Nardella al Puccini: “3 mln bonus affitti a chi è in difficoltà”

Nardella al Puccini: “3 mln bonus affitti a chi è in difficoltà”

A Firenze “metteremo a disposizione, per il 2018 e il 2019, tre milioni di euro per un bonus affitti destinato a giovani coppie, anziani soli, famiglie in difficoltà economiche”. Ad annunciare la misura sociale, definendola “impegnativa e ambiziosa, ma centrata sui problemi di tante persone”, è stato ieri sera, dal palco del teatro Puccini, il sindaco Dario Nardella, durante ”Un viaggio chiamato Firenze”, evento pubblico per illustrare i risultati di 4 anni di mandato a tutti i fiorentini, invitati a partecipare all’iniziativa.

Oltre 1000 le persone che prendono parte all’evento, tra le quali anche il ministro uscente allo Sport Luca Lotti. “Per l’ultimo anno di mandato vogliamo completare le opere pubbliche che abbiamo già avviato chiudere i cantieri. E’ la nostra priorità”, ha poi spiegato Nardella. Che, tra le “battaglie” dell’amministrazione, ricorda quella “per la nuova pista dell’aeroporto, sulla quale abbiamo avuto un via libera che vogliamo difendere con tutta la forza”, ha detto.

L’evento è stato strutturato come un viaggio in tramvia (proprio adesso a Firenze sono in corso i lavori per realizzare due nuove linee): dietro il palco lo schermo ritrae l’immagine di un tipico tracciato del tram, mentre il sindaco affronta ”tappa a tappa”, i vari capitoli del suo mandato, tra servizi, infrastrutture, economia e sicurezza, intervallando i suoi interventi con quelli degli assessori della sua giunta.

“Speriamo che Firenze possa proseguire in questo investimento continuo in questo cambiamento che ha messo le basi qualche anno fa e sta proseguendo con il mandato di Nardella”. Lo ha detto stasera il ministro uscente per lo Sport Luca Lotti, soffermandosi a parlare con i cronisti prima di prendere parte all’evento. “Sono qui per ascoltare il resoconto – ha spiegato Lotti – , per capire le prospettive della Firenze che verrà: mi fa piacere esserci come cittadino e fiorentino”. Lotti ha ricordato che l’esecutivo ha contribuito al risultato di quanto realizzato a Firenze in questi anni: “il governo ha fatto una parte di questo lavoro – ha detto – come in tante altre città lo ha fatto anche a Firenze. Penso agli investimenti sulla tramvia, al patto per Firenze, penso al lavoro per l”aeroporto, e penso anche agli investimenti sullo sport: il primo bando Sport e Periferie, ed il secondo che arriverà mi auguro che possa portare tante risorse a Firenze”.

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Incontro con Ivano Fossati. Lunedì 14 maggio al Teatro Puccini

Incontro con Ivano Fossati. Lunedì 14 maggio al Teatro Puccini

Un incontro con Ivano Fossati condotto da Massimo Bernardini su “Le donne di ora”, una raccolta di brani di Giorgio Gaber prodotta da Ivano Fossati. Lunedì 14 maggio Teatro Puccini ore 18.00

Un disco che include un’accurata selezione di celebri canzoni del repertorio gaberiano, tutte interamente rielaborate e riprodotte da Fossati secondo le più avanzate tecnologie del suono al fine di rinnovarne linguaggio e fruibilità.

Incalzato da Massimo Bernardini, biografo di Gaber e noto autore e conduttore televisivo, Ivano Fossati racconterà al pubblico e ai giovani studenti il ruolo sociale e culturale della canzone d’autore, il proprio rapporto con l’opera di Gaber e il Teatro-Canzone, l’importanza di mantenere vivo un messaggio tanto attuale e la precisa finalità culturale di questa iniziativa discografica. L’incontro sarà arricchito da una suggestiva raccolta di contributi filmati curata dalla Fondazione Gaber a ripercorrere la celebre storia del cantautorato italiano.

Durante la serata sarà possibile acquistare il disco. Le donne di ora, distribuito da Artist First, è in vendita nei negozi e online sul sito Musicfirst.it, in versione CD, LP e LP autografato.

Giorgio Gaber. Le donne di ora è il nuovo album ideato e prodotto da Ivano Fossati (uscito a marzo) per avvicinare le nuove generazioni all’opera dell’Artista scomparso quindici anni fa.

Biglietti: posto unico numerato € 5,00 (diritti di prevendita esclusi)

Teatro Puccini

Via delle Cascine 41 – 50144 Firenze Tel. 055.362067

www.teatropuccini.it

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“Ilio… o delle rovine”, da lunedì 7 fino a mercoledì 9 maggio al Teatro Puccini

“Ilio… o delle rovine”, da lunedì 7 fino a mercoledì 9 maggio al Teatro Puccini

Uno spettacolo sulle eredità, morali e politiche e anche sul cambiamento della politica, sulla mai risolta questione morale, sulla memoria attiva della Resistenza fuori dalla dimensione agiografica, sulla violenza come strumento di lotta. Dal 7 al 9 maggio al Teatro Puccini di Firenze

La trama: Libero, un anziano ex dirigente del PCI ormai ritiratosi a vita privata, vive solo, circondato dai ricordi e pieno di rammarico per la trasformazione politica di questo paese. Le giornate scorrono tutte uguali, scandite dalle abitudini, l’ascolto della radio, la lettura del giornale, la spesa, i medicinali e le visite quotidiane del figlio Bruno, assessore comunale alle Politiche Sociali. I rapporti tra i due non sono facili e la situazione è resa ancor più difficile dall’assenza del figlio minore di Libero, Ilio, partito due anni prima come volontario con una ONG verso i campi profughi delle Siria. Di lui si hanno poche notizie ma sicuramente ha sposato la causa del popolo curdo e si è unito ad un gruppo di lotta armata. Il padre ogni notte scrive al figlio lettere che poi non spedisce, manifestandogli il proprio dissenso per le scelte fatte e raccontando di sé, della propria vita, dei propri sogni infranti. Improvvisamente Ilio fa ritorno in Italia ma quella che doveva essere una breve permanenza a casa, tra l’altro per motivi inerenti la lotta politica, si complica a causa di un ictus che colpisce il padre costringendolo su una sedia a rotelle senza più l’uso della parola. I due fratelli, tanto diversi per modo di intendere la vita e la politica, si trovano a dover affrontare insieme la malattia del padre ma soprattutto la morte. Infatti in un’ultima lettera indirizzata ad entrambi i figli scritta poco prima dell’ictus, Libero chiede loro di “aiutarlo a morire” qualora dovesse trovarsi in situazione di infermità. La difficile decisione da prendere creerà forti scontri tra i due figli fino a quando uno dei due, da solo, si assumerà questa responsabilità.

Cosa resta dei valori che spinsero una generazione di combattenti straordinari a lottare e sacrificarsi per regalare alle generazioni a venire la libertà dal nazifascismo, la Repubblica, la Costituzione? Mentre muoiono in questi anni gli ultimi partigiani, quali degli ideali che li hanno animati sono ancora attuali? E per chi lo sono? E se le ideologie non trovano più spazio nelle quotidiane esistenze e neppure nei partiti politici,  allora intorno a cosa procede la politica? Sembra passato un millennio da “nostra patria è il mondo intero” e non solo una manciata di decenni. I personaggi di questo spettacolo navigano a vista in questa palude di domande.  È una famiglia di uomini di sinistra, ma cosa vuol dire questo? Non si somigliano in niente, non hanno gli stessi riferimenti, non osservano il mondo attraverso la stessa lente e soprattutto non hanno gli stessi obiettivi.  È sicuramente uno spettacolo sulle eredità, morali e politiche. E quindi anche uno spettacolo sul cambiamento della politica, sulla mai risolta questione morale, sulla memoria attiva della Resistenza fuori dalla dimensione agiografica, sulla violenza come strumento di lotta.

L’unico personaggio dello spettacolo realmente vissuto è Ilio Barontini ma abbiamo dato lo stesso nome, Ilio, anche al fratello più giovane   che come il nonno, ha fatto una scelta di vita difficile, che prevede assunzione di responsabilità in prima persona e grande senso di giustizia.

Eppure il titolo dello spettacolo è prima di tutto ispirato alla città Ilio, il luogo assediato per eccellenza. Nel nostro spettacolo ad essere assediati sono l’insieme di valori su cui si è costruito il nostro paese alla fine della seconda guerra mondiale. E i nostri tre personaggi, così come Priamo con i suoi due figli Ettore e Paride, si trovano a cercare di dare un senso ed un futuro alle rovine di questi tempi.

Biglietti Posto unico numerato € 13,00 Biglietti in vendita sul circuito regionale Box Office Acquisto on line su www.boxol.it INFORMAZIONI: 055.362067 – 055.210804 Teatro Puccini  Via delle Cascine 41 – 50144 Firenze Tel. 055.362067www.teatropuccini.it

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“La scuola” vent’anni dopo, con Silvio Orlando e Vittoria Belvedere

“La scuola” vent’anni dopo, con Silvio Orlando e Vittoria Belvedere

Al Teatro Puccini di Firenze, venerdì 6 e sabato 7 aprile ore 21.00 e Domenica 8 aprile ore 16.45, un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e Vittoria Belvedere, e diretti da Daniele Luchetti saranno gli interpreti protagonisti della pièce “La scuola”, testo tratto dalla produzione letteraria di Domenico Starnone.

 

Era il 1992 l’anno di debutto di “Sottobanco”, uno spettacolo teatrale interpretato da un mirabile cast attoriale, capitanato da Silvio Orlando e diretto da Daniele Luchetti: lo spettacolo divenne presto un cult, antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica, tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce, che prese il titolo “La scuola”. Fu uno dei rari casi in cui il cinema accolse un successo teatrale e non viceversa.

 

“Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera; fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico” dice Silvio Orlando.

Lo spettacolo era un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico: a vent’anni di distanza è davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi.

Siamo in tempo di scrutini in IV D. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Di tanto in tanto, in questo ambiente circoscritto, filtra la realtà esterna.

Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico.

Lo spettacolo è inserito nell’abbonamento IlTeatro?#BellaStoria! un progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

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La tribù dei giovanissimi: la paranza raccontata da Saviano

La tribù dei giovanissimi: la paranza raccontata da Saviano

In scena, domani 29 marzo alle ore 21,00, al Tetaro Puccini di Firenze, il nuovo Progetto Teatrale di Roberto Saviano e Mario Gelardi, che trae la sua ispirazione dall’omonimo romanzo “La Paranza dei bambini” dello stesso Saviano.

Il Nuovo Teatro Sanità e Mario Gelardi non sono solo resistenza e non sono semplicemente teatro. Loro sono il nucleo intorno al quale alla Sanità, a Napoli, si costruisce un presente reale, che si può toccare vedere e ascoltare. Un futuro che si può immaginare. Loro sono voci che sovrastano urla, sono mani tese. Con loro, con Mario, lavoro per portare in scena “La paranza dei bambini”. Solo loro possono trasformare in corpi, volti e voci le mie parole.

Hanno scarpe firmate, famiglie quasi normali e grandi ali “d’appartenenza” tatuate sulla schiena. Sfrecciano in moto contromano per le vie di Napoli perché sanno che la loro unica possibilità è giocarsi tutto e subito. Non temono il carcere né la morte. Sparano, spacciano, spendono. Sono la paranza dei bambini.

Nel gergo camorristico “Paranza” significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L’espressione “paranza dei bambini” indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, proprio come quei giovanissimi legati alla camorra che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo best seller.

E quel romanzo diventa ora uno spettacolo teatrale che racconta una verità cruda, violenta, senza scampo. Non a caso lo spettacolo nasce nel Nuovo Teatro Sanità, un luogo ‘miracoloso’ nel cuore di Napoli, dove si tenta di costruire un presente reale e immaginare un futuro possibile, che sia quanto più lontano possibile dalla contraddizione dentro la quale sono intrappolati quei bambini della paranza: ‘Io per diventare bambino ci ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo’.

‘L’infanzia è una malattia, un malanno da cui si guarisce crescendo’, diceva William Golding, l’autore de ‘Il signore delle mosche’. E come nel romanzo di Saviano così anche nello spettacolo i protagonisti creano una loro comunità che impone regole feroci per perdere l’innocenza e diventare grandi.

Dopo la felice esperienza dello spettacolo ‘Gomorra’, Roberto Saviano e Mario Gelardi si uniscono di nuovo in questo progetto teatrale per raccontare la controversa ascesa di una tribù adolescente verso il potere, pronta a piombare nel buio della tragedia scespiriana e nel nero infinito dei fumetti di Frank Miller.

 

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