ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI: “BASITI PER DECISIONE CASSAZIONE SU RIINA”

Riina cassazione associazione Georgofili

L’Associazioni Georgofili sulla decisione della Cassazione e la possibilità dei domiciliari per Riina: “attendiamo verdetto tribunale di Bologna, iniziamo a preparare striscioni.”

“Il pronunciamento della Cassazione sulla richiesta di Riina di andare a morire ai domiciliari lascia a dir poco basiti. Aspettiamo fiduciosi il pronunciamento del tribunale di sorveglianza di Bologna, un giudice ci sarà pure in questo Paese. Dopo di che per non essere presi in contropiede cominciamo a preparare gli striscioni”. Lo scrive in un comunicato Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, secondo cui “dignità, umanità, invocate dalla Corte di Cassazione per il macellaio di via dei Georgofili possono essere esercitate tranquillamente all’infermeria del carcere o in un ospedale attrezzato per il 41 bis”.

“L’espressione usata ‘diritto ad una morte dignitosa’ la ritorniamo al mittente – commenta – Si può morire dignitosamente ovunque nelle mani di uno Stato, tranne in via dei Georgofili come è avvenuto il 27 maggio 1993 per Dario, Nadia, Caterina, Angela, Fabrizio e quanti ancora oggi spesso non possono condurre la vita che gli resta dignitosamente.”

“Ad ogni detenuto va garantito il diritto a morire dignitosamente” così la Cassazione ha aperto al differimento della pena dell’ottantaseienne ex capo di Cosa Nostra, affetto da gravi patologie. “Fermo restando lo spessore criminale” di Riina, ha continuato la Corte, va verificato se Totò Riina possa ancora considerarsi pericoloso. La richiesta era stata respinta lo scorso anno dal tribunale di sorveglianza di Bologna, che però, secondo la Cassazione, nel motivare il diniego aveva omesso “di considerare il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico”. “Il tribunale di Bologna” ha continuato “dovrà ora verificare e motivare se lo stato di detenzione carceraria comporti una sofferenza ed un’afflizione di tale intensità» da andare oltre la «legittima esecuzione di una pena”.

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Centoquaranta La strage dimenticata

“La Moby Prince è una ferita ancora aperta, una tragedia che non può restare insoluta e che merita, almeno, sia fatta giustizia”. Così il consigliere del Pd Andrea Vannucci annuncia la presentazione della proiezione del documentario di Manfredi Lucibello “Centoquaranta La strage dimenticata” che si svolgerà sabato 22 marzo alle 11,30 (Sala della Miniatura).

“E’ molto bello – commenta Vannucci – e importante che Palazzo Vecchio, casa dei fiorentini, ospiti un prezioso documentario di un giovane regista, Manfredi Lucibello, che ci offre l’occasione di provare a far luce su una tragedia che si è consumata sulle coste toscane a neanche cento chilometri da Firenze, in circostanze tuttora non chiarite.” Nell’aprile del 1991, a poche miglia dal porto, il traghetto Moby Prince si scontra con la petroliera Agip Abruzzo. Un solo superstite, centoquaranta morti. La prima tesi, che rimarrà nella memoria collettiva, è quella dell’errore umano: l’equipaggio guardava la partita di calcio. Il caso è stato archiviato nel 2010, come nei precedenti processi, senza colpevoli. Il film che sarà proiettato sabato mattina ripercorre la storia del traghetto tramite le immagini d’archivio e la preziosa testimonianza di Loris Rispoli e Angelo Chessa, familiari delle vittime del Moby Prince. Seguirà il dibattito moderato dal consigliere comunale Andrea Vannucci con interventi di: Loris Rispoli, presidente associazione 140, familiari delle vittime, Angelo Chessa, presidente associazione 10 aprile, familiari delle vittime, e Valdo Spini, sottosegretario di Stato agli Interni ai tempi della strage.