Teatro Romano sotto Palazzo Vecchio

Il Teatro Romano sotto Palazzo Vecchio diventa ancora più grande grazie alle nuove scoperte fatte durante i lavori per il nuovo foyer e la nuova biglietteria del museo e racconta, strato dopo strato, la millenaria storia del sito dove oggi si trova il cuore politico e amministrativo della città.07
Già oltre 600 metri di scavi sono stati aperti nel 2010, a conclusione di lavori durati sei anni che consentirono di riportare alla luce alcuni tratti delle burelle (probabilmente da burus, cioè buio), ovvero corridoi, e del vomitorium, ossia il corridoio centrale attraverso il quale gli spettatori avevano accesso. E’ inoltre visibile il margine interno della piattaforma dell’orchestra, che nel teatro romano non ospitava il coro come in quello greco, ma era riservata alle autorità.
Da luglio 2013 sono in corso altri lavori per il nuovo foyer e per la nuova biglietteria del museo nella Sala delle Colonne dove era ospitata l’anagrafe. E proprio durante questi ulteriori scavi sono state fatte nuove scoperte. In particolare del Teatro è stato possibile rimettere in luce la maestosità del percorso di accesso del pubblico, il vomitorium, posto a collegamento tra l’emiciclo esterno e l’orchestra, rinvenuta già con i precedenti scavi, in cui sono visibili gli originari pavimenti in lastroni di pietra e gli intonaci. Sono stati trovati tra l’altro antichi pozzi di approvvigionamento idrico e di smaltimento che scendono a una profondità di oltre 10 metri sotto il livello attuale di Firenze, e le antiche fondamenta murarie su cui poi poggerà la costruzione del Salone dei Cinquecento.
Il Teatro Romano doveva avere una capienza di quasi 7000 spettatori ma nel periodo di massimo splendore, intorno al I, II secolo dopo Cristo, corrispondente alla grandiosa ristrutturazione della città compiuta in età imperiale, si stima che il pubblico potesse arrivare fino a 10-15 mila presenze. Le sue vestigia si estendono su una vasta porzione di terreno sotto Palazzo Vecchio e Palazzo Gondi, con la cavea rivolta verso piazza della Signoria e la scena lungo via dei Leoni. Il teatro restò attivo fino al V secolo, e dopo cadde in disuso e venne via via dimenticato. I suoi resti iniziarono gradualmente a riaffiorare nell’Ottocento quando, in occasione del trasferimento a Firenze della capitale del regno d’Italia (1865) fu intrapresa un’intensa seria di campagne di sventramento e ammodernamento del tessuto urbano.
Dopo un’indagine archeologica preliminare effettuata a fine anni ’90, la vera e propria campagna di scavo si è svolta tra il 2004 e il 2010. Lo scavo è stato condotto dalla cooperativa Archeologia sotto la direzione scientifica della sovrintendenza per i beni archeologici della Toscana. I lavori per la realizzazione del foyer e della biglietteria sono a cura dei Servizi Tecnici e Belle Arti di Palazzo Vecchio e costano 500 mila euro, ai quali si aggiunge una sponsorizzazione del gruppo giapponese Kuipo per 240 mila euro

 

 

Estate Fiesolana numero 67

Estate Fiesolana numero 67. La 67esima edizione  dell’Estate Fiesolana – il cui cartellone si sviluppa dal 16 giugno al 24 luglio, per protrarsi fino al 2 agosto con un’ultima ospitalità – è un’edizione di gradite conferme e grandi novità. La rassegna che ha come suo fulcro il Teatro Romano di Fiesole continua a caratterizzarsi per il dialogo, aperto oramai da anni, tra classico e contemporaneo, con particolare predilezione per la contaminazione tra i generi all’insegna della qualità. Nella musica, il programma di questa edizione si arricchisce del ritorno della produzione operistica. Si parlerà di opera a tutto tondo, con una proposta che spazia dal repertorio classico, passando per una produzione contemporanea rivolta ai più giovani, fino ad una vera e propria opera rock.

La partecipazione della Scuola di Musica di Fiesole al cartellone dell’Estate Fiesolana 2014 ben rappresenta le sue multiformi attività: da un lato l’eccellenza dei risultati formativi raggiunti dall’Orchestra Giovanile Italiana, dall’altro la diffusione della musica presso i piccoli, con progetti mirati a coniugare il divertimento con la conoscenza del meraviglioso patrimonio artistico che la musica rappresenta. Ecco dunque da una parte la prima nazionale de La clemenza di Tito (11 e 12 luglio), ultima opera del catalogo mozartiano. Frutto della collaborazione con l’Universität Mozarteum Salzburg, questo progetto vede gli austriaci responsabili del cast vocale, delle scene e della regia (firmata da Eike Gramss), mentre la parte orchestrale è affidata all’Orchestra Giovanile Italiana, sotto la direzione di Josef Wallnig. Spassosa e nello stesso tempo formativa è poi la proposta di Opera Bestiale, scherzo musicale per cinque cantanti e pianoforte (17 giugno). Testo, musica e regia sono di Aldo Tarabella, che mette la sua fantasia e competenza al servizio della divulgazione musicale per i bambini. Famose arie, tratte dal repertorio lirico italiano e non solo, fanno da cornice ad una godibile storia i cui personaggi – gli animali/cantanti interpretati dagli allievi delle classi di canto della Scuola – riproducono i caratteri dei tipi consacrati dall’opera buffa. I costumi sono disegnati da Francesco Tullio Altan.
Per quel che concerne il jazz, il cartellone 2014 di Music Pool – Vivere Jazz propone una serie di appuntamenti di grande rilievo: l’apertura è affidata al nuovo progetto musicale di Pat Metheny, l’Unity Group con musicisti del calibro di Chris Potter o Antonio Sanchez (16 giugno). A seguire il più straordinario gruppo africano, i maliani Amadou & Mariam (26 giugno), acclamati ambasciatori nel mondo della musica del loro Paese. E non da meno Paolo Fresu con il suo quintetto in una serata contrassegnata da numerosi ospiti (18 luglio).
Il ritorno del festival all’opera era occasione troppo ghiotta per non collegarla al percorso che da anni la NEM – Nuovi Eventi Musicali porta avanti con l’Estate Fiesolana. Produzioni, giovani, qualità nel segno della creazione del repertorio del futuro, che dovrà per forza comprendere la cosiddetta musica rock, o prog, o pop che sia. Ecco che la scelta è ricaduta su una delle opere rock che hanno fatto storia: Tommy – The Who (24 luglio). Cristina Donà ne sarà ospite speciale. Per seguire invece l’altro filone programmatico di questi anni (la grande classica con forti contenuti di innovazione e legami con la musica e la cultura dei nostri tempi) NEM propone il progetto Do ut Des (30 giugno), dove il Quartetto Klimt, una delle migliori formazioni da camera del nostro Paese, si cimenterà con Schumann. Ma non finisce qui: oltre al concerto vero e proprio, una messa in scena presso la biglietteria suggerirà al pubblico una riflessione su cosa vuol dire ai nostri tempi “dare” qualcosa alla cultura, “ricevere” qualcosa dalla cultura.
Un nuovo viaggio nel teatro d’autore è quello in cui ci accompagna il Teatro Solare, con le sue Alchimie. Confermata la presenza di Marta Cuscunà, con un nuovo capitolo della sua ricerca sulle “resistenze femminili” – La semplicità ingannata (16 luglio) – a fianco di due novità: Leopardi Shock della realtà torinese indipendente Teatro della Caduta (15 luglio), con la vulcanica interpretazione dell’attrice Lorena Senestro, e Una tazza di mare in tempesta (17 e 18 luglio), allestimento delicato e sorprendente del Moby Dick di Melville che vede Roberto Abbiati accogliere 20 spettatori all’interno della stiva di una nave in miniatura.
Il Premio Fiesole Maestri del cinema porterà al Teatro Romano un altro grande protagonista, che il pubblico potrà incontrare. E come di consueto alla serata di premiazione seguirà una preziosa retrospettiva di pellicole: il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani sta lavorando dentro e fuori i confini nazionali alla ricerca del nuovo nome.
Arricchiscono il cartellone della 67esima Estate Fiesolana due concerti di forte richiamo: gli Eels di Mr. E, direttamente dagli anni Novanta (17 luglio), e Pippo Pollina, tra vecchi e nuovi successi (2 agosto). Restando in tema musicale, le corde del X Festival Internazionale Chitarrae incrociano la propria strada con Fiesole, regalando il concerto Orient Express del Take Four Guitar Quartet (29 luglio), mentre il Coro Desiderio da Settignano ha scelto il Teatro Romano per festeggiare i suoi 25 anni di attività con una prestigiosa esecuzione che vede sul podio la carismatica fondatrice Johanna Knauf (28 giugno). Sul territorio ha lavorato con dedizione Claudio Ascoli con i suoi Chille de la balanza: sua la regia dello spettacolo di storytelling La terra, il colore – Storie fiesolane incentrato su due fiesolani molto particolari, che con le loro piccole storie hanno contribuito alla Storia (23 giugno). Lo spettacolo sarà preceduto da un happening in piazza Mino sabato 21 alle 10 di mattina.
E l’Estate Fiesolana dedica uno sguardo anche all’arte ed alla storia. Tra gli eventi di quest’anno figura infatti la mostra Fiesole e i Longobardi organizzata in occasione del centenario del Museo Civico Archeologico di Fiesole dai Musei di Fiesole in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Orecchini, collane, antiche spade, lance, frecce, scudi ed altre armi – provenienti da trenta tombe longobarde del settimo secolo dopo Cristo scoperte nell’ultima vasta campagna di scavi nell’Area Garibaldi – saranno esposte per le prima volta proprio in occasione dell’esposizione in programma da aprile a ottobre.