AZIONE NCC: ” TUTELATE NOSTRO LAVORO AL PARI DELLA CATEGORIA DEI TAXI”

NCCLa neo associazione “Azione NCC” elegge Dell’Artino come primo presidente e lancia il primo appello al Comune di Firenze: ” All’aeroporto vogliono impedirci di fare il nostro lavoro. Tutelate la nostra categoria al pari della categoria dei taxi”.

Tutelare il lavoro dei Ncc portando all’attenzione delle istituzione problematiche che la categoria affronta, è questo l’obiettivo dell’associazione “Azione NCC”, associazione nata in Toscana e che si dedica alla tutela nel settore del servizio pubblico di Noleggio con conducente(Ncc).

L’associazione ha eletto come primo presidente Giorgio Dell’Artino e il primo appello dell’associazione è rivolto al Comune di Firenze in merito al nuovo regolamento imposto dall’aeroporto di Firenze Amerigo Vespucci.

“Alcuni giorni fa – spiega il portavoce Franco Giani – attraverso una comunicazione ufficiale dell’aeroporto, abbiamo appreso con sconcerto che ci è stato dimezzato il tempo di sosta gratuita da 30 a 15 minuti. Di fatto ci vogliono impedire di lavorare perché è impensabile che in soli 15 minuti siamo in grado di recuperare il cliente e uscire dal parcheggio. Ed è altrettanto assurdo pensare che, come trasporto pubblico, dovremmo farci carico del costo del parcheggio che andrebbe a influire fino al 10% della tariffa.

In alternativa – si chiede sempre Giani – dovremmo forse andare a parcheggiare fuori dall’aeroporto? Che credibilità potremmo mai avere per i nostri clienti in questo modo? Chiediamo subito un intervento deciso da parte dell’amministrazione comunale, agli assessori Stefano Giorgetti e Cecilia Del Re, perché sia tutelato il nostro lavoro al pari di quanto già avvenuto in precedenza avviene con la categoria dei taxi, che oggi gode di uno spazio ad hoc con tanto di pensilina. E’ importante che si capisca – conclude Giani – che non esiste un servizio pubblico di Seria A e uno di Serie B e quando avvenuto è soltanto l’ultimo di una serie di episodi a cui abbiamo deciso di dire basta.”

Sono già 50 le aziende toscane che hanno aderito ma, spiega Franco Giani “l’obiettivo è quello di diventare in breve tempo un’associazione di rappresentanza interregionale che possa farsi carico dei problemi della categoria e essere di supporto alle organizzazioni sindacali nelle opportune sedi dove portare le questioni che realmente ci interessano.”

 

 

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FIRENZE, “IO TASSISTA MINACCIATO DA PEDALATORE DI RISCIO’”

Tassista Nardella uber taxi firenze tramvia viabilità

“Ho fatto un incidente  con un risciò e il guidatore non aveva ne regolare contratto di lavoro ne assicurazione” denuncia la lettera del tassista fiorentino: com’è possibile che risciò circolino in questo modo?

“Come avrà saputo dal suo Corpo di Polizia Municipale e dalle cronache, ieri sono stato protagonista a bordo del mio taxi di un incidente con un risciò” queste le premesse della lettera che il sindaco di Firenze Nardella si è visto recapitare da parte di un tassista fiorentino. Una vicenda che, si legge, “ha assunto toni grotteschi.”

Una volta accertatosi che il guidatore di risciò non si fosse fatto male, il tassista, si legge nella lettera, avrebbe proposto una “banale constatazione amichevole.” Giunto sul posto il titolare d’impresa dell’azienda di risciò si sarebbe rivolto al tassista “con una maleducazione ed un’arroganza che possono concedersi solo a chi è certo di potersi muovere nell’impunità.” Una situazione aggravata dall’arrivo di altri collaboratori che, stando alla lettera, si sarebbero rivolti con minacce nei confronti del tassista. Quest’ultimo avrebbe chiamato la Polizia Municipale che “ha potuto rilevare che il pedalatore, oltre a non avere copertura assicurativa per danni a terzi, non avesse documenti, né nessun rapporto di collaborazione professionale, ma solo un permesso di soggiorno.”

I danni alla vettura, continua il tassista, “1500 euro circa di danni subiti dalla mia vettura ed un probabile diritto di risarcimento danni” che sarebbe impossibile far valere, si aggiungerebbero alla “preoccupazione per me e la mia famiglia, procuratami da quelle minacce.” “Come possiamo accettare che con una semplice Scia operino attività senza controllare che abbiano copertura assicurativa e un regolare rapporto di lavoro con l’impresa titolare?” si chiede a questo punto la lettera ponendo la domanda direttamente al sindaco Nardella.  “Se a bordo di quel mezzo vi fossero stati dei passeggeri” fa notare la lettera “senza cinture o altri mezzi di protezione, oggi non parleremmo di soli 1500 euro di danni.”

Recentemente “il Consiglio di Stato si è espresso in merito al modo irregolare con cui sono rilasciati questi “nuovi” vettori di mobilità” prosegue la lettere, eppure “ne vediamo la Città sempre più invasa.” Lo stesso sindaco avrebbe “perorato un intervento sul tema da parte delle Istituzioni nazionali” però “sotto la precedente Amministrazione, di cui Nardella era Vicesindaco, si aprirono le porte a queste nuove forme di trasporto”. C’è, poi, un aspetto “più culturale relativo alla convivenza civile con cittadini stranieri: com’è possibile che queste persone si sentano in diritto di rivolgere, perfino di fronte alle Autorità, delle minacce? Non “un approccio xenofobo”, ci tiene a specificare la lettera “ma mi pare che siamo sempre più ospiti in casa nostra.”

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CONFINDUSTRIA FIRENZE SU TURISMO: “INVASIONE SOFFOCA LA CITTA’”

Confindustria Turismo Regolamento unesco: federalberghi contro Palazzo Vecchio

“Firenze è ‘da sogno’ per il turista, ‘da incubo’ per chi ci vive” ha detto il presidente di Confindustria Salvadori “senza governo flussi la città diventa finta e morta.”

Firenze deve diventare 4.0, ma “è zero punto zero un turismo ciabattone che ha ormai le caratteristiche di un’invasione che soffoca la città: una città forse ‘da sogno’ per chi la visita, ma ‘da incubo’ per chi ci vive e ci lavora”. Lo ha detto Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze, nella sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione. “Uno dei nostri settori industriali più promettenti, quello turistico – ha spiegato – è sospeso fra le liberalizzazioni che hanno trasformato la città in un unico gigantesco B&B e le chiusure corporative di un servizio pubblico strategico come quello dei taxi. Chi ha atteso un taxi per meno di mezz’ora negli ultimi 15 giorni alzi la mano”.

Secondo Salvadori “il numero chiuso non risolve”, ma “senza un governo dei flussi che alleggeriscano il quadrilatero romano, la nostra sorte è segnata: e sta fra Venezia e Carcassonne; fra una città morta e una città finta”. Fra gli altri elementi “zero punto zero” elencati da Salvadori, il mancato potenziamento dell’aeroporto, e la sentenza della Cassazione che ha bloccato le trasformazioni urbanistiche.

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CONFINDUSTRIA FIRENZE SU TURISMO: “INVASIONE SOFFOCA LA CITTA’”

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Firenze deve diventare 4.0, ma “è zero punto zero un turismo ciabattone che ha ormai le caratteristiche di un’invasione che soffoca la città: una città forse ‘da sogno’ per chi la visita, ma ‘da incubo’ per chi ci vive e ci lavora”. Lo ha detto Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze, nella sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione. “Uno dei nostri settori industriali più promettenti, quello turistico – ha spiegato – è sospeso fra le liberalizzazioni che hanno trasformato la città in un unico gigantesco B&B e le chiusure corporative di un servizio pubblico strategico come quello dei taxi. Chi ha atteso un taxi per meno di mezz’ora negli ultimi 15 giorni alzi la mano”.

Secondo Salvadori “il numero chiuso non risolve”, ma “senza un governo dei flussi che alleggeriscano il quadrilatero romano, la nostra sorte è segnata: e sta fra Venezia e Carcassonne; fra una città morta e una città finta”. Fra gli altri elementi “zero punto zero” elencati da Salvadori, il mancato potenziamento dell’aeroporto, e la sentenza della Cassazione che ha bloccato le trasformazioni urbanistiche.

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