Montelupo Fiorentino, uomo picchia moglie e figlio, arrestato

Montelupo Fiorentino, uomo picchia moglie e figlio, arrestato

Un 35enne, in stato di ebbrezza, avrebbe minacciato il figlio 17enne per poi cominciare ad aggredirlo, passando poi alla moglie intervenuta a difesa del ragazzo. L’uomo è stato poi portato al carcere di Sollicciano

Un 17enne è stato minacciato di morte e ferito dal padre, che poi è stato arrestato ieri sera dai carabinieri a Montelupo Fiorentino (Firenze). Anche la moglie dell’uomo è stata ferita alla testa dopo essere stata colpita dal coniuge con un telefono cellulare. Sono state le stesse vittime del maltrattamento a chiamare il 112.

A finire in manette è stato un 35enne, che era in stato di ebbrezza nel momento in cui ha aggredito moglie e figlio. Le violenze sono avvenute alla presenza di un’altra figlia, anche lei minorenne. Il figlio 17enne, minacciato con un coltello da cucina, è stato anche percosso alla schiena. Il padre è stato portato in carcere a Sollicciano. Secondo quanto ricostruito dai militari, quello di ieri non sarebbe stato un episodio sporadico.

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Residente a Firenze, espulso per terrorismo

Residente a Firenze, espulso per terrorismo

Roma, un cittadino tunisino, residente a Firenze, è stato espulso dal territorio nazionale per motivi di sicurezza nazionale.

La comunicazione arriva dal Viminale, ed il provvedimento riguarda un 49enne residente a Firenze, la cui posizione era emersa fin dal 2004 “in diverse indagini investigative condotte in Toscana nell’ambito del contrasto all’estremismo religioso”.

Già detenuto nel carcere di Sollicciano a seguito di una condanna per reati comuni, l’uomo “è stato oggetto di monitoraggio di primo livello ‘alto’ per aver ripetutamente avuto comportamenti violenti verso gli operatori carcerari, affermando in diverse circostanze di essere un terrorista”.

Dopo essere stato scarcerato il 12 novembre scorso, l’uomo è stato trattenuto nel centro per rimpatri Brunelleschi di Torino e rimpatriato per motivi di sicurezza nazionale dalla frontiera marittima di Genova, con accompagnamento nel proprio paese.

Con quella di oggi sono 102 i provvedimenti di espulsione eseguiti con accompagnamento nel proprio paese nel corso del 2017 mentre  sono 234 quelli eseguiti dal 1 gennaio 2015 ad oggi per soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso.

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30 Novembre, per Firenze # PENADIMORTEMAI

30 Novembre, per Firenze # PENADIMORTEMAI

Iniziative con Sant’Egidio a Sollicciano e Tavarnelle per la Festa della Toscana. Gemellaggio con Cincinnati per incontro interreligioso nella cattedrale di ‘San Pietro in catene’

L’hashtag è #PENADIMORTEMAI, avanti contro il male estremo: la pena di morte. Il Comune di Tavarnelle celebra questa importante ricorrenza domani giovedì 30 novembre 2017 e ha invitato la Comunità di Sant’Egidio alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare “L. Biagi” di Tavarnelle, per la proiezione del video “Non ucciderai” e per l’incontro / dibattito per la Giornata Mondiale contro la Pena di Morte e la Festa delle Toscana che celebra questa importante ricorrenza.
Introduce Alberto Marini, Presidente del Consiglio Comunale di Tavarnelle Val di Pesa e interverranno il Sindaco David Baroncelli, Michele Brancale e Paola Salvadori, Dirigente Scolastica Istituto Comprensivo Don Milani.
Mercoledì 6 dicembre incontro con i detenuti del penitenziario di Sollicciano per presentare ‘Oltre le sbarre per la vita’, un volume che nasce dalla collaborazione tra Sant’Egidio, la Presidenza del Consiglio regionale e i responsabili dell’Amministrazione penitenziaria, e che raccoglie come in un album le iniziative, le testimonianze, gli incontri condotti in questi anni con i detenuti per dire no alla pena di morte. Nel frattempo Sollicciano sarà “gemellato” a un’iniziativa che, grazie alle corrispondenze e ai contatti avviati dalla Comunità di Sant’Egidio di Firenze, porterà la ‘Festa della Toscana’ anche in Ohio, a Cincinnati, dove l’arcivescovo, con l’Intercommunity Justice and Peace Center, ha promosso il 30 novembre una preghiera intererreligiosa nella cattedreale di San Pietro in catene per la fine della pena di morte in Ohio e ovunque. L’arcivescovo Mons. Dennis M. Schnurr ha scritto: “Illuminando la Cattedrale di San Pietro in Carcere, l’Arcidiocesi si unisce alle comunità in tutto il globo nel chiedere un termine all’uso della pena di morte. Ci riuniremo in preghiera con altri gruppi comunitari e confessionali concordi nel ritenere che non esista alcuna ragione morale o pratica per il nostro governo nel portare via un’altra vita umana al fine di stabilire giustizia e sicurezza.
Inoltre confermiamo il nostro impegno accanto alle famiglie ed amici delle vittime che hanno patito per le azioni terribili di chi ha commesso reato. Insieme, possiamo risplendere come un faro di speranza e guarigione contro ogni violenza”.
Non è solo un sogno, quello di un mondo liberato dalla pena di morte, ma un impegno concreto che negli ultimi anni ha visto soggetti della società civile, come la Comunità di Sant’Egidio, dialogare con gli Stati per riconoscere pienamente il diritto che vale più di tutti: quello alla vita. Perché un organismo statale non può usare la vendetta per ottenere giustizia e perché ormai è anche statisticamente dimostrato che la pena capitale non funziona come deterrente per i reati.

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Carceri: Corleone, in aumento il sovraffollamento

Carceri: Corleone, in aumento il sovraffollamento

Anche in Toscana ‘situazione preoccupante per numeri’.

Il sovraffollamento, il peggioramento della qualità della vita dei detenuti, la mancanza di governo delle carceri, i decreti delegati di riforma dell’ordinamento penitenziario e del regime delle misure di sicurezza. Questi alcuni punti sottolineati oggi dal garante toscano dei diritti dei detenuti Franco Corleone nel corso di incontro con il Coordinamento nazionale dei garanti dei diritti dei detenuti, che si è svolto in Consiglio regionale, a Firenze.

Corleone, spiega una nota, ha parlato di una ‘contraddizione profonda tra la fase conclusiva di riforma dell’ordinamento penitenziario, con la definizione dei decreti attuativi nei vari settori, e la realtà quotidiana che si vive nelle carceri’.

‘Si rileva – ha detto – una voragine tra un lavoro quasi concluso, per l’ampliamento delle misure alternative alla detenzione, e un lento, costante e inesorabile peggioramento delle condizioni, con un continuo e progressivo aumento della popolazione detenuta: al 31 dicembre 2016 in Italia i detenuti erano 54653 ad ottobre 2017 sono 57994’.

Per Corleone c’è una ‘situazione preoccupante dal punto di vista dei numeri. Anche in Toscana ci sono oltre 3300 detenuti, e questo cambia la qualità della vita nelle carceri, in particolare a Sollicciano, Pisa, Livorno, Prato, dove il sovraffollamento causa condizioni di vita difficili e precarie’.

Corleone ha poi ricordato l’aumento dei casi di violenza da parte dei detenuti e sui detenuti, la presenza di persone con problemi di salute mentale, che richiedono nuova attenzione, la mancanza di attività didattiche e ludiche, il ritardo ‘inspiegabile nei lavori per la seconda residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) a Empoli’, e ‘la situazione tragica per il governo delle carceri’.

‘Mancano – ha osservato ancora – direttori stabili a Sollicciano e a San Gimignano. Per fortuna è arrivato il nuovo direttore dell’amministrazione penitenziaria Antonio Fullone e mi auguro che dia impulso non solo ai lavori di ristrutturazione, ma soprattutto per un progetto di qualità della vita delle carceri in Toscana’.

All’incontro del coordinamento hanno preso parte oltre 35 garanti da varie parti d’Italia e il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Antonio Fullone.

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Firenze, una guida per il re-inserimento dopo il carcere

Firenze, una guida per il re-inserimento dopo il carcere

Un progetto in collaborazione con il Provedditorato dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana, il carcere di Sollicciano e della casa circondariale Gozzini

Cosa fare quando si esce dal carcere? A chi rivolgersi quando non si ha nessuno o si cerca un’alternativa alla vita che si è sempre fatto? Sollicciano e il Gozzini, con gli educatori, offrono un servizio attento e puntuale a tante situazioni di difficoltà, favorendo il reinserimento. Adesso c’è uno strumento in più. Stamani, infatti, nella Sede della Comunità di Sant’Egidio di Firenze, il Provveditore regionale dell’ Amministrazione penitenziaria della Toscana Antonio Fullone e la Direttrice dell’Ufficio Detenuti e Trattamento Angela Venezia, i rappresentanti della Comunità, il Direttore di Sollicciano Carlo Berdini e la Direttrice della casa circondariale “Mario Gozzini” Margherita Michelini, hanno illustrato la loro collaborazione per la guida ‘Dove dormire, mangiare, lavarsi’, realizzata dalla Comunità, con una particolare sezione dedicata ai detenuti che escono dal carcere. Cinquecento copie della guida, realizzata anche a supporto dell’attività sono state messe a disposizione di Sollicciano e della casa circondariale Mario Gozzini. Una parte è stata già consegnata per i detenuti che lasciano il penitenziario. In collaborazione con i responsabili e gli educatori del carcere di Sollicciano, la guida sarà distribuita anche tra i detenuti che si trovano in stato di indigenza o di particolare necessità.

Nella guida sono segnalate tredici realtà associative (7 associazioni che portano assistenza in carcere e 6 residenze per chi lascia il penitenziario), quattro uffici comprensivi dei riferimenti di quelli di garanzia, alcune indicazioni su quello che si può fare o meno per i detenuti.

Più in generale e oltre la realtà dei detenuni, la guida ‘Dove dormire mangiare lavarsi’ disegna una “mappa” di Firenze che va al cuore della Città del Fiore, letteralmente, e ne dà le coordinate: 19 luoghi dove mangiare (uno in più rispetto agli scorsi anni), 17 dove dormire, 6 dove lavarsi, 25 centri di ascolto, 8 luoghi dove curarsi oltre ospedali e ambulatori, 9 dove cercare consulenze legali. La Firenze solidale, che condivide in solido con chi non ce la fa, ha 17 centri per la distribuzione di vestiti (ben 6 in più rispetto a quelli registrati nella guida del 2016), 16 per i pacchi alimentari (4 in più) e 6 per informazioni sul lavoro (3 in più).

Sono indicati anche 4 centri a cui le donne possono rivolgersi in caso di violenze e di tratta e 3 per piccoli prestiti (microcredito).

Un dato particolarmente significativo è che nella patria di Dante, che fu esule e ora è testimone di chi fugge dalle guerre e richiede asilo, sono cresciute le scuole di italiano: sono 18, ben 4 in più rispetto a quelle segnalate nella guida del 2016.

Sono state stampate 2500 copie della guida – 1500 in più rispetto all’ultima edizione – diffusa gratuitamente tra chi ne ha bisogno e per gli operatori che sono alle prese quotidianamente con le domande che vengono dalla città debole. Questo obiettivo è stato conseguito grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio e anche al contributo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi e del Consolato Usa di Firenze.

In occasione della Festa della Toscana e della Giornata mondiale contro la pena di morte ‘Città per la vita’, mercoledì 6 dicembre, nel carcere di Sollicciano sarà promosso un incontro, come ormai da diversi anni, contro la pena capitale. In quest’occasione sarà distribuita ai detenuti una pubblicazione curata dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la Presidenza del Consiglio Regionale della Toscana.

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