Bonafè, Pd toscano è il più forte in Italia

Bonafè, Pd toscano è il più forte in Italia

Firenze, “Tre settimane fa abbiamo migliorato il risultato delle elezioni europee, siamo il Pd più forte in Italia e la Lega non è più a pochi punti da noi: questa volta l’abbiamo distanziata di 13 punti”. Lo ha detto la segretaria del Pd toscano Simona Bonafè nella sua relazione introduttiva alla direzione regionale del Partito democratico della Toscana, svoltasi oggi via web.

“Quello delle regionali per il Partito Democratico é stato un risultato straordinario – ha detto sempre Bonafé -. La Toscana era davvero una regione contendibile. Ce lo dicevano i risultati delle elezioni europee, in cui la coalizione di centrosinistra risultava in svantaggio rispetto al centrodestra. Ma abbiamo scelto il candidato, unitariamente, con largo anticipo sul voto, messo in campo liste competitive, fatto proposte concrete e ribadito i nostri valori autenticamente europeisti e antifascisti. Abbiamo avuto nei territori dirigenti e militanti che si sono mobilitati ogni giorno”.

“Ci sono comuni governati dal centrodestra dove il Pd riporta ottimi risultati cosicché il centrosinistra oggi é tornato maggioranza, come Piombino, Siena, Pistoia e Pisa. Adesso é il momento di mettere in pratica il programma di governo ed elaborare misure di rilancio contro la crisi causata dal Covid, indispensabili nel momento in cui terminano le misure emergenziali messe in campo nell’immediato. Per fare questo le risorse europee sono indispensabili, quelle già decise e anche il Mes, della cui necessità resto fermamente convinta”.

“Con le amministrative – ha aggiunto Bonafé -, abbiamo vinto Cascina, finora simbolo del leghismo in Toscana, e siamo tornati forza di governo a Viareggio. Peccato per Arezzo dove sapevamo difficile la vittoria e dobbiamo ringraziare Luciano Ralli per aver provato a riportare il centrosinistra alla guida del Comune”.

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Regionali, Bonafè: “Dati molto positivi per Giani e PD”

Regionali, Bonafè: “Dati molto positivi per Giani e PD”

Simona Bonafè, segretario regionale Pd è arrivata al comitato elettorale del candidato del centrosinistra Eugenio Giani e ha commentato i risultati delle prime sezioni scrutinate.

“Abbiamo i primi dati, sono solo alcune sezioni, e andranno confermati, però sono dati molto positivi per il nostro candidato Eugenio Giani e molto positivi anche per il Partito democratico che dalle prime proiezioni dovrebbe confermarsi primo partito di questa regione con oltre il 30%, lo stesso dato che prese alle elezioni europee dello scorso anno quando però avevamo Italia Viva, Azione, una parte di Leu”.

“Un risultato molto importante per noi – ha aggiunto Bonafè -, siamo soddisfatti e contenti, era un’elezione complicata e, come avete detto, contendibile, quindi il risultato ci fa molto contenti e felici”.

“E’ chiaro che si è fermato Salvini, i toscani non hanno creduto alla propaganda di Salvini, non hanno creduto nemmeno ai falsi toni moderati di Susanna Ceccardi, che si è presentata in campagna elettorale con toni più concilianti.”

“E’ evidente – ha aggiunto ancora Bonafè – che i toscani hanno premiato un modello toscano conosciuto in tutto il mondo, che a livello sanitario ha saputo reggere meglio di altri la crisi del coronavirus. I toscani non si sono fatti abbindolare dalle false promesse di cambiamento del centrodestra che peraltro ha fatto una partita tutta nazionale”.

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Nardella, popolo democratico farà vincere Giani

Nardella, popolo democratico farà vincere Giani

“Il popolo democratico toscano sarà talmente tenace e appassionato da vincere nella difesa dei valori che abbiamo costruito con sacrificio in questi 50 anni” ha detto il sindaco di Firenze intervenendo in p.zza SS. Annunziata per la chiusura della campagna elettorale di Eugenio Giani . ASCOLTA LA DIRETTA DI RAFFAELE PALUMBO

“Il desiderio del centrodestra è distruggere quanto costruito finora. Non siamo sorpresi di questa aggressività e risponderemo con grande forza, pacata e tranquilla. Il popolo democratico toscano sarà talmente tenace e appassionato da vincere nella difesa dei valori che abbiamo costruito con sacrificio in questi 50 anni. Chi vuole venire qui a distruggere la Toscana troverà una straordinaria forza democratica che farà vincere Eugenio Giani”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella a margine del comizio finale del candidato del centrosinistra Eugenio Giani nel capoluogo toscano

“Questo aleggiare di Salvini in Toscana non è senza interessi e credo che se vincesse la destra gli interessi della sanità privata incomberebbero sulla Toscana. Anche sui rifiuti. Quando Ceccardi dice che vuole un inceneritore in ogni provincia fa l’interesse dei milanesi che vogliono venire a occupare la Toscana”ha detto il presidente uscente della Toscana Enrico Rossi

“Aspettiamo il resoconto delle urne ma con ottimismo. Siamo ottimisti, perché crediamo che i cittadini abbiano ben capito quale sia la posta in gioco. Da una parte chi vuole migliorare questo modello, dall’altra chi vuole semplicemente, soprattutto per la sanità, modelli diversi” ha dichiarato infine la segretaria  del Pd toscano Simona Bonafè

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Regionali: Bonaccini, “sondaggi non contano, in Toscana bisogna vincere”

Regionali: Bonaccini, “sondaggi non contano, in Toscana bisogna vincere”

“In Toscana bisogna vincere, i sondaggi mi davano sconfitto, per tutti in Italia io perdevo, ho vinto di otto punti. Quindi io non guarderei i sondaggi, è l’ultima cosa che interessa. Proverei a fare una campagna casa per casa, piazza per piazza, città per città, una proposta per la Toscana”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, a margine della presentazione del suo libro ‘La destra si può battere” alla festa del Pd a Firenze. Presenti anche il candidato presidente della Regione per il centrosinistra Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il segretario del Pd toscano Simona Bonafè.

“Ogni partita ha una storia a se’, quello che a noi è sembrato determinante sono tre aspetti: il buon governo e quindi un progetto per l’Emilia Romagna, facendo riflettere ai cittadini che si votava per l’Emilia Romagna. Secondo, un progetto per qualcosa e mai contro qualcuno, e terzo, un’alleanza civica molto larga e non subalterna a nessuno. E poi tornare nelle strade e nelle piazze”.
Vuol fare il nuovo segretario del Pd? “No, io faccio il presidente della Regione, e il presidente della conferenza delle Regioni. Di cose da fare ne ho già abbastanza”. Così il presidente dell’Emilia Romagna. “Zingaretti è un mio grandissimo amico – ha aggiunto -, ci conosciamo da 30 anni. Non mi accontento però di un Pd al 20-22%. I 5stelle come fanno a vincere da soli? Ma con regionali così strategiche provi a fare l’alleanza a un mese dal voto? Il tema andava posto mesi fa mettendo in dubbio anche il governo del paese se ritieni che è strategico. Ritengo giusto proporre ai 5stelle se stanno da una parte o dall’altra”.
“Il referendum rischia di avere una valenza ben superiore a quella che ha. E’ una piccola riforma. Io voto Sì perché nei partiti in cui ho militato da 30 anni diciamo di ridurre i parlamentari. E secondo me l’antipolitica non si gonfia perché vuoi ridurre il numero di rappresentanti in Parlamento, ma se non fai quello che prometti. Noi erano 30 anni che lo dicevamo e non lo abbiamo fatto lasciando la bandiera in mano a qualcun altro”. Lo ha detto  Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, sempre a margine della presentazione. “In se la riforma così serve a poco – ha aggiunto Bonaccini -, comprendo diverse ragioni di chi dice no, ma se vince il Sì sei costretto a cambiare la legge elettorale e allora riparte il treno delle riforme. Io tenderei a ridurre il peso di un referendum che il giorno dopo cambia il mondo e cambia l’Italia”.
LE DICHIARAZIONI DI BONACCINI RACCOLTE DA DOMENICO GUARINO

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Ceccardi a Liberazione Firenze, è polemica.

Ceccardi a Liberazione Firenze, è polemica.

“L’antifascismo è un valore” dichiara la candidata del centrodestra. Bonafè e Rossi: spot elettorale

“Era molto più difficile essere antifascisti nel 1944 dove si rischiava la vita: non ha senso usare l’antifascismo come slogan elettorale e propagandistico,però è un valore in cui tutti si devono riconoscere”. Lo ha affermato Susanna Ceccardi, eurodeputata leghista e candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana, parlando a margine delle celebrazioni della Liberazione di Firenze a cui
ha preso parte.
“E’ una festa – ha spiegato – una celebrazione che deve unire tutti gli schieramenti politici, e d’altronde tutti gli schieramenti concorrono alla vita politica, secondo la nostra Costituzione repubblicana, rispettando tutti i valori
democratici dati anche dalla Liberazione”.
Ai giornalisti che le chiedevano se la sua presenza alle celebrazioni della Liberazione chiudesse la polemica delle scorse settimane, nata dalle sue dichiarazioni sull’antifascismo, Ceccardi ha sottolineato che “la polemica non
l’ho aperta io, l’ha aperta qualcun’altro strumentalmente, e mi auguro veramente che non si faccia più polemica su un tema di questo tipo”.

“Sono bastate poche settimane di campagna elettorale alla Ceccardi per cambiare radicalmente posizione dopo le sue dichiarazioni inaccettabili sull’antifascismo. Speriamo soltanto che, anche se con grave ritardo, abbia davvero capito quanto questi valori siano importanti e radicati in Toscana e ci auguriamo che la sua non sia soltanto un’ipocrita ‘conversione’ elettorale”. Così Simona Bonafé, segretaria del Pd toscano, dopo le parole odierne sull’antifascismo della candidata del centrodestra a presidente della Regione Susanna Ceccardi.

“La candidata presidente leghista Ceccardi, già sindaca di Cascina (Pisa) e, senza concludere il mandato, ora parlamentare europea, pronta a ritornare a Bruxelles dopo che avrà perso le elezioni regionali, oggi ha partecipato alla manifestazione per la celebrazione della liberazione di Firenze. Io non credo ad una sua rapida conversione. Lo ha fatto solo per motivi elettorali”. Lo scrive su facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commentando le parole di Ceccardi. “Aveva già dichiarato che ‘non ha senso definirsi antifascisti’ e aveva celebrato il 25 aprile a Cascina chiamando nelle piazze figuranti vestiti da nazifascisti – aggiunge Rossi -. Si era già definita ‘né fascista, né antifascista’. No grazie Susanna banderuola tra fascismo e antifascismo. I Toscani non si lasciano turlupinare da te, vogliono un presidente antifascista. Giani lo è”.

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