Beni confiscati alle mafie, in Toscana 141 immobili e 16 aziende destinate

Beni confiscati alle mafie, in Toscana 141 immobili e 16 aziende destinate

Altri 403 beni e 52 aziende sono in attesa: tra questi 134 e 31 le confisce definitive. L’assessore Ciuoffo ha incontrato il prefetto Bruno Corda: importante snellire le procedure per l’affidamento dei beni e coinvolgere le comunità

Un patrimonio di oltre diciassettemila immobili sparsi per l’Italia – 17.531 per la precisione, dato al 1 dicembre 2020 (il più recente) – e di questi 141 in Toscana. Sono i beni confiscati alla criminalità organizzata che l’azienda nazionale che li amministra, la Anbsc, ha già affidato agli enti territoriali, mantenuto in alcuni casi al patrimonio dello Stato o, in qualche occasione, venduto. Altrettanti sono in attesa di destinazione, gestiti ancora dall’agenzia, di cui 11.500 già confiscati definitivamente. E poi ci sono le aziende: circa 1.500 quelle ’destinate’ nel Paese, attorno alle 2.800 in attesa, tra queste oltre duemila confiscate in via definitiva.

Lo scenario è emerso in un recente incontro avvenuto tra l’assessore alla legalità della Toscana, Stefano Ciuoffo, e il nuovo direttore di Anbsc, il prefetto Bruno Corda: riunione che è servita per entrare subito nel merito, con una disamina delle priorità. Tra le prime quella di snellire le procedure per l’affidamento dei beni.

I 141 immobili già destinati che si trovano in Toscana non sono pochi. La regione non è terra di mafia, ma da anni è noto ed acclarato che le mafie vi investono e riciclano il denaro sporco guadagnato altrove. Il dato appare ancora più evidente se si considerano gli ulteriori 403 immobili che nell’attesa di una destinazione definitiva sono gestiti dall’agenzia. Di questi solo 134, va detto, sono confiscati definitivamente. Vanno poi aggiunte le aziende: sedici quelle destinate (di cui quindici messe in liquidazione, una venduta) e cinquantadue le imprese in gestione tutt’ora all’agenzia ((di cui 31 confische definitive).

“Sulla scorta di quanto avvenuto con la Tenuta di Suvignano in provincia di Siena (terreni e immobili per settecento ettari affidati tre anni fa alla Regione ndr) – ricorda l’assessore Ciuoffo – vorremmo replicare il modus operandi anche per altre proprietà di origine illecita, strutturando un rapporto sinergico con le istituzioni locali, a partire dai Comuni”.

La tenuta di Suvignano tra Monteroni d’Arbia e Murlo è divenuta infatti un’azienda agricola attiva e una casa della legalità, aperta a campi con gli studenti e i giovani e a iniziative con i cittadini. Una vera seconda vita.

“Riteniamo essenziale – prosegue l’assessore – definire un protocollo di intenti che possa fare da cornice alle azioni che dovremo mettere in campo: in collaborazione con l’agenzia, con il nucleo delle prefetture toscane, con gli attori sociali e gli enti locali, affinando il quadro conoscitivo dei beni presenti e del loro stato attuale, migliorando le procedure per l’assegnazione e sostenendo le iniziative di rilancio e rigenerazione, economica e sociale”.

Un lavoro non semplice perché “gran parte degli immobili o delle imprese che erano intestate a condannati o loro presta nome – spiega Ciuoffo – molto spesso sono risultate scatole vuote prive di un valore ‘autentico’”. Per questo, sottolinea l’assessore, è prezioso il lavoro dell’agenzia, che dovrà stabilire su quali immobili e aziende porre l’attenzione per un rilancio: assieme naturalmente a Comuni e Prefetture, “tenendo conto delle necessità delle comunità ma senza lasciare soli i sindaci nell’attività di trasformazione e gestione degli immobili”.

Della necessità di un lavoro di squadra è convinto anche il direttore dell’agenzia nazionale, Bruno Corda. “La cooperazione interistituzionale con le Regioni – sottolinea il prefetto – è di fondamentale importanza per la valorizzazione ed il recupero dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Da tempo è stato avviato un rapporto di collaborazione con il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni per armonizzare la legislazione regionale, al fine di poter operare in un quadro normativo omogeneo che possa consentire agli enti territoriali una più ampia fruibilità dei beni confiscati”. L’obiettivo condiviso è rendere più snello il sistema di destinazione attraverso una accurata selezione dei beni confiscati, immobili e aziende. “In particolare – aggiunge – per le aziende decisivo potrebbe risultare l’aiuto delle Regioni, con il contributo anche di istituti bancari, Camere di commercio e associazioni di categoria, per consentire alle stesse di “stare” sul mercato”. “Occorre creare un tessuto economico e culturale – prosegue – che dia concreta attenzione alle aziende e che le aiuti in un processo di rilancio economico e sociale, con riflessi positivi sull’occupazione”. “La collaborazione avviata con la Regione Toscana – conclude il direttore – non può che essere valutata positivamente”.

Comune per comune, gli immobili destinati
I 141 immobili già destinati in Toscana sono stati affidati in 105 casi ad d enti territoriali (ed utilizzati, tra questi, per 78 volte per fini sociali). Ventitré sono rimasti al patrimonio dello Stato e tredici venduti. Scorrendo la mappa della regione, ce ne sono 43 nella provincia di Arezzo (Marciano della Chiara, Terranova Bracciolini), 23 in provincia di Pistoia (nei comuni di Buggiano, Larciano, Massa e Cozzile, Montale, Montecatini Terme), 16 nel territorio della Città metropolitana fiorentina (Campi Bisenzio, Tavarnelle Val di Pesa, Firenze), 14 a Siena 14 (Chianciano Terme, Montepulciano, Radda in Chianti, Radicofani), 13 in provincia di Massa Carrara (nei comuni di Licciana Nardi, Lassa, Montignoso), altrettanti in provincia di Lucca (Altopascio, Forte dei Marmi, Lucca, Viareggio), otto in provincia di Prato (Montemurlo, Prato, Vaiano), sette nella provincia di Grosseto (Monteargentario), tre nella provincia di Pisa (Cascina, Montopoli Val d’Arno) ed uno nella provincia di Livorno (Rosignano Marittimo).

Gli altri immobili in gestione
Dei 403 beni sul territorio toscano in gestione ancora all’agenzia nazionale, 140 sono in provincia di Lucca(nei comuni di Altopascio, Camaiore, Camporgiano, Lucca, Pietrasanta, Viareggio), 55 a Pisa (Cascina, Castelfranco di Sotto, Pisa, Santa Croce sull’Arno, Santa Maria a Monte, Vecchiano), 46 a Pistoia (Buggiano, Chiesina Uzzanese, Montale, Montecatini terme, Pistoia, Quarrata, Serravalle Pistoiese), 43 a Prato (Montemurlo, Poggio a Caiano, Prato), 40 a Livorno (Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, Cecina, Piombino, Portoferraio, Rosignano Marittimo, San Vincenzo), 40 nell’aretino (Arezzo), 14 nel senese(Colle Val d’Elsa, Monteriggioni, San Gimignano), 12 nel fiorentino (Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Firenze), 9 a Massa-Carrara (Carrara, Fivizzano, Massa, Montignoso) e 4 nel grossetano (Grosseto).

Dove sono le aziende liquidate, vendute o in gestione
Di sedici aziende, confiscate alla criminalità, messe in liquidazione o vendute cinque si trovano in provincia di Livorno (Livorno, Piombino, Rosignano Marittimo), una nell’aretino (Montevarchi), due nell’area della città metropolitana fiorentina (Sesto fiorentino, Campi Bisenzio), tre in provincia di Lucca (Lucca e Viareggio), ancora tre a Massa-Carrara (Aulla, Carrara, Massa) e due nel pratese (Prato). Le altre cinquantadue in gestione hanno sede nel fiorentino (15 tra Firenze, Sesto Fiorentino e Fucecchio), in provincia di Lucca (10 tra Viareggio, Camporgiano, Lucca, Pietrasanta e Seravezza), nel pratese (nove tra Prato e Montemurlo), in provincia di Massa-Carrara (a Pontremoli, Carra, Massa e Licciana Nardi, sette in tutto), nel livornese (cinque tra Rosignano Marittimo, Portoferrario, Livorno e Piombino), nel pistoiese (Montecatini Terme, Agliana e Monsummano terme,quattro complessivamente) e nel pisano (due tra Ponsacco e Pisa).

Sul sito della Regione:
Osservatorio sui beni confiscati alla criminalità organizzata – banca dati e mappa georeferenziata: http://mappe.regione.toscana.it/tolomeo.html?preset=33224

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Scuola: Toscana, 2,5 milioni per connettività Internet

Scuola: Toscana, 2,5 milioni per connettività Internet

Dal 23 dicembre sarà possibile presentare le domande da parte degli istituti. Finanziamenti anche per gli studenti che hanno necessità di acquistare dispositivi e di meglio collegarsi alla rete.

E’ di 2,5 milioni di euro lo stanziamento deciso dalla Regione Toscana per permettere agli istituti scolastici e agli studenti e studentesse di collegarsi meglio alla rete e di garantire quindi una migliore didattica a distanza.

Lo hanno annunciato, nel corso di una conferenza stampa, il presidente Eugenio Giani e gli assessori Alessandra Nardini (istruzione) e Stefano Ciuoffo (sistemi informativi ed infrastrutture digitali).

Il bando regionale destinato agli enti locali (Comuni, Unioni di Comuni e Province) si aprirà mercoledì 23 dicembre. Due milioni andranno alle scuole, 500 mila euro agli studenti.

La Regione Toscana, al fine di rispondere a una necessità concreta delle scuole, si è attivata in attesa del piano scuola che a livello nazionale sta attuando “Infratel”, la società in-house del ministero dello Sviluppo economico e soggetto attuatore del piano nazionale banda larga e del progetto strategico per la banda ultra-larga in Italia.

Dai dati raccolti e dalle interviste è emerso che la connettività utilizzata dagli istituti scolastici è fortemente differenziata e spazia dalla connessione in fibra ottica alle connessioni Adsl, via cavo e wireless. I dati sono stati raccolti attraverso il sistema informativo regionale e con interviste fatte ai 378 presidi di scuole di tutte le province. La Regione si è così dotata di uno strumento conoscitivo necessario per aiutare in maniera puntuale e specifica le scuole e gli studenti.

Tali dati sono stati utilizzati per quantificare il finanziamento che consentirà agli Enti locali di acquisire la miglior connettività disponibile per sopperire alle attuali mancanze, con la maggior rapidità possibile, anche grazie alla tipologia di bando utilizzata che prevede l’immediata erogazione dei finanziamenti.

La dotazione finanziaria da destinare a questo avviso pubblico insiste sul bilancio regionale 2020-22 a seguito della recente approvazione, da parte del Consiglio regionale, della terza variazione al bilancio di previsione.

La giunta regionale, attraverso l’assessorato all’innovazione digitale, ha individuato nell’Artea, l’agenzia regionale per le erogazioni, l’organismo che dovrà assegnare, attraverso un bando destinato agli enti locali, i contributi.

Questa misura fa seguito alle iniziative già messe in campo dalla regione Toscana nell’ambito degli interventi a favore degli studenti, dopo la penalizzazione da loro subita con le attività a distanza rese necessarie dal lockdown, indispensabili a contrastare il covid-19. Già da mesi è aperto il tavolo di confronto fra Governo e Regioni e il Piano scuola nazionale è in corso di attuazione. In quest’ottica, tuttavia, la regione Toscana sta mettendo in atto anche delle misure autonome per favorire l’attività didattica e correre in aiuto concreto agli studenti che devono logicamente avere a disposizione adeguati strumenti informatici per seguire le lezioni da remoto.

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Edizione 2020 del meeting dei diritti umani di Regione Toscana in modalità virtuale

Edizione 2020 del meeting dei diritti umani di Regione Toscana in modalità virtuale

L’edizione 2020 del meeting dei diritti umani organizzata da Regione Toscana sarà dedicata a ‘Pace, Giustizia e Istituzioni solide’, cioè l’obiettivo 16 dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile.

Nell’anno segnato dall’emergenza Covid anche il meeting avrà un’edizione particolare: gli organizzatori hanno voluto, spiega una nota,  “mantenere una presenza fisica di alcuni degli ospiti al Mandela Forum, come ogni anno, ma il palazzetto sarà vuoto: gli studenti  e le studentesse seguiranno l’evento collegandosi via internet da ogni parte della Toscana”.
Il via al meeting alle 9.30 con i saluti istituzionali degli assessori regionali Alessandra Nardini, con delega alla promozione dei diritti umani e della cultura di pace e Stefano Ciuoffo, con delega alla cultura della legalità e del sindaco di Firenze, Dario Nardella.
Tra gli ospiti don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera e l’onorevole Andrea Orlando, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie. Sono previsti poi interventi di Iacopo Melio, consigliere della Regione Toscana con delega a diritti e pari opportunità, e di Bernard Dika, consigliere del presidente Giani per le politiche
giovanili e l’innovazione.
Durante l’iniziativa, grazie alle nuove tecnologie, sarà stimolata la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze e saranno proiettati i lavori di alcune classi. L’intermezzo musicale sarà affidato ai BowLand, gruppo di origine iraniana ormai di casa a Firenze e che canteranno “Disamistade” di Fabrizio De André.
Il giornalista Saverio Tommasi contestualizzerà i temi trattati narrando, in forma di breve monologo teatrale, la storia di alcuni personaggi: Lea Garofalo, Giovanni Falcone, Patrick Zaki.
Durante l’evento, in esterno, il writer Andrea Cascìu, street artist e direttore artistico dell’associazione Pennelli Ribelli, dipingerà un murale appositamente ideato per l’evento all’interno del Parco San Donato di Novoli e concluderà in diretta l’opera.
Alle 11.45 è in programma l’intervento conclusivo del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
Chiunque lo vorrà potrà seguire l’evento in streaming, collegandosi al sito.

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Firenze Digitale, nasce la prima piattaforma italiana per le competenze digitali

Firenze Digitale, nasce la prima piattaforma italiana per le competenze digitali

Primo esempio di palinsesto promosso da un Comune per mettere a disposizione di cittadini, imprese, Pa attività di divulgazione, conoscenza e promozione dei saperi digitali

Formazione di base e qualificata, tutorial, divulgazione e promozione dell’uso degli strumenti digitali e di una matura cultura digitale con un palinsesto web e social dedicato. È l’obiettivo della nuova piattaforma ‘Firenze Digitale’, primo portale in Italia dedicato alle competenze digitali promosso da un comune: Firenze, con capofila l’Amministrazione comunale, diventa così la prima città italiana a organizzare e mettere in campo un programma di attività per imparare, informarsi, accedere ai servizi, promuovere cultura e competenze, mai come oggi fondamentali per cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni.

Il portale www.firenzedigitale.it è stato presentato oggi dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dall’assessora all’Innovazione, smart city e sistemi informativi Cecilia Del Re, con il saluto dalla ministra per l’Innovazione Paola Pisano e la partecipazione di tutti i partner del progetto. Sulla piattaforma è possibile trovare video, tutorial, notizie, appuntamenti di formazione e scambio, oltre a un quiz per scoprire il proprio livello di conoscenza digitale ed essere indirizzato ai contenuti più idonei.

“Una piattaforma innovativa -ha detto il sindaco Nardella – che ci permetterà di offrire gratuitamente a tutta la nostra popolazione informazioni, progetti, idee, strumenti, occasioni di formazione, notizie sui progetti di Smart city in città, così che i cittadini possano essere consapevoli delle proprie competenze digitali e usare al meglio le opportunità che metteremo loro a disposizione. Il nostro obiettivo – ha proseguito il sindaco – non è solo quello di avere una città smart ma anche fiorentini smart: non vogliamo cadere nel paradosso di investire sulle tecnologie e non sulla cultura e sulla formazione dei nostri cittadini”.

“La digitalizzazione – ha detto l’assessora Del Re – è in parte un processo tecnologico, ma vive anche di una componente legata alle competenze delle persone: non basta portare la banda larga e ultralarga, è necessario favorire lo sviluppo delle competenze digitali della popolazione. Un processo che deve necessariamente essere a vantaggio di tutti, senza distinzioni sociali ed economiche. Questa urgenza è emersa in modo prorompente durante il lockdown che ha evidenziato come una società digitale evoluta sia la condizione necessaria per la resilienza. Firenze Digitale ha proprio questo obiettivo e si pone come primo esempio nazionale di piattaforma promossa da un’amministrazione comunale, in un quadro che vede l’Italia in fondo alla classifica europea per competenze digitali”.

“L’intento – afferma l’assessore alle Infrastrutture digitali della Regione Toscana Stefano Ciuoffo – è aiutare a dispiegare i ‘diritti digitali’ che ogni cittadino ormai può rivendicare permettendogli di rapportarsi anche da casa con la Pubblica Amministrazione in modo semplice, di particolare importanza in momenti di lockdown. Questo è il primo prototipo del progetto ma stiamo già lavorando per creare un sito analogo e coordinato sul portale open.toscana.it dove, nella sezione ‘servizi’, è già disponibile un catalogo dei servizi digitali della Regione Toscana e dei comuni ed enti toscani, con oltre 900 servizi catalogati. Il portale open.toscana.it intende essere, insieme alla app che lo accompagna, un punto di accesso semplificato ai servizi dove cittadini ed imprese possono trovare, in modo semplice e veloce, le cose che cercano, sia in termini di servizi, di canali di partecipazione, di open data ed altro. La collaborazione tra amministrazioni pubbliche è importante e vorremmo il nuovo sito FirenzeDigitale come esperienza pilota per un progetto più ampio, che coinvolga tutta la Toscana, le città ed i territori, per arrivare a tutti i cittadini”.

“Una digitalizzazione sempre più diffusa, che coinvolga i cittadini, le imprese e la Pubblica amministrazione – ha detto il presidente della Camera di commercio di Firenze Leonardo Bassilichi -, è la sfida che dobbiamo vincere per rendere il nostro territorio e il Paese sempre più competitivi. Creare un sistema pubblico coeso che condivide le informazioni e per quanto possibile le mette a sistema per un miglioramento complessivo dell’azione amministrativa va esattamente in questa direzione”.

“Nell’ambito del progetto – ha detto il presidente di Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo -, il sistema delle aziende di servizio pubblico locale ha dimostrato di essere un attore fondamentale per la rivoluzione digitale del territorio, la vera sfida economica del presente e del futuro. Firenze Digitale rappresenta una buona pratica per un paese come l’Italia, che sconta un grave ritardo in Europa per i livelli di digitalizzazione di amministrazione e imprese, mentre è evidente ormai che la digitalizzazione è uno dei driver più potenti per la crescita economica ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. In questi mesi si decide sia sul Recovery Fund che sui Fondi Strutturali 2021-27, finanziamenti che indicano come centrale il tema dell’economia digitale e che dobbiamo essere pronti a cogliere. Le aziende fiorentine hanno dimostrato di sapere realizzare i progetti nati in questi anni, mostrando come il nostro sistema di imprese sia già pronto per questo lavoro”.

“Con questo accordo consolidiamo un rapporto di collaborazione votato all’innovazione come strumento per creare opportunità in modo inclusivo, sicuro e accessibile a tutti – ha detto l’amministratore delegato di Cisco Italia Agostino Santoni -. Competenze e sicurezza sono i due pilastri su cui si regge la digitalizzazione e servono iniziative come questa, che vedono l’impegno congiunto di pubblico e privato, per portarle avanti; mettendo le persone al centro, perché ottengano le skill richieste per usare i servizi, le piattaforme digitali che fanno parte di ogni aspetto della nostra vita, e per contribuire ai loro futuri sviluppi”.

Il portale nasce dallo sviluppo del piano Firenze Digitale partito nel 2016 con promotore il Comune di Firenze e portato avanti grazie al lavoro congiunto di Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Confservizi Cispel Toscana e delle aziende partecipate Alia, Publiacqua, Firenze Parcheggi, Sas, Toscana Energia, Ataf, Silfi, Casa spa, Farmacie Fiorentine: le attività portate avanti fino ad oggi in forma di governance collaborativa hanno contribuito all’integrazione delle banche dati cittadine e alla creazione di servizi più efficienti.

Oggi, grazie a un incremento dei finanziamenti promosso nel 2020 dal Comune di Firenze e coadiuvato dai partner, Firenze digitale si rilancia e punta sulle competenze digitali con formazione di base e qualificata, tutorial per i cittadini, le scuole, gli anziani, le categorie e le associazioni, presentazioni e seminari, notizie su innovazione digitale e Smart city, attività di engagement con associazioni di cittadini e di divulgazione e promozione dell’uso degli strumenti digitali e di una matura cultura digitale. Una programmazione web e social per far conoscere opportunità e nuove professioni del digitale, mettere al centro i servizi per i cittadini e le imprese, le nuove possibilità per il settore pubblico, tematiche innovative come la comunicazione e informazione pubblica digitale, i linguaggi corretti, le opportunità a disposizione della comunità. E’ solo l’inizio di un’attività che mira a essere un punto di riferimento per il territorio fiorentino e non solo e sarà aggiornata costantemente nei prossimi mesi per permettere a tutti di testare e migliorare il proprio livello di competenze digitali.

All’interno del portale è disponibile anche il quiz “Quanto sei digitale?” per misurarsi ed essere indirizzati ai contenuti più utili per l’aggiornamento. Un test provato anche dal Maestro Giorgio Vasari, protagonista del video di lancio dell’iniziativa. Firenze Digitale è stato inserito anche su Repubblica Digitale, l’iniziativa strategica nazionale promossa dal dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alle attività e ai contenuti del portale hanno collaborato, oltre agli enti promotori: Cisco Italia; master in “Digital Transformation. Progettare e gestire l’innovazione: analisi, linguaggio e strumenti della rivoluzione digitale” dell’Università degli Studi di Firenze; Unione italiana ciechi.

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Firenze Digitale, nasce la prima piattaforma italiana per le competenze digitali

Firenze Digitale, nasce la prima piattaforma italiana per le competenze digitali

Primo esempio di palinsesto promosso da un Comune per mettere a disposizione di cittadini, imprese, Pa attività di divulgazione, conoscenza e promozione dei saperi digitali

Formazione di base e qualificata, tutorial, divulgazione e promozione dell’uso degli strumenti digitali e di una matura cultura digitale con un palinsesto web e social dedicato. È l’obiettivo della nuova piattaforma ‘Firenze Digitale’, primo portale in Italia dedicato alle competenze digitali promosso da un comune: Firenze, con capofila l’Amministrazione comunale, diventa così la prima città italiana a organizzare e mettere in campo un programma di attività per imparare, informarsi, accedere ai servizi, promuovere cultura e competenze, mai come oggi fondamentali per cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni.

Il portale www.firenzedigitale.it è stato presentato oggi dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dall’assessora all’Innovazione, smart city e sistemi informativi Cecilia Del Re, con il saluto dalla ministra per l’Innovazione Paola Pisano e la partecipazione di tutti i partner del progetto. Sulla piattaforma è possibile trovare video, tutorial, notizie, appuntamenti di formazione e scambio, oltre a un quiz per scoprire il proprio livello di conoscenza digitale ed essere indirizzato ai contenuti più idonei.

“Una piattaforma innovativa -ha detto il sindaco Nardella – che ci permetterà di offrire gratuitamente a tutta la nostra popolazione informazioni, progetti, idee, strumenti, occasioni di formazione, notizie sui progetti di Smart city in città, così che i cittadini possano essere consapevoli delle proprie competenze digitali e usare al meglio le opportunità che metteremo loro a disposizione. Il nostro obiettivo – ha proseguito il sindaco – non è solo quello di avere una città smart ma anche fiorentini smart: non vogliamo cadere nel paradosso di investire sulle tecnologie e non sulla cultura e sulla formazione dei nostri cittadini”.

“La digitalizzazione – ha detto l’assessora Del Re – è in parte un processo tecnologico, ma vive anche di una componente legata alle competenze delle persone: non basta portare la banda larga e ultralarga, è necessario favorire lo sviluppo delle competenze digitali della popolazione. Un processo che deve necessariamente essere a vantaggio di tutti, senza distinzioni sociali ed economiche. Questa urgenza è emersa in modo prorompente durante il lockdown che ha evidenziato come una società digitale evoluta sia la condizione necessaria per la resilienza. Firenze Digitale ha proprio questo obiettivo e si pone come primo esempio nazionale di piattaforma promossa da un’amministrazione comunale, in un quadro che vede l’Italia in fondo alla classifica europea per competenze digitali”.

“L’intento – afferma l’assessore alle Infrastrutture digitali della Regione Toscana Stefano Ciuoffo – è aiutare a dispiegare i ‘diritti digitali’ che ogni cittadino ormai può rivendicare permettendogli di rapportarsi anche da casa con la Pubblica Amministrazione in modo semplice, di particolare importanza in momenti di lockdown. Questo è il primo prototipo del progetto ma stiamo già lavorando per creare un sito analogo e coordinato sul portale open.toscana.it dove, nella sezione ‘servizi’, è già disponibile un catalogo dei servizi digitali della Regione Toscana e dei comuni ed enti toscani, con oltre 900 servizi catalogati. Il portale open.toscana.it intende essere, insieme alla app che lo accompagna, un punto di accesso semplificato ai servizi dove cittadini ed imprese possono trovare, in modo semplice e veloce, le cose che cercano, sia in termini di servizi, di canali di partecipazione, di open data ed altro. La collaborazione tra amministrazioni pubbliche è importante e vorremmo il nuovo sito FirenzeDigitale come esperienza pilota per un progetto più ampio, che coinvolga tutta la Toscana, le città ed i territori, per arrivare a tutti i cittadini”.

“Una digitalizzazione sempre più diffusa, che coinvolga i cittadini, le imprese e la Pubblica amministrazione – ha detto il presidente della Camera di commercio di Firenze Leonardo Bassilichi -, è la sfida che dobbiamo vincere per rendere il nostro territorio e il Paese sempre più competitivi. Creare un sistema pubblico coeso che condivide le informazioni e per quanto possibile le mette a sistema per un miglioramento complessivo dell’azione amministrativa va esattamente in questa direzione”.

“Nell’ambito del progetto – ha detto il presidente di Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo -, il sistema delle aziende di servizio pubblico locale ha dimostrato di essere un attore fondamentale per la rivoluzione digitale del territorio, la vera sfida economica del presente e del futuro. Firenze Digitale rappresenta una buona pratica per un paese come l’Italia, che sconta un grave ritardo in Europa per i livelli di digitalizzazione di amministrazione e imprese, mentre è evidente ormai che la digitalizzazione è uno dei driver più potenti per la crescita economica ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. In questi mesi si decide sia sul Recovery Fund che sui Fondi Strutturali 2021-27, finanziamenti che indicano come centrale il tema dell’economia digitale e che dobbiamo essere pronti a cogliere. Le aziende fiorentine hanno dimostrato di sapere realizzare i progetti nati in questi anni, mostrando come il nostro sistema di imprese sia già pronto per questo lavoro”.

“Con questo accordo consolidiamo un rapporto di collaborazione votato all’innovazione come strumento per creare opportunità in modo inclusivo, sicuro e accessibile a tutti – ha detto l’amministratore delegato di Cisco Italia Agostino Santoni -. Competenze e sicurezza sono i due pilastri su cui si regge la digitalizzazione e servono iniziative come questa, che vedono l’impegno congiunto di pubblico e privato, per portarle avanti; mettendo le persone al centro, perché ottengano le skill richieste per usare i servizi, le piattaforme digitali che fanno parte di ogni aspetto della nostra vita, e per contribuire ai loro futuri sviluppi”.

Il portale nasce dallo sviluppo del piano Firenze Digitale partito nel 2016 con promotore il Comune di Firenze e portato avanti grazie al lavoro congiunto di Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Confservizi Cispel Toscana e delle aziende partecipate Alia, Publiacqua, Firenze Parcheggi, Sas, Toscana Energia, Ataf, Silfi, Casa spa, Farmacie Fiorentine: le attività portate avanti fino ad oggi in forma di governance collaborativa hanno contribuito all’integrazione delle banche dati cittadine e alla creazione di servizi più efficienti.

Oggi, grazie a un incremento dei finanziamenti promosso nel 2020 dal Comune di Firenze e coadiuvato dai partner, Firenze digitale si rilancia e punta sulle competenze digitali con formazione di base e qualificata, tutorial per i cittadini, le scuole, gli anziani, le categorie e le associazioni, presentazioni e seminari, notizie su innovazione digitale e Smart city, attività di engagement con associazioni di cittadini e di divulgazione e promozione dell’uso degli strumenti digitali e di una matura cultura digitale. Una programmazione web e social per far conoscere opportunità e nuove professioni del digitale, mettere al centro i servizi per i cittadini e le imprese, le nuove possibilità per il settore pubblico, tematiche innovative come la comunicazione e informazione pubblica digitale, i linguaggi corretti, le opportunità a disposizione della comunità. E’ solo l’inizio di un’attività che mira a essere un punto di riferimento per il territorio fiorentino e non solo e sarà aggiornata costantemente nei prossimi mesi per permettere a tutti di testare e migliorare il proprio livello di competenze digitali.

All’interno del portale è disponibile anche il quiz “Quanto sei digitale?” per misurarsi ed essere indirizzati ai contenuti più utili per l’aggiornamento. Un test provato anche dal Maestro Giorgio Vasari, protagonista del video di lancio dell’iniziativa. Firenze Digitale è stato inserito anche su Repubblica Digitale, l’iniziativa strategica nazionale promossa dal dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alle attività e ai contenuti del portale hanno collaborato, oltre agli enti promotori: Cisco Italia; master in “Digital Transformation. Progettare e gestire l’innovazione: analisi, linguaggio e strumenti della rivoluzione digitale” dell’Università degli Studi di Firenze; Unione italiana ciechi.

L'articolo Firenze Digitale, nasce la prima piattaforma italiana per le competenze digitali proviene da www.controradio.it.