Siria: attacco Usa, Franca e Gb. Appello Onu, “Serve moderazione”

Siria: attacco Usa, Franca e Gb. Appello Onu, “Serve moderazione”

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia hanno lanciato più di 100 missili da crociera e aria-terra su obiettivi militari e civili in Siria. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un appello “alla moderazione e alla responsabilità” definendo la situazione venutasi a creare con l’attacco in Siria “molto pericolosa”. “Bisogna evitare azioni che possano provocare un’escalation e peggiorare le
sofferenze della popolazione siriana”, ha affermato il leader del Palazzo di vetro chiedendo unità ai Paesi del Consiglio di sicurezza.

Donald Trump ha sciolto le riserve e, a una settimana dall’attacco chimico alla città
siriana di Duma, ha ordinato la rappresaglia in stretto coordinamento con Londra e Parigi. Lo ha fatto in diretta tv in un drammatico discorso alla nazione, in cui ha insistito sulla necessità di agire contro i crimini e la barbarie perpetrati dal regime di Bashar al Assad, definito “un mostro” che massacra il proprio popolo. E, come raccontano alcuni testimoni, i primi missili Tomahawk cadevano su Damasco e Homs proprio mentre il presidente americano stava ancora parlando, intorno alle 22 ora di Washington, le tre del mattino in Italia.
Per ora si è trattato di una ”one night operation”, un’operazione unica durata poco più di un’ora, nel corso della quale sono stati colpiti principalmente tre obiettivi, come ha spiegato il Pentagono: un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio per armi chimiche a ovest della città di Homs e un importante posto di comando situato nei
pressi del secondo obiettivo. I missili sono partiti sia da alcuni bombardieri sia da almeno una delle navi militari americane posizionate nelle acque del Mar Rosso.

La Nato sostiene l’attacco di Usa, Gran Bretagna e Francia contro i siti di armi chimiche del
regime siriano. Lo afferma il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg in una nota. L’azione di stanotte “ridurrà la capacità del regime di condurre ulteriori attacchi contro il
popolo siriano con armi chimiche”, aggiunge Stoltenberg, ribadendo come sia “inaccettabile” l’utilizzo dei gas.

Almeno sei soldati americani sarebbero rimasti feriti in un raid congiunto condotto da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna contro un deposito di armi nei pressi di Homs. Lo ha
detto una fonte militare siriana alla Dpa, secondo cui nell’attacco è stato distretto il deposito nell’area di Sheen. Secondo l’agenzia di stampa di Damasco Sana, nello stesso raid sarebbero rimasti feriti anche tre civili.

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari. Nelle prossime è prevista una sua dichiarazione presso
la Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi.

 

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PISA, “DA CAMP DARBY CARICO DI ARMI VERSO LA SIRIA”

Camp Darby

E’ quanto denuncia il ‘Comitato Territoriale di Resistenza alla Guerra': “l’11 e 12 giugno la nave Usa ‘Liberty Promise’ ha fatto scalo a Livorno per trasportare armi di Camp Darby verso Medioriente.”

“Ha fatto scalo a Livorno l’11 e 12 giugno, proveniente dagli Stati Uniti, la Liberty Promise”: una delle navi militarizzate del Pentagono addette al trasporto di armi lungo un circuito che collega i porti statunitensi a quelli mediterranei, mediorientali e asiatici” è quanto annunciato dal ‘Comitato Territoriale di Resistenza alla Guerra’. “La nave di tipo Ro/Ro” spiega il Comitato in un comunicato “lunga 200 metri, dotata di 12 ponti con una superficie totale di oltre 50000 mq, ha imbarcato a Livorno  un gosso carico di armi della base Usa di Camp Darby (scaricando probabilmente altre armi destinate alla stessa base).”

Un viaggio che avrebbe, poi, portato la ‘Liberty Promise’ ad attraversare il Canale di Suez “facendo scalo il 24-25 giugno ad Aqaba in Giordania e, il 27-28 giugno, a Gedda in Arabia Saudita”, qui la nave militare avrebbe scaricato armi destinate alle forze statunitensi e alleate impegnate nelle guerre in Siria, Iraq e Yemen. “La rotta della ‘Liberty Promise’ e di altre navi della  ‘Liberty Global Logistics’,  una delle compagnie statunitensi con oltre 60 grandi navi” aggiunge il comunicato “trasportano armi per conto del Pentagono”. Ed il  porto di Livorno, limitrofo alla base Usa di Camp Darby, sarebbe proprio “il principale scalo strategico nel Mediterraneo.”
Camp Darby Navi guerra Usa

Durante un altro viaggio, stavolta della nave a stelle e striscie ‘Liberty Passion’, “dopo aver fatto scalo a Livorno il 24 marzo,  aveva sbarcato il 7 aprile nel porto giordano di Aqaba 250 veicoli militari”, veicoli che, stando al Comitato, sarebbero destinati alle forze Usa e alleate operanti in Siria. “Che i blindati Usa in Siria, provengano proprio da Camp Darby ?” si chiede infine il Comitato.

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Da Firenze un messaggio per la Siria

Da Firenze un messaggio per la Siria. In occasione del terzo anniversario dall’inizio della guerra civile in Siria, anche Firenze accende i riflettori sulla tragedia umanitaria che ha sconvolto il paese mediorientale, provocando oltre 2,5 milioni di rifugiati che hanno trovato accoglienza in Libano e Giordania (dove Oxfam ha portato aiuti a oltre 900 mila persone), circa 9,3 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria e oltre 6,5 milioni di sfollati.


Comune di Firenze e Oxfam lanciano infatti un messaggio di speranza rivolto al popolo siriano, perché quello di quest’anno sia l’ultimo anniversario dall’inizio del conflitto segnato da spargimenti di sangue e si arrivi al più presto ad una soluzione pacifica. Le commissioni Pace Diritti Umani e Cultura si uniscono al coro di solidarietà con il popolo siriano e ringraziamo Oxfam, che a tre anni dall’inizio dell’eccidio promuove una mobilitazione internazionale per accendere i riflettori su quest’emergenza umanitaria”. Così i presidenti delle commissioni Pace e Cultura di Palazzo Vecchio Susanna Agostini e Leonardo Bieber. “In tutto il mondo – spiegano Agostini e Bieber – scenderanno in strada e nelle piazze molte persone per testimoniare la propria vicinanza ai bambini che per primi sono stati vittime, insieme alle loro famiglie, di questo atroce conflitto. Chiediamo pertanto a gran voce l’intervento della diplomazia internazionale affinché si adoperi per un immediata soluzione pacifica. Con questa iniziativa congiunta del Comune di Firenze e Oxfam vogliamo ridare speranza al popolo siriano; un ponte fra Firenze, città di pace, il mondo e il popolo siriano”. Un messaggio di speranza che da Firenze si collega alle tante iniziative che oggi si svolgeranno in ben 34 paesi, dove si illumineranno alcuni dei monumenti più celebri del mondo: il Lincoln Memorial, la Sydney Opera House, la Torre Eiffel, la Casa Bianca, la Torre di Nelson, si accenderanno per la proiezione dell’immagine donata dal celebre writer e street artist inglese Banksy, in sostegno della campagna #WithSyria. Si tratta della rielaborazione di una delle immagini più celebri dell’artista britannico: la Ragazza con palloncino rosso. Un’immagine divenuta protagonista anche di un film d’animazione con la voce narrante del famoso attore britannico Idris Elba (American Gangster di Ridley Scott, RocknRolla di Guy Ritchy, Thor di Kenneth Branagh) Il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=gb1VpT8nJKM
“La Siria- spiega Riccardo Sansone, responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia- sta subendo contemporaneamente sia un esodo, che una gravissima crisi umanitaria. Circa 9,3 milioni di siriani necessita di aiuti umanitari. Si tratta del 41 per cento della popolazione ed in maggioranza le vittime del conflitto sono donne e bambini. Questo triste anniversario è il momento giusto per cambiare direzione e arrivare al più presto ad una soluzione pacifica che fermi questa terribile tragedia. Il primo passo deve essere l’immediata attuazione della risoluzione delle Nazioni Unite per garantire a tutta la popolazione l’accesso agli aiuti umanitari. La Siria è stata catapultata indietro di circa 35 anni negli ultimi tre anni. I giovani e tutto il popolo siriano, pensano che il mondo li abbia dimenticati. Questo è invece il momento di mostrare loro che il mondo è in ascolto e che non li stiamo dimenticando. Dobbiamo tutti impegnarci per porre fine alla loro sofferenza prima del prossimo anniversario”. Un’iniziativa a cui si uniranno in contemporanea migliaia di persone in tutto il mondo da Mosca a Washington, che manifesteranno la propria vicinanza alle tante vittime del conflitto con veglie e manifestazioni o il semplice lancio in aria di un palloncino rosso.
L’obiettivo di Voci Siriane, la coalizione a cui hanno aderito oltre a Oxfam, Save The Children, Amnesty International e l’International Rescue Committee è quindi quello di chiedere ai leader mondiali un’azione urgente per assicurare che i civili siriani nelle aree sotto assedio, possano accedere agli aiuti umanitari di cui hanno urgente bisogno e che si arrivi al più presto a nuovi colloqui di pace, dando voce ai bisogni della popolazione siriana.
Cosa sta facendo Oxfam
In Libano, quasi il 65% dei rifugiati vive al Nord e nella valle della Bekaa in rifugi provvisori, tende o baracche di plastica e lamiera senza riscaldamento, acqua e luce elettrica. Il freddo dell’inverno e la scarsa igiene aggravano le condizioni di salute e provocano malattie respiratorie, Oxfam sta distribuendo aiuti in denaro e voucher che permettono ai rifugiati di acquistare beni essenziali, carburante, stufe, coperte e vestiti, così che ne tragga vantaggio anche l’economia dei paesi ospitanti: in questo modo 65.000 rifugiati potranno passare l’inverno. Nei campi profughi palestinesi del Libano, che ora ospitano anche migliaia di siriani, Oxfam offre inoltre sostegno psicologico a donne e bambini, che più di tutti soffrono il trauma della lontananza da casa e dell’esclusione. In Giordania Oxfam lavora nel campo profughi di Zaatari, garantendo acqua e servizi igienici. L’aiuto arriva inoltre ai profughi che abitano negli insediamenti informali nel distretto di Balqa, nella valle del Giordano lungo il confine con la Siria, qui le famiglie sono costrette a vivere in tende o baracche, o a condividere locali per cui pagano affitti esorbitanti. In Siria infine si riparano le reti idriche e si forniscono cisterne mobili e strumenti per la potabilizzazione dell’acqua. A Damasco ad esempio lo scorso novembre, grazie a due generatori si sono potuti riattivare due impianti di trattamento delle acque che erogano oggi acqua pulita per più di 500.000 persone.

Concerto per i profughi siriani

Concerto per i profughi sirianiUn concerto lirico con musiche di Giuseppe Verdi per i bambini profughi della Siria. Ad organizzarlo, giovedì 19 dicembre al Teatro la Pergola (ore 17, ingresso gratuito), è l’associazione Temin Chianti Lirica in collaborazione con l’Unicef (comitato provinciale di Firenze), la commissione Cultura del Comune e il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio. L’idea è anche quella di presentare giovani promesse della lirica.

File:Teatro alla pegola 11.JPG

Sono giovani dai 25 ai 30 anni con voci importanti che si affacciano alla ribalta in un momento di crisi profonda che attraversa la cultura. “Dal 2006 – spiega la presidente di chianti Lirica Grazia Carapelli- l’associazione propone, nei circoli Arci e Cattolici di Impruneta e San Casciano V.P., una suggestiva anteprima degli spettacoli che prevede non solo la spiegazione della vita dell’autore e della storia dell’opera, ma anche l’esecuzione dal vivo, da parte di cantanti professionisti, delle aree più famose (sono state presentate Tosca, Turandot, Il Barbiere di Siviglia, Carmen, Il Trovatore, Un ballo in maschera, Madama Butterfly, Boheme, ecc…)” Con la collaborazione del Polo Museale fiorentino, TeMin Chianti Lirica ha organizzato concerti nei luoghi più prestigiosi della città: dal cortile dell’Ammannati in Palazzo Pitti al Museo degli Argenti, dal Museo Nazionale del Bargello a Palazzo Davanzati. E il 30 giugno 2011 ha presentato in prima assoluta in Italia, al Teatro ex Saschall l’opera “Treemonisha” di Scott Joplin nel centenario della sua prima pubblicazione in America nel 1911. “Ancora una volta – ha detto il presidente della commissione Cultura Leonardo Bieber- Chianti Lirica si conferma un associazione in grado di coniugare la cultura e la musica con la beneficienza e l’attualità, visto che il ricavato delle offerte andrà interamente all’Unicef per le gravi condizioni in cui vivono i bambini profughi siriani” Sul palco della Pergola giovedì saliranno Giselle Baulch (soprano), Kamelia Kader (mezzosoprano), Leonardo Sgroi (tenore), Alessandro Petruccelli (baritono), Marta Rostro (pianista). “