Instabile: culture in movimento. Tutto il programma!

Instabile: culture in movimento. Tutto il programma!

Instabile un nuovo spazio all’aperto a Firenze (sotto il ponte di Varlungo), tutti i giorni fino a settembre, dalle 18 alle 2. Cinema, musica, teatro, bar e ristorante!

Ascolta l’intervista a Natalia Bavar a cura di Mirco Roppolo

 

PROGRAMMA AGOSTO:

Sabato 8 agosto

Ore 21.30 Cleopatras – Un mix irriverente e frizzante di garage 60s, punk rock e rock’n’roll, Rough&Girlie.

Domenica 9 agosto

Ore 21.30 La Compagnia Begheré presenta Rendez-vous!. Circo Contemporaneo – Spettacolo di teatro fisico e giocoleria. Vincitore del Ferrara Buskers Festival.

Lunedì 10 

cinema

Martedì  11 agosto

RASSEGNA TEATRALE TUTTI I MARTEDì DI AGOSTO

in collaborazione con  IL LAVORATORIO – Teatro, Musica, Danza e affini

A LEI – canzoni, storie e versi di grandi interpreti femminili del ‘900. Con Monica Santoro. Melodie, versi e storie di donne che hanno cantato canzoni indimenticabili o la cui storia e’ diventata musica

Mercoledì 12 agosto

Karkum Project (produzioni indipendenti di world music). Sefarad – Canti e racconti dalla Spagna Sefardita, Araba Andalusa e Cristiana

Giovedì  13 agosto

Corde Maris,  in Macchia Mediterranea. Un insolito viaggio nel Mare Nostrum: musica e racconto si intrecciano sulle rotte del Mediterraneo, riallacciando fili sottili di storie, riti e miti.

Venerdì 14 agosto ballo liscio

Sabato 15 agosto  Festa Dj Fra/siani

Domenica 16, ore 21.00

DAMARAME presenta TANGO 109  di e con India Baretto Circo Contemporaneo – Acrobatica aerea – Antipodismo

Mercoledì 19, ore 21.00

COMPAGNIA LA ROUE presenta N’APPARAÎT PAS *  Circo Contemporaneo – Acrobatica – Danza con il fuoco di e con Gigi Miranda e Silvia Cavalletto

Giovedì 20 agosto  jam

Venerdì 21

 DESARITMIA Reggae, Ska, Folk Italiano e nei live si rivela in un sound unico.

Sabato 22 agosto 

Puta’s Fever. Uno dei gruppi più scomodi che Firenze abbia mai partorito

Domenica 23, ore 21.00

Teatro C’Art presenta FRANCAlive SHOW! di e con Federica Maffucci Circo contemporaneo – Clown – Danza – Musica

Lunedì 24 agosto

“COSA?” testi di Chiara Guarducci

Martedì 25 Agosto ore 21.30

Mackbeth. Con Daniele Favilli

Mercoledì 26

Simone tecla trio funk jazz

Giovedì 27 jam

Venerdì 28

Simone Vassallo

Sabato 29

Gruppo musica africano Siani

Domenica 30

Adrian Colin Richard Kaye Actor, mime, clown

Lunedì 31 

cinema

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PROGRAMMA AGOSTO:

Sabato 8 agosto

Ore 21.30 Cleopatras – Un mix irriverente e frizzante di garage 60s, punk rock e rock’n’roll, Rough&Girlie.

Domenica 9 agosto

Ore 21.30 La Compagnia Begheré presenta Rendez-vous!. Circo Contemporaneo – Spettacolo di teatro fisico e giocoleria. Vincitore del Ferrara Buskers Festival.

Lunedì 10 

cinema

Martedì  11 agosto

RASSEGNA TEATRALE TUTTI I MARTEDì DI AGOSTO

in collaborazione con  IL LAVORATORIO – Teatro, Musica, Danza e affini

A LEI – canzoni, storie e versi di grandi interpreti femminili del ‘900. Con Monica Santoro. Melodie, versi e storie di donne che hanno cantato canzoni indimenticabili o la cui storia e’ diventata musica

Mercoledì 12 agosto

Karkum Project (produzioni indipendenti di world music). Sefarad – Canti e racconti dalla Spagna Sefardita, Araba Andalusa e Cristiana

Giovedì  13 agosto

Corde Maris,  in Macchia Mediterranea. Un insolito viaggio nel Mare Nostrum: musica e racconto si intrecciano sulle rotte del Mediterraneo, riallacciando fili sottili di storie, riti e miti.

Venerdì 14 agosto ballo liscio

Sabato 15 agosto  Festa Dj Fra/siani

Domenica 16, ore 21.00

DAMARAME presenta TANGO 109  di e con India Baretto Circo Contemporaneo – Acrobatica aerea – Antipodismo

Mercoledì 19, ore 21.00

COMPAGNIA LA ROUE presenta N’APPARAÎT PAS *  Circo Contemporaneo – Acrobatica – Danza con il fuoco di e con Gigi Miranda e Silvia Cavalletto

Giovedì 20 agosto  jam

Venerdì 21

 DESARITMIA Reggae, Ska, Folk Italiano e nei live si rivela in un sound unico.

Sabato 22 agosto 

Puta’s Fever. Uno dei gruppi più scomodi che Firenze abbia mai partorito

Domenica 23, ore 21.00

Teatro C’Art presenta FRANCAlive SHOW! di e con Federica Maffucci Circo contemporaneo – Clown – Danza – Musica

Lunedì 24 agosto

“COSA?” testi di Chiara Guarducci

Martedì 25 Agosto ore 21.30

Mackbeth. Con Daniele Favilli

Mercoledì 26

Simone tecla trio funk jazz

Giovedì 27 jam

Venerdì 28

Simone Vassallo

Sabato 29

Gruppo musica africano Siani

Domenica 30

Adrian Colin Richard Kaye Actor, mime, clown

Lunedì 31 

cinema

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“Palazzo Arte” di Virgilio Sieni e Tobia Pescia su Più Compagnia

“Palazzo Arte” di Virgilio Sieni e Tobia Pescia su Più Compagnia

La nuova opera video di Virgilio Sieni, “Palazzo Arte” realizzata in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, è in programma dal 31 luglio a ingresso libero su Più Compagnia. Il documentario sarà visibile per 24 ore, On Demand fino al 31 agosto

Il progetto video, per la regia di Virgilio Sieni e Tobia Pescia, ha coinvolto nove famiglie del quartiere fiorentino dell’Isolotto sulla relazione tra corpo e opera d’arte, tra abitazione e dipinto, cercando di intuire e praticare le strade effimere del gesto. Gli spazi dell’azione sono stati ricercati nelle vicinanze delle abitazioni delle famiglie che hanno partecipato all’opera video, esaltando la dimensione urbana, il carattere intimo e la ricchezza del vicinato.

Sei opere di Caravaggio, una di Pontormo, Bellini e Raffaello costituiscono la collezione immaginata attraverso la quale le famiglie hanno interagito e hanno attraversato alcune fasi primarie sull’origine del gesto: la cura dello sguardo, il toccare lo spazio, il riconoscersi nel movimento dell’altro e la ricerca della figura nella prossimità delle cose.

Il progetto si configura come un contesto in divenire con l’obiettivo di creare un “museo agito” dai cittadini, costruendo esperienze sull’abitare attraverso la pratica del gesto e lo studio dell’arte antica e contemporanea.

La proiezione sarà preceduta da un’intervista a Virgilio Sieni a cura di Elisabetta Vagaggini della redazione di www.intoscana.it.

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Volterra, dal 28 luglio Il nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza

Volterra, dal 28 luglio Il nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza

l progetto triennale dedicato all’incredibile viaggio dei #trentannidifortezza, si conclude quest’anno. 

Il nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza si sdoppia quest’anno in due quadri: Naturae. La vita mancata – primo quadro, in scena dal 28 luglio al 2 agosto 2020 (ore 16.00) nella Fortezza Medicea/Casa di Reclusione di Volterra(ingresso su autorizzazione. La partecipazione allo spettacolo si svolgerà nel rispetto delle previsioni dei DPCM recanti misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19); e Naturae. La valle dell’innocenza – secondo quadro, site specificl’8 e il 9 agosto al Padiglione Nervi dell’ex Salina di Stato, ore 17.30 e 21.30 (Saline di Volterra – ingresso con prenotazione obbligatoria. La partecipazione allo spettacolo si svolgerà nel rispetto delle previsioni dei DPCM recanti misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19).

Due quadri, due luoghi, un unico spettacolo. Per l’ultimo dei tre anni di celebrazioni del Trentennale della Compagnia della Fortezza, la seconda tappa del progetto Naturae è affidata a un doppio appuntamento. Se il primo quadro, La vita mancata, è presentato nel carcere, luogo per eccellenza del lavoro della Compagnia, il secondo quadro, La valle dell’innocenza, trova la sua ambientazione ideale nel Padiglione Nervi dell’ex Salina di Stato.

Luoghi che plasmano lo spettacolo e, soprattutto, ne vengono plasmati: la presenza artistica e teatrale in uno spazio altro, non pensato per il teatro, lo trasforma profondamente, così come sempre trasforma lo spettatore. Naturae. La valle dell’innocenza è un evento site specific in cui l’elemento scenografico e drammaturgico guida la scelta del luogo, così come era stato per Le rovine circolari, in cui l’acqua era strettamente legata allo spazio del refrigerante della Centrale Geotermica di Larderello. Il sale, in questo caso, elemento centrale dello spettacolo, simbolo di una vita che si sogna diversa, di una nuova Genesi. Nell’ouverture di Naturae, presentata in carcere nell’estate 2019, il sale era il filo conduttore della drammaturgia, principio generatore di quella natura sopita dell’uomo, sognata e cercata nel viaggio che la Compagnia della Fortezza ha iniziato con Dopo la Tempesta e il lavoro su Shakespeare. Ecco, quindi, che la scelta di realizzare il secondo quadro di Naturae nel Padiglione Nervi dell’ex Salina di Stato di Saline di Volterra è frutto di una precisa ricerca, volta a istituire un dialogo tra poetica dello spettacolo e luogo di realizzazione. La Salina di Volterra, stabilimento tuttora in funzione, è lo spazio perfetto per questo dialogo: il sale più puro d’Italia diventa lo sfondo da cui si genera lo spettacolo, simbolo concreto di un nuovo principio vitale.

 

Il biglietto per lo spettacolo Naturae. La valle dell’innocenza ha un costo di 15€ ed è ACQUISTABILE ESCLUSIVAMENTE ONLINE OBBLIGATORIO PER LA TRACCIABILITA’ DEL PUBBLICO IN BASE ALLE NORMATIVE DI SICUREZZA. La ricevuta di pagamento dovrà essere presentata all’ingresso dell’ex Salina di Stato per la consegna del biglietto Siae e l’indicazione del posto assegnato. Presentando la mail di conferma dell’avvenuto pagamento degli eventi di #TRENTANNIDIFORTEZZA alle biglietterie, si avrà diritto all’accesso gratuito ad uno dei musei del sistema museale o ad un’area archeologica a scelta della città di Volterra oppure allo sconto del 30 % per l’accesso a tutta la rete museale, come da VOLTERRA CARD.

(http://www.compagniadellafortezza.org/new/storia/30-anni-di-fortezza/eventi-speciali/naturae-la-valle-dellinnocenza/

 

 

Finisce qui il progetto dei Trent’anni, tre anni di celebrazioni, scrive Armando Punzo, necessarie per dar corpo e concretezza a un luogo immateriale da segnare sulla mappa infinita della Compagnia della Fortezza, un territorio inesplorato fatto di idee, opere e progetti, di ricerca, di bellezza e armonia. Questo finale, il lasciarsi alle spalle questa emozionante avventura intellettuale e umana, coincide, per il chiaro disegno di un’idea più grande di noi, con l’inizio dei saggi archeologici preliminari all’avvio dei lavori per la realizzazione del teatro Stabile in carcere a Volterra. Si riparte quindi per una nuova avventura, per una nuova spedizione che ci condurrà ancora più lontano, fino ai limiti più estremi della nostra mappa ideale, per dare forma a un territorio sconosciuto oggi ancora inimmaginabile. Ringrazio i rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni che ci sostengono e i miei compagni di viaggio che dall’inizio mi hanno permesso di affrontare questo viaggio di amore. Alle parole di Punzo si uniscono quelle di Cinzia de Felice: Trent’anni di Fortezza, tre anni di iniziative, progetti e azioni artistiche che, con diversi linguaggi, sono servite a raccontare quanto è stato fatto, ma soprattutto a rendere evidente quanto ancora sarà necessario e si potrà fare. Trent’anni durante i quali più volte ho, e abbiamo, avuto la sensazione di lanciarci nel vuoto pur di realizzare i nostri sogni, senza paura, e sorretti solo dalle nostre visioni. Siamo ancora qua, e dopo oltre trent’anni, ci sentiamo ancora come dei giovani che muovono i primi passi, in un cammino ancora lungo da percorrere, con entusiasmo, energia e sempre pervasi da un briciolo di sana incoscienza.

 

Il progetto SPECIALE TRIENNALE PER I TRENT’ANNI DELLA COMPAGNIA DELLA FORTEZZA, che ha la direzione artistica diArmando Punzo, l’organizzazione generale di Carte Blanche, a cura di Cinzia de Felice, è promosso e sostenuto da: MiBACT – Ministero per i beni le attività culturali, Regione Toscana, ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa,Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Comune di Volterra, Comune di Pomarance, Ministero della Giustizia – Casa di Reclusione di Volterra.

 

La storia della Compagnia della Fortezza è una storia fatta di impossibilità, continuamente superate. L’Impossibile, per noi, scrivono da Carte Blanche, ha sempre rappresentato una straordinaria opportunità per dimostrare come, invece, esso fosse una luce al cui raggiungimento ambire per la costruzione di un Uomo nuovo, auspicabilmente migliore di quello che la Storia ha voluto consegnarci. E per questo 2020 la storia ha voluto metterci davanti ad una sfida enorme, quella dell’epidemia mondiale di Covid-19. Una situazione inattesa, senza dubbio, che ha colto tutti di sorpresa, impreparati, spesso incapaci di tenere testa a un qualcosa più grande dell’immaginabile. La Compagnia della Fortezza, ancora una volta, è riuscita a cogliere nello scenario drammatico uno squarcio attraverso il quale poter dare forma a quello che prima era impensabile. Invece che abbandonare il campo, ovvero il nostro Teatro Renzo Graziani all’interno del carcere di Volterra, il lockdown ci ha dato modo di inventare nuove forme e modi per continuare a lavorare attorno al progetto Naturae, mantenendo intatto il rapporto tra tutti i componenti di quella casa accogliente che è la Compagnia della Fortezza. Nessuno è stato tagliato fuori, grazie anche alla lungimirante e generosa disponibilità della direzione del carcere (ovviamente restando nei parametri di quanto ammesso dalle nuove disposizioni del DAP), assieme alla quale, quotidianamente, sono state studiate soluzioni che permettessero di non abbandonare il presidio cultural-teatrale che è il pane quotidiano per tanti dei nostri attori reclusi. L’idea di rilanciare è insita nella natura della Fortezza.

Così il lavoro nelle parole di Armando Punzo: Stiamo lavorando contro la Genesi, contro la condanna dell’uomo ai suoi limiti, contro il canone occidentale, contro noi stessi e ciò che definiamo realtà. Abbiamo immaginato un Lui che con coraggio si è spinto lontano in questa ricerca. Il viaggio, la fuga in avanti hanno segnato la sua esistenza, hanno dato forma al suo pensiero, alla sua interiorità fin dall’inizio della saga. Nell’opera di Shakespeare aveva intravisto l’affresco dell’umanità da cui sentiva il bisogno di allontanarsi, Beatitudo con Borges ha rappresentato la possibilità del sognarsi diverso, gli ha fatto scoprire una parte sacrificata dentro di sé, luminosa, desiderante. In Naturae si tratta di innestare questa idea nella vita. In questi due nuovi quadri il sogno a occhi aperti dell’innocenza deve mostrarsi in tutta la sua concretezza.

 

Nell’ambito del progetto #trentannidifortezza si svolgono, come da tradizione, incontri, presentazioni, mostre ed eventi legati al mondo della Fortezza.

 

Dal 23 al 30 luglio si svolge, presso la Fortezza Medicea/Casa di Reclusione di Volterra, la Masterclass di alta specializzazione con la Compagnia della Fortezza rivolta a operatori artistici è una delle azioni previste dal progetto Per Aspera ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza, sostenuto da ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa. La masterclass della durata di otto giorni alla quale partecipano operatori, provenienti da tutta Italia, per formarsi alla scuola della Fortezza sotto la guida di Armando Punzo insieme agli altri 11 registi delle esperienze partner. Il progetto, a cura di Carte Blanche – Centro Nazionale Teatro e Carcere, nato tre anni fa come esperimento pilota allo scopo di esportare l’esperienza trentennale e il modello operativo della Compagnia della Fortezza di Volterra, è arrivato ora alla creazione di una rete nazionale che coinvolge dieci fondazioni bancarie e dodici strutture teatrali che operano professionalmente nelle carceri. Il progetto è sostenuto e promosso da ACRI-Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa con Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra che è capofila, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Con il Sud, Fondazione CariSpezia, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Fondazione di Sardegna, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. La masterclass sarà condotta da Armando Punzo insieme agli altri registi delle strutture partner del progetto: Daniela Mangiacavallo per Associazione Baccanica/carcere di Palermo; Elisabetta Baro per Teatro e Società/carcere di Torino; Ivana Trettel per Opera Liquida/carcere di Milano Opera; Enrico Casale  per Associazione Gli Scarti/carcere di La Spezia; Vittoria Chiacchella per il Teatro Stabile dell’Umbria/carcere di Perugia; Mattia De Luca  e Paolo Fronticelli Baldelli per il Teatro dell’Argine/carcere di Bologna; Alessandro Mascia per Cada Die Teatro/carcere di Cagliari; Marco Mucaria per Voci Erranti onlus/carcere di Saluzzo (CN), Mirella Cannata, Sandro Baldacci, Carlo Imparato e Serena Andreani per Teatro Necessario/carcere di Genova, Alessia Gennari per FormAttArt/carcere di Vigevano (PV), Leonardo Tosini e Marco Mattiazzo per il Teatro Stabile del Veneto/carcere di Padova. Un grande progetto, unico a livello europeo, che vede protagonista Volterra, luogo dove da oltre trent’anni si rinnova quotidianamente il miracolo della rigenerazione umana attraverso la cultura.

Il 30 luglio (ore 18.30 – Anti Social Social Park / Parco Archeologico E. Fiumi – Volterra) presentazione di Per Aspera Ad Astra – Come Riconfigurare Il Carcere Attraverso La Cultura E La Bellezza. Un Grande Progetto Di Rigenerazione Umana,progetto nazionale di rete a sostegno del teatro in carcere a partire dal modello operativo della Compagnia della Fortezza, sostenuto e promosso da ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa. Intervengono: Giorgio Righetti –Direttore Generale di ACRI / Roberto Pepi – Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra / Armando Punzo – regista e direttore artistico Compagnia della Fortezza / rappresentanti di Fondazioni di origine bancaria, associazioni teatrali partner del progetto e istituzioni locali (ingresso libero fino al raggiungimento della capienza massima consentita nel rispetto delle previsioni dei DPCM recanti misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19).

 

Il 29 luglio (ore 18.30 – Teatro di San Pietro – Volterra) inaugurazione del ristrutturato Teatro di San Pietro, grazie alle azioni di riqualificazione e restauro del Progetto Sogni e Bisogni/Impresa Sociale Con I Bambini. In questa nuova fase post-restauro il teatro vedrà ufficializzare un affiancamento gestionale e una residenza permanente ai ragazzi dell’Associazione studentesca Vai Oltre!, che cureranno in prima persona una serie diversificata di attività culturali, rassegne teatrali e musicali, laboratori, stage e altre iniziative rivolte principalmente ad un pubblico giovane. Per l’occasione, e fino a settembre 2020, il teatro di San Pietro ospita la videoinstallazione In Lucem Le Parole / I Suoni / I Corpi / L’idea, un viaggio nel tempo e nello spazio, dalla rappresentazione alla visione di un’idea di Luca Serasini, artista che vede la luce come elemento principale del suo lavoro, fonte di vita e sinonimo di forza ed energia. Per la realizzazione della videoinstallazione attinge allo sconfinato materiale video dell’archivio della Compagnia della Fortezza per la conclusione del progetto #trentannidifortezza. Progetto sonoro di Andreino Salvadori, cura Cinzia de Felice. Sempre il 29 luglio (dalle 19.30 in poi – Parco Archeologico E. Fiumi – Volterra) Happy Ending Party, nell’ambito di Anti Social Social Park – VaiOltre!

Dal 27 luglio al 10 agosto Via Dalla Pazza Folla – bookshop tematico allestito nella storica Libreria de l’Araldo di Volterra (via Ricciarelli 30). Un luogo sospeso in cui rifugiarsi, tra libri e oggetti vintage, per scomporre e ritrovare le drammaturgie degli spettacoli della Compagnia della Fortezza, approfondendo argomenti e tematiche tramite una selezione speciale di volumi e opere.

 

Voglio sognare un uomo e imporlo alla realtà – parole, musiche e suoni dal teatro della Compagnia della Fortezza, racconto sonoro in cinque capitoli, a cura di Cinzia de Felice, drammaturgia musicale Andrea Salvadori. Un omaggio alla Compagnia della Fortezza, il 15, 16, 22, 23, 29 agosto (ore 17.00) in onda su STORIE TEATRALI 50 – Rai Radio 3 Pantagruel. Un progetto appositamente creato per Rai Radio 3 che attinge all’immenso archivio storico della Compagnia della Fortezza, allo scopo di renderlo sempre più vivo e condiviso con tutti. Cinque capitoli grazie ai quali si attraverseranno atmosfere di prove e momenti di alcuni degli spettacoli storici della compagnia, si seguirà lo scandire del tempo attraverso l’evoluzione della ricerca artistica e della scrittura drammaturgica di Armando Punzo con l’ascolto di una selezione dei suoi testi più significativi, si riascolteranno le voci di alcuni tra i suoi più straordinari attori nonché le indimenticabili colonne sonore che hanno accompagnato questi anni di vita e di teatro.

 

Altra tappa significativa (26 settembre – ore 17.00 – Biblioteca Comunale di Volterra) l’inaugurazione dell’Archivio Storico della Compagnia della Fortezza, intitolato all’Avv. Augusto Bianchi Rizzi. Si inaugura presso la Biblioteca Comunale di Volterra la nuova sede ufficiale dell’Archivio Storico della Compagnia della Fortezza, dichiarato nel 2014 “Bene di interesse storico archivistico di particolare importanza” dalla Soprintendenza archivistica per la Toscana. Uno spazio di studio e ricerca che sarà sempre accessibile al pubblico durante gli orari di apertura della Biblioteca e che potrà accogliere le decine di studenti e ricercatori che giungono ogni anno a Volterra per seguire e studiare la Compagnia della Fortezza. L’Archivio storico della Compagnia della Fortezza nasce da una sinergia progettuale tra Carte Blanche, il Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater Studiorum – Universitá di Bologna e la Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna con il coordinamento scientifico della Professoressa Cristina Valenti.In occasione dell’inaugurazione si apre la mostra Dentro La Storia, la storia della Compagnia della Fortezza in un racconto fotografico di Stefano Vaja. Dentro la storia della Compagnia della Fortezza e dentro la storia della città di Volterra. Ma anche dentro la storia del teatro contemporaneo. Le fotografie di Stefano Vaja offrono la possibilità di fare un viaggio a ritroso negli ultimi ventidue anni di attività di una delle più importanti compagnie della scena teatrale internazionale. La mostra resterà in esposizione permanente nei locali dell’Archivio Storico e sarà sempre visitabile negli orari di apertura della Biblioteca Comunale

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Meastasio: un fil rose per il dopo covid

Meastasio: un fil rose per il dopo covid

Le parole d’ordine dei prossimi mesi sono AGILITÀ e FLESSIBILITÀ, per far vivere ad artisti e spettatori non l’eccezionalità delle limitazioni, ma una diversa normalità.

“Senza gli artisti e gli spettatori non c’è ripartenza” il MET propone “un nuovo patto “spettatoriale” di cura e benessere, di piacere e bellezza”. A cominciare dagli spazi che, dovendo riaprire con il distanziamento fisico, vedono limitata la capienza a circa un terzo: il Metastasio a circa 220 spettatori, il Fabbricone a circa 140, il Magnolfi a una trentina, mentre il Fabbrichino con la possibilità di accogliere una decina di spettatori non è, almeno in ripartenza, sostenibile. Le platee del Metastasio, del Fabbricone e del Magnolfi sono state ridisegnate, con la consulenza di Giulia Reali, non come spazi dell’emergenza, ma come nuovi spazi, normali e diversi. Il pubblico, rientrando dopo sette mesi in teatro, si troverà di fronte ad una sorpresa, per una ripartenza piacevole, oltre che sana e sicura. Il sistema teatrale non si può più permettere di sospendere tutte le attività e il MET per questo sta organizzando le produzioni in modo che possano agilmente essere finalizzate non solo al palcoscenico, qualora la situazione lo richiedesse. È stato costituito un gruppo di lavoro artistico di 14 artisti che lavoreranno insieme, diversificando la produzione spettacolare e convertendo le limitazioni imposte agli artisti ed agli spettatori in elemento della creazione contemporanea. 10 interpreti saranno scritturati continuativamente per otto mesi, da ottobre 2020 a maggio 2021: Roberto Abbiati, Monica Demuru, Oscar De Summa, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Francesco Rotelli, Paola Tintinelli, Luca Zacchini e due giovani attrici in via di definizione. Con Massimiliano Civica (coordinatore del gruppo), Roberto Latini, Claudio Morganti ed una giovane regista, con cui stiamo dialogando, i dieci interpreti condivideranno un’esperienza unica e nuova (anche se in teatro non c’è mai qualcosa davvero di nuovo). Al gruppo di lavoro il MET affida un tempo di ricerca e un tempo di produzione, diversificata, di spettacoli di prosa per il Metastasio e il Fabbricone, di registrazioni di radiodrammi, radio-melodrammi e trasmissioni radiofoniche di “arte varia” che andranno in onda con il coordinamento di Rodolfo Sacchettini nel palinsesto di Radio Toscana Classica e di produzioni di miniserie video e di uno sceneggiato televisivo in bianco e nero a puntate, che saranno trasmessi da TV Prato, oltre che sui canali web del Metastasio. Il MET ha deciso di lavorare non sul tempo tradizionale della “stagione teatrale”, ma su due blocchi di programma, un PRIMO MOMENTO settembre/dicembre 2020 e un SECONDO MOMENTO gennaio/maggio 2021 (che sarà illustrato a fine ottobre). Il PRIMO MOMENTO partirà, come di consueto, con il festival Contemporanea e con la presenza nei festival italiani di NAUFRAGIUM al Piccolo Teatro di Milano per Tramedautore, di ABOUT LOLITA e di LE GATTOPARDE alla Biennale Teatro di Venezia e di OTTANTANOVE al RomaEuropa Festival, tutti spettacoli che poi vedremo nei nostri teatri, dove si comincerà insolitamente al Fabbricone. Qui dall’8 all’11 ottobre arriverà NAUFRAGIUM di Sonia Antinori con Silvia Gallerano, poi al Magnolfi dal 22 al 25 ottobre debutterà in prima assoluta TUTTA LA VITA di Amor Vacui. Il primo spettacolo al Metastasio sarà DON JUAN, creazione per sedici danzatori dell’Aterballetto, coreografia del maestro Johan Inger e musiche di Marc Alvarez, dal 29 ottobre al 1° novembre. Torneremo al Fabbricone dal 4 all’8 novembre per OTTANTANOVE, premio Riccione Teatro 2020, di Elvira Frosini e Daniele Timpano che saranno in scena, per la prima volta, con Marco Cavalcoli. Poi al Metastasio dal 12 al 15 novembre ritroveremo Massimo Popolizio con il suo bellissimo FURORE, dal romanzo di Steinbeck, seguito dal 26 al 29, per l’anno felliniano, da Valter Malosti che presenterà GIULIETTA di Federico Fellini nell’adattamento di Vitaliano Trevisan con la bravissima Roberta Caronia.

Al Magnolfi toccherà a IPPOLITO CHIARELLO, l’ideatore del barbonaggio teatrale, pratica diffusa ormai in tutta Europa, aprire le Piacevoli Conversazioni dal 18 al 22 novembre con tre suoi spettacoli Fanculopensiero stanza 510, Club27 e il pluripremiato ed amato Mattia e il nonno, presentato anche tout public per il Met Ragazzi. A dicembre al Fabbricone dal 3 al 6 debutterà NON TRE SORELLE di Enrico Baraldi, regista neodiplomato vincitore del bando Davanti al Pubblico ’20 e poi dal 10 al 13 dicembre al Metastasio un’altra proposta insolita, il PINOCCHIO delle marionette dei Colla, che vogliamo riunisca le generazioni davanti al miracolo di questa grande storia per tutti. L’anno si chiuderà al Fabbricone dal 15 al 20 dicembre con LE GATTOPARDE (l’ultima festa prima della fine del mondo) dal romanzo di Tomasi di Lampedusa e dal film di Luchino Visconti, con le ormai mitiche Nina’s Drag Queens. Il PRIMO MOMENTO sarà poi completato dall’attività radiofonica e video del GRUPPO DI LAVORO ARTISTICO, che in questi giorni ha cominciato a progettare titoli e interpreti dei lavori, il cui programma sarà comunicato a ottobre. Per il PRIMO come per il SECONDO MOMENTO, ma anche per CONTEMPORANEA, MET RAGAZZI e MET JAZZ, saranno confermati i prezzi e le riduzioni di prima e seconda fascia della scorsa stagione. Saranno introdotti giochi “a premio” che daranno diritto, in maniera simpatica e spiritosa, ad un ulteriore sconto che aiuti il pubblico a far fronte anche alle difficoltà economiche della ripresa autunnale. Il MET lancia inoltre il biglietto sospeso, con una quota del prezzo a proprio carico. Con il distanziamento e la risistemazione delle platee non sarà possibile per gli abbonati conservare il proprio posto, che tornerà ad essere confermabile dalla stagione 2021/2022; sarà invece possibile, con un’opzione in acquisto del posto per il PRIMO MOMENTO ottobre-dicembre, chiederne la conferma anche per il SECONDO MOMENTO gennaio- maggio. Il MET, teatro stabile pubblico della Toscana, si assume con queste linee di programma una grossa responsabilità: provare a migliorare il fare teatro e lo stare insieme fra artisti e pubblico ed essere al fianco di un gruppo di lavoratori dello spettacolo in un tempo difficile per il mestiere dell’attore.

UN GRUPPO DI LAVORO ARTISTICO AL MET Massimiliano Civica il consulente artistico Franco D’Ippolito il direttore Noi vogliamo far vivere ai nostri artisti e ai nostri spettatori, nei prossimi mesi, non l’eccezionalità delle limitazioni, ma una diversa normalità, in cui praticare anche l’imprudenza, immaginare azioni e creazioni anche strampalate ed essere attenti, mobili, spregiudicati e ispirati. Sappiamo che senza gli artisti e senza spettatori non c’è ripartenza; per questo proponiamo a loro un nuovo patto “spettatoriale” di cura e benessere, di piacere e bellezza. Ci siamo resi conto che avevamo bisogno di modificare radicalmente le modalità produttive e il nostro rapporto con gli artisti, che il modello di scrittura del personale artistico per la singola produzione mal si adegua ad una situazione tanto soggetta a cambiamenti (e se ne sono accorti prima di tutti gli artisti, nei mesi di lockdown). Cogliendo l’opportunità della “sospensione” dei criteri, dei parametri e degli indicatori ministeriali per il biennio 2020-2021, abbiamo pensato ad un rapporto diverso fra progetto del Met e artisti scritturati, basato sulla stanzialità e sulla continuità del rapporto di lavoro, sullo studio e la progettazione comune per un tempo medio-lungo. Abbiamo perciò costituito un gruppo di lavoro artistico di 14 artisti che lavoreranno insieme, diversificando la produzione spettacolare e convertendo le limitazioni imposte agli artisti ed agli spettatori in elemento della creazione contemporanea. Non ci possiamo più permettere di sospendere tutte le attività e per questo stiamo organizzando le nostre produzioni in modo che possano agilmente essere finalizzate non solo al palcoscenico, qualora la situazione lo richiedesse. 10 interpreti saranno scritturati continuativamente per otto mesi, da ottobre 2020 a maggio 2021: Roberto Abbiati, Monica Demuru, Oscar De Summa, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Francesco Rotelli, Paola Tintinelli, Luca Zacchini e due giovani attrici in via di definizione. Con Massimiliano Civica, Roberto Latini, Claudio Morganti ed una giovane regista, con cui stiamo dialogando, i dieci interpreti condivideranno un tempo di ricerca e un tempo di produzione, diversificata, fra spettacoli di prosa, registrazioni di radiodrammi, radio-melodrammi e di trasmissioni radiofoniche di “arte varia”, produzioni di miniserie video e di uno sceneggiato televisivo in bianco e nero a puntate. Nei mesi difficili e incerti che ci aspettano, questo gruppo artistico permetterà al Teatro Metastasio di rispondere in tempo reale agli eventuali cambiamenti delle condizioni lavorative imposti dal Coronavirus, non interrompendo così la propria offerta di spettacoli, grazie alla possibilità di poterla rimodulare dal punto di vista delle norme di sicurezza ma anche di ripensarla artisticamente in base alle sollecitazioni, alle costrizioni e agli stimoli del tempo che vivremo. Tutto il gruppo di lavoro appartiene alle esperienze “più vive e parlanti” del teatro italiano contemporaneo e molti degli interpreti sono artisti che creano i propri spettacoli, che hanno una poetica riconosciuta e che, oltre a recitare, svolgono i ruoli di drammaturgo o di regista o di scenografo. La formazione di questo gruppo di lavoro nasce dunque anche con l’idea di offrire a interpreti e registi l’occasione di un tempo di confronto e di conoscenza reciproca, di scambio di pratiche e di visioni: un incontro di cui potranno conservare memoria e suggestioni quando ritorneranno al loro percorso artistico personale. Infine, questo gruppo di lavoro nasce anche perché il Teatro Metastasio, nella situazione eccezionale che viviamo, vuole fare la sua parte, stando al fianco di un gruppo di lavoratori dello spettacolo in questo tempo difficile: come teatro pubblico è nostro dovere morale e obbligo statutario quello di sostenere gli artisti, i veri protagonisti della scena.
MET

 

PRIMO MOMENTO TEATRALE settembre / dicembre 2020, Prato 8/11 ottobre – FABBRICONE NAUFRAGIUM di Sonia Antinori regia Daria Lippi con Silvia Gallerano e con Sonia Antinori, Daria Lippi produzione Teatro Metastasio di Prato con Faa (Fabrique Autonome des Acteurs), Malte (Musica Arte Letteratura Teatro Etc.) PRIMA ASSOLUTA – PRODUZIONE Affidato in scena a Silvia Gallerano e Daria Lippi, che firma anche la regia, Naufragium è un testo di Sonia Antinori dedicato agli anni della contestazione. Al riparo da tentazioni nostalgiche o reducistiche, il lavoro esplora le emozioni e le conseguenze di un fenomeno epocale attraverso gli occhi della generazione cresciuta in quegli anni. Un tentativo di ripensare la passione politica. 22/25 ottobre – MAGNOLFI TUTTA LA VITA uno spettacolo ideato da Amor Vacui produzione La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Metastasio di Prato scrittura condivisa Lorenzo Maragoni, Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo e Michele Ruol ideazione e regia Lorenzo Maragoni con Andrea Bellacicco e Eleonora Panizzo organizzazione Leila Rezzoli PRIMA NAZIONALE – PRODUZIONE Questo nuovo lavoro di Amor Vacui, primo tempo di una trilogia che avrà come tema tre domande impossibili, si interroga sulla umana paura del cambiamento e su come sia possibile aprire un dialogo con la nostra parte più fragile e conservatrice. Ognuno può infatti affermare di essere la conseguenza della propria storia passata, della propria biografia, oppure può percepirsi come punto di partenza del resto della vita. Per passare dalla prima alla seconda modalità esistenziale è necessario cambiare. 29 ottobre/1° novembre – METASTASIO DON JUAN creazione a serata intera per sedici danzatori coreografia Johan Inger, musiche Marc Álvarez, dramaturg Gregor Acuña-Pohl danzatori Saul Daniele Ardillo, Estelle Bovay, Adrien Delépine, Martina Forioso, Clément Haenen, Arianna Kob, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Sandra Salietti Aguilera, Roberto Tedesco, Hélias Tur-Dorvault, Thomas Franciscus Van De Ven, Serena Vinzio produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto coproduttori Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Regio di Parma, Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni, Centro Teatrale Bresciano, Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Metastasio di Prato, Festspielhaus St. Poelten, Fondazione Cariverona – Circuito VivoTeatro (Teatro Ristori di Verona, Teatro Comunale di Belluno, Teatro Salieri di Legnago, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro delle Muse di Ancona), Associazione Sferisterio Macerata PRODUZIONE 16 danzatori di Aterballetto raccontano il mito paradigmatico di Don Juan nella coreografia di Johan Inger. Rielaborato a partire dalla commedia originale di Tirso de Molina, ma anche da Molière, Bertolt Brech, dall’opera teatrale di Suzanne Lilar e vari altri testi, lo spettacolo illumina in un atto unico il percorso di solitudine del leggendario seduttore come in un Kammerspiel, dove la danza è lente d’ingrandimento emozionale di caratteri e sentimenti.
4/8 novembre – FABBRICONE OTTANTANOVE drammaturgia e regia Elvira Frosini e Daniele Timpano con Marco Cavalcoli, Elvira Frosini, Daniele Timpano produzione Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Kataklisma PRODUZIONE Cosa resta 230 anni dopo la Rivoluzione Francese che ha cambiato tutta l’Europa fondando il mondo in cui viviamo? Elvira Frosini e Daniele Timpano, affiancati per la prima volta in scena da Marco Cavalcoli, scandagliano simboli e retoriche dell’apparato culturale occidentale fino ad arrivare all’osso dei suoi miti fondativi. Passato e presente, storia francese e storia italiana, modernità e postmodernità si sovrappongono nella loro nuova tagliente scrittura mettendo in crisi le nostre vite “democratiche” e l’immaginario legato al concetto di rivoluzione. 12/15 novembre – METASTASIO FURORE dall’omonimo romanzo di John Steinbeck, adattamento di Emanuele Trevi un progetto di e con Massimo Popolizio con musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazionale Massimo Popolizio si confronta con Furore, il capolavoro della narrativa americana, scritto da John Steinbeck nel 1939. Un one man show lirico ed epico che porta sul palco la dolorosa e sorprendente attualità della crisi agricola, economica e sociale che stritolò gli Stati Uniti in una morsa fra il 1929 e l’attacco a Pearl Harbor. 26/29 novembre – METASTASIO 18/22 novembre – MAGNOLFI Piacevoli Conversazioni con IPPOLITO CHIARELLO FANCULOPENSIERO STANZA 510 produzione Nasca Teatri di Terra CLUB27 produzione Compagnia La Luna nel Letto, Associazione culturale tra il Dire e il Fare MATTIA E IL NONNO produzione Factory compagnia transadriatica, Fondazione Sipario Toscana Il “progetto di conoscenza dell’artista” Piacevoli conversazioni fa approdare per la prima volta a Prato Ippolito Chiarello, attore, regista e drammaturgo pugliese ideatore del barbonaggio teatrale, pratica oramai conosciuta in tutt’Europa. In due serate nel salottino relax del Magnolfi, Chiarello converserà in libertà con il pubblico per presentare tre lavori del suo repertorio che ben identificano alcuni ambiti della sua ricerca: il primo, Fanculopensiero stanza 510, è lo spettacolo da cui nel 2008 ha dato vita al movimento del Barbonaggio Teatrale come strumento di diffusione, distribuzione e promozione del teatro, un successo ad oggi già replicato in tantissime piazze di città italiane e europee; il secondo, Club27, rivela ed esalta la sua grandissima passione per la musica; il terzo, Mattia e il nonno, identifica i bambini come una ‘fetta di pubblico’ da coltivare in sintonia. GIULIETTA di Federico Fellini, adattamento teatrale di Vitaliano Trevisan (da un’idea di Valter Malosti) uno spettacolo di Valter Malosti con Roberta Caronia produzione TPE – Teatro Piemonte Europa Nel centenario della nascita di Fellini, Valter Malosti affida all’intensa interpretazione di Roberta Caronia la ripresa di Giulietta, versione teatrale di un racconto a metà tra il soggetto e la sceneggiatura di Giulietta degli spiriti, unica opera narrativa di una certa consistenza pubblicata dal maestro. Con questo spettacolo, nel 2004, Malosti vince il Premio Hystrio per la regia e Michela Cescon il Premio della critica teatrale e l’Ubu come migliore attrice.
3/6 dicembre – FABBRICONE Progetto DAVANTI AL PUBBLICO ’20 NON TRE SORELLE di Enrico Baraldi con Alice Conti, Astrid Casali, Susanna Acchiardi, Dario Merlini, Ludovico Fededegni collaborazione alla drammaturgia Francesco Alberici produzione Teatro Metastasio di Prato con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Prato progetto Davanti al pubblico 2020 Teatro Metastasio di Prato con Fondazione Toscana Spettacolo Onlus / Centro di Residenza della Toscana (Armunia Rosignano Marittimo – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro) PRIMA ASSOLUTA – PRODUZIONE Tre sorelle di Anton Cechov è un’opera sul tempo inteso come memoria ma soprattutto come distanza frapposta tra noi e un possibile futuro migliore, parabola dello scorrere del tempo nel quale ci si adagia e che prende il sopravvento sulle nostre aspirazioni personali. A partire dall’umanità evocata dal capolavoro di Cechov, nello spettacolo Non tre sorelle, il regista vincitore del bando Davanti al Pubblico 2020 Enrico Baraldi chiama gli attori a parlare di sé per trovare il personaggio, percorrendo un sottile crinale tra narrazione biografica e immedesimazione. Sulla scena dati reali e frammenti del testo cechoviano si confondono per illuminarsi l’uno con l’altro e insieme rispondere alle domande: Cosa si frappone tra noi e la realizzazione di un sé migliore, più felice? Qual è il rimosso che ci impedisce di raggiungerlo? Perché non riusciamo a rinunciare all’inerzia e alla procrastinazione? 10/13 dicembre – METASTASIO PINOCCHIO fiaba tratta dal romanzo Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi riduzione per marionette su appunti di Eugenio Monti Colla marionettisti Franco Citterio, Maria Grazia Citterio, Piero Corbella, Camillo Cosulich, Debora Coviello, Carlo Decio, Cecilia Di Marco, Tiziano Marcolegio, Pietro Monti, Giovanni Schiavolin, Paolo Sette apprendiste marionettiste Veronica Lattuada, Michela Mantegazza voci recitanti (edizione registrata nel 2020) Loredana Alfieri, Marco Balbi, Roberto Carusi, Maria Grazia Citterio, Piero Corbella, Carlo Decio, Teresa Martino, Lisa Mazzotti, Riccardo Peroni, Roberto Pompili, Gianni Quillico, Franco Sangermano, Giovanni Schiavolin, Lorenzo Schiavolin, Paolo Sette coordinamento voci Lisa Mazzotti nuova produzione 2020 Associazione Grupporiani – Milano La Compagnia Carlo Colla & Figli porta in scena una versione “per marionette” de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, uno dei capolavori della letteratura per i ragazzi, romanzo di formazione ma anche racconto fantastico. Con un copione realizzato ex novo, musiche originali, nuove marionette e scene, costumi e attrezzeria realizzati nei laboratori artigianali interni della Compagnia. 15/20 dicembre – FABBRICONE LE GATTOPARDE l’ultima festa prima della fine del mondo uno spettacolo Nina’s Drag Queens di e con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò, regia Ulisse Romanò, drammaturgia collettiva guidata da Lorenzo Piccolo produzione Aparte Soc. Coop., Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano, Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione PRODUZIONE Ispirandosi al romanzo di Tomasi di Lampedusa e al film di Luchino Visconti, con Le gattoparde le Nina’s Drag Queens portano in scena un ragionamento scenico su Il Gattopardo e non un suo adattamento: un’invenzione in chiave drag che incornicia una piccola saga nel racconto della fascinazione per un mondo perduto e decadente, l’immutabilità del potere, il rapporto tra cultura e politica, i meccanismi oscillatori della memoria, il ruolo della bellezza nel nostro DNA di italiani.
PRIMO MOMENTO TEATRALE settembre / dicembre 2020, produzioni nei festival 15 settembre – TRAMEDAUTORE – Milano NAUFRAGIUM di Sonia Antinori regia Daria Lippi con Silvia Gallerano e con Sonia Antinori, Daria Lippi produzione Teatro Metastasio di Prato 16 settembre – BIENNALE TEATRO – Venezia ABOUT LOLITA di Francesca Macrì e Andrea Trapani – regia Francesca Macrì un progetto di Biancofango con Gaia Masciale, Andrea Trapani, Francesco Villano produzione Teatro Metastasio di Prato/Fattore K 20 settembre – BIENNALE TEATRO – Venezia LE GATTOPARDE l’ultima festa prima della fine del mondo uno spettacolo Nina’s Drag Queens di e con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò, regia Ulisse Romanò, drammaturgia collettiva guidata da Lorenzo Piccolo produzione Aparte Soc. Coop., Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano, Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione 27/31 ottobre – ROMAEUROPA FESTIVAL – Roma OTTANTANOVE drammaturgia e regia Elvira Frosini e Daniele Timpano con Marco Cavalcoli, Elvira Frosini, Daniele Timpano produzione Teatro Metastasio di Prato
LA FALENA, UNA RIVISTA PER IL TEATRO Alessandro Toppi, Lorenzo Donati, Maddalena Giovannelli, Rodolfo Sacchettini Massimiliano Civica Il Teatro Metastasio ha deciso di avviare la pubblicazione di una Rivista di Critica Teatrale, in versione cartacea e online, affidandone la direzione ad Alessandro Toppi e la codirezione a Lorenzo Donati, Maddalena Giovannelli e Rodolfo Sacchettini: quattro critici che da sempre tentano di coniugare riflessione estetica, attenzione alle politiche del nostro “sistema spettacolo” e sensibilità all’apertura del teatro alla società contemporanea. Oggi più che mai, i critici teatrali possono e devono avere un ruolo cruciale nella vita del teatro. Dovendo “fare gli interessi” sia degli spettatori che degli artisti, c’è bisogno di una Critica teatrale autonoma e indipendente da entrambi, che svolga una funzione terza: una Critica che si faccia garante di un corretto, aperto e fruttifero rapporto tra chi il teatro lo fa e chi lo fruisce. Una Critica che, da una parte, aiuti e stimoli gli artisti ad evitare il pericolo di chiudersi in una sterile autoreferenzialità e che, dall’altra, aiuti e stimoli gli spettatori ad accogliere proposte magari complesse ma vive. La Critica ha dunque il compito di affiancare artisti e spettatori per far tornare ad essere il teatro un luogo in cui la comunità si incontra per riflettere su sé stessa attraverso i mezzi dell’arte. Abbiamo immaginato una rivista per spettatori appassionati e curiosi, per i giovani delle scuole e per i loro insegnanti, e per tutta la comunità che vive attorno al teatro, – s’intitola La Falena, come l’animale notturno, effimero, ostinatamente attratto dalla luce – e racconterà le creature fragili e misteriose che intorno al teatro si muovono e vivono. Alla Falena Virginia Woolf dedica parole che ne omaggiano il mistero, quell’alchimia capace di racchiudere “tutta l’energia del mondo” in un solo piccolissimo corpo: “era poco o nulla, ma era vita”. Quella stessa capacità di resistenza, di lotta, di attrazione indefessa verso ciò che si ama la vediamo nel teatro. La nostra Falena è attratta dalle storie, da chi sa raccontarle, dai ragionamenti che fremono: ci piacerebbe che i lettori potessero trovare, nelle pagine de La Falena, il piacere del leggere e del raccontare in un dialogo vibrante con i mondi “vicini” ma troppo spesso lontani del cinema, del libro, delle serie tv. Non un house organ del Teatro Metastasio, non uno strumento di promozione delle sue attività: i contenuti, la scelta dei collaboratori e la linea editoriale sono di competenza esclusiva dei suoi quattro direttori. In ogni numero ci ostineremo su un argomento che ci accende, e intorno a questo ruoterà una sezione monografica centrale, affiancata da una serie di rubriche fisse, affidate a colleghi giornalisti e critici, ma anche studiosi e artisti. Ci impegneremo ad approfondire, a raccontare storie, a non chiuderci nel piccolo mondo antico del teatro e dello specialismo; ma non dimenticheremo, allo stesso tempo, che da quel piccolo mondo si proviene, illuminando il presente in cerca del futuro.
CONTEMPORANEA FESTIVAL 2020 L’imprevedibilità del prevedibile Edoardo Donatini Il passato è ciò che posseggo, il presente è il tempo che mi è concesso, il futuro arriva e mi troverà comunque impreparato. Giovanni Lindo Ferretti Il tempo è l’elemento che è stato costantemente al centro degli accadimenti di questo difficile periodo che abbiamo attraversato; certo, la pandemia non appartiene alla sfera del concettuale o dell’immaginario, è qualcosa di tangibile, mostruoso, ma possiamo affermare con una certa sicurezza che il racconto che ne è stato fatto ha un riferimento costante con le dinamiche del tempo. C’è una condizione prima dell’emergenza sanitaria: troppo poco tempo a disposizione, quante volte ci siamo lamentati di non avere abbastanza tempo per fare tutto. Poi, il lockdown, tutto cambia: troppo tempo libero, siamo padroni di un tempo nuovo, infinito, quasi un horror vacui. Il punto è che abbiamo continuato ad agire quasi con le stesse modalità ma il nostro fare è stato palesemente senza senso, i nostri comportamenti sono risultati compulsivi e stereotipati, la sensazione è che abbiamo proseguito quasi per forza d’inerzia. Abbiamo agito secondo abitudini e consuetudini di cui però, nell’intimo, non ravvisiamo più il significato e le finalità. Il tempo rappresenta una dimensione fondamentale della nostra esistenza, una risorsa preziosa che non possiede soltanto una quantità, ma anche una qualità. Oggi forse è più che mai necessario riportare al centro della riflessione la questione della qualità del nostro tempo, che non ha nulla a che vedere con la durata, ma afferma che ogni punto del tempo, o sezione del tempo, possiede una determinata qualità e unicità. Espresso in altri termini, questo significa che molto spesso il tempo qualitativo risulta legato all’esperienza, nel tentativo di comprenderla e interpretarla, e che di conseguenza la qualità incide direttamente sulla quantità. Una riflessione che ci richiama ad un principio di consapevolezza per affrontare una diversa percezione del tempo, trovando un suo naturale riferimento nel teatro e in modo particolare nella capacità che attiene specificatamente al tempo sospeso della scena. Riconoscere al tempo la possibilità di essere diverso, come accade in teatro dove ad ogni atto corrisponde la creazione di uno spazio specifico, unico, dove l’incontro tra l’agire della scena e il fruire dello spettatore assume un significato straordinario, dove la qualità della relazione si pone sempre al centro del sapere in divenire. Un pensiero complesso che non si ferma all’evento, ma costruisce un’idea di comunità, che ritiene che la qualità del tempo sia il valore qualificante, un nutrimento necessario per lo sviluppo della comunità stessa. Come non pensare oggi alla riflessione avviata nelle scorse edizioni, Vivere al tempo del crollo, con al centro della progettazione una profonda analisi che esaminava tutti quei processi creativi che osservano e analizzano la complessità del nostro tempo, un’intuizione che oggi stupisce anche noi stessi e che assume un significato profondo. Pensieri, osservazioni, che hanno accompagnato lo sviluppo di Contemporanea Festival 20, un progetto come aggregatore di un’idea di cultura in continuo movimento che ha raccolto percorsi artistici, nazionali e internazionali, provenienti dalle diverse discipline, dove la trasversalità dei linguaggi caratterizza in maniera consistente la ricerca compositiva e le metodologie della visione. Contemporanea Festival 20 s’inserisce in un quadro decisamente diverso e imprevedibile, come eccezionale è la realtà che stiamo attraversando. Lo stato delle cose ci ha imposto uno sforzo di immaginazione straordinario, dove la nuova progettazione dei luoghi richiede una diversa modalità di fruizione e di comunicazione per accogliere gli spettatori in un nuovo paradigma spaziale. In questo quadro, fondamentale è stata l’attenzione rivolta alla capacità di riscrivere, produrre e reinventare il processo creativo da parte di tante artiste e artisti, a cui abbiamo affidato il compito di interpretare lo spazio della scena condizionato dai nuovi codici.
Ancora una volta ci siamo affidati alla loro visione poetica e politica del nostro mondo, alla loro connaturata essenza di continuare a svolgere quella funzione di sguardo imprevedibile. Questi i protagonisti della prossima edizione: Milo Rau/IIPM, Davide Valrosso, Teatro delle Ariette, TPO/MET, Masako Matsushita, Olimpia Fortuni, Agrupacion Senor Serrano, Claudia Caldarano, Elisabetta Consonni, Kinkaleri, Greta Francolini, Giorgia Ohanesian Nardin, Vico Quarto Mazzini, Industria Indipendente, Luna Cenere, Trickster_p, Massimiliano Civica/MET, Sergio Blanco, Marco Chenevier, Alessandro Sciarroni, Laura Simi/Silenda. Gli incontri, i momenti teorici di approfondimento, le esperienze laboratoriali, le conferenze, i seminari di studio, le produzioni site specific, sono le azioni che ci guideranno per tutta la durata del progetto.

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