Turismo: in Toscana arriva la Via della Seta

Turismo: in Toscana arriva la Via della Seta

Firenze e Prato sono le due tappe principali del tour italiano della China Central Television (CCTV), il più grande network televisivo della Cina continentale. Guidata dal vicepresidente Tang Shiding, una delegazione dell’emittente nazionale cinese ha fatto visita stamani alla sede di Toscana Promozione Turistica per una presentazione delle eccellenze regionali e per discutere del ruolo della Toscana in quella nuova Via della Seta che – come sottolineato anche dal presidente cinese Xi Jinping durante la sua recente visita in Italia – ha proprio nella cultura uno degli strumenti più importanti di reciproca conoscenza e che trova nelle opere audiovisive il mezzo di comunicazione più importante.

L’incontro, nato grazie agli ottimi rapporti che intercorrono tra Toscana Promozione Turistica, la città di Xi’an e l’emittente cinese, oltre alla collaborazione con il Consolato generale d’Italia in Cina, segue, peraltro, la presentazione di ieri a Roma del programma televisivo “Da Xi’an a Roma: due città un solo mondo”, la serie televisiva composta da 100 microdocumentari di 5 minuti destinati al pubblico cinese (e non solo) e che andrà in onda a partire dal prossimo settembre, sul canale internazionale della CCTV. E tra le proposte fatte stamani a Firenze vi è anche quello di un possibile progetto televisivo legato a Leonardo da Vinci o alla famiglia dei Medici.

«L’Italia – ha dichiarato l’assessore al turismo Stefano Ciuoffo – è oggi il secondo paese europeo più visitato dai turisti cinesi; vorremmo che la Toscana fosse la prima destinazione italiana da loro desiderata. Il turismo cinese si sta evolvendo verso una fase più matura – prosegue Ciuoffo – , passando dal viaggio di gruppo limitato alle principali e più conosciute città a viaggi individuali che oltre alle grandi città spesso includono itinerari alternativi e l’incontro di oggi è stata anche l’occasione per raccontare tutto quello che la Toscana ha da offrire ai visitatori cinesi».

«Quello tra l’Italia e la Cina è un legame antico”, ha commentato Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione Turistica. “Per tutta l’antichità e fino al XVIII secolo, gli italiani sono stati, infatti, i principali protagonisti dell’incontro tra la cultura europea e quella cinese. Per lungo tempo, poi, le nostre culture hanno viaggiato parallelamente per tornare ad incontrarsi in questo nuovo millennio. L’incontro di stamani con la CCTV, una tra le emittenti più seguite al mondo, è un momento di importante riscoperta reciproca in un cammino che da Roma, culla delle civiltà occidentale, non può che arrivare a Firenze e in Toscana dove è fiorito il Rinascimento. Ma la tappa di oggi – conclude Palumbo – nella sede di Toscana Promozione Turistica è anche un ulteriore tassello nella nostra strategia di posizionamento della Toscana sul mercato turistico cinese».

Dopo l’incontro di Villa Fabbricotti, la delegazione (composta, oltre che dal vicepresidente, anche dal direttore generale, Chen Chaoying, dal suo vice, Zhang Lin, dal vicedirettore, Hua Leilei e dal manager Wang Zijian) farà tappa, nel pomeriggio, al Museo Pecci di Prato e alle Manifatture Digitali per vedere i costumi di scena della fiction I Medici, per poi concludere la giornata a Palazzo Vecchio. Domani, invece, visiterà le Ville Medicee di Petraia e Castello e concluderà la visita toscana con l’opera La Traviata al Teatro del Maggio.

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Turismo: in Toscana arriva la Via della Seta

Turismo: in Toscana arriva la Via della Seta

Firenze e Prato sono le due tappe principali del tour italiano della China Central Television (CCTV), il più grande network televisivo della Cina continentale. Guidata dal vicepresidente Tang Shiding, una delegazione dell’emittente nazionale cinese ha fatto visita stamani alla sede di Toscana Promozione Turistica per una presentazione delle eccellenze regionali e per discutere del ruolo della Toscana in quella nuova Via della Seta che – come sottolineato anche dal presidente cinese Xi Jinping durante la sua recente visita in Italia – ha proprio nella cultura uno degli strumenti più importanti di reciproca conoscenza e che trova nelle opere audiovisive il mezzo di comunicazione più importante.

L’incontro, nato grazie agli ottimi rapporti che intercorrono tra Toscana Promozione Turistica, la città di Xi’an e l’emittente cinese, oltre alla collaborazione con il Consolato generale d’Italia in Cina, segue, peraltro, la presentazione di ieri a Roma del programma televisivo “Da Xi’an a Roma: due città un solo mondo”, la serie televisiva composta da 100 microdocumentari di 5 minuti destinati al pubblico cinese (e non solo) e che andrà in onda a partire dal prossimo settembre, sul canale internazionale della CCTV. E tra le proposte fatte stamani a Firenze vi è anche quello di un possibile progetto televisivo legato a Leonardo da Vinci o alla famiglia dei Medici.

«L’Italia – ha dichiarato l’assessore al turismo Stefano Ciuoffo – è oggi il secondo paese europeo più visitato dai turisti cinesi; vorremmo che la Toscana fosse la prima destinazione italiana da loro desiderata. Il turismo cinese si sta evolvendo verso una fase più matura – prosegue Ciuoffo – , passando dal viaggio di gruppo limitato alle principali e più conosciute città a viaggi individuali che oltre alle grandi città spesso includono itinerari alternativi e l’incontro di oggi è stata anche l’occasione per raccontare tutto quello che la Toscana ha da offrire ai visitatori cinesi».

«Quello tra l’Italia e la Cina è un legame antico”, ha commentato Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione Turistica. “Per tutta l’antichità e fino al XVIII secolo, gli italiani sono stati, infatti, i principali protagonisti dell’incontro tra la cultura europea e quella cinese. Per lungo tempo, poi, le nostre culture hanno viaggiato parallelamente per tornare ad incontrarsi in questo nuovo millennio. L’incontro di stamani con la CCTV, una tra le emittenti più seguite al mondo, è un momento di importante riscoperta reciproca in un cammino che da Roma, culla delle civiltà occidentale, non può che arrivare a Firenze e in Toscana dove è fiorito il Rinascimento. Ma la tappa di oggi – conclude Palumbo – nella sede di Toscana Promozione Turistica è anche un ulteriore tassello nella nostra strategia di posizionamento della Toscana sul mercato turistico cinese».

Dopo l’incontro di Villa Fabbricotti, la delegazione (composta, oltre che dal vicepresidente, anche dal direttore generale, Chen Chaoying, dal suo vice, Zhang Lin, dal vicedirettore, Hua Leilei e dal manager Wang Zijian) farà tappa, nel pomeriggio, al Museo Pecci di Prato e alle Manifatture Digitali per vedere i costumi di scena della fiction I Medici, per poi concludere la giornata a Palazzo Vecchio. Domani, invece, visiterà le Ville Medicee di Petraia e Castello e concluderà la visita toscana con l’opera La Traviata al Teatro del Maggio.

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Maggio musicale dedica sala teatro a Zeffirelli

Maggio musicale dedica sala teatro a Zeffirelli

Verrà ribattezzata sala Franco Zeffirelli, lo spazio nel foyer del Teatro del Maggio fin ora dedicato a incontri, conferenze e convegni.  Un gesto simbolico che il teatro ha voluto indirizzare al maestro Zeffirelli, a pochi giorni dalla sua scomparsa,  e che anticipa il ricordo che gli verrà tributato dal teatro nel prossimo futuro.

Nella sala saranno esposte le testimonianze della carriera fiorentina di Franco Zeffirelli legata al Maggio: le immagini fotografiche dei suoi spettacoli, le riproduzioni dei bozzetti, dei figurini,  e le locandine degli spettacoli a cominciare da Troilo e Cressida di William Shakespeare con  la regia di Luchino Visconti per le quali firmò le scene nel 1949 per arrivare ai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo del 2009.

Le testimonianze non tralasceranno L’Euridice di Jacopo Peri (1960), La Lupa di Giovanni Verga ( 1965), Romeo e Giulietta di Shakespeare su musiche di Nino Rota ( 1965), le celebre Traviata di Verdi che fu diretta da Carlos Kleiber ( 1984), La fille du régiment  di Gaetano Donizetti ( 1985) e infine la Bohème di Giacomo Puccini per la quale firmò regia, scene e costumi nel 1987.

“Il Maggio non poteva non celebrare il ricordo di un grande fiorentino, di un grande artista, di un uomo di cultura come Franco Zeffirelli  che ha legato il suo nome anche alla lirica con produzioni che sono entrate nella storia del teatro musicale di tutto il mondo  – ha detto il sovrintendente del Maggio Cristiano Chiarot -. Non potevamo non portare la musica della nostra orchestra e del coro, che il maestro ha apprezzato tanto, nei momenti che lo hanno accompagnato all’ultimo saluto, nella solennità sia del  Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio prima che della basilica di Santa Maria del Fiore poi. Lo ricorderemo ancora, sotto il punto di vista artistico, con un appuntamento nella futura programmazione, ma nel frattempo abbiamo ritenuto doveroso intitolargli una delle sale del Teatro, quella dedicata agli incontri, alla divulgazione, al teatro nella sua forma raccontata in modo che Zeffirelli e la sua poesia vengano evocati a ogni utilizzo dello spazio”.

“Entrare nel teatro del Maggio musicale e trovare subito una sala intitolata al maestro Zeffirelli – ha dichiarato l’assessore alla cultura della città di Firenze, Tommaso Sacchi – rende onore a un grande artista che ha portato altissimo il nome di Firenze nel mondo e lega il suo ricordo anche al suo vasto e fortunato lavoro nel campo della lirica. Zeffirelli è stato un protagonista assoluto della cultura del nostro tempo, un maestro del cinema, della musica e dello spettacolo. A noi resta il privilegiato compito di tenere vive la sua eredità e la sua arte”.

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Il grande maestro russo Grigory Sokolov al Teatro del Maggio

Il grande maestro russo Grigory Sokolov al Teatro del Maggio

Il grande maestro russo Grigory Sokolov venerdì 7 giugno alle 20 arriva al Teatro del Maggio. La serata prevede un ricco programma a partire dalla Sonata in do maggiore op. 2 n. 3 e le Undici Bagatelle op. 119 di Ludwig van Beethoven, prima di un immersione nelle atmosfere di Johannes Brahms per i Klavierstücke op. 118 e Klavierstücke op. 119.

Il grande maestro russo Grigory Sokolov venerdì 7 giugno alle 20 arriva al Teatro del Maggio grazie alla coproduzione firmata Amici della Musica di Firenze e Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La serata prevede un ricco programma a partire dalla Sonata in do maggiore op. 2 n. 3 e le Undici Bagatelle op. 119 di Ludwig van Beethoven, prima di un immersione nelle atmosfere di Johannes Brahms per i Klavierstücke op. 118 e Klavierstücke op. 119. Proprio questi ultimi sono stati così descritti nella nota di sala curata da Francesco Dilaghi e proveniente dall’archivio storico degli Amici della Musica di Firenze: “I Klavierstücke op. 119 costituiscono il congedo di Brahms dal pianoforte. Il primo brano è un Intermezzo in si minore in tempo “Adagio” che rappresenta, al di là delle sue esigue dimensioni, una delle più sorprendenti e intense creazioni brahmsiane, quasi sospeso in una indefinita e mutevolissima fluttuazione armonica, al limite dell’indeterminatezza tonale. Dopo questa pagina, prediletta da Clara Schumann (“meravigliosa, dolcemente triste nonostante le sue dissonanze”), segue un più elaborato Intermezzo in mi minore, in tempo “Andantino un poco agitato”, dominato da un tema inquieto e dal ritmo insistente, mentre l’episodio centrale, in maggiore, può essere considerato una variazione del tema iniziale. Il terzo Intermezzo in do maggiore, in tempo “Grazioso e giocoso”, è invece una breve pagina di più leggera e delicata atmosfera, tutta giocata su un unico tema di tre note ricorrenti in senso circolare. Più complesso lo schema costruttivo della Rapsodia in mi bemolle maggiore, l’ultimo brano pianistico di Brahms, che si apre con un vigoroso e squillante tema in accordi, seguito da una seconda idea in do minore, cupa e assorta, e da una terza, di carattere più sereno e disteso, in la bemolle. Quest’ultima si presenta una sola volta nel corso del pezzo, mentre la seconda torna combinata insieme alla prima (della quale è in realtà fin dall’inizio una derivazione), fino alla burrascosa conclusione in tonalità di mi bemolle minore; ma il vero elemento unificante di questa Rapsodia è costituito da una semplice cellula ritmica di quattro note ripetute, ora ben evidente in accordi, ora in singole, inquietanti presenze nel registro basso del pianoforte”.

I biglietti, il cui costo varia da 50 a 20 euro a seconda del settore, si possono acquistare presso le biglietterie del Teatro della Pergola, del Teatro del Maggio, sul circuito BoxOffice Toscana e online su www.maggiofiorentino.com e www.ticketone.it.

Informazioni e dettagli su www.amicimusicafirenze.it e www.maggiofiorentino.com.

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30 e 31 Dicembre al Teatro del Maggio: doppio concerto di Esa-Pekka Salonen (con brindisi)

30 e 31 Dicembre al Teatro del Maggio: doppio concerto di Esa-Pekka Salonen (con brindisi)

Il Teatro del Maggio saluta il 2018 con un doppio appuntamento che vede protagonista il maestro Esa-Pekka Salonen (domenica 30 dicembre  alle 20.00 e lunedì 31 dicembre  alle 17.00)

Il Teatro del Maggio saluta il 2018 con un doppio appuntamento che vede protagonista il maestro Esa-Pekka Salonen, direttore d’orchestra finlandese tra i più grandi della contemporaneità, guiderà l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in un programma non convenzionale, emblema di una stagione sinfonica di altissimo profilo.

Si comincia con Daphins et Chloé, symphonie chorégraphique in tre quadri per coro e orchestra di Maurice Ravel, balletto che mette in risalto la scrittura, l’eleganza e la chiarezza del suono tipiche delle pagine scritte dal compositore francese. Una composizione dalle tinte forti che richiama un’idea di classicismo e perfezione.

A fare da contraltare alle atmosfere rarefatte di Ravel ci pensa  Le Sacre du printemps, tableaux de la Russie païenne en deux parties di Igor Stravinskij. Il balletto, incalzante e turbinoso, scritto dal compositore russo nel 1913, sconvolse l’Europa dei primi del Novecento perché rappresentava un genere musicale mai ascoltato prima in Occidente. Una musica vibrante dai ritmi percussivi incessanti che, dopo aver fatto gridare allo scandalo, avrebbe fatto da apripista a tutte le composizioni del XX secolo.

Da una parte dunque la quintessenza della raffinatezza francese di Ravel, dall’altra i fuochi d’artificio delle note di Stravinskij, nel mezzo una composizione dello stesso Esa-Pekka Salonen, intitolata Pollux, mai eseguita in Italia prima d’ora, chiamata a  chiudere il cerchio della proposta del Teatro del Maggio di fine anno. Una proposta che, in linea con la filosofia del teatro e con la programmazione della stagione sinfonica, abbina partiture sublimi a pagine meno rappresentate o inedite, dando la possibilità al pubblico di festeggiare l’arrivo del nuovo anno con un concerto non convenzionale e molto ricercato.

Il 31 dicembre, alla fine del concerto, il Teatro del Maggio ha organizzato un brindisi di auguri offerto a tutti gli spettatori.

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