Firenze, linea 2 tramvia operativa da 21 o 27 dicembre

Firenze, linea 2 tramvia operativa da 21 o 27 dicembre

“Abbiamo ad oggi due finestre possibili per la messa in esercizio” della linea 2 della tramvia di Firenze, ovvero “il 21-22 di dicembre o il 27-28 di dicembre”.

Lo ha affermato Stefano Giorgetti, assessore comunale alla mobilità, rispondendo nel ‘Question time’ a una interrogazione del consigliere Tommaso Grassi (Firenze riparte a sinistra) il quale aveva chiesto conto di un presunto slittamento di 30 giorni rispetto alla data fissata del 31 dicembre per la messa in esercizio della linea 2 della Tramvia.

“Confermo la data del 31 dicembre”, ha detto Giorgetti, spiegando che “il fatto dei 30 giorni successivi non è una proroga, ma un periodo in cui si sbloccheranno subito le penali che sono state a suo tempo quantificate”, per cui ha sottolineato, citando il punto 2.2 dell’addendum siglato fra Comune e Tram spa, se le imprese costruttrici “sforano rispetto a quella data, nel mese successivo devono pagare subito una quota delle penali.”

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Firenze, giornalisti: domani flash mob contro attacchi della politca

Firenze, giornalisti: domani flash mob contro attacchi della politca

La manifestazione si svolgerà, domani dalle 12 alle 13, in contemporanea, davanti alle prefetture dei capoluoghi di regione di tutt’Italia, per iniziativa della Fnsi e dell’Ordine nazionale dei giornalisti. E’ a rischio la libertà di stampa e di espressione garantite dalla Costituzione.

Associazione stampa Toscana e Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Toscana organizzano per domani un flash mob, #giùlemanidall’informazione, davanti alla prefettura di Firenze in via Cavour, per “rispondere alle offese e agli attacchi portati negli ultimi giorni all’informazione da esponenti del governo e del Movimento 5 Stelle.

All’iniziativa di Firenze, insieme ai giornalisti, hanno fatto sapere, si spiega, “che ci saranno anche il presidente della giunta regionale della Toscana Enrico Rossi, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il Comune di Firenze, oltre a esponenti politici e sindacali. L’invito a essere presente è naturalmente rivolto a tutti i cittadini.”

I presidenti di Ast e Ordine della Toscana, Sandro Bennucci e Carlo Bartoli, invitano i colleghi a intervenire per “dire basta attacchi ai giornalisti. Gli insulti e le minacce di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista non sono soltanto l’assalto ad una categoria di professionisti, ma rappresentano anche e soprattutto il tentativo di scardinare l’articolo 21 della Costituzione e i valori fondamentali della democrazia italiana.”

“La manifestazione del 13 novembre – concludono Bennucci e Bartoli – è solo una prima risposta pubblica di quanti pensano di poter ridurre al silenzio l’informazione italiana.”

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Nardella su Sant’Orsola: “Noi non vogliamo essere schiavi di nessuno, noi vogliamo andare avanti”

Nardella su Sant’Orsola: “Noi non vogliamo essere schiavi di nessuno, noi vogliamo andare avanti”

Un intervento da 4,5 milioni per recuperare il complesso dell’ex convento Sant’Orsola abbandonato da 40 anni. Nuove coperture e facciate entro il 2019.

Lavori al via oggi per il complesso di Sant’Orsola, presentati dal sindaco Dario Nardella che promette: “Nessuna speculazione”. Si inizia dai 4.326 metri quadri di coperture danneggiate che saranno ricostruite nei primi 12 mesi. In larga parte si tratta di isolare, impermeabilizzare o intervenire con altre opere di finitura sulle coperture attuali ancora in buono stato, mentre le strutture deteriorate verranno completamente ricostruite. L’importo dei lavori sui tetti è di 1,63 milioni di euro.

Il rifacimento delle facciate costerà invece 2,8 milioni e riguarderà l’intonacatura, la ricostruzione dei cornicioni, il restauro delle grate in ferro e la realizzazione di nuovi portoni.

Il sindaco Nardella ha commentato: “Il progetto esecutivo è in via di definizione ed entro la fine di quest’anno partiremo con la gara per l’aggiudicazione dei lavori. Il 30 novembre scadrà il termine dell’ulteriore bando per avere proposte private per l’utilizzo di Sant’Orsola. Noi ci muoviamo comunque: se vi saranno proposte private per completare i lavori, saranno ben accette. Altrimenti non vogliamo essere schiavi di nessuno, vogliamo andare avanti per completare il rifacimento e la riqualificazione di questo complesso che riguarda una parte rilevante del centro storico”.

“Abbiamo anche ricevuto molte proposte di partecipazione – ha proseguito il sindaco -, sia dal Dipartimento di architettura, dall’Ordine degli architetti, dalle associazioni come Insieme per San Lorenzo e Sant’Orsola project. Siamo pronti a dialogare e collaborare con tutti. Non appena vedremo se ci saranno proposte di soggetti privati per il bando, ci metteremo a sedere per lavorare e collaborare con cittadini, associazioni, realtà della città che sono interessati a dare un contributo. La consigliera delegata, Benedetta Albanese, sta seguendo il percorso di attuazione e il rapporto con le realtà della città”.

Poi una promessa: “Non sarà ammesso nessun tipo di intervento di speculazione. Non saranno previste attività dalla forte redditività economica. Chiunque interverrà su questa struttura lo farà prima di tutto per l’interesse pubblico, sapendo che a sant’Orsola ci sono vincoli storico-artistici, edilizi e urbanistici che non consentono operazioni di speculazione commerciale. Finché ci saremo noi, tutto questo non avverrà. Per dirla con parole chiare: i privati che si faranno avanti per dare una mano alle istituzioni pubbliche a recuperare Sant’Orsola, non possono pensare di far soldi con le attività di Sant’Orsola. Possono invece ritenere di fare qualcosa di importante per la comunità e per il quartiere. Che vengano o no i privati, noi andiamo avanti lo stesso. Io credo davvero che finalmente si possa parlare di Sant’Orsola non come un bel sogno da realizzare ma come un progetto che da oggi mette le fondamenta”.

 

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Referendum per fusioni in 10 comuni toscani

Referendum per fusioni in 10 comuni toscani

Firenze, sono oltre 50 mila, per la precisione 51.343, gli elettori chiamati alle urne domenica e lunedì per i cinque referendum consultivi che coinvolgono i dieci comuni toscani che hanno optato per la fusione.

Si tratta dei Comuni di Asciano e Rapolano in provincia di Siena, Ortignano Raggiolo e Bibbiena nell’aretino, Montepulciano e Torrita di Siena ancora nel senese, Dicomano e San Godenzo nel Mugello e, ancora in provincia di Firenze, Barberino Elsa e Tavarnelle Valdipesa.

I Comuni più popolosi sono quelli di Montepulciano e Torrita, dove fra domenica 11 e lunedì 12 novembre, andranno alle urne 17.080 cittadini (11.230 di Montepulciano e 5.850 a Torrita). Seguono, per ordine di popolosità, Bibbiena (9271 elettori) che, con il piccolo comune di Ortignano Raggiolo (751 elettori) raggiunge quota 10.022.

A Barberino Elsa e Tavarnelle Valdipesa vanno alle urne 9.528 elettor (3457 a Barberino e 6.068 a Tavarnelle); pochi di meno gli elettori a Rapolano (4.035) e Asciano (5.423): insieme sono in tutto 9458. San Godenzo e Dicomano, insieme, contano 5258 elettori (975 a San Godenzo e 4283 a Dicomano).

Le urne chiuderanno lunedì 12 novembre alle 12. Intorno alle 15 i dati definitivi sulle affluenze.

Dal 2012 i referendum consultivi sulle fusioni di Comuni toscani sono stati ventisei: l’ultimo nel maggio 2018 a Villa Collemandina e Castiglione di Garfagnana, con un risultato divergente nei due territori.

Sei anni fa la Toscana contava 287 Comuni, che già in proporzione erano assai di meno che in altre regioni, effetto anche delle riforme settecentesche del granduca Pietro Leopoldo. All’inizio di quest’anno se ne contavano 274, tredici in meno. I “sì” fino al 2017 hanno prevalso in tredici referendum su venticinque.

Ci sono Comuni che sono passati da gestioni associate di servizi e unioni, altri si sono fusi senza tappe intermedie. La Regione ogni volta ha incentivato la scelta con 500 mila euro l’anno (per cinque anni) di contributi straordinari, 250 mila euro per ogni vecchio comune.

A queste risorse utili per dare fiato a progetti rimasti troppo a lungo nel cassetto o per tamponare tagli sui trasferimenti statali, si sono sommate deroghe sulla spesa in bilancio e contributi statali straordinari, per dieci anni, pari al 50 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010, fino ad un massimo di 2 milioni per ciascun beneficiario.

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Ex Fiat in Viale Belfiore: al via piano recupero

Ex Fiat in Viale Belfiore: al via piano recupero

Presentato oggi il piano di recupero dell’area ex Fiat di viale Belfiore – Benedetto Marcello, accanto alla Linea 2 della Tramvia che unisce Peretola Aeroporto con la Stazione di Santa Maria Novella. Presenti il sindaco Nardella e l’assessore Bettarini.

Oggi il sopralluogo del sindaco Nardella e dell’assessore Bettarini per verificare lo svuotamento del ‘lago’ all area ex Fiat in viale Belfiore.

Tre edifici con un grande ‘boulevard’ pedonale, una piazza verde e un tetto-giardino aperti al pubblico. Ma anche nuovi marciapiedi e illuminazione, pista ciclabile e una terza corsia lungo via Benedetto Marcello. È il disegno delineato dalla variante al piano di recupero dell’area ex Fiat che chiude il ‘buco’ di viale Belfiore dopo una lunghissima vicenda e l’interruzione dei lavori avviati nel 2006 per le difficoltà della proprietà originaria. Lo hanno annunciato oggi il sindaco Dario Nardella e l’assessore all’Urbanistica Giovanni Bettarini nel corso di un sopralluogo in viale Belfiore per verificare anche lo svuotamento del ‘lago’, ormai quasi completato. La variante al piano di recupero era stata adottata nel corso dell’ultima seduta dalla giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore Bettarini.

“Oggi è una grande giornata – ha detto il sindaco Nardella – perché dopo 12 anni finalmente siamo arrivati a un punto definitivo di non ritorno: con il piano di recupero diamo una svolta a un ‘buco’ che è stato un elemento di degrado per questo quartiere, dove tra poco vedremo in funzione anche la nuova linea tramviaria. Una risposta anche in termini di sviluppo e di occupazione – ha proseguito il sindaco – con circa 700 posti di lavoro per la parte di costruzione e una potenzialità di 150 posti di lavoro definitivi per la gestione della nuova struttura, di grande richiamo anche dal punto di vista della fruizione pubblica”.

“Un grande intervento di riqualificazione urbana – ha detto l’assessore Bettarini – che chiude finalmente un buco nero nel centro della città, diventato negli anni elemento di degrado per la lunghissima vicenda legata alle difficoltà della proprietà originaria. Con il piano di recupero ridiamo vita a oltre 32mila metri quadrati di città valorizzando al massimo il ‘dialogo’ pubblico attraverso spazi aperti ai cittadini, aree pedonali e giardini. Un intervento molto atteso – ha proseguito Bettarini – che porterà finalmente alla riqualificazione dell’intera area. Andiamo avanti con il nostro lavoro per dare a Firenze una veste contemporanea, riducendo i volumi edificati a tutto vantaggio delle aree verdi e delle infrastrutture per la mobilità sostenibile, nel contesto di una città che sta facendo del recupero urbano un vero punto di forza”.

“La prossima fase della trasformazione del sito di The Student Hotel di Belfiore – ha fatto sapere  il fondatore e CEO di The Student Hotel Charlie MacGregor – sta per cominciare con i lavori di messa in sicurezza del sito e delle paratie/muro perimetrali. Nella prima metà del prossimo anno avvieremo la costruzione della struttura interrata, per garantire la stabilità del sito in maniera permanente. Non appena questi lavori e l’iter autorizzativo saranno completati sarà possibile iniziare con la costruzione dell’Hotel. Non ho dubbi che il progetto di The Student Hotel per l’area di Belfiore sarà un tributo alla visione della città e del quartiere”.

Nel dettaglio, il complesso edilizio previsto nella variante al Piano di recupero si compone di tre edifici. L’edificio destinato ad albergo, affacciato su viale Belfiore in angolo con via Benedetto Marcello, è articolato in due immobili divisi da un grande passaggio pedonale a uso pubblico e comunicanti attraverso un tetto-giardino in parte adibito anch’esso a uso pubblico. Per far sì che la struttura risulti il più possibile in continuità con gli edifici circostanti, il fronte su viale Belfiore si presenta suddiviso in quattro corpi di fabbrica, intervallati da giardini pensili. L’attacco a terra è caratterizzato da un’ampia gradinata che lambisce lo spazio di uso pubblico coperto e porticato che corre lungo l’intero fronte di viale Belfiore. Il progetto pensato per la struttura d’angolo tra viale Belfiore e via Benedetto Marcello ha l’obiettivo di ‘dialogare’ in termini volumetrici e formali con l’edificio storico della palazzina Mazzoni, posta nell’angolo di fronte tra viale Belfiore e viale Redi. Il grande passaggio pedonale a uso pubblico che unisce/separa i due edifici, attraversa l’isolato e prosegue nello spazio verde, sempre di uso pubblico, posto davanti al terzo edificio, creando così una diretta comunicazione tra il viale Belfiore e via Benedetto Marcello. All’interno del passaggio pedonale si trova una scala centrale con struttura leggera e trasparente, che conduce allo spazio in copertura, destinato per la maggior parte della sua superficie a uso pubblico. La variante al Piano di recupero prevede infine, secondo le modalità che saranno specificate nella convenzione da sottoscrivere, la realizzazione delle opere di urbanizzazione funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica che comprendono opere interne ed esterne al perimetro. In particolare: marciapiedi, pista ciclabile e terza corsia lungo via Benedetto Marcello per le opere di viabilità; pubblica illuminazione, sottoservizi e sistema di raccolta rifiuti.

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