Il Memoriale Italiano di Auschwitz a Firenze nei prossimi mesi

Il Memoriale Italiano di Auschwitz  a Firenze nei prossimi mesi. “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” queste parole di Primo Levi accompagnano le tante iniziative istituzionali per onorare la Giornata della Memoria.

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“Grazie al Sindaco – afferma Maria Federica Giuliani, Presidente della Commissione Cultura e Sport del Comune – che ieri in Consiglio durante il suo intervento ha presentato il progetto per il polo della Memoria che ospiterà il memoriale italiano di Auschwitz, l’opera in arrivo dal Blocco 21 per ricordare la disumana violenza della Shoah e che troverà casa a Gavinana nel Quartiere 3. Un’operazione – prosegue la Presidente Giuliani – condotta congiuntamente dal Comune di Firenze e dalla Regione Toscana, dopo l’appello di un anno fa dell’Associazione nazionale dei deportati nei campi nazisti (Aned) che è proprietaria dell’opera.
C’è “qualcosa” che non è morta nei campi di sterminio nazisti, malgrado la furia omicida delle SS, le camere a gas, le persecuzioni, le atrocità che portarono allo sterminio di circa 6 milioni di ebrei innocenti. E’ la musica”. Stasera alla biblioteca delle Oblate la Presidente parteciperà a “Sono qui. Voci dai campi”.

Giornata della memoria al cinema Space

In occasione della giornata della memoria Space Cinema Firenze , via di Novoli 2, programma per i giorni 27 e 28 gennaio due fpellicole di greande interessae: Corri ragazzo corri e  L’uomo per bene

Corri ragazzo corri

Corri ragazzo corri
regia di Pepe Danquart
Jurek ha circa nove anni quando fugge dal ghetto di Varsavia. Costretto a separarsi dai fratelli e dai genitori per salvarsi dai nazisti, vivrà i tre durissimi anni che lo separano dalla fine della guerra nei boschi e nei villaggi vicino alla capitale.
In questo duro viaggio, Jurek incontrerà persone che lo aiuteranno ed altre che lo tradiranno, ma non perderà mai la forza per andare avanti.
Corri ragazzo corri è un film avvincente, ispirato ai fatti realmente accaduti raccontati nell’omonimo bestseller di Uri Orlev.
Potente ed emozionante, una vera fonte di ispirazione per giovani e meno giovani.

L'uomo per bene

L’uomo per bene
Le lettere segrete di Heinrich Himmler
regia di Vanessa Lapa
Un viaggio nella memoria raccontato da Vanessa Lapa, grazie a rarissimi e spesso inediti filmati, tratti da 151 fonti di 53 diversi archivi dislocati in 13 paesi del mondo, dal Bundesfilmarchiv Berlino al National Archive Maryland, passando per lo Steven Spielberg Film and Video Archive presso l’USHMM Washington.
Materiale restaurato, sonorizzato e montato seguendo il fil rouge delle centinaia di lettere private, di documenti, diari e fotografie, ritrovate dai soldati dell’armata americana che nel maggio del 1945 occuparono la casa di famiglia del comandante delle SS e architetto della Soluzione Finale, Heinrich Himmler.

Dalla Costa Giusto fra le Nazioni

Shoah, Dalla Costa Giusto fra le Nazioni per aver salvato centinaia di vite dallo sterminio nazista. Oggi nel Salone dei Cinquecento è stata  consegnata la medaglia alla memoria al cardinale, arcivescovo di Firenze durante la seconda guerra mondiale.


Salvò centinaia di ebrei fiorentini e non solo dalla persecuzione nazista, esplosa dopo l’occupazione dell’Italia nel settembre 1943. Ed ora Israele gli consegna la medaglia alla memoria di ‘Giusto fra le Nazioni’. È il cardinale arcivescovo Elia dalla Costa, scomparso nel 1961 dopo aver retto, dal 1933 fino all’anno della sua morte, la diocesi di Firenze. Questa mattina, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, l’ ambasciatore di Israele presso la Santa Sede Zion Evrony lo ha insignito alla memoria con la medaglia dei Giusti consegnata nelle mani di un nipote che porta il suo stesso nome. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’assessora all’educazione Cristina Giachi, il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, la presidente della comunità ebraica di Firenze Sara Cividalli e il rabbino di Firenze Rav YosefLevi .
«Personaggi come Elia della Costa sono veri e propri fari che ci indicano la strada da seguire – ha sottolineato l’assessora Giachi nel suo saluto – il suo nome è scolpito nel cuore della memoria dolorosa della Shoa ed è scolpito come un punto di luce, uno dei tanti, che costellano il ‘Muro dei Giusti’. Questo ci riempie di orgoglio ma anche di responsabilità, soprattutto nei confronti dei più giovani. Dobbiamo essere all’altezza di figure come quella del cardinale Dalla Costa che hanno reso grande la nostra città».
«Sono onorata e grata – ha proseguito – che Firenze possa essere protagonista con una storia luminosa come quella di Elia della Costa, una storia luminosa nel buio dei valori che, in quegli anni, attraversava tutto il nostro continente. Grazie a uomini come lui, al loro coraggio e alla loro generosità è stato possibile non lasciare l’ultima parola al male, alla furia gratuita cieca che pure ci aveva sovrastati. Il suo esempio ci indica una strada chiara da seguire».
Il cardinale Dalla Costa organizzò una vera e propria rete clandestina di salvataggio della quale faceva parte anche Gino Bartali, il fuoriclasse che in quegli anni faceva da staffetta tra Firenze e Assisi, dove una tipografia stampava documenti falsi che nascondeva nella canna della bicicletta. Dopo il rastrellamento nel ghetto di Roma, il 16 ottobre del 1943, e la deportazione di 1.021 ebrei nei campi di sterminio (tornarono in 17), il vice del capitano Theodor Dannecker, Alvin Eisenkolb, aveva organizzato altri due rastrellamenti a Firenze, il 6 e il 26 novembre del ’43. Fu allora che il cardinale Dalla Costa incaricò il parroco di Varlungo, don Leto Casini, e il padre domenicano Cipriano Ricotti di coadiuvare il Comitato di assistenza ebraico (che agiva da terminale degli aiuti internazionali forniti dalla ‘Delegazione per l’assistenza degli emigranti ebrei, la Delasem’) per mettere al sicuro i profughi ebrei nei vari monasteri e istituti religiosi della diocesi. Dell’organizzazione, tra gli altri, facevano parte anche monsignor Giacomo Meneghello, Gino Bartali e, dalla parte ebraica, Raffaele Cantoni, Giuliano Treves e Matilde Cassin. A Firenze e dintorni, su ordine diretto dell’arcivescovo, si aprirono le porte di almeno ventuno conventi e istituti religiosi, più varie le parrocchie, per nascondere centinaia di ebrei braccati dai nazisti

Giornata della memoria 2014

Ancora un appuntamento per la giornata della memoria, anzi un doppio appuntamento oggi Giovedì 30 Gennaio, al Lyceum Club Internazionale di Firenze (via Alfani, 48).Aprirà la giornata Ida Zatelli, Professore ordinario di Lingua e Letteratura Ebraica all’Università di Firenze e vicepresidente dell’Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo, che terrà una conferenza dal tema “Memoria e riparazione del male”.A seguire verrà proiettato il bellissimo film “Train de vie” di Radu Mihaileanu, regista ebreo franco-rumeno figlio di un deportato che riuscì a fuggire da un campo di concentramento nazista. Si tratta di una commedia farsesca dalla cornice tragica che racconta la favola di un intero villaggio ebraico dell’Europa centro-orientale che, nel 1941, si mimetizza in finto treno di deportazione per evitare la cattura da parte dei veri soldati nazisti. Il film ha vinto il Sundance Film Festival del 1999.
Evento organizzato dalla sezione Letteratura del Lyceum Club Internazionale di Firenze presieduta da Enza Biagini.
Ingresso libero.

Giornata della Memoria presentazione dell’Archivio Andrea Devoto

Mercoledì 29 gennaio, presso il polo delle Scienze sociali (ore 14.30 – Edificio D15, piazza Ugo di Toscana – Firenze), in occasione delle iniziative per la Giornata della Memoria, si svolgerà l’incontro “La memoria viva”, in cui verranno presentati i risultati del recupero dell’Archivio Andrea Devoto, raccolto dal noto neuropsichiatra e psicologo, che condusse uno studio su 76 deportati sopravvissuti ai campi di sterminio.L’incontro è stato organizzato, insieme al Sistema Bibliotecario di Ateneo, dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana, dall’Istituto storico della resistenza di Pistoia e dalla Fondazione Andrea Devoto, con il patrocinio della Regione Toscana.

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Andrea Devoto (Firenze 1927-1994), fu primario degli ospedali psichiatrici di Maggiano a Lucca e di San Salvi a Firenze e libero docente di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri” di Firenze. Come studioso si interessò moltissimo ai temi della deportazione e dello sterminio nei campi nazisti, costituendo un importante archivio e scrivendo alcuni saggi. Nell’ambito delle sue ricerche sui campi di sterminio, Devoto sviluppò, in collaborazione con l’Associazione nazionale degli ex deportati politici nei campi nazisti (ANED), un progetto di intervista dei sopravvissuti toscani, che fu attuato tra il 1987 ed il 1988. Le sue ricerche, depositate presso la Biblioteca di Scienze sociali dell’Ateneo, sono state recuperate grazie al lavoro di inventariazione e studio svolto dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistroia e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia.