Sicurezza, Scalia (M5S): “cittadini esasperati, nessuna risposta dalle amministrazioni locali”

Sicurezza, Scalia (M5S): “cittadini esasperati, nessuna risposta dalle amministrazioni locali”
Renato Scalia, candidato per il MoVimento Cinque Stelle al collegio uninominale di Empoli, ha rilasciato delle dichiarazioni sul tema della sicurezza: “”Lo Stato deve garantire sicurezza e giustizia ai cittadini, attraverso più agenti, più mezzi, più risorse”.
“In questi giorni stiamo girando in lungo e in largo la Toscana per parlare di sicurezza e libertà. Non c’era bisogno di percorrere tutti questi chilometri per sapere che molti cittadini si sentono “abbandonati dallo Stato”. Abbiamo trovato solo conferme. Le ultime sabato pomeriggio a Casciano di Murlo (SI) e ieri sera nella frazione di Galleno a Fucecchio (FI). Territori privi di un presidio delle Forze di polizia, con zone completamente buie e prive di telecamere, dove imperversano bande criminali” così Renato Scalia, ex ispettore DIA e candidato M5S esperto di sicurezza, in un post facebook a margine dei due eventi.
“A Murlo i cittadini hanno raccontato dei continui furti nelle abitazioni, oppure delle “truffe” agli anziani. A Galleno, la situazione, probabilmente, è ancora peggiore. Oltre al problema furti, c’è una forte presenza di prostitute e, soprattutto, di bande di spacciatori che la fanno da padroni, senza alcun contrasto, anche nei boschi delle Cerbaie” prosegue Scalia nel suo post.
“I cittadini sono esasperati e non ricevono risposte neanche dalle amministrazioni locali – sottolinea Scalia – La prevenzione si fa anche riappropriandosi del territorio, illuminandolo e dotandolo di telecamere, non solo con la presenza delle divise. In tutti questi anni, però, gli abitanti delle due zone hanno ricevuto solo parole o azioni estemporanee che non hanno per nulla risolto il problema”.
“Lo Stato deve garantire sicurezza e giustizia ai cittadini, attraverso più agenti, più mezzi, più risorse. E’ lo Stato che deve difendere il cittadino e tenerlo al sicuro, non deve essere il cittadino a farsi giustizia da solo. Per far comprendere, però, cosa è stata la politica sulla sicurezza sino ad ora è necessario snocciolare alcuni dati” e il candidato M5S inizia l’elenco:”Dipartimento della Pubblica Sicurezza taglio complessivo di 800 milioni di euro nel 2015 e 1,7 miliardi di euro nel 2016. I tagli lineari subiti negli ultimi anni (dal 2008) ammontano ad oltre 4 miliardi di euro”.
“Dal 1999 ad oggi – prosegue Scalia – i partiti da centrodestra a centrosinistra hanno ridotto i ranghi delle Forze di Polizia di oltre 30mila unità e chiuso presidi di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza; solo in Toscana un distaccamento della Polizia Stradale a Portoferraio e due posti Polfer. Hanno ridotto persino gli autoveicoli, del 24% ai Carabinieri e di 10mila unità alla Polizia di Stato. E per quei mezzi rimasti i partiti hanno tagliato del 44% i fondi destinati all’acquisto carburante”.
“Mancano 7600 finanzieri, 5mila agenti di Polizia Finanziaria, 15 mila agenti di Polizia di Stato” rimarca Scalia.
“Gli uomini delle Forze di polizia, nonostante gli straordinari successi ottenuti contro il crimine organizzato e non, vivono con grande sofferenza questi anni di revisione della spesa. La stragrande maggioranza di loro sono inevitabilmente demotivati e arrabbiati dai tanti provvedimenti inconcepibili e restrittivi” sottolinea Scalia che aggiunge “Si può affermare, ad alta voce, che la loro specificità è stata calpestata oltremodo. Hanno anche incassato restrizioni economiche. Oltre al blocco degli aumenti stipendiali – il rinnovo del contratto è arrivato proprio in questi giorni, in prossimità delle elezioni – che forse potevano anche essere assorbiti, si sono aggiunte altre situazioni negative: blocco della previdenza complementare; blocco degli avanzamenti nel grado; blocco di alcune indennità come l’assegno di funzione (in 5 anni persi 6mila euro); accorpamento del contratto normo-economico triennale; rivisitazione del sistema pensionistico; il turn over (limiti di età degli operatori che raggiungono, oggi, una media di circa 48 anni per singolo operatore); la razionalizzazione degli uffici” segnala Scalia.
“Tutto ciò – precisa il candidato M5S – ha seriamente influito sullo stato d’animo dei lavoratori del settore. Anche molti di loro si sentono completamente “abbandonati dallo Stato”, che con una mano toglie quello che li spetta e con l’altra li spinge a dover fare ancora di più”.
“Nonostante ciò, gli uomini e le donne del comparto sicurezza continuano a compiere il loro dovere, stringendo i denti e tralasciando i loro problemi familiari, dedicando la propria vita in favore della sicurezza pubblica”.
“Dobbiamo invertire questa tendenza. Proprio per questo motivo il programma del Movimento 5 Stelle prevede l’assunzione di 10mila operatori, investendo in strutture, attrezzature e equipaggiamento delle Forze dell’ordine; la riorganizzazione delle Polizie locali affinché possano rappresentare una risorsa per il controllo del territorio e quindi rappresentino un ulteriore baluardo per garantire la Sicurezza Urbana, in sinergia con gli organi di polizia dello Stato, godendo delle stesse tutele e medesimi strumenti”.
“Il Movimento 5 Stelle vuole anche stabilire il principio di una giustizia effettivamente giusta, partendo anche dall’assunzione di nuovi 4.000 agenti di polizia penitenziaria, aprendo almeno due nuove strutture carcerarie, stoppando, una volta per tutte, amnistie, indulti e svuotacarceri” conclude Scalia..

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Di Giorgi (PD): “Sicurezza fatto troppo serio per lasciarlo mani Lega”

Di Giorgi (PD): “Sicurezza fatto troppo serio per lasciarlo mani Lega”

La vicepresidente del Senato, candidata alla Camera collegio uninominale Firenze Scandicci: “Ai proclami del centrodestra rispondiamo con azioni concrete, a partire dalle  assunzioni di forze dell’ordine e dall’impegno in Europa sul tema della gestione dei flussi migratori”

“La sicurezza dei cittadini  è al centro delle nostre politiche, sapendo che non si ottiene solo con il controllo del territorio e con la repressione, ma con politiche di ampio spettro che coinvolgano anche i rapporti con l’Europa, la scuola, l’educazione. Dal centrodestra e dalla Lega in particolare ascoltiamo sempre i soliti proclami che già hanno fallito in passato, quando loro erano al governo e  il Carroccio esprimeva addirittura il ministro degli Interni.  Del resto gli stessi immigrati regolari ci chiedono di fare di più su questo terreno, e quindi pretendere il rispetto delle regole e reprimere i reati non è razzismo ma la base della convivenza civile” lo dichiara la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi, candidata alla Camera collegio uninominale Firenze-Scandicci dopo la firma del Patto per la sicurezza siglato oggi tra il ministro dell’Interno  Marco Minniti e il sindaco di Firenze, Dario Nardella.
“Accogliamo con grande soddisfazione la notizia dei 13  equipaggi in più tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza per Firenze. Un impegno preso dal ministro Minniti che darà sin da subito risposte concrete alla città di Firenze.  Per il futuro il programma del PD parla chiaro: 10mila  assunzioni tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti penitenziari e vigili del fuoco ogni anno per aumentare la presenza capillare sul territorio e la percezione effettiva della sicurezza. Finanziare 50mila nuove videocamere per la sorveglianza su tutto il territorio nazionale”
“Sull’immigrazione -aggiunge Di Giorgi-  noi avevamo un’emergenza, che abbiamo risolto innanzitutto  salvando quante più vite fosse  possibile in mare e,   grazie soprattutto al lavoro  compiuto dal ministro Minniti,  intervenendo sui flussi per controllarli al meglio. Per il futuro  vogliamo innanzitutto  cambiare il principio scellerato del Trattato di Dublino firmato nel 2003 secondo cui la  gestione dell’immigrazione compete ai soli Stati di approdo, allo stesso tempo deve essere chiaro che  chi non aiuta gli altri Stati nella gestione dell’immigrazione deve rinunciare all’aiuto economico italiano nel Bilancio”, aggiunge Di Giorgi.
“Infine -conclude la vicepresidente del Senato- vogliamo che le  spese per cultura e sicurezza stiano fuori dalle regole fiscali europee e dai limiti del patto di stabilità, raddoppiare lo stanziamento per le periferie e le aree degradate per combattere il senso di insicurezza, ed anche   prevedere un servizio civile di un mese, perché la sicurezza è un fatto che riguarda tutti ed  è solo con l’educazione civica che si diventa pienamente cittadini”

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Si esce sicuri

Sicurezza stradale,ieri la seconda puntata dell’operazione “Si esce sicuri”
polizia municipale sicurezza stradale
Una novantina di agenti della Polizia Municipale e 17 postazioni in città: più di 2.500 veicoli controllati, 108 multe e 185 punti-patente decurtati

Oltre 100 multe per poco più 30mila euro di sanzioni, più di 2.500 veicoli controllati e oltre 410 quelli fermati, 185 punti-patente decurtati. È questo il resoconto dei controlli mirati alla sicurezza stradale effettuati stamani dalla Polizia Municipale. Si tratta della seconda puntata dell’operazione “Si esce sicuri” e fa seguito ai primi controlli del 15 dicembre.

Dalle 8 alle 12 una novantina tra agenti e ispettori sono stati impegnati in 17 postazioni in tutta la città cui si è aggiunta la pattuglia in borghese dei motociclisti. Oltre ai controlli di rito, sono state effettuate verifiche mirate con l’utilizzo di strumentazioni specifiche per la velocità (autovelox e telelaser), la guida in stato di ebbrezza (etilometro), mancata revisione/assicurazione (scout control) e rispetto del peso dei veicoli riportato sulla carta di circolazione (bascula). Complessivamente sono stati controllati 2.506 veicoli di cui 414 fermati fisicamente dagli agenti, il resto sono stati sottoposti a verifica con gli strumenti tipo scout control, autovelox e telelaser.

In dettaglio iniziando dalla velocità, con gli autovelox sono stati rilevate 22 violazioni (6 per il superamento entro i 10 chilometri, 16 tra i 10 e i 40 chilometri orari), con il telelaser sono state accertate e contestate 6 sanzioni (tutte per il superamento del limite tra 10 e 40 chilometri). Nel primo caso i conducenti dovranno pagare una multa di 41 euro, nel secondo la cifra sale a 169 euro ed è previsto anche il taglio di 3 punti sulla patente. Ancora 8 le sanzioni per la mancanza della copertura assicurativa (849 euro e sequestro del veicolo) e 3 le violazioni ad altrettanti mezzi trovati più “pesanti” rispetto al massimo previsto sulla carta di circolazione. Sono invece 32 le sanzioni per l’assenza della revisione: cinque di queste a veicoli che avevano saltato più di una volta l’ispezione statale. Rientra in questi controlli anche il caso di un bus del trasporto extraurbano sulla tratta Firenze-Siena. Quando gli agenti lo hanno fermato il conducente ha mostrato la carta di circolazione da cui si evinceva la mancanza della revisione statale, scaduta il 31 dicembre scorso. Questi ha però spiegato che la Motorizzazione civile aveva concesso una proroga fino al 31 gennaio 2018 che però non è stato in grado di mostrare. Ma visto che gli agenti prima di dare il via libera al mezzo volevano la prova che tutto fosse in regola, il conducente per evitare ulteriori disagi ai passeggeri ha fatto arrivare un altro pullman con cui gli utenti hanno potuto terminare il viaggio.

È stato invece denunciato il cittadino peruviano che è stato fermato dagli agenti in via Pistoiese: l’uomo è stato trovato senza patente e visto che si tratta della seconda volta negli ultimi due anni per lui è scattata la notizia di reato.

Tra le sanzioni elevate dalla pattuglia dei motociclisti quelle a cinque veicoli che, in zona piazza d’Azeglio, sono entrati in controsenso per evitare la porta telematica. I conducenti, oltre alla multa da 163 euro, avranno anche la decurtazione di 4 punti sulla patente.

Chiamata alle arti

Terrorismo, Firenze lo combatte con la cultura, 52 idee di barriere per unire sicurezza e bellezza
In mostra le proposte arrivate per ‘Chiamata alle arti’. Nasce asse Firenze-Parigi

Sedute di ogni dimensione e forma, comprese alcune molto curiose come una bocca rossa (e non a caso il progetto si chiama ‘Bacio’), vasi e fioriere con fiori e alberi, soluzioni psichedeliche con luci e colori: i 52 progetti arrivati al Comune di Firenze per la Chiamata alle Arti – #Florencecalling, l’avviso pubblico lanciato in estate per trasformare in arredo urbano le barriere antisfondamento in città, posizionate dopo i recenti attacchi in Spagna d’intesa con il Comitato per l’ordine e la sicurezza, sono stati oggi esposti nel refettorio del complesso di Santa Maria Novella. Cultura contro terrore, questo il leitmotiv della giornata e del progetto dell’amministrazione. L’esposizione si è svolta alla presenza del sindaco, dell’architetto Stefano Boeri che ha lanciato l’idea delle barriere artistiche, e dall’assessore all’urbanistica e architettura di Parigi Jean Louis Missika. La presenza di Missika, in particolare, vuole sottolineare la nascita di un asse Firenze-Parigi sui temi della difesa delle città, dato che Missika è uno degli esponenti politici più attivi e attenti al nodo tra urbanistica e tutela della sicurezza. La Chiamata alle Arti e la mostra evidenziano inoltre che Firenze è una città che si confronta in maniera aperta con il mondo dei creativi e dei progettisti e che è sempre disponibile a valutare ed accogliere nuove proposte, mantenendo titolarità e copyright agli autori, innescando nel contempo un dibattito propositivo e utile al futuro posizionamento delle barriere artistiche antisfondamento, e fornendo suggerimenti utili ad altre città. Fu il sindaco, condividendo l’idea lanciata dall’architetto Stefano Boeri, a suggerire la necessità di una città che abbinasse sicurezza con bellezza e cultura. A settembre è stata quindi lanciata una consultazione di idee dal titolo #florencecalling, ovvero una ‘Chiamata alle arti’ per trovare soluzioni innovative in grado di selezionare dispositivi di protezione della città capaci di essere elementi di sicurezza ma anche di arredo urbano. L’obiettivo era quindi quello di avere protezioni di difesa passiva in grado di non compromettere con un’invasione di barriere in cemento, ma anzi di migliorare la qualità estetica e urbana degli spazi pubblici del centro storico di Firenze. In totale sono arrivate 52 proposte, molte da Firenze ma anche da altre città d’Italia, da nord a sud e alcune dall’estero. Molti dei proponenti sono architetti, singoli o associati, ma ci sono anche ingegneri, agronomi, garden e interior designer, studenti. Fioriere a sedute sono i temi dominanti: tra i vari progetti ci sono fioriere a forma di simbolo della pace, panchine che si richiudono a libro e scompaiono (in modo da garantire flessibilità di utilizzo), sedute come massi lucidi o ‘panettoni’ luminosi, persino delle barriere a forma di tartaruga oppure sedute a forma di uova colorate.

Rivoluzione della luce

Via alla “rivoluzione della luce”: con i fondi PONmetro arrivano 30.000 nuovi led
Quattro obiettivi: più sicurezza, più smart city, meno consumi, meno emissioni di CO2.
Tra le novità, il mantenimento dell’accensione di tutte le luci per tutta la notte, con lo stop
allo spegnimento di circa il 30% dei lampioni alle 23.15

Partono da oggi gli interventi di sostituzione dei vecchi corpi illuminanti a vapori di sodio e di mercurio con le nuove 30.000 luci a led. La “rivoluzione della luce” coinvolgerà l’intera città fino ad agosto: 1.572 strade, piazze e giardini di tutti e cinque i quartieri saranno interessati dalle sostituzioni (324 nel Q1, 356 nel Q2, 191 nel Q3, 280 nel Q4 e 421 nel Q5). Prosegue così l’operazione di modernizzazione ed efficientamento elettrico degli asset cittadini, iniziata a gennaio 2017 con l’installazione di luci a led su tutti i 3.682 semafori di Firenze, che ha già ridotto di 160mila euro la relativa bolletta elettrica dei fiorentini, passando da 240mila euro/anno a 80mila euro/anno per l’energia dei semafori. Il progetto, quasi interamente finanziato con fondi comunitari PONmetro, è stato messo a punto da Comune di Firenze e SILFIspa. Tante le novità in arrivo rispetto all’illuminazione esistente, con quattro obiettivi principali: più sicurezza, più smart city, meno consumi, meno emissioni di CO2. Per quanto riguarda la sicurezza, il passaggio dalla luce gialla/arancione (le vecchie lampade al sodio e e mercurio) alla luce bianca del led, ad alta resa cromatica, migliorerà la percezione notturna dei colori e la visibilità notturna, a netto vantaggio della sicurezza stradale, aumentando la possibilità, per chi guida e si sposta di notte, di distinguere meglio gli ostacoli. Maggior sicurezza verrà garantita anche dal mantenimento dell’accensione di tutte le luci per tutta la notte: stop allo spegnimento di circa il 30% dei lampioni alle 23.15, come avviene attualmente per ridurre i consumi energetici. Con i nuovi led Firenze diventerà poi ancor più una smart city, con l’implementazione di soluzioni e tecnologie “smart”: nuovi strumenti per il monitoraggio ambientale o acustico della città e possibili nuovi servizi ai cittadini (wifi, sicurezza, ecc.) si potranno installare grazie ai “socket” (punti di connessione elettrica) presenti su ogni corpo illuminante. Meno consumi grazie alla riduzione prevista da 5,2 milioni a 3 milioni della bolletta elettrica cittadina (-40% di spesa, a parità di luce emessa): questo permetterà al Comune di Firenze e a SILFIspa di rientrare dall’investimento in poco più di tre anni. Ed è prevista anche la riduzione dei costi di manutenzione e del numero dei guasti, data l’alta affidabilità dei nuovi corpi illuminanti a led. E ancora, tra gli obiettivi quello di una minore emissione di CO2 nell’ambiente: il minor fabbisogno energetico consentirà una consistente riduzione delle emissioni di CO2, coerentemente con gli impegni presi dal Comune di Firenze nel Patto dei Sindaci (-20% di CO2 entro il 2020). Sarà poi ridotto anche l’inquinamento luminoso dato dalla dispersione della luce emessa direttamente verso l’alto. L’installazione della nuova illuminazione a led in città sarà curata strada per strada, in relazione ai diversi fabbisogni luminosi e alle particolarità di ogni luogo. I nuovi corpi illuminanti a led sono conformi alla normativa RoHS, non contengono materiali dannosi per l’ambiente e, dal punto di vista della tutela della salute dei cittadini, non provocano alcuna emissione di raggi UV e IR.