L’imprevedibilità del prevedibile in scena a Prato con Contemporanea Festival

L’imprevedibilità del prevedibile in scena a Prato con Contemporanea Festival

Ad inaugurare le attività della nuova stagione del Teatro Metastasio di Prato, dal 18 al 27 settembre, sarà CONTEMPORANEA FESTIVAL_20, un progetto aggregatore di un’idea di cultura in continuo movimento che raccoglie percorsi artistici nazionali e internazionali provenienti da diverse discipline, dove la trasversalità dei linguaggi caratterizza marcatamente la ricerca compositiva e la metodologia della visione.

La rassegna s’inserisce in un quadro imprevedibile, come la realtà che stiamo attraversando: lo stato delle cose ha imposto uno sforzo di immaginazione straordinario, a partire da una nuova progettazione degli spazi teatrali, capace di accogliere gli spettatori in un nuovo paradigma spaziale, che implica una diversa modalità di fruizione e di comunicazione. In questo quadro, fondamentale è stata l’attenzione rivolta alla capacità di riscrivere, produrre e reinventare il processo creativo da parte di tante artiste e artisti, a cui abbiamo affidato il compito di interpretare lo spazio della scena condizionato dai nuovi codici. Ancora una volta ci siamo affidati alla loro visione poetica e politica del nostro mondo, alla loro connaturata essenza di continuare a svolgere quella funzione di sguardo imprevedibile.

Tanti gli spettacoli, le performance e le produzioni site specific in programma – saranno in scena 21 compagnie nazionali e internazionali per 33 repliche e saranno ospitati più di 80 artisti.

Dall’estero arrivano un’incessante interrogazione sui perché della violenza, sul significato del tragico oggi e sulla banalità del male dello svizzero Milo Rau/IIPM (18 e 19 settembre), una performance in metamorfosi dove corpo e tessuto si fondono in un dipinto in movimento della danzatrice italo giapponese Masako Matsushita (19 settembre), una riflessione su verità e finzione dei catalani Agrupacion Senor Serrano (20 settembre), un nuovo progetto immersivo degli svizzeri Trickster_p che fa tracciare allo spettatore un percorso unico e personale all’interno di connessioni tra tempo, spazio, sogno e memoria (25 settembre), un monologo sotto forma di conferenza del drammaturgo e regista uruguaiano Sergio Blanco che riflette sulla morte e la mette in mostra esorcizzandola poeticamente (26 settembre), e un lavoro sul suono di Laura Simi, danzatrice e coreografa italo francese (27 settembre).

Un focus sulla coreografia italiana si accende con i lavori di Alessandro Sciaronni (27 settembre), Davide Valrosso (18 settembre), Olimpia Fortuni (19 settembre), Claudia Caldarano (20 settembre), Elisabetta Consonni (20 settembre), Greta Francolini (24 settembre), Giorgia Ohanesian Nardin (24 settembre), Luna Cenere (25 settembre), Industria Indipendente (25 settembre), Marco Chevenier (26 settembre).

 Inoltre vanno in scena due spettacoli del poetico repertorio del Teatro delle Ariette (18, 19, 20 settembre e 21, 22 settembre), l’ultima creazione sulla duplicità del tempo della Compagnia TPO (18, 19, 20 settembre), e i debutti in prima assoluta di una nuova conferenza/lezione di Massimiliano Civica (25 e 26 settembre), e di un solo di Kinkaleri che prosegue la loro ricerca sul corpo esposto alla visione, trionfante nella sua fragilità (24 settembre), e di un’introspettiva analisi di Vico Quarto Mazzini che scava nelle ragioni dell’invidia nel mondo contemporaneo (25 settembre).

Ancora, CONTEMPORANEA FESTIVAL_20 accoglie sabato19 un incontro con il regista Milo Rau (in collegamento da Gent) e la dramaturg Eva-Maria Bertschy, moderato da Lorenzo Marsili (filosofo, attivista, cofondatore di European Alternatives) sulle esperienze di Art of Resistance, definizione data dal regista alla relazione fra arte e attivismo caratteristica delle produzioni della compagnia IIPM. L’incontro da l’avvio a progetto rivolto a un gruppo di studenti pratesi, ispirato alla School of Resistance di Milo Rau: il festival ospita il primo laboratorio, condotto da Elisa Calosi (IIPM) e il critico Graziano Graziani, di un percorso di riflessione su temi sociali e politici mediato dai contesti artistici, che si svilupperà durante tutta la stagione.

Vengono inoltre attivati 2 laboratori formativi per professionisti e non, il primo sulla voce curato da Monica Demuru, il secondo sulla video-drammaturgia seguito dalla Agrupacion Senor Serrano.

Infine è prevista la presentazione del N. 0 de “La Falena”, una rivista di Critica Teatrale in versione cartacea e online che il Teatro Metastasio pubblicherà con la complicità di giovani critici tentando di coniugare riflessione estetica, attenzione alle politiche del nostro “sistema spettacolo” e sensibilità all’apertura del teatro alla società contemporanea.

Per tutta la durata del festival sarà attivo il Contemporanea Bistrot presso il Giardino Buonamici, in collaborazione con Fonderia Cultart a cura di Atipico.

Tutto il programma e le info su www.metastasio.it

CHIARA BRILLI HA INTERVISTATO IL DIRETTORE ARTISTICO, EDOARDO DONATINI

L'articolo L’imprevedibilità del prevedibile in scena a Prato con Contemporanea Festival proviene da www.controradio.it.

Da domani al 22 dicembre al teatro Magnolfi di Prato “La piazza”

Da domani al 22 dicembre al teatro Magnolfi  di Prato “La piazza”

La regista esordiente, vincitrice del progetto “Davanti al pubblico 2019” Fiammetta Perugi mette in scena “La piazza”, una commedia scritta a quattro mani con Marco Bartolini. La storia di alcuni bottegai che si trovano ad affrontare la moderna evoluzione del commercio permette di riflettere sulla crisi economica, che ha fatto fallire molti piccoli esercizi, e sulla paura di rimanere soli.

Ecco la trama nel dettaglio:

Nel ridente paesino di Borgo Abbatuffoli quattro bottegai superstiti si trovano ad affrontare la moderna evoluzione del commercio, fra la gemmazione continua di grandi supermercati e centri commerciali e la subdola concorrenza dell’e-commerce.

Nanni, il macellaio del paese, una mattina si sveglia e invece di aprire la bottega comunica alla piazza la notizia della sua imminente chiusura. La macelleria sarà il secondo negozio a chiudere nel giro di un mese, rendendo sempre più Borgo Abbatuffoli un paese fantasma.

Graziano, proprietario della libreria, terrorizzato all’idea di essere il prossimo, inizierà a tessere una rete di bugie per convincere Nanni a rimanere… una rete nella quale rimarrà egli stesso intrappolato.

Note di Regia

Da una parte la crisi economica che ha messo in ginocchio molti piccoli esercizi, dall’altra la paura di rimanere soli. E se fossero la conseguenza l’una dell’altra?

La desertificazione delle piazze lascia un vuoto dentro che talvolta non riusciamo a identificare o nominare: con essa arriva la paura di perdere il proprio passato e l’incapacità di comunicare questo dolore. Così i protagonisti, specchio di questo momento storico, non riescono a parlarsi e a dire quello che davvero pensano, ed è solo quando la crisi li spinge al punto di rottura che, finalmente, agiscono.

La produzione di questo spettacolo è frutto del progetto triennale di avviamento al lavoro destinato a giovani registi neodiplomati nel contesto di “Davanti al pubblico”, un’iniziativa intrapresa dal Teatro Metastasio nel 2018.  Verrà poi presentato nei teatri del circuito della Fondazione Toscana Spettacolo onlus.

L'articolo Da domani al 22 dicembre al teatro Magnolfi di Prato “La piazza” proviene da www.controradio.it.

Da domani al 22 dicembre al teatro Magnolfi di Prato “La piazza”

Da domani al 22 dicembre al teatro Magnolfi  di Prato “La piazza”

La regista esordiente, vincitrice del progetto “Davanti al pubblico 2019” Fiammetta Perugi mette in scena “La piazza”, una commedia scritta a quattro mani con Marco Bartolini. La storia di alcuni bottegai che si trovano ad affrontare la moderna evoluzione del commercio permette di riflettere sulla crisi economica, che ha fatto fallire molti piccoli esercizi, e sulla paura di rimanere soli.

Ecco la trama nel dettaglio:

Nel ridente paesino di Borgo Abbatuffoli quattro bottegai superstiti si trovano ad affrontare la moderna evoluzione del commercio, fra la gemmazione continua di grandi supermercati e centri commerciali e la subdola concorrenza dell’e-commerce.

Nanni, il macellaio del paese, una mattina si sveglia e invece di aprire la bottega comunica alla piazza la notizia della sua imminente chiusura. La macelleria sarà il secondo negozio a chiudere nel giro di un mese, rendendo sempre più Borgo Abbatuffoli un paese fantasma.

Graziano, proprietario della libreria, terrorizzato all’idea di essere il prossimo, inizierà a tessere una rete di bugie per convincere Nanni a rimanere… una rete nella quale rimarrà egli stesso intrappolato.

Note di Regia

Da una parte la crisi economica che ha messo in ginocchio molti piccoli esercizi, dall’altra la paura di rimanere soli. E se fossero la conseguenza l’una dell’altra?

La desertificazione delle piazze lascia un vuoto dentro che talvolta non riusciamo a identificare o nominare: con essa arriva la paura di perdere il proprio passato e l’incapacità di comunicare questo dolore. Così i protagonisti, specchio di questo momento storico, non riescono a parlarsi e a dire quello che davvero pensano, ed è solo quando la crisi li spinge al punto di rottura che, finalmente, agiscono.

La produzione di questo spettacolo è frutto del progetto triennale di avviamento al lavoro destinato a giovani registi neodiplomati nel contesto di “Davanti al pubblico”, un’iniziativa intrapresa dal Teatro Metastasio nel 2018.  Verrà poi presentato nei teatri del circuito della Fondazione Toscana Spettacolo onlus.

L'articolo Da domani al 22 dicembre al teatro Magnolfi di Prato “La piazza” proviene da www.controradio.it.

‘Il Gabbiano’ di Cechov in scena al Teatro Metastasio

‘Il Gabbiano’ di Cechov in scena al Teatro Metastasio

“Dopo aver calcato i palcoscenici di tutt’Italia in assoli feroci e appassionanti, reduce freschissima dalla maestosa inaugurazione della stagione di prosa del Teatro Petruzzelli di Bari, in duplice veste di regista e attrice Licia Lanera si confronta con un classico della letteratura mondiale ‘Il Gabbiano’ di Cechov, in scena al Teatro Metastasio da questa sera a domenica 15 dicembre, una produzione Compagnia Licia Lanera, Teatro Metastasio di Prato, TPE – Teatro Piemonte Europa (20.45 feriali, 19.30 sabato, 16.30 domenica).”

Il comunicato stampa del Teatro Metastasio di Prato, riporta: “Secondo movimento della trilogia Guarda come nevica – che include tre testi e tre spettacoli sulla neve, tre autori russi e tre generi letterari: Cuore di cane di Bulgakov, Il gabbiano di Cechov e Le poesie di Vladimir Majakovskij – ‘Il Gabbiano’ vede sulla scena la stessa Lanera insieme a sette attori: Vittorio Continelli, Mino Decataldo, Alessandra Di Lernia, Jozef Gjura, Marco Grossi, Fabio Mascagni, Giulia Mazzarino.

Il testo di Cechov racconta le tragedie private di uomini e donne piccoli piccoli trapiantati in campagna, dalla vita costellata da fallimenti che non lasciano traccia nella storia e si consumano nelle case. Una tristezza infinita, una paura della vecchiaia, della solitudine, un tempo dilatato e vuoto in cui si muore piano piano, un gusto smisurato e allo stesso tempo misuratissimo per la sconfitta.

il gabbiano

In campagna, nella tenuta di Sorin, fa caldo, un caldo torrido, ma in questo Gabbiano nevica lentamente, una neve che gela i cuori, li pietrifica e tutto diventa bianco. Una campagna tutt’altro che idilliaca, dove come dei sequestrati, stanno i personaggi. Tutti lì, tra le pareti del palcoscenico, sempre in scena, impossibilitati ad uscire. Personaggi grigi, ammalati di grigieria, consumano le loro giornate ironizzando sulle loro miserie, disperandosi, guardandosi, amandosi, costretti a stare sempre assieme. Corpi che si guardano, che si riconoscono e che si toccano. “Uno specchio vivissimo dei mediocri che siamo”.

La messinscena è realizzata <<per un teatro che fonda sulla regia le sue radici più profonde, un teatro di regia dell’oggi che si porta un pezzo di quello di ieri, con il gusto dell’analisi del testo e un rapporto amorosamente esasperato con gli attori, ma che lascia a casa i grandi allestimenti e una certa polverosa filologia>>  afferma la Lanera.

La traduzione di Gerardo Guerrieri fa didatti risaltare domande fondamentali: come si fanno i classici oggi? Qual è il loro senso? E possono ancora indicare la via giusta per uscire dall’imbarbarimento culturale e dal degrado?

il gabbiano

<<Quale occasione migliore – argomenta ancora la Lanera – per riflettere sul ruolo che il teatro ha nella vita dei teatranti stessi e in quella degli uomini, nella storia? Quale migliore occasione per parlare della vita che schianta i nostri sogni giovanili e ci fa diventare diversi da quello che pensavamo che saremmo diventati? Quale testo migliore per parlare di grandi attrici dalla vita disastrata, scrittori senza carattere, giovani drammaturghi disperati e giovani attrici disilluse?>>.”

L'articolo ‘Il Gabbiano’ di Cechov in scena al Teatro Metastasio proviene da www.controradio.it.