Firenze, sempre più morti sul lavoro

Il 2015 è stato un anno connotato da un triste primato in Italia, quello dell’aumento delle morti sul lavoro. L’INAIL ha emesso dei dati che purtroppo delineano un andamento sorprendente con un picco di aumento delle vittime nei primi 8 mesi dell’anno, circa 750, vale a dire 100 in più rispetto all’anno precedente. Il settore delle costruzioni è quello che ha registrato il più alto numero di morti bianche, seguito dall’attività manifatturiera e dal trasporto.

Un’inversione di tendenza rispetto al decennio precedente che desta una notevole preoccupazione, soprattutto se si considera il fatto che i dati dell’INAIL non comprendono i lavoratori che si avvalgono di altre assicurazioni, i lavoratori a partita IVA e tutto il fenomeno dell’economia sommersa che svolge un ruolo ancora molto importante nel campo dell’edilizia e dell’agricoltura.

La situazione attuale richiede degli interventi urgenti da un punto di vista legislativo e di controllo ma, allo stesso tempo, coloro che svolgono un lavoro a rischio possono tutelare la propria condizione con delle polizze assicurative specifiche per il tipo di rischio in cui si può incorrere. Si consiglia comunque di visionare le migliori assicurazioni sulla vita su siti specializzati in modo da poter scegliere la formula adatta alle proprie esigenze.

Un’indagine effettuata e diffusa dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering indica la Toscana come la regione con il più alto tasso di decessi sul lavoro. In base all’analisi dei casi di infortunio che si sono verificati in Italia nel 2015, la regione sale sul podio nazionale, probabilmente a causa del fatto che molte aziende si ostinano ancora a non adeguarsi agli standard di sicurezza obbligatori.
Sul piano dell’incidenza di mortalità la Toscana offre dati sconfortanti con un indice, circa il 50%, abbastanza superiore alla media nazionale che è di 39%.
Le vittime in Toscana sono state 59 e Firenze conta il numero più alto, seguita da Pisa e Lucca. L’età delle vittime è compresa tra i 50 e i 59 anni e la maggior parte di esse lavorava nel settore della manifattura.

Dati allarmanti che richiamano l’attenzione sulla necessità di attuare una strategia di interventi che agisca su più fronti. L’aumento delle spese per i controlli è uno dei primi passi da fare, soprattutto perché negli ultimi anni si sono verificati dei tagli che hanno avuto un impatto estremamente negativo sulla sicurezza del lavoro. D’altra parte sarebbe necessaria anche una semplificazione della legislazione in materia, per far sì che essa sia facilmente applicabile anche al contesto delle piccole imprese, che è quello più gravemente colpito dall’incidenza di infortuni e morti sul lavoro.

Un miglioramento della sicurezza sul lavoro è auspicabile per mettere fine a queste tragedie, tenendo anche conto dell’aspetto strategico della prevenzione. L’impiego di figure specializzate, professionisti dell’ambito della sicurezza che mettono in campo efficaci strumenti di controllo, potrebbe essere un altro efficace metodo per arginare questo triste fenomeno.