Strage Georgofili: “Dell’Utri rimanga in carcere”

Strage Georgofili: “Dell’Utri rimanga in carcere”

“Riina è morto in carcere con tutte le patologie che aveva, e chiunque abbia legami con la mafia deve morire in carcere, perché le nostre vittime sono morte nel loro letto,a causa di “collusioni mafiose” che hanno indotto Riina a massacrare i nostri figli per avere annullato il carcere duro, attraverso probabili intercessioni di nascenti partiti politici”. Lo sfogo arriva da Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

“Se i condannati per mafia come Marcello Dell’Utri – aggiunge Maggiani Chelli – possono andare a casa ai domiciliari, nella casa loro, fra le amorevoli braccia della famiglia, cosa possiamo pensare noi le vittime di mafia? Neppure sotto il Ministro Orlando, da noi sempre criticato, mai era arrivati a tanto”.

“I tribunali di sorveglianza sono qualcosa che noi siamo costretti a guardare con avversità -prosegue la presidente dell’Associazione – perché la mafia ci ha rovinato la vita e le collusioni con la mafia sono state la causa di dolore e disperazione, perché non hanno mai consentito a causa di trasversalità, completa giustizia per le nostre vittime”.

“Non possiamo capire tutti i mal di pancia dei carcerati per mafia, perché abbiamo malati e disperati di vita, con delle patologie causa-effetto della strage di via dei Georgofili da rendere “ridicolo” ogni mal di cuore. Lo Stato – conclude Maggiani Chelli – ci deve un processo sulla scia di indagini in corso per i “concorrenti della mafia” per la strage di via dei Georgofili e forse solo allora sapremo chi è innocente rispetto alle stragi del 1993″.

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Georgofili, Uffizi: una sala ‘memoriale’ per dipinti riportati in vita

Georgofili, Uffizi: una sala ‘memoriale’ per dipinti riportati in vita

Una ‘sala memoriale’ per ricordare la strage dei Georgofili nascerà agli Uffizi nell’area antistante la sala d’accesso al Corridoio Vasariano (la più danneggiata, nel museo, dalla deflagrazione dell’autobomba), in occasione della sua futura riapertura.

Conterrà i tre dipinti andati distrutti durante l’esplosione avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, poi recuperati grazie a certosini interventi di restauro. Si tratta dell’Adorazione dei Pastori di Gherardo delle Notti, del Concerto musicale di Bartolomeo Manfredi e dei Giocatori di carte, sempre del Manfredi.
Ad annunciare l’iniziativa, è stato oggi il direttore della Galleria Eike Schmidt. “Questo sarà il modo, permanente, con cui gli Uffizi ricorderanno a tutti i visitatori la tragedia criminale e senza senso di 25 anni fa. Di questi dipinti ricomposti e riportati in vita con un lavoro certosino, resteranno comunque visibili tutte le ferite, una testimonianza d’arte viva per ricordare il dolore inferto da quella drammatica aggressione. Ma la loro esposizione testimonierà anche che da un orrore del genere è possibile risorgere e guardare al futuro”.
L’opera di Gherardo Delle Notti, ha aggiunto il direttore, “è stata la prima ad essere restaurata dopo la strage, primo intervento degli Amici degli Uffizi che nacquero poco dopo la tragedia. I giocatori di carte del Manfredi invece è l’ultimo, completato proprio adesso grazie ad una splendida raccolta fondi”.
Entrambi saranno protagonisti di due mostre al via in questo fine settimana: L’adorazione nella Sala di San Pier Scheraggio, i Giocatori nell’auditorium: uno in ognuna delle due ali della galleria, a simbolo di unità”. Le opere saranno visitabili in questi spazi fino al 2 giugno, festa della Repubblica.

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