Operaio morto in cava, Cisl Toscana, serve tavolo sicurezza

Operaio morto in cava, Cisl Toscana, serve tavolo sicurezza

Sciopero di otto ore del settore lapideo nelle province di Lucca e Massa Carrara, proclamato dopo l’incidente mortale verificatosi ieri in una cava sul monte Corchia, nel comune di Stazzema (Lucca)

Aprire urgentemente un tavolo regionale sulla sicurezza sul lavoro, perché fermare la strage sul lavoro si può e si deve”. E’ la richiesta che il segretario generale aggiunto Cisl Toscana, Ciro Recce, rivolge alla Regione, nel giorno dello sciopero di otto ore del settore lapideo nelle province di Lucca e Massa Carrara, proclamato dopo l’incidente mortale verificatosi ieri in una cava sul monte Corchia, nel comune di Stazzema (Lucca).

La Cisl, insieme alla Filca (la categoria dei lavoratori edili), spiega una nota, rilancia le proposte avanzate da tempo per il settore lapideo: ‘patente a punti’ per le imprese virtuose, formazione per i lavoratori, giro di vite sul rispetto delle misure di sicurezza, creazione di una filiera del marmo, pensione anticipata per gli addetti del settore.

“Negli ultimi anni nelle cave tra le due province è una strage – dice Simona Riccio, segretaria Filca-Cisl Toscana -. Uno dei problemi è sicuramente rappresentato dall’invecchiamento della forza lavoro (l’età media dei lavoratori è sopra i 50 anni), unita alla presenza di macchinari sempre più veloci: le nostre richieste mirano a permettere l’anticipo pensionistico per i lavoratori più anziani, consentendo così l’ingresso di giovani”. Per Riccio, “la ‘patente a punti’, inoltre, escluderebbe dal mercato le realtà nelle quali si verificano più incidenti. Chiediamo inoltre alle istituzioni preposte una verifica attenta e puntuale del rispetto della sicurezza sui luoghi di lavoro, e riteniamo che siano necessarie la formazione continua per i lavoratori, la presenza di responsabili della produzione e della sicurezza per ogni cava e non solo di bacino, la valutazione caso per caso del rilascio o della proroga delle concessioni”. Infine “ci vogliono garanzie che le lavorazioni del marmo in filiera siano operate nel distretto locale”.

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Prato, incidente sul lavoro: morto operaio

Prato, incidente sul lavoro: morto operaio

Un operaio di 53 anni è morto mentre stava facendo un sopralluogo per lavori da realizzare sul tetto di un capannone a Prato, in via Pieraccioli, nella zona di Galciana. Il lucernario ha ceduto improvvisamente causando la morte dell’uomo dopo un volo di 5 metri. “Su sicurezza e regolarità purtroppo la crisi ci ha riportato indietro di 10 anni”, così commenta Enrico Menici, della Filca-Cisl Toscana di Prato.

A nulla è servito il tentativo di rianimazione del personale sanitario del 118. Sul posto sono intervenuti anche carabinieri e tecnici del Dipartimento di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Ausl Toscana Centro. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire la dinamica esatta della morte dell’uomo. Intervenuto anche il magistrato di turno Laura Canovai della procura.
“Sui capannoni ci sono di percorsi su cui bisogna stare per evitare lo sfondamento del tetto, bisogna avere una cintura anticaduta ed averla allacciata alla ‘linea vita’ che dev’esserci sul tetto: se queste regole fossero state rispettate questo lavoratore non sarebbe precipitato”, ha aggiunto Menici. “Chiediamo con forza alla Asl, alla Regione e a tutti gli organi preposti di impegnarsi in modo più stringente sui controlli. E non bastano i controlli documentali – continua -, bisogna fare più verifiche ‘a vista’, andare sui cantieri di persona. Perché purtroppo, ed anche questa è una conseguenza della crisi, non di rado anche le certificazioni sull’effettuazione dei corsi sulla sicurezza sono fasulle. E così tutto diventa inutile”.
Simona Riccio, segretaria generale di Filca-Cisl Toscana, commenta: “Occorre intensificare l’azione di prevenzione per tale rischio fare maggiore formazione, ma anche una più incisiva repressione per chi non mette in pratica le misure di sicurezza e per coloro che non rispettano i contratti di lavoro”. “Come Filca-Cisl lo ripetiamo da anni che nel nostro settore è necessario introdurre la ‘patente a punti’, un sistema premiale per le imprese virtuose ma che nello stesso tempo introduca sanzioni per chi non rispetta le regole sulla sicurezza. È prioritario intervenire in maniera risoluta per affermare la sicurezza nei luoghi di lavoro, passando dagli annunci ai fatti”, ha concluso Riccio.

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