FIRENZE, SCHIMDT: “DIFENDIAMO CITTADINI DA ‘BARACCHINI’ CON MOSTRA”

Schmidt

Il direttore degli Uffizi all’inaugurazione istallazione Xhixha in piazza San Firenze: “siamo qui per combattere il degrado del ‘baldracchi’ moderni anche se il Tar la pensa diversamente.” Avvocato bancarellai Peruzzi: “

“Quando per la prima volta fu esposto il David di Michelangelo furono lanciati sassi contro la statua: noi siamo qui insieme al sindaco per difendere gli interessi dei cittadini, della collettività, dello Stato”. Così il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, nel corso dell’inaugurazione dell’esposizione di una installazione di Helidon Xhixha in piazza San Firenze, è intervenuto sulla vicenda del mancato spostamento dei banchi dalla piazza, per la sospensiva del provvedimento emanata d’urgenza dal Tar.

Parlando della mostra, ha spiegato che “quello che abbiamo fatto qui, come anche con il cinema nel piazzale degli Uffizi, e l’infopoint antibagarini in piazza Signoria, è di dare una concreta offerta di informazioni e culturale a cittadini e forestieri; la ragione stessa per cui gli Uffizi esistono è il combattimento contro il degrado. Furono costruiti da Cosimo I dei Medici per far fronte a una situazione imbarazzante per Firenze, il fatto che accanto a Palazzo Vecchio ci fosse il distretto a luci rosse, il cosiddetto distretto ‘La baldracca’. Ecco, così come Cosimo I costruì gli Uffizi per dare un’offerta culturale artistica e di teatro all’area, anche noi adesso combattiamo ‘i baldracchi’ di oggi giorno, con un’offerta culturale”.

Poi Eike Schmidt, rispondendo ai cronisti che osservavano come il Tar non la pensasse come lui, avendo emanato la sospensiva in favore degli ambulanti, si è concesso una battuta ironica: “E’ un segnale molto positivo che il Tar inizi a riunirsi anche nel fine settimana – ha sorriso – addirittura di domenica sera: vuol dire che ora la gente non lavora più da lunedì al venerdì, ma anche nel weekend, bene”.

 

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GIOCHI, SINDACO GROSSETO: “DELUSI DA SENTENZA TAR”

SLOT gioco d'azzardo sindaci

“Delusi per la bocciatura dell’ordinanza contro slot machine” si è espresso così il sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna. “Il Tar mette in pericolo disperati affetti da ludopatia.”

“Siamo delusi per la bocciatura dell’ordinanza contro le slot machine, il cui abuso avevamo cercato di arginare sul nostro territorio con una ordinanza che ne ne limitava l’orario di utilizzo: è una battaglia di principio in cui crediamo fermamente. Il Tribunale regionale, così facendo, contribuisce a mettere in pericolo quella folla crescente di disperati che quotidianamente dilapidano patrimoni, rovinando la loro vita e quella dei loro familiari”. Lo dice Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto.

“La nostra intenzione non era certo quella di danneggiare le attività commerciali – prosegue – ma di difendere i più deboli mettendoli al riparo dai danni tragici che la ludopatia può provocare. Eravamo e continueremo ad essere sensibili a questo problema perché sta acquistando, ogni giorno che passa, dimensioni preoccupanti. Lo abbiamo aggredito con gli strumenti che sono in nostro possesso e sono convinto che i cittadini siano dalla nostra parte: trovo immorale uno Stato che permetta comportamenti che possono essere pericolosi nei confronti di sé stessi e della propria famiglia.

Continueremo la nostra azione di contrasto alla ludopatia ed al gioco d’azzardo – conclude – fino a quando sarò sindaco. Il nostro impegno contro uno Stato parassita che nutre sé stesso servendosi della debolezze dei suoi cittadini. Abbiamo perso una battaglia ma è la guerra che conta ed è quella che vinceremo”.

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RIINA, ASS. VITTIME GEORGOFILI: ISTITUZIONI SI VERGOGNINO!

riina Associazione vittime Georgofili

Dura reazione dei familiari e vittime della strage dei Georgofili. “Riina cerca di uscire come nel 2001, impensabile che lo Stato prenda le parti della mafia.”

Si erano detti “basiti” i membri dell’associazione Vittime della Strage dei Georgofili, in un comunicato della presidente Giovanna Maggiani Chelli, verso la sentenza della Cassazione che ha aperto alla possibilità di concedere i domiciliari a Totò Riina a causa dei suoi gravi problemi di salute.  Ed oggi, in un comunicato, hanno ribadito il loro disappunto. “Le istituzioni e i politici si vergognino!” è stata la reazione dei familiari delle vittime ricordando come “Nel 2001 aggirando l’ostacolo dell’ergastolo attraverso il rito abbreviato Riina provò ad andare a casa come oggi, portando con se tutti mafiosi rei di strage. Oggi siamo alle solite”

Per l’associazione “Riina tenta di andare ai domiciliari portando con se tutti i mafiosi rei delle stragi del 1993.”  Viene comunque espressa cauta fiducia e dura condanna: “siamo certi che Riina non ce la farà. E’ impensabile che lo Stato che ha abbandonato Nadia ,Caterina ,Dario, Angela e Fabrizio insieme a 48 invalidi , oggi si metta l’ermellino  istituzionale   e difenda la posizione di Riina, invocando la malattia del primo criminale  d’Italia.”

In caso contrario, “se mai dovesse riuscire a prevalere la richiesta dei domiciliari a Riina, con un messaggio a “cosa nostra”  da far venire i brividi” l’associazione ha annunciato un iniziativa di protesta: “ci prenderemo in affitto una televisione e andremo  in giro  a dire quello che pensiamo  , parole che oggi sono concesse dai teleschermi  che contano  solo a personaggi che della mafia sanno e  hanno capito solo che quando uccide per fortuna  uccide i figli degli altri, i nostri.”

“Siamo scandalizzati” continua il comunicato “davanti a politici  che per salvare le sedie in Parlamento vanno in giro a professare un atto di fede verso Riina che li squalifica dal vivere  civile.” “Abbiamo seguito tutti  i processi di Firenze e i partiti che hanno preso soldi da Salvatore Riina perché perorassero la causa dell’annullamento del 41 bis,  e l’abolizione dell’ergastolo ostativo, sono tutti scritti a inchiostro indelebile sulla carta bollata  della Cassazione” conclude l’associazione .

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RIINA, ASS. VITTIME GEORGOFILI: ISTITUZIONI SI VERGOGNINO!

riina Associazione vittime Georgofili

Dura reazione dei familiari e vittime della strage dei Georgofili. “Riina cerca di uscire come nel 2001, impensabile che lo Stato prenda le parti della mafia.”

Si erano detti “basiti” i membri dell’associazione Vittime della Strage dei Georgofili, in un comunicato della presidente Giovanna Maggiani Chelli, verso la sentenza della Cassazione che ha aperto alla possibilità di concedere i domiciliari a Totò Riina a causa dei suoi gravi problemi di salute.  Ed oggi, in un comunicato, hanno ribadito il loro disappunto. “Le istituzioni e i politici si vergognino!” è stata la reazione dei familiari delle vittime ricordando come “Nel 2001 aggirando l’ostacolo dell’ergastolo attraverso il rito abbreviato Riina provò ad andare a casa come oggi, portando con se tutti mafiosi rei di strage. Oggi siamo alle solite”

Per l’associazione “Riina tenta di andare ai domiciliari portando con se tutti i mafiosi rei delle stragi del 1993.”  Viene comunque espressa cauta fiducia e dura condanna: “siamo certi che Riina non ce la farà. E’ impensabile che lo Stato che ha abbandonato Nadia ,Caterina ,Dario, Angela e Fabrizio insieme a 48 invalidi , oggi si metta l’ermellino  istituzionale   e difenda la posizione di Riina, invocando la malattia del primo criminale  d’Italia.”

In caso contrario, “se mai dovesse riuscire a prevalere la richiesta dei domiciliari a Riina, con un messaggio a “cosa nostra”  da far venire i brividi” l’associazione ha annunciato un iniziativa di protesta: “ci prenderemo in affitto una televisione e andremo  in giro  a dire quello che pensiamo  , parole che oggi sono concesse dai teleschermi  che contano  solo a personaggi che della mafia sanno e  hanno capito solo che quando uccide per fortuna  uccide i figli degli altri, i nostri.”

“Siamo scandalizzati” continua il comunicato “davanti a politici  che per salvare le sedie in Parlamento vanno in giro a professare un atto di fede verso Riina che li squalifica dal vivere  civile.” “Abbiamo seguito tutti  i processi di Firenze e i partiti che hanno preso soldi da Salvatore Riina perché perorassero la causa dell’annullamento del 41 bis,  e l’abolizione dell’ergastolo ostativo, sono tutti scritti a inchiostro indelebile sulla carta bollata  della Cassazione” conclude l’associazione .

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ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI: “BASITI PER DECISIONE CASSAZIONE SU RIINA”

Riina cassazione associazione Georgofili

L’Associazioni Georgofili sulla decisione della Cassazione e la possibilità dei domiciliari per Riina: “attendiamo verdetto tribunale di Bologna, iniziamo a preparare striscioni.”

“Il pronunciamento della Cassazione sulla richiesta di Riina di andare a morire ai domiciliari lascia a dir poco basiti. Aspettiamo fiduciosi il pronunciamento del tribunale di sorveglianza di Bologna, un giudice ci sarà pure in questo Paese. Dopo di che per non essere presi in contropiede cominciamo a preparare gli striscioni”. Lo scrive in un comunicato Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, secondo cui “dignità, umanità, invocate dalla Corte di Cassazione per il macellaio di via dei Georgofili possono essere esercitate tranquillamente all’infermeria del carcere o in un ospedale attrezzato per il 41 bis”.

“L’espressione usata ‘diritto ad una morte dignitosa’ la ritorniamo al mittente – commenta – Si può morire dignitosamente ovunque nelle mani di uno Stato, tranne in via dei Georgofili come è avvenuto il 27 maggio 1993 per Dario, Nadia, Caterina, Angela, Fabrizio e quanti ancora oggi spesso non possono condurre la vita che gli resta dignitosamente.”

“Ad ogni detenuto va garantito il diritto a morire dignitosamente” così la Cassazione ha aperto al differimento della pena dell’ottantaseienne ex capo di Cosa Nostra, affetto da gravi patologie. “Fermo restando lo spessore criminale” di Riina, ha continuato la Corte, va verificato se Totò Riina possa ancora considerarsi pericoloso. La richiesta era stata respinta lo scorso anno dal tribunale di sorveglianza di Bologna, che però, secondo la Cassazione, nel motivare il diniego aveva omesso “di considerare il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico”. “Il tribunale di Bologna” ha continuato “dovrà ora verificare e motivare se lo stato di detenzione carceraria comporti una sofferenza ed un’afflizione di tale intensità» da andare oltre la «legittima esecuzione di una pena”.

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