GKN Firenze chiude, licenziamento collettivo per 422

GKN Firenze chiude, licenziamento collettivo per 422

Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, la GKN chiude il proprio stabilimento ed ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i propri 422 dipendenti. Lo rende noto Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze e Prato, secondo cui la multinazionale che produce componenti per l’automotive si assume “la responsabilità di un enorme danno sociale” ed economico, “con conseguenze nefaste per tutto l’indotto”.

“E’ una scelta che era già nell’aria, da quando, dal 2018, la GKN fu acquistata da un fondo di investimento finanziario, la Melrose Industries. A dispetto del nome, la Melrose non si occupa di industrie, bensì di titoli finanziari -si legge in un un comunicato di Potere al Popolo – I suoi dirigenti non avrebbero nessuna competenza né alcuna volontà di occuparsi di come si produce un semiasse e come si piazza sul mercato. Il loro unico scopo sarebbe dunque far guadagnare gli investitori che hanno comprato quote rilevanti dei titoli GKN. Per far incrementare il rendimento di un titolo bisogna abbattere i costi reali di produzione, e da che mondo è mondo c’è un solo modo per farlo in tempi rapidi: tagliare il costo del lavoro”.

Già un anno fa, nel 2020 e in piena pandemia, a Birmingham (UK), l’azienda licenziava 185 lavoratori su 600, senza accedere agli ammortizzatori sociali di cui pure avrebbe potuto fare uso vista la crisi pandemica. Non lo ha fatto e proverà a non farlo per un semplice motivo: per far salire il rendimento del titolo finanziario occorre licenziare una quota di operai prima di rivendere il titolo.

“Ennesimo episodio gravissimo sul nostro territorio, le istituzioni e la politica diano il massimo sostegno a ogni lotta che lavoratori e lavoratrici vorranno portare avanti – è invece il commento congiunto di: Lorenzo Ballerini, Campi a Sinistra (Comune di Campi Bisenzio), Dmitrij Palagi, Antonella Bundu, Sinistra Progetto Comune (Comune di Firenze) – Un’azienda storica e importante del territorio metropolitano ha mandato una mail a fine settimana, a più di 420 persone, per comunicare la chiusura dal lunedì successivo: queste è lo stile con cui governano l’economia le realtà private che poi alla politica e alle istituzioni chiedono sgravi e aiuti”.

“La notizia arriva improvvisa, in un modo che rende grave una decisione inaccettabile, lesiva di qualsiasi principio di dignità delle persone, a cui tutte e tutti dobbiamo rispondere in modo immediato, sostenendo ogni forma di lotta e mobilitazione che verrà messa in campo. Non serviranno a nulla le note stampa e le dichiarazioni di intenti, se non ci sarà una pratica concreta che da oggi faccia di tutto per portare solidarietà e forza alla mobilitazione che i lavoratori e le lavoratrici sapranno mettere in campo”.

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Presidio per sospendere i brevetti sui vaccini

Presidio per sospendere i brevetti sui vaccini

Firenze, si è tenuto martedì un presidio di fronte all’ospedale di Santa Maria Nuova, per sostenere la mobilitazione internazionale che chiede la la sospensione dei brevetti per permettere una produzione di massa dei vaccini.

“A Santa Maria Nuova con la ‘Società della Cura’ – hanno dichiarato Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune, tra gli organizzatori del presidio – In Comune depositata una risoluzione per sostenere la campagna internazionale a favore della salute pubblica e del principio di equità”.

“Come già annunciato, oggi eravamo di fronte a Santa Maria Nuova per sostenere la mobilitazione internazionale lanciata per chiedere di sospendere i brevetti per permettere una produzione di massa dei vaccini. Si tratta di una questione urgente: in questi giorni stiamo vivendo l’errata contrapposizione tra situazioni di necessità. Categorie lavorative e fragilità sociali rischiano di essere messe le une contro le altre. Si tratta di una situazione inaccettabile”.

“Abbiamo bisogno di soluzioni pubbliche che compensino le mancanze dei privati e superino il modello fallimentare seguito fino a oggi. Chiederemo formalmente al Comune di Firenze di prendere posizione, come hanno fatto Sudafrica e India all’interno del WTO in questi due giorni”.

“C’è un’intera parte di mondo che a oggi è esclusa persino dalle scarse dosi che abbiamo a disposizione come Unione Europea. Non porsi il problema adesso vuol dire condannarsi a un futuro di disuguaglianze feroci e lesive della dignità umana”.

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Stanzina Bambini, Quartiere 1 “dobbiamo rispettare legge ma volontà comune è riapertura”

Stanzina Bambini, Quartiere 1 “dobbiamo rispettare legge ma volontà comune è riapertura”

Pochi giorni dopo la partecipata Epifania Popolare promossa dal Laboratorio Diladdarno che si è tenuta presso la  Stanzina dei bambini nell’Oltrarno fiorentino, l’amministrazione comunale ha chiuso di nuovo la struttura cambiando la serratura. Lo spazio con annessa area esterna è inutilizzata da tre anni per lavori di adeguamento e  conseguenti certificazioni tecniche di idoneità.

Il Laboratorio cittadino in un comunicato stampa critica l’azione dell’amministrazione comunale e rivendica la fruizione pubblica di uno luogo storico per l’infanzia in Oltrarno. ‘Se ciò che manca è solo un foglio d’autorizzazione perché non viene firmato?” si domanda. “Sfondare lucchetti, ricambiare le serrature, richiudere la stanzina. Le motivazioni per questo gesto sono state contraddittorie, come contraddittorie sono le dichiarazioni da anni nei confronti di quella stanza. Da tre anni questo spazio è chiuso per dei lavori di messa a norma in cui sono già stati spesi quasi 30000 euro e ancora mancano le autorizzazioni necessarie. Se il Pd ci tiene tanto ad aprirla, perchè la richiude?”

In merito sono intervenuti anche i consiglieri di Sinistra Progetto Comune, Antonella Bundu, Dmitrij Palagi, “Aveva chiesto di sostenere l’associazionismo e la cittadinanza. Un cancello chiuso è la risposta. Complimenti e vergogna. Quasi la partecipazione con bambine e bambini alla socialità del territorio fosse un crimine. Adesso chiederemo non solo cosa è successo in questi anni ma perché Comune e Quartiere hanno scelto di chiudere tutto, coinvolgendo anche la Municipale in questo sgombero.”

Sulla vicenda risponde ai microfoni di Chiara Brilli il presidente del Q1 Maurizio Sguanci.

“Il quartiere sarà il primo a gioire nel momento in cui sarà riaperta. Se fosse bastata la volontà politica noi avremmo riaperto nell’ottobre 2018 quando finirono i lavori ma servono gli avvalli tecnici. Le regole valgono per tutti, dobbiamo seguire l’iter consentito anche se la finalità della riapertura ci accomuna a chi l’ha occupata. Deve tornare alla comunità però non con atti impropri”.

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Presidio a Firenze in solidarietà di Nicoletta Dosio

Presidio a Firenze in solidarietà di Nicoletta Dosio

Sinistra Progetto Comune aderisce al presidio che si terrà oggi di fronte alla Prefettura di Firenze, alle ore 15.30, indetto a seguito dell’arresto di Nicoletta Dosio.

Il comune di Firenze, con un comunicao stampa, riporta le dichiarazioni di Bundu e Palagi: “Una donna, insegnante di greco e latino, di 73 anni, che ha avuto il coraggio di non chiedere misure alternative al carcere, di fronte al “reato” di avere delle opinioni. Una posizione politica, la sua contrarietà alla TAV in Val di Susa, condivisa da un intero territorio.

Tra Natale e Capodanno si consuma un episodio di indecenza politica. Una manifestazione pacifica viene criminalizzata e in nome del profitto (presunto) legato a una “grande opera” si cerca di svilire una persona per le sue convinzioni, che guardano alla tutela dell’ambiente e alla solidarietà dal basso.

Nonostante il periodo di festività, il Paese non rimarrà in silenzio. La manifestazione di Firenze è solo uno degli appuntamenti sparsi in tutta Italia. Se il Sindaco di Napoli esprime la sua vicinanza alla compagna Dosio, il gruppo consiliare della Sinistra di Palazzo Vecchio dà appuntamento a tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e la Costituzione di fronte alla Prefettura di Firenze.

Ci dichiariamo complici di Nicoletta, come di tutte le compagne e i compagni chiamati a pagare per il loro coraggio”.

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Siria: sabato 19 ottobre corteo regionale “Giù le mani dal Rojava”

Siria: sabato 19 ottobre corteo regionale “Giù le mani dal Rojava”

Sabato 19 ottobre il corteo regionale “Giù le mani dal Rojava” partirà da Piazza Santa Maria Novella (ore 15). La volontà è quella di denunciare gli interessi economici e finanziari italiani, la passività e complicità delle amministrazioni rispetto alla situazione kurda. “La Regione Toscana e il Comune di Firenze si sono schierate contro la guerra illegittima scatenata da Erdogan ai danni della resistenza kurda”, hanno detto i consiglieri Antonella Bundu e Dmitrij Palagi (SPC).

Presenti alla conferenza Erdal Karabey (portavoce della comunità kurda in Toscana), Alessandro Orsetti (padre di Lorenzo Orsetti), Cecilia Soldino (attivista solidale appena rientrata dalla Siria) e Dmitrij Palagi (Consigliere comunale Sinistra Progetto Comune). Il corteo avrà ad oggetto l’opposizione alla guerra, contro l’aggressione turca in Rojava e Siria del Nord, per la liberazione del presidente Ocalan e degli 11.000 prigionieri politici in Turchia, per ritiro del Pkk dalla lista antiterrorismo UE. La manifestazione passerà sotto le finestre di Regione, Prefettura e Comune.

Da oltre una settimana la Turchia ha dispiegato le proprie forze attaccando il Rojava e l’esperienza di autogoverno della Siria del Nord. “Le responsabilità politiche e militari vanno cercate sia nel regime turco che nelle politiche imperialiste delle potenze regionali. Il rischio è quello di scatenare ancora una volta pericolosi scenari di guerra, generare nuove migrazioni di profughi in fuga e continuare a mantenere tutto il Medio Oriente in situazione di conflitto permanente”, sono le parole degli organizzatori del corteo regionale.

La denuncia è anche nei confronti delle timide prese di posizione italiane: “Nessuna reale intenzione di rinunciare alle relazioni con un partner economico importante come la Turchia, fra i principali acquirenti degli armamenti “made in Italy” prodotti da Leonardo-Finmeccanica, per conto dello Stato italiano anche nello stabilimento di Campi Bisenzio. Nessuna intenzione di rinunciare agli affari finanziari per banche come Unicredit e Intesa San Paolo. Nessuna intenzione di rinunciare alle commesse turche per Impregilo, Alenia e Beretta spa. E attraverso la missione NATO Active Fence dispiega militari italiani a protezione dello spazio aereo degli aggressori turchi”, si legge nel comunicato.

La guerra ha attaccato la popolazione civile in maniera diretta, mirata. Fin dal primo giorno sono stati colpiti obiettivi civili. Sono state bombardate le strutture ospedaliere, così come le ambulanze che tentavano di avvicinarsi alle zone di guerra. Il Governo italiano ha delle responsabilità e potrebbe attivare delle soluzioni per fermare la guerra, per questo domani saremo in piazza, per fare richieste chiare ad un Governo che ha ancora enormi relazioni commerciali e militari con la Turchia”. Lo ha detto Cecilia Soldino, attivista fiorentina appena rientrata dalla Siria.

“Aiutare il popolo curdo è un discorso di cuore e di testa. L’Europa non sta facendo niente, sta alla gente far sentire la propria voce”, sono le parole di Alessandro Orsetti. “Salutiamo tutti i nostri guerrieri – ha detto Erdal Karabey, presidente dell’associazione culturale Kurdistan in Toscana – che combattono contro l’occupazione in Turchia. Noi andiamo avanti a combattere, ma dobbiamo anche prendere decisioni. Il Parlamento deve prendere decisioni, serve solidarietà per fermare questa guerra, questi crimini”.

In tutta la Toscana e a Firenze ci sono infatti molteplici iniziative tra cui il Presidio promosso dai sostenitori di Friday For Future di Venerdì 18 alle ore 15.30 sotto la Leonardo a Campi Bisenzio. La denuncia riguarda il legame profondo tra guerra ed inquinamento ambientale.

Le parole di Dmitrij Palagi, Alessandro Orsetti e Cecilia Soldino ai microfoni di Controradio a cura di Gimmy Tranquillo.

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