Firenze, alla Specola la presentazione della missione su sistema solare e meteoriti nel deserto

Firenze, alla Specola la presentazione della missione su sistema solare e meteoriti nel deserto

La spedizione in Iran partita nel marzo di quest’anno verrà presentata al pubblico in una giornata dedicata al ricordo di Luisa Poggi, scomparsa un anno fa

Studiare le meteoriti del deserto per comprendere meglio l’origine del sistema solare.

E’ uno degli obiettivi che hanno guidato nel marzo di quest’anno la spedizione scientifica dell’Università di Firenze nel Deserto di Lut, nel sud-est dell’Iran, dove ricercatori del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo e del Dipartimento di Scienze della Terra hanno raccolto 143 frammenti di meteoriti, alcuni dei quali di peso superiore ai 200 grammi.

Fra gli scopi della missione – cui hanno preso parte ricercatori dell’Osservatorio Astrofisico di Torino-INAF, degli atenei di Bologna e Camerino e dell’Università Shahid Bahonar di Kerman – figura anche lo studio della biodiversità di aree desertiche, finora poco indagate: sono 150 i campioni di piante raccolte e decine i reperti zoologici (insetti, aracnidi, molluschi e parti di sauri) che saranno oggetto di analisi genetiche. Il materiale studiato incrementerà le collezioni del Museo di Storia Naturale.

La spedizione sarà illustrata domani, mercoledì 20 dicembre (ore 15 – La Specola -aula S1,I piano – Via Romana, 17 Firenze) in una giornata in ricordo di Luisa Poggi, responsabile della sezione di Mineralogia del Museo di Storia Naturale, prematuramente scomparsa un anno fa.

All’iniziativa intervengono il presidente del Museo Guido Chelazzi, Giovanni Pratesi (Dipartimento di Scienze della Terra), Vanni Moggi Cecchi e Lorenzo Cecchi (Museo di Storia Naturale), Mario di Martino (Osservatorio Astrofisico di Torino-INAF), Gabriele Giuli (Università di Camerino) e Romano Serra (Università di Bologna e Museo del Cielo e della Terra). Seguirà la visita all’esposizione “Mineraliter. Pietre mirabili tra Medici e Natura” allestita alla Specola.

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Astronomia e Fisica a Firenze

Alla Specola una mostra ripercorre la storia di due discipline scientifiche legate alla vita della città.

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Da Galileo a Enrico Fermi. La storia di Firenze è strettamente legata all’astronomia e alla fisica. Le tappe fondamentali di questo rapporto sono ricostruite nella mostra “Astronomia e Fisica a Firenze. Dalla Specola ad Arcetri”, che si inaugura mercoledì 21 dicembre (ore 17, la Specola, Tribuna di Galileo – I piano, via Romana, 17), con la partecipazione del rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, del presidente del Museo di Storia Naturale Guido Chelazzi, del direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri Filippo Mannucci e del direttore del Dipartimento di Fisica e Astronomia Alessandro Marconi.

L’esposizione – in programma fino al 19 marzo – è ospitata alla Specola dove questa appassionante storia ebbe inizio nel lontano 1775 con la creazione, per volere del granduca Pietro Leopoldo di Lorena, dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale, primo esempio di museo scientifico aperto a tutta la popolazione. Qui, per opera di Felice Fontana, vennero raccolti dagli Uffizi, accanto ai reperti naturalistici, gli strumenti scientifici e di fisica sperimentale e gli antichi strumenti provenienti dalle collezioni medicee (astrolabi, orologi solari, bussole), alcuni dei quali appartenuti a Galileo, che aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita nella vicina Villa Il Gioiello.
Ma nell’esposizione – realizzata insieme al Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, dal Dipartimento di Fisica e Astronomia e dall’Osservatorio di Arcetri-INAF – si racconta anche della nascita del primo osservatorio astronomico fiorentino, nel Torrino della Specola e del suo successivo trasferimento ad Arcetri nel 1872.
Così come del ruolo trainante delle cattedre di Astronomia e Fisica per la nascita nel 1859 dell’Istituto Superiore di Studi pratici e di perfezionamento, trasformatosi nel 1924 nell’Università di Firenze e culla – nell’Istituto di Fisica, anch’esso ad Arcetri dagli anni ’20 del Novecento – di personalità come Franco Rasetti, Enrico Fermi, Bruno Rossi, Giuseppe Occhialini, Giulio Racah.
Il percorso espositivo, che si snoda fra documenti storici, testimonianze fotografiche e strumentazioni scientifiche, si articola in tre sezioni: la Tribuna di Galileo – ottocentesco tempio laico dedicato allo scienziato -, il corridoio espositivo e il Torrino. All’iniziativa collaborano la Sezione di Firenze dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Archivio Storico del Comune di Firenze, l’Istituto Nazionale di Ottica del CNR, la Biblioteca di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Firenze e il Museo Galileo

IL_LABORATORIO alla Specola

IL_LABORATORIO alla Specola. Domenica 26 ottobre 2014 dalle 10 alle 18 presso il Museo “La Specola” in Via Romana n.17 si inaugura IL_LABORATORIO, uno spazio di condivisione e scoperta, un’occasione di divertimento e apprendimento per grandi e piccini.
Un laboratorio sulle nuove tecnologie, nato dalla collaborazione tra PortaleRagazzi.it, Terza Cultura Società cooperativa e il Museo di Storia naturale dell’Università di Firenze.

Durante la prima apertura al pubblico saranno offerti, in forma gratuita, laboratori dimostrativi di robotica educativa, energie rinnovabili e modellazione e stampa 3D per far conoscere le future opportunità e le numerose proposte.

Verranno ripetuti 6 appuntamenti della durata di 50 minuti circa ciascuno alle ore 10:00, 11:00, 12:00, 15:00, 16:00 e 17:00 (max 30 partecipanti per appuntamento).
Per prenotazioni inviare un’email a prenotazioni@terzacultura.it

Bach alla Specola

Bach alla Specola. Concerto di Marco Papeschi alla Specola per la rassegna universitaria “Il tempio delle Muse” .Contiene una delle fughe più vaste e complesse di Johann Sebastian Bach: è la Seconda Sonata per violino in La minore (BMW 1003), uno dei capolavori del grande musicista tedesco.Marco_Papeschi E’ il programma del concerto “Omaggio a Bach”, con il maestro Marco Papeschi al violino, nuovo appuntamento de “Il tempio delle Muse”, rassegna di concerti ed eventi ospitata nelle sezioni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, che permette di ascoltare musica di repertori diversi in una cornice di scienza, arte e storia. Il concerto si svolge domenica 9 febbraio alle ore 11  presso la sezione di Zoologia del Museo “La Specola” (Salone al primo piano – via Romana, 17 Firenze).
“Il tempio delle Muse” è un evento progettato da Teresa Megale, delegata del rettore alle attività artistiche e spettacolari di Ateneo, e curata dal maestro Papeschi,  che è anche direttore dell’Orchestra dell’Università. La manifestazione si svolge con il contributo di Unicoop e il patrocinio del Comune e della Provincia di Firenze.Dopo la spiegazione ed esecuzione della Ciaccona della scorsa edizione de Il Tempio delle Muse, forse uno dei brani più impegnativi per un violinista per il virtuosismo tecnico e concettuale che lo caratterizza, il Maestro Marco Papeschi si presenta adesso con la Seconda Sonata per violino in La minore (BMW 1003) dove il secondo movimento è una delle fughe più vaste e complesse di Bach. La seconda sonata fa parte del gruppo dei “Sei solo violino senza basso accompagnato”, come lo stesso Bach amava definire le tre Partite e le tre Sonate che compongono il gruppo di opere BMW 1001-1006, tutte composte intorno al 1720 quando il musicista lavorava a Cothen. La maestria con cui è composta la Seconda Sonata è tale che impressionò gli stessi contemporanei, come il teorico musicale Johann Mattheson, che nel suo trattato scritto nel 1737, si chiedeva come potevano “queste…..brevi note” essere “tanto fertili da produrre un contrappunto di più di un intero foglio di musica, senza farlo sembrare insolitamente lungo e perdere di naturalezza”. Infatti al violino, considerato fino a quel momento come uno strumento solista, Bach impone una funzione musicale completa, senza l’accompagnamento di nessun altro strumento. Pur disponendo fisicamente di un’unica voce, quella del violino, Bach costruisce una polifonia a due, tre, perfino quattro voci, così complessa, innovativa e potente che l’ascoltatore non percepisce la necessità degli altri strumenti.