Aperto il bando FSE, 9 milioni per servizi a anziani e disabili gravi nel post-dimissioni

FIRENZE - Potenziare la continuità assistenziale ospedale-territorio, realizzando servizi integrativi di assistenza socio-sanitaria a favore di disabili gravi e anziani con temporanea limitazione dell'autonomia o a rischio di non autosufficienza, per un periodo di tre settimane dopo la dimissione ospedaliera, da fruire con buoni servizio.

Questo l'obiettivo del bando finanziato con fondi del POR FSE 2014-2020 (asse B "Inclusione sociale e lotta alla povertà") per un totale di 9 milioni, che è stato presentato oggi, venerdì 2 dicembre, dall'assessore a diritto alla salute, sociale e sport Stefania Saccardi e dai funzionari regionali competenti.

 
Il bando, pubblicato sul Burt n.48 del 30 novembre, resta aperto fino al 30 dicembre 2016. Possono presentare domanda le Società della salute per le zone-distretto dove sono formalmente costituite e Associazioni temporanee di soggetti pubblici (ATS).

 

"La Regione ha lanciato questo bando perché vogliamo sostenere e accompagnare, con prestazioni e servizi socio-sanitari tempestivi fruibili tramite 'buoni servizio', persone con particolari fragilità, cioè anziani over 65 che hanno problemi temporanei di autonomia o sono a rischio di non autosufficienza, e disabili gravi, per facilitarne il rientro a casa in seguito alla dimissione dall'ospedale o da una struttura pubblica di cure intermedie o riabilitative. Oltre a diminuire gli interventi residenziali, questa nuova modalità di approccio favorisce anche l'effettiva costituzione in tutte le zone-distretto dell'Agenzia di continuità ospedale-territorio e punta a omogeneizzare a livello regionale gli  interventi finanziabili con buoni servizio".

 

Interventi ammissibili. Gli interventi dei progetti presentati in risposta al bando dovranno svilupparsi in maniera integrata e coerente con il sistema degli interventi e delle prestazioni sociali, sanitarie e sociosanitarie del servizio sanitario regionale. L'importo di ogni singolo progetto, con durata biennale, non dovrà superare 1,5 milioni di euro.

 

Beneficiari dei servizi di assistenza socio-sanitaria e dei buoni servizio. Sono da un lato  persone anziane di età superiore a 65 anni, con limitazione temporanea dell'autonomia o a rischio di non autosufficienza, dimessi da un ospedale o da strutture pubbliche di cure intermedie o riabilitative, residenti in Toscana e individuate in base a valutazione dell'Agenzia di continuità ospedale-territorio. Dall'altro si tratta di disabili gravi, anch'essi in dimissione da un ospedale o da strutture pubbliche di cure intermedie o riabilitative presenti sul territorio regionale.

 

Agenzia di continuità ospedale-territorio. Prende in carico i pazienti in dimissione, valutando le condizioni che rendono critica la fase della dimissione e del trasferimento al domicilio. E, in previsione  del rientro presso  il proprio domicilio, formula per ogni beneficiario un Piano individualizzato, assegnando, se ritenuto necessario, un buono servizio. Ciò determina, anche per i soggetti non assegnatari del buono servizio, una maggiore appropriatezza nella gestione dei percorsi di continuità assistenziale.

 

Numeri. Il numero minimo di persone per le quali si prevede una presa in carico a seguito di una valutazione multidisciplinare e di un Piano individualizzato è circa 7.000. Il numero minimo di buoni servizio che saranno assegnati è 5.167. Per ogni singolo buono servizio possono essere attivati interventi per un massimo di 1.500 euro, e ad ogni singolo beneficiario non potrà essere assegnato più di un buono servizio.

 

Servizi erogati attraverso il buono servizio. Si tratta di interventi che vanno da un supporto di base per l'igiene e la mobilizzazione a medicazioni semplici, addestramento all'uso di ausili semplici, gestione del catetere vescicale e stomie, fino a trattamenti riabilitativi. Se necessario sono previste anche cure intermedie temporanee in Rsa, nella fase di predisposizione dell'accoglienza a casa dell'assistito.    

 

Dotazione finanziaria. Per l'attuazione del  bando e  per  l'intera  durata   dei   progetti  sono  disponibili 9 milioni di euro, ripartiti per zone-distretto. Per finanziare i buoni servizio sono disponibili 7.750.000 euro (di cui 1.280.000 contribuiscono allo sviluppo urbano sostenibile, in sinergia con quanto previsto nell'ambito dell'asse 6 del Por Fesr 2014-2020), e per le azioni di sistema 1.250.000 euro.

 

Manifestazioni di interesse. In ogni zona-distretto (o zone-distretto aggregate) ciascun soggetto attuatore del progetto ammesso a finanziamento deve pubblicare un bando/avviso pubblico di manifestazione d'interesse per costituire un Elenco di operatori per le prestazioni relative ai buoni servizio. Tale elenco sarà consultato da ciascun beneficiario cui spetta la scelta dell'operatore che svolgerà il servizio socio-sanitario in suo favore.
 

Per saperne di più su modalità di presentazione delle domande e avere chiarimenti sul bando scrivere a fseinclusione.sociale@regione.toscana.it entro e non oltre il 10 dicembre 2016.

Sport e scuola nelle primarie toscane, Saccardi: “Radicare abitudini virtuose”

FIRENZE -  Riflettori puntati, oggi a Sant'Apollonia, su "Scuola e sport nelle primarie della Toscana". Questo il tema affrontato dal convegno organizzato dal Miur  in collaborazione col Coni e col Cip per la presentazione di due progetti in questo ambito: da un lato "Sport e Scuola Compagni di Banco" giunto al suo secondo anno di vita sulla base di un protocollo d'intesa fra  Regione Toscana,  Università degli Studi di Firenze e di Pisa, Coni Regionale Toscano,  Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, con il sostegno del Cip. E dall'altro il progetto "Sport di Classe", realizzato da Miur e CONI. E' stata anche presentata una indagine su altri progetti di "educazione allo sport" che vengono realizzati nelle scuole primarie sul territorio toscano da soggetti diversi pubblici e privati  che intervengono nel campo della motricità infantile.

Al convegno, aperto da Domenico Petruzzo, direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale toscano, ha portato il suo saluto l'assessore Stefania Saccardi che ha sottolineato l'importanza di un progetto come "Sport e Scuola compagni di banco",  inserito all'interno della strategia regionale "Toscana da Ragazzi" per  promuovere l'educazione fisica nella scuola primaria. Con lei anche il dirigente Miur Antonino di Liberto, i presidi dei corsi di scienze motorie delle università di Firenze e Pisa, Massino Gulisano e Gino Santoro, il presidente del Coni Toscana Salvatore Sanso e Massimo Porciani, presidente del Cip Toscana.

"Diffondere la pratica dell'esercizio fisico fin dall'inizio del percorso scolastico – ha detto Saccardi nel suo saluto - significa radicare abitudini virtuose alla base di uno stile di vita salutare, in cui l' attività sportiva svolge anche una importante funzione educativa e socializzante. Per questo, se pure con sforzo, siamo riusciti a rifinanziare il progetto che assegna a ciascun istituto scolastico un laureato in scienze motorie. Questo da un lato  accresce le attività curricolari di educazione fisica, e dall'altro offre opportunità lavorative a giovani laureati".

I destinatari del progetto sono gli alunni delle classi prime, seconde e terze della scuola primaria che avranno fino a maggio 2017 1 ora alla settimana  per classe di attività fisica, con l'esperto in scienze motorie che affianca l'insegnante titolare.

Al progetto dell'anno scorso (2015-2016) hanno aderito quasi tutte le scuole del territorio regionale (più del 90% a livello regionale e in alcune province come, Arezzo, Lucca, Pistoia e Prato si è raggiunto il 100%). Il totale delle classi coinvolte è stato 3243, di cui 1338 prime, 1326 seconde e 579 terze (alle quali è stato esteso il servizio nel caso di scuole piccole) per un totale di circa 80.000 bambini.  Sono stati inseriti 280 esperti di educazione fisica.

Per il  progetto 2016-2017 è stato fatto il bando e l'assegnazione e adesso siamo ai blocchi di partenza.

A Sant'Apollonia sono intervenuti in gran numero i giovani docenti individuati come specialisti in educazione fisica, insieme agli insegnanti titolari, impegnati nella stessa giornata formativa con le relazioni di Mauro Guasti, Salvatore Conte, Letizia Pellegrini, Fabrizio Balducci, Massimo Maienza.

Bando FSE per continuità di assistenza a anziani e disabili gravi, venerdì 2 dicembre la presentazione

FIRENZE - Sarà presentato domani, venerdì 2 dicembre, alla stampa e ai soggetti interessati, il bando per  il "Potenziamento dei servizi di continuità assistenziale – buoni servizio per sostegno alla domiciliarità", finanziato con fondi del POR FSE 2014-2020. Interviene l'assessore a diritto alla salute, sociale, sport Stefania Saccardi.

L'appuntamento è alle ore 14.30 presso la Sala Pegaso do Palazzo Strozzi Sacrati, in Piazza Duomo 10.

Violenza di genere, la Regione: “Impegno a tutto campo per contrastare il fenomeno”

FIRENZE - E' stato presentato oggi pomeriggio a Sant'Apollonia l'ottavo Rapporto sulla Violenza di Genere in Toscana (i cui dati sono riportati nella scheda allegata). In apertura sono intervenute la vicepresidente Monica Barni con delega anche alle pari opportunità e l'assessore a diritto alla salute, sociale e sport Stefania Saccardi. Entrambe hanno sottolineato l'importanza - anche alla luce della sua quasi unicità nel panorama nazionale - di un appuntamento che "la Regione ha voluto mantenere, nella consapevolezza dell'importanza  di disporre di dati ed informazioni necessari per poter costruire e programmare, su dati di realtà, azioni di governo coerenti ed efficaci. Un rapporto costruito su informazioni provenienti da banche dati diverse, che dunque rappresenta anche un tentativo di integrazione tra i servizi, contribuendo ad una maggiore conoscenza del fenomeno della violenza di genere, oltre che a mantenere alta l'attenzione degli operatori e della popolazione tutta. E questo influenza positivamente il numero di segnalazioni da parte delle vittime".

Per Barni "il rafforzamento dei nodi delle reti territoriali per la prevenzione ed il contrasto alla violenza di genere è stato ed è tuttora una delle priorità dell'azione della nostra Regione, che ha destinato al sostegno delle reti i finanziamenti provenienti dal livello centrale dopo l'approvazione della legge 119/2013. Finanziamenti che tuttavia non hanno ancora raggiunto continuità e stabilità e che abbiamo recentemente integrato con risorse regionali, per dare respiro e continuità a centri antiviolenza e azioni che sul territorio hanno continuato ad essere presenti e svilupparsi. Ci auguriamo che possano al più presto arrivare le risorse relative al biennio 2015/2016 nonché i fondi previsti dal Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Nel frattempo abbiamo istituito un Comitato Regionale di Coordinamento, cabina di regia in cui sono e saranno rappresentate tutte le diverse componenti istituzionali, a partire da tre assessore della giunta regionale, e le varie associazioni di donne e del volonatriato per contrastare in modo integrato e trasversale questo complesso e sfaccettato fenomeno".
 
Tra le altre azioni regionali la vicepresidente Barni ha ricordato - oltre agli interventi da tempo in atto nelle scuole per creare un clima di rispetto tra i sessi e più in generale verso le diversità - l'accordo da poco sottoscritto con l'Ufficio Scolastico Regionale per attuare a livello sperimentale il comma 16 della "Buona Scuola", che prevede l'educazione al rispetto delle differenze: con una parte delle risorse stanziate per l'anno 2016, verranno formati docenti e personale ATA, in modo da dare anche a questo intervento un carattere sempre più di sistema.

L'assessore Saccardi ha insistito sulla necessità di radicare una cultura diversa, di rispetto dell'altro. "Le politiche contro la violenza di genere non servono solo ad aumentare il rispetto delle donne ma hanno una valenza più vasta, contribuiscono ad aumentare la qualità dei rapporti". Tra i servizi sul territorio Saccardi ha posto l'attenzione sull'esperienza del Codice Rosa, che da esperienza nata nell'azienda sanitaria di Grosseto è diventata un'eccellenza toscana, poi patrimonio di tutto il Paese. "Il Codice rosa nei pronto soccorso è riuscito a dare una risposta articolata – ha detto Saccardi –  mettendo in azione operatori preparati e motivati, capaci di riconoscere e assistere, in un ambiente accogliente e comprensivo, le vittime di violenza, con sinergia tra personale sanitario, Forze dell'ordine, Procure della Repubblica, Centri Antiviolenza".

In Toscana, dove è presente in tutti i pronto soccorso, il Codice Rosa è riuscito a far emergere tanti casi di violenza che altrimenti sarebbero rimasti sommersi. "Ma ora – ancora Saccardi - stiamo andando avanti, introducendo oltre all'aspetto sanitario quello sociale, per farlo diventare sempre di più un percorso di tipo integrato che completi l'accoglienza immediata con la fase successiva di accompagnamento dentro la società nel momento in cui le donne decidono di interrompere il ciclo della violenza. Per questo vogliamo costruire una vera e propria Rete Regionale Codice Rosa, un passaggio delicato ma doveroso che richiede una forte assunzione di responsabilità. Nè vanno dimenticati i maltrattanti, che debbono sì trovare la giusta punizione, ma anche essere supportati e "rieducati" in modo da poter evitare drammatiche recidive e soprattutto affinché possano esercitare correttamente un eventuale ruolo genitoriale. Il mio appello è a non rassegnarsi di fronte a reati che avvengono dentro le relazioni familiari e di affetto, che dovrebbero essere luogo di accoglienza e rifugio, primo nucleo di solidarietà".

Oltre a rivolgere un appello ai media perché prestino maggiore attenzione al linguaggio, Barni ha annunciato inoltre un lavoro dei revisione sulla legge "pionieristica" del 2007, che va adeguata, perché sia efficace, ai tanti mutamenti che si sono verificati, nonché alle buone prassi e alle nuove esigenze  emerse in questi anni. "Infine – ha concluso la vicepresidente - una parte delle risorse regionali verrà destinata alla realizzazione di una campagna di comunicazione e sensibilizzazione, per aumentare la consapevolezza delle vittime e la conoscenza delle possibilità esistenti di rivolgersi ai servizi per poter chiedere aiuto. Una campagna per la quale la Regione chiede il supporto di tutti, perché se ciascuno veicola il messaggio tramite i propri canali, si riuscirà a raggiungere un numero di persone davvero importante".

 

Violenza di genere, Barni e Saccardi: “Impegno a tutto campo per contrastare il fenomeno”

FIRENZE - E' stato presentato oggi pomeriggio a Sant'Apollonia l'ottavo Rapporto sulla Violenza di Genere in Toscana (i cui dati sono riportati nella scheda allegata). In apertura sono intervenute la vicepresidente Monica Barni con delega anche alle pari opportunità e l'assessore a diritto alla salute, sociale e sport Stefania Saccardi. Entrambe hanno sottolineato l'importanza - anche alla luce della sua quasi unicità nel panorama nazionale - di un appuntamento che "la Regione ha voluto mantenere, nella consapevolezza dell'importanza  di disporre di dati ed informazioni necessari per poter costruire e programmare, su dati di realtà, azioni di governo coerenti ed efficaci. Un rapporto costruito su informazioni provenienti da banche dati diverse, che dunque rappresenta anche un tentativo di integrazione tra i servizi, contribuendo ad una maggiore conoscenza del fenomeno della violenza di genere, oltre che a mantenere alta l'attenzione degli operatori e della popolazione tutta. E questo influenza positivamente il numero di segnalazioni da parte delle vittime".

Per Barni "il rafforzamento dei nodi delle reti territoriali per la prevenzione ed il contrasto alla violenza di genere è stato ed è tuttora una delle priorità dell'azione della nostra Regione, che ha destinato al sostegno delle reti i finanziamenti provenienti dal livello centrale dopo l'approvazione della legge 119/2013. Finanziamenti che tuttavia non hanno ancora raggiunto continuità e stabilità e che abbiamo recentemente integrato con risorse regionali, per dare respiro e continuità a centri antiviolenza e azioni che sul territorio hanno continuato ad essere presenti e svilupparsi. Ci auguriamo che possano al più presto arrivare le risorse relative al biennio 2015/2016 nonché i fondi previsti dal Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Nel frattempo abbiamo istituito un Comitato Regionale di Coordinamento, cabina di regia in cui sono e saranno rappresentate tutte le diverse componenti istituzionali, a partire da tre assessore della giunta regionale, e le varie associazioni di donne e del volonatriato per contrastare in modo integrato e trasversale questo complesso e sfaccettato fenomeno".
 
Tra le altre azioni regionali la vicepresidente Barni ha ricordato - oltre agli interventi da tempo in atto nelle scuole per creare un clima di rispetto tra i sessi e più in generale verso le diversità - l'accordo da poco sottoscritto con l'Ufficio Scolastico Regionale per attuare a livello sperimentale il comma 16 della "Buona Scuola", che prevede l'educazione al rispetto delle differenze: con una parte delle risorse stanziate per l'anno 2016, verranno formati docenti e personale ATA, in modo da dare anche a questo intervento un carattere sempre più di sistema.

L'assessore Saccardi ha insistito sulla necessità di radicare una cultura diversa, di rispetto dell'altro. "Le politiche contro la violenza di genere non servono solo ad aumentare il rispetto delle donne ma hanno una valenza più vasta, contribuiscono ad aumentare la qualità dei rapporti". Tra i servizi sul territorio Saccardi ha posto l'attenzione sull'esperienza del Codice Rosa, che da esperienza nata nell'azienda sanitaria di Grosseto è diventata un'eccellenza toscana, poi patrimonio di tutto il Paese. "Il Codice rosa nei pronto soccorso è riuscito a dare una risposta articolata – ha detto Saccardi –  mettendo in azione operatori preparati e motivati, capaci di riconoscere e assistere, in un ambiente accogliente e comprensivo, le vittime di violenza, con sinergia tra personale sanitario, Forze dell'ordine, Procure della Repubblica, Centri Antiviolenza".

In Toscana, dove è presente in tutti i pronto soccorso, il Codice Rosa è riuscito a far emergere tanti casi di violenza che altrimenti sarebbero rimasti sommersi. "Ma ora – ancora Saccardi - stiamo andando avanti, introducendo oltre all'aspetto sanitario quello sociale, per farlo diventare sempre di più un percorso di tipo integrato che completi l'accoglienza immediata con la fase successiva di accompagnamento dentro la società nel momento in cui le donne decidono di interrompere il ciclo della violenza. Per questo vogliamo costruire una vera e propria Rete Regionale Codice Rosa, un passaggio delicato ma doveroso che richiede una forte assunzione di responsabilità. Nè vanno dimenticati i maltrattanti, che debbono sì trovare la giusta punizione, ma anche essere supportati e "rieducati" in modo da poter evitare drammatiche recidive e soprattutto affinché possano esercitare correttamente un eventuale ruolo genitoriale. Il mio appello è a non rassegnarsi di fronte a reati che avvengono dentro le relazioni familiari e di affetto, che dovrebbero essere luogo di accoglienza e rifugio, primo nucleo di solidarietà".

Oltre a rivolgere un appello ai media perché prestino maggiore attenzione al linguaggio, Barni ha annunciato inoltre un lavoro dei revisione sulla legge "pionieristica" del 2007, che va adeguata, perché sia efficace, ai tanti mutamenti che si sono verificati, nonché alle buone prassi e alle nuove esigenze  emerse in questi anni. "Infine – ha concluso la vicepresidente - una parte delle risorse regionali verrà destinata alla realizzazione di una campagna di comunicazione e sensibilizzazione, per aumentare la consapevolezza delle vittime e la conoscenza delle possibilità esistenti di rivolgersi ai servizi per poter chiedere aiuto. Una campagna per la quale la Regione chiede il supporto di tutti, perché se ciascuno veicola il messaggio tramite i propri canali, si riuscirà a raggiungere un numero di persone davvero importante".