VIDEO – Con il programma PASS, più semplice per i disabili accedere ai servizi sanitari

FIRENZE - Il servizio video :la Regione Toscana, prima in Italia, ha messo a punto, in collaborazione con i coordinamenti delle associazioni per la disabilità, il programma PASS (Percorsi Assistenziali per i Soggetti con bisogni Speciali), per adeguare l'offerta sanitaria in modo da migliorare i risultati di salute delle persone con disabilità. La notizia http://webrt.it/2sin

VIDEO – Con il programma PASS, più semplice per i disabili accedere ai servizi sanitari

FIRENZE - Il servizio video :la Regione Toscana, prima in Italia, ha messo a punto, in collaborazione con i coordinamenti delle associazioni per la disabilità, il programma PASS (Percorsi Assistenziali per i Soggetti con bisogni Speciali), per adeguare l'offerta sanitaria in modo da migliorare i risultati di salute delle persone con disabilità. La notizia http://webrt.it/2sin

Con il programma PASS, più semplice per i disabili accedere ai servizi sanitari

FIRENZE - Fare un prelievo di sangue, una visita specialistica, un accertamento diagnostico, per chi ha una disabilità può essere molto più complicato che per altri. E non a causa delle barriere architettoniche, che pure ci sono, ma per quelle barriere cosiddette "invisibili", legate all'organizzazione dei servizi e alla formazione del personale. Queste barriere invisibili rendono più complicato per i cittadini disabili sottoporsi a visite, esami, terapie. Tanto da scoraggiarli, allontanarli e determinare in molti casi un peggioramento delle loro condizioni di salute. Per andare incontro alle esigenze di salute di questi cittadini e garantire una effettiva equità, la Regione Toscana, prima in Italia a realizzarlo, ha messo a punto, in collaborazione con i coordinamenti delle associazioni per la disabilità, il programma PASS (Percorsi Assistenziali per i Soggetti con bisogni Speciali), per adeguare l'offerta sanitaria in modo da migliorare i risultati di salute delle persone con disabilità.

Il programma PASS è stato presentato stamani nel corso di una conferenza stampa dall'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, presenti anche i rappresentanti delle associazioni che hanno collaborato alla messa a punto del programma. In questi mesi sono state accolte le istanze delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che nel quotidiano avvertivano la difficoltà delle strutture a garantire loro un'assistenza sanitaria pari a quella delle altre persone. Da questo lavoro è scaturito il programma PASS, rivolto alle persone con disabilità di qualunque natura, in quanto è focalizzato sui loro "bisogni speciali".

"La maturità di un sistema sanitario può essere misurata anche da come riesce a prendersi cura dei cittadini più vulnerabili - dice l'assessore Stefania Saccardi - Tra questi, le persone con disabilità, che spesso incontrano maggiori difficoltà ad accedere ai servizi sanitari, perché non sono stati messi in atto in maniera diffusa accorgimenti e soluzioni organizzative necessari a incontrare i loro bisogni speciali. Questi bisogni devono essere conosciuti e intercettati  per costruire un'offerta di servizi sanitari in grado di dare a questa fascia di cittadini una risposta adeguata alle loro esigenze di salute. Per questo, con l'aiuto delle associazioni, che ringrazio, abbiamo individuato nel dettaglio le azioni da realizzare per favorire un accesso equo ai servizi sanitari da parte di tutti. In questo modo, le persone con disabilità e i loro bisogni di salute non saranno più invisibili".

Correlazione tra disabilità e cattivo stato di salute

Per molte persone con disabilità, le azioni più semplici come eseguire un prelievo, fare una visita o un esame possono risultare estremamente difficoltose, tanto da determinare un sottoutilizzo dei servizi sanitari. Anche un ricovero ospedaliero o una presentazione al pronto soccorso possono rivelarsi esperienze complesse, per la difficoltà a comunicare i propri disturbi, la necessità di ausili e arredi specifici oggi non disponibili, la problematicità a intercettare e gestire stati d'ansia, panico e agitazione che frequentemente si manifestano. Questo dipende dalla scarsa conoscenza delle loro esigenze e dalla mancanza di competenze specifiche. L'ostacolo principale, di fatto, è, su tutti i versanti, quello culturale.

Questa popolazione ha, in generale, maggiori bisogni di salute, come documenta il Rapporto dell'Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali del 2013, che riporta una correlazione fra disabilità e cattivo stato di salute: il 23,7% delle persone con disabilità contro lo 0,1% delle persone senza disabilità. L'aspettativa di vita media delle persone con disabilità intellettiva è considerevolmente più bassa di quella della popolazione generale, di circa 10 anni per le forme lievi e 20 per quelle più gravi.

L'indagine campionaria quinquennale dell'Istat "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" (anno di rilevazione 2013) stima in Toscana circa 200.000 persone con limitazioni funzionali motorie, sensoriali o nelle attività essenziali della vita quotidiana, mentre nel database dell'Osservatorio sulle pensioni vigenti dell'Inps risultano nel 2017 circa 100.000 indennità agli invalidi totali.

Cosa prevede il programma PASS

  • Una piattaforma web per registrare i bisogni speciali delle persone con disabilità e rendere disponibile l'informazione ai principali sistemi informativi sanitari;
  • la realizzazione di agende dedicate, sia per le visite specialistiche che per la diagnostica, dove le persone verranno seguite da personale formato e con un'organizzazione adeguata a rispondere ai loro bisogni;
  • la presenza di un "facilitatore" e di un'"équipe dedicata" per i casi più complessi;
  • la formazione del personale, avvalendosi dell'apporto prezioso di persone con disabilità, loro familiari e associazioni, che verrà estesa anche ai percorsi formativi a livello universitario.

Sono definite le tipologie di servizi da assicurare per le persone con bisogni speciali, che prevedono accorgimenti, arredi particolari e personale specificatamente formato:

  • punti prelievi;
  • ambulatori specialistici,
  • ambulatori di radiodiagnostica;
  • ambulatori di odontoiatria speciale.

Questi servizi sono dimensionati per assicurare una distribuzione adeguata e omogenea a livello regionale.

I tempi: dopo l'estate si attiveranno i moduli formativi e i lavori di adeguamento al sistema formativo; nel frattempo verranno messe in azione le esperienze pilota, e da gennaio partirà la prima fase di realizzazione della rete.

Disabilità gravissima: recepite le nuove indicazioni ministeriali e ripartiti 14 mln di euro

FIRENZE - Recepite le indicazioni ministeriali per quanto riguarda la definizione di disabilità gravissima e ripartite le risorse statali assegnate, pari a 14 milioni di euro. Lo stabilisce una delibera presentata dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi approvata dalla giunta regionale nell'ultima seduta.

"Oltre alla ripartizione dei fondi statali – ha detto l'assessore Saccardi – il punto importante della delibera è il recepimento, da parte della Regione, delle indicazioni ministeriali relative alla definizione di disabilità gravissima, alle modalità di individuazione dei beneficiari del Fondo ed ai criteri per l'erogazione degli interventi previsti. La Toscana approva così le ‘nuove Linee di indirizzo per l'utilizzo delle risorse del Fondo per le non autosufficienze destinato alle disabilità gravissime'".

Secondo la nuova definizione di disabilità gravissima, le persone che si trovano in questa condizione sono quelle beneficiarie dell'indennità di accompagnamento e per le quali sia verificata l'esistenza di almeno una delle condizioni contenute nell'allegato A della delibera (coma, stato vegetativo, stato di minima coscienza, dipendenti da ventilazione meccanica assistita o o non invasiva continuativa, con grave o gravissimo stato di demenza, con lesioni spinali, con gravissima compromissione motoria da patologia neurologica o muscolare, ecc ecc.). Obiettivo primario è dare un sostegno alla permanenza al domicilio di queste persone, laddove possibile, garantendo risposte eque e omogenee, migliorare la qualità di vita promuovendo un percorso di presa in carico globale, centrato sulla persona e sui familiari.

La presa in carico spetta alle equipe valutative multidisciplinari delle zone distretto/SdS, integrate dalle figure professionali (medici specialisti) competenti per patologia nei singoli casi. L'equipe, ai fini dell'accesso al Fondo per le disabilità gravissime, valuta, secondo i criteri definiti, le condizioni cliniche e il bisogno della persona e, tenuto conto delle risorse disponibili, definisce il Progetto Assistenziale Personalizzato (PAP). In relazione al livello di complessità assistenziale, valutato dalla equipe, viene attivata l'erogazione di un contributo economico mensile che va da un minimo di 700 a un massimo di 1.000 euro. Non c'è limite di età per accedere al beneficio.

In quanto ai 14 milioni di euro ripartiti dalla Regione fra le zone distretto nell'ambito del fondo ministeriale per la non autosufficienza e destinati alle disabilità gravissime, si tratta di fondi ministeriali relativi al 2015 (pari a 7,2 mln di euro) e al 2016 (6,8 mln). A queste vanno inoltre aggiunti i fondi già ripartiti dalla Regione per la Sla: altri 7 mln di euro (circa 3,8 per il 2016 e 4,2 per il 2017).

La ripartizione alle zone distretto è effettuata alle Società della Salute, per le zone distretto dove esse siano formalmente costituite, e al soggetto pubblico espressamente individuato dalla Conferenza zonale dei Sindaci integrata nell'ambito delle convenzioni per l'esercizio delle funzioni di integrazione sociosanitaria. La ripartizione viene effettuata sulla base di indicatori di carattere demografico. Da evidenziare la possibilità data ai soggetti beneficiari di utilizzare una percentuale non superiore al 10% delle risorse assegnate per dare continuità a progetti già avviati e finalizzati a evitare o a differire l'istituzionalizzazione e favorire la domiciliarità delle persone con gravissime disabilità, nell'ottica di un miglioramento della qualità della vita delle stesse. Questa disposizione è adottata dalla Regione in deroga a tutti i criteri stabiliti dal ministero e ha l'obiettivo di assicurare comunque un sostegno ad alcune situazioni di bisogno complesso e gravissimo che dovessero verificarsi sul territorio.

Meeting antirazzista di Cecina, conferenza stampa lunedì 26 giugno

FIRENZE - Il Meeting internazionale antirazzista di Cecina, giunto alla XXIII edizione, si presenta a Firenze. L'appuntamento è per la conferenza stampa convocata lunedì 26 giugno alle ore 13 nella sala stampa Cutuli di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione, in piazza del Duomo 10.

Con l'assessore alla presidenza e all'immigrazione della Toscana, Vittorio Bugli, interveranno il presidente toscano di Arci Gianluca Mengozzi e il responsabile immigrazione di Arci Toscana Simone Ferretti.

Anche ques'tanno il meeting antirazzista si svolgerà al parco della Cecinella a Marina di Cecina, in provincia di Livorno, dal 28 giugno al 2 luglio: cinque giorni di dialogo e confronto sui principali temi legati all'antirazzismo, alla cittadinanza ed accoglienza, all'integrazione e solidarietà internazionale, con dibattiti, laboratori, performance artistiche, cucina e musica.