Banda larga in Toscana anche nelle zone “a fallimento di mercato”

Banda larga in Toscana anche nelle zone “a fallimento di mercato”

“La banda larga ad alta velocità sta arrivando in tutte le aree interne della Toscana, anche in quelle considerate “a fallimento di mercato” . Così anche a San Miniato.

“Già questa è una risposta concreta a chi, da paladino del mercato libero sollecita l’intervento delle istituzioni quando questo manifesta delle palesi insufficienze”.  Si apre così una dichiarazione dell’assessore regionale alle infrastrutture digitali Stefano Ciuffo in risposta a una interrogazione orale del consigliere di Forza Italia Marco Stella centrata sulle difficoltà di connessione in alcune aree di San Miniato.

“Open fiber, la società che gestisce l’appalto, comunica che in quest’area i lavori nelle aree bianche, cioè in quelle  dove gli operatori telefonici privati non ritengono che vi sia convenienza di intervento per i privati,  finiranno a fine novembre. Ma siccome non vogliamo che restino altre aree bianche in quel territori, come Regione ci impegniamo a intervenire per risolvere i problemi anche in quei territori dove, pur essendo dichiarata e generica futura copertura privata, si registrano difficoltà adesso.  Sappiamo infatti bene quanto una rete efficiente sia decisiva per la competitività delle aziende, specie di quelle che hanno sede nelle aree interne. Ritengo quindi l’intervento pubblico necessario per garantire la cittadinanza digitale a tutti”.

Ed è proprio sulla base di questa grande azione di digitalizzazione sostenuta dal pubblico (sono 770.000 i cittadini delle aree interne coinvolti) che l’assessore orienta la sua risposta al consigliere di Forza Italia.

“Non sono uso alla polemica – afferma – ma c’è un limite che sento esser superato. Chi ha predicato e praticato l’inno alla bellezza del privato rispetto al pubblico, ne scopre oggi le conseguenze. Ai gestori privati è stata lasciata la parte remunerativa degli investimenti e oggi si sollecita lo Stato ad intervenire nelle aree “a fallimento di mercato”. Un rappresentante di Forza Italia scopre il problema e se ne erge a paladino difensore omettendo l’identità dei responsabili di queste scelte. L’inversione di questa strategia è esclusivo merito dei recenti governi a partire da quello di centrosinistra. La proprietà pubblica delle reti è una conquista di democrazia. Recupereremo il danno subito e il ritardo, ma non accetto critiche da chi è causa di tutto questo”.

In dettaglio l’intervento pubblico nelle aree bianche del comune di San Miniato, per un importo di circa 380mila euro, consiste nel collegare in fibra ottica 478 unità immobiliari nelle località Palagio, La Serra, Bucciano, Le Tombe, Bottega Genovini, Balcone visi. Le altre aree bianche individuate sono state escluse dall’intervento pubblico per dichiarata copertura di altri operatori privati (è difatti vietato l’utilizzo di risorse pubbliche laddove servizi di banda ultra larga risultino essere presenti).
“Anche in questa aree comunque – conclude Ciuoffo – la Regione Toscana si è impegnata per  cercare di affrontare e risolvere le questioni manifestate dai territori. Senza essere connessi, infatti, è sempre più difficile lavorare e vivere”.

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Festa della legalità a Suvignano, tra i giovani contro le mafie

Festa della legalità a Suvignano, tra i giovani contro le mafie

Festa della legalità:  la terza edizione si è svolta in versione ridotta per via delle restrizioni  Covid. Si è svolta a Suvignano, la tenuta nel senese strappata alla mafia, 640 ettari di terreni e una doppia dozzina di immobili, la più grande confisca avvenuta in una regione del nord Italia, sequestrata la prima volta dal giudice Falcone nel  1983 e dal 2018 restituita ai toscani ed amministrata dalla Regione attraverso Ente Terre di Toscana.

Festa della legalità, Suvignano:  “Presto, speriamo già nelle prossime settimane, partiranno i lavori per ristrutturare e attrezzare come foresteria uno degli edifici  di fianco alla villa padronale” annuncia l’assessore alla legalità della Toscana, Stefano Ciuoffo. Lì potranno essere accolti almeno una quindicina di ospiti e forse anche più, ampliando le possibilità di organizzare campi e iniziative con i ragazzi: come quelli che Arci sta organizzando proprio adesso, trentotto partecipanti in tre settimane. Sono in fase di ricostruzione anche i capannoni per il fieno distrutti da un incendio non troppi mesi fa  – “grazie all’attento lavoro della collega Stefania Saccardi e dei suoi uffici” premette l’assessore – e sono allo studio progetti, dall’allargamento dell’allevamento dei maiali di cinta senese ai fagioli locali, per ampliare l’attività agricola, cuore dell’azienda assieme a due agriturismi.

La seconda notizia interessa le iniziative rivolte ai giovani, non solo a Suvignano.  Con la variazione di bilancio di luglio la Regione ha messo infatti a disposizione altri 20 mila euro per i campi di studio e volontariato organizzati da Arci e Libera nella tenuta e 140 mila euro saranno invece la dote di un prossimo bando per le attività di educazione alla legalità nelle scuole promosse dal Terzo settore.

“Il cammino che intravediamo avanti è ancora lungo – si sofferma l’assessore Ciuoffo – ma la strada è tracciata: quella di un sostegno ad una formazione attenta e ad una nuova cultura della legalità, parte di un rinnovato civismo. E ci riempie davvero di orgoglio che Suvignano sia diventato un modello nazionale, dove l’economia (e la promozione delle attività economiche dell’azienda e di un intero territorio) si somma alla socialità”.  “Pensavamo di essere immuni – riflette l’assessore –  e non ci siamo accorti della mafia che si era infiltrata negli spazi lasciati incustoditi: qui a Siena come altrove. Come a Livorno, da dove abbiamo capito che passa la droga diretta in gran parte d’Europa.  Non possiamo però  tollerare che questo ‘altro da noi’ sia parte di noi: la civilissima Toscana non può permetterselo”.

E si deve partire dai giovani. Ne è convinto anche Bernard Dika,  consigliere del presidente Giani per le politiche giovanili, 23 anni, nel 2016 nominato “alfiere della Repubblica” dal presidente Mattarella. “Anche in Toscana c’è mafia” dice. Sono 597 i beni confiscati ad oggi tra aziende e immobili, di cui 174 già destinati.  “Non possiamo – aggiunge Dika -far finta di niente, anche se è una mafia sicuramente silenziosa e per questo più difficile forse da combattere. Le ragazze e i ragazzi del presente possono davvero cambiare le cose. Va debellato, fin dai banchi di scuola, quel senso che porta a ragionare in modo mafioso, educando a ripudiare quei disvalori che fanno sì che la mafia attecchisca anche in Toscana”.

Intervengono prima i sindaci di Murlo David Ricci e di Monteroni d’Arbia Gabriele Berni, quindi il presidente della provincia di Siena e sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e il direttore di Ente Terre Toscane Giovanni Sordi. “Le nostre azioni hanno una ricaduta su quello che ci sta attorno e la mafia, creata dall’uomo – ripete Dika -, può essere ancora dall’uomo cambiata. Sta tutto nelle nostre mani”.

 “Siamo a metà settimana ed è già stata un’esperienza intensa – racconta Alessio da Livorno, uno dei giovani del campo organizzato da Arci – E’ qualcosa assolutamente da consigliare per i giovani che vanno ancora a scuola e stanno formando la propria personalità, ma sarebbe altrettanto importante che a momenti come questi partecipasse pure chi la scuola l’ha già finita, perché è allora che forse si è meno difesi e si può smarrire la strada”. Di giovani, pur ridotti dalle restrizioni Covid, sabato a Suvignano  ce n’erano diversi. E questo è sicuramente un bel segnale.

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🎧 Innovazione: presentato “Toscana digital summit”

🎧 Innovazione: presentato “Toscana digital summit”

Il summit si propone di delineare le principali iniziative in corso nella Regione e nei sistemi territoriali per lo sviluppo delle infrastrutture digitali, per favorire la crescita digitale delle imprese e per il miglioramento della qualità della partecipazione e dei servizi ai cittadini.

Dalla sanità alle infrastrutture, dal turismo alla Cybersecurety; come si stanno trasformando le  principali realtà innovative della Toscana? A questo interrogativo proverà a rispondere,  martedì 13 luglio, il “Toscana digital summit”, nell’ambito del “Digital Italy program 2021″.

La manifestazione è articolata in una intera giornata di lavori (dalle 9 alle 18) e prevede la realizzazione di 6 sessioni plenarie dedicate: digital transformation e sviluppo dell’economia regionale; digital healthcare ed emergenza Covid-19; mobilità sostenibile, infrastrutture e trasporto pubblico locale; cybersecurity; smart City e turismo; ecosistema 5G.

Il summit si propone di delineare le principali iniziative in corso nella Regione e nei sistemi territoriali per lo sviluppo delle infrastrutture digitali, per favorire la crescita digitale delle imprese e per il miglioramento della qualità della partecipazione e dei servizi ai cittadini.
La manifestazione, inoltre, ha l’obiettivo di individuare, valutare e valorizzare le migliori pratiche di sviluppo e di innovazione regionale, affinché siano conosciute a livello territoriale e nazionale ed operino in un contesto di collegamento e sinergia.
Il “Toscana Digital Summit” vuole, infine, offrire una importante testimonianza attraverso cui rendere conto ai cittadini di quanto fatto e condividere le linee guida per la crescita, lo sviluppo e l’innovazione della Regione Toscana in un’ottica di programmazione futura.

“Il Digital summit sarà un importante momento di confronto e condivisione – ha spiegato l’assessore alle infrastrutture digitali Stefano Ciuoffo – per aiutarci nello sforzo di riscrivere le modalità con cui la pubblica amministrazione si rapporta ai cittadini e alle imprese e accelerare la transizione digitale che è un elemento essenziale per lo sviluppo. La Toscana è impegnata fortemente in questa direzione e per questo credo sia importante far conoscere a tutti i risultati raggiunti e indicare la strada da seguire per il futuro”.

“Il Toscana digital summit ci porterà nelle principali realtà innovative della Toscana per toccare con mano l’evoluzione della Pubblica amministrazione e dei sistemi territoriali in tutti i settori: sanità, infrastrutture, turismo, Cibersecurety – ha dichiarato Roberto Masiero, presidente di “The Innovation Group Italia“.

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Segnale telefonico, circa 50 aree della Toscana non sono coperte

Segnale telefonico, circa 50 aree della Toscana non sono coperte

Firenze, “Per riuscire a connettere i 50 comuni della Toscana ancora oggi non coperti dal segnale telefonico, serve un piano di investimenti da parte dello Stato, così come è già stato fatto per la fibra ottica”. Così l’assessore regionale alle infrastrutture digitali, Stefano Ciuoffo, al termine della riunione del tavolo da lui convocato e dedicato alla fonia mobile, al quale hanno partecipato i principali operatori del settore telecomunicazioni e Anci Toscana.

“Rispetto a un anno fa – commenta l’assessore – è cambiato tutto. I piani industriali delle aziende sono stati rivoluzionati e per i cittadini è cresciuta l’esigenza di connessione per poter lavorare, studiare, vivere. Ci auguriamo che il Recovery Plan stanzi risorse ingenti per permettere a tutti i territori di essere connessi”. Nel frattempo, soltanto poche delle 50 aree senza segnale telefonico sono state coperte.

“Di questo – aggiunge Ciuoffo – non si può che ringraziare le società, che sono private e rispondono alle logiche del mercato. Ci siamo però chiesti come poterle incentivare. Prima di tutto dobbiamo aiutarle a ripensare quelle che erano definite aree a bassa richiesta di servizi ma che da un anno, causa Covid, hanno nuovi bisogni di connessioni veloci per comunicare e collegarsi alla rete da dispositivo mobile. Occorre prendere atto della diffusione dello smart working tra i genitori e della didattica a distanza tra i figli”.

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di Tim, Vodafone, WindTre, Iliad, Infratel (la società del ministero dello Sviluppo economico che ha dato vita al Piano banda ultra-larga per quanto riguarda la fibra ottica), del Corecom della Toscana e il direttore di Anci Toscana, Simone Gheri.

Era stata la stessa Anci Toscana a cosegnare un elenco di siti pubblici nei pressi delle 50 zone prive di segnale. L’idea era quella di prevedere l’installazione di un ripetitore senza dover pagare costi di affitto.

Per le zone definite “a fallimento di mercato” dove cioè l’investimento per l’installazione del ripetitore e i costi di manutenzione non sarebbero ripagati da un adeguato numero di clienti che usufruirebbero del servizio con telefonate o traffico dati, per Ciuoffo “non si può attendere che ci siano tutte le condizioni e le autorizzazioni per sostenere gli operatori con sovvenzioni economiche, ma è comunque necessario prevedere un intervento economico diretto dello Stato per coprire quelle aree che nessun operatore è al momento disponibile a coprire, perché non è pensabile che per chi vive in località non urbane non ci siano soluzioni”.

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Piccoli Comuni: arrivano sostegni dalla Regione Toscana per interventi

Piccoli Comuni: arrivano sostegni dalla Regione Toscana per interventi

In Toscana la Regione stanzia con un decreto dirigenziale piu’ di 5,7 milioni per finanziare le opere pubbliche nei Comuni con meno di 5 mila abitanti.

A ciascun ente spetta un contributo fra i 41 e i 58 mila euro, a supporto della realizzazione di lavori su viabilita’ urbana, parcheggi, musei, scuole, cimiteri, miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici oltre che per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

La somma che complessivamente la Regione mette a disposizione ammonta a 13 milioni se si considera anche il 2022. “Di fronte ad un bilancio che ha subito ingenti tagli lineari a causa delle difficolta’ dell’attuale crisi pandemica, non abbiamo messo in discussione, ma anzi confermato e garantito, le risorse per gli investimenti per i piccoli Comuni”, spiega l’assessore regionale con delega agli Enti locali, Stefano Ciuoffo.

La Regione, aggiunge l’assessore, ha introdotto alcune novita’ frutto di un lavoro di concertazione con Anci, “come la possibilita’ di finanziare interventi sulle strade comunali. Abbiamo finanziato tutti i Comuni che avevano fatto domanda. E sono lieto che ciascuno abbia approfittato dell’occasione che la legge regionale metteva a loro disposizione. Cosi’ chi ha una popolazione poco numerosa e bilanci ridotti all’osso, potra’ investire in opere pubbliche e migliorie”. Quanto al 2022, anticipa l’assessore, “il contributo concedibile “variera’ da un minimo di 46 mila ad un massimo di 70 mila euro. E ne sono certo la risposta dei piccoli Comuni toscani sara’ ancora una volta corale e di grande qualita’ progettuale. Da parte nostra proseguiremo in questa operazione di sostegno annuale alle amministrazioni che rappresentano l’ossatura di quella Toscana diffusa che vogliamo continuare a riconoscere e supportare, riducendo le disparita’ dovute alle dimensioni e spesso alla perifericita’ territoriale”.

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