazione di violenza domestica: prosegue attività operatrici

Nosotras per le donne in situazione di violenza domestica: prosegue attività operatrici

Non siete sole. Questo il messaggio dell’Associazione Nosotras Onlus a tutte le donne, in modo particolare alle donne migranti, in questo momento di difficoltà collettiva. L’associazione è chiusa dal’11 marzo, chiusi i suoi sportelli sul territorio a Empoli, Scandicci e Fucecchio ma attive le sue operatrici su tutta la provincia.

“La violenza domestica non conosce emergenze sanitarie, anzi – dicono le operatrici dello sportello MEF, Mia Economia Firenze, sportello per il contrasto alla violenza economica inaugurato da Nosotras all’inizio di quest’anno – Abbiamo deciso di rimanere disponibili telefonicamente per dare un supporto e un orientamento alle donne, soprattutto migranti, che possano trovarsi in situazioni di difficoltà proprio in casa, situazioni di violenza. Vogliamo offrire una sponda in più e integrare il lavoro di rete per ampliare le risposte che possano essere date al territorio in questa situazione complessa”.

Le operatrici dello Sportello MEF sono disponibili ad accogliere le chiamate telefoniche sul fisso dell’associazione allo 055/2776326, dalle 10 alle 17 dal lunedì al venerdì. Per chi invece non può scrivere o non conosce l’italiano è possibile utilizzare la messaggistica whatsup utilizzando il numero 3397124404. Infine, è possibile raggiungerci scrivendo per mail all’indirizzo violenzadigenere@nosotras.it.

L’associazione Nosotras Onlus prosegue intanto la sua collaborazione di consulenza e confronto con il Ministero delle Pari Opportunità e richiederà alla ministra Bonetti che le misure di tutela delle donne migranti siano applicate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

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Coronavirus: Livorno sospende pagamento rette nido e quota mensa per primaria

Coronavirus: Livorno sospende pagamento rette nido e quota mensa per primaria

Il Comune di Livorno ha deciso formalmente di sospendere il pagamento delle rette dei servizi educativi 0/3 anni del sistema integrato, per tutto il periodo dell’emergenza coronavirus (ad oggi fino al 3 aprile), sia nei nidi pubblici che in quelli privati convenzionati. Sospesa anche la quota relativa alla mensa nella scuola primaria. L’offerta pubblica integrata 0/3 anni riguarda 941 bambini, di cui 412 in strutture private convenzionate.

L’indirizzo è stato espresso dall’amministrazione nel corso di una seduta di giunta avvenuta in parte in presenza e in parte in videoconferenza e a seguito di approfondimenti e di un confronto con i gestori dei nidi privati. Anche i gestori privati dovranno purtroppo fare a meno delle rette delle famiglie, come la vicesindaco Monica Mannucci ha dovuto confermare agli interessati.

“Siamo in contatto costante con i gestori dei servizi privati convenzionati – sottolinea la
vicesindaco – e li abbiamo invitati ad usare gli ammortizzatori sociali che il Governo ha previsto, riservandoci di supportarli in questa delicata fase anche nell’individuazione degli strumenti più idonei previsti dalla legge. Il Comune verserà comunque alle strutture private la propria quota parte, a fronte del mantenimento dell’attività nelle sue forme ‘a distanza’ con proposte di attività per le famiglie ed i bambini di tutti i servizi del sistema integrato”.

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