Ifremer: non c’è Coronavirus nelle acque del mare

Ifremer: non c’è Coronavirus nelle acque del mare

“Nessuna traccia di SARS-CoV-2 rilevata nei primi campioni di acqua di mare e molluschi analizzati”, si legge nel titolo di un articolo pubblicato dall’istituto di ricerca francese integrato nelle scienze marine, Ifremer.

A metà aprile, Ifremer iniziò un’operazione per raccogliere campioni di acque reflue, acqua di mare e molluschi, al fine di verificare se fossero presenti tracce del virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia di Covid-19.

Insieme al suo team, il virologo e responsabile del laboratorio di salute ambientale e microbiologia (LSEM) di Ifremer a Nantes, Soizick Le Guyader, ha fatto affidamento sulla rete dell’istituto di laboratori Ambiente – Risorse (LER) per prelevare campioni e inviarli perle analisi a Nantes.

Il team ha inoltre perfezionato il protocollo di ricerca per SARS-CoV-2, al fine di garantire l’affidabilità delle analisi. Questo protocollo PCR è simile a quello utilizzato per lo screening umano e consente di rilevare il genoma virale nei campioni.

Per quanto riguarda le Acque reflue, Ifremer ha concentrato la sua ricerca su 3 impianti di trattamento delle acque di 2 aree geografiche, e nelle acque reflue provenienti da regioni gravemente colpite dall’epidemia di Covid-19, come le regioni di Parigi e Grand Est, è stata riscontrata la presenza del genoma SARS-CoV-2, con quantità correlate al numero di persone ricoverate in ospedale.

Per quanto riguarda le Acque marine, sono stati analizzati 21 campioni di molluschi da 3 coste francesi, i siti di campionamento sono stati selezionati in base alla loro esposizione a fonti di contaminazione fecale umana: 3 siti lungo la costa della Normandia, 8 lungo la costa bretone, 8 lungo la costa atlantica e 3 lungo la costa mediterranea. Sono stati prelevati 2 campioni di cozze e 19 campioni di ostriche tra il 22 aprile e il 27 aprile 2020.

Al fine di verificare l’efficacia del metodo analitico utilizzato (ISO / CEN), è stato effettuato in laboratorio un “campione di controllo” aggiungendo un coronavirus suino ai tessuti di un’ostrica non contaminata. Come gli altri, questo “campione di controllo” ha attraversato tutte le fasi del protocollo e ha confermato che è possibile rilevare il coronavirus utilizzando questa tecnica.

Tra i 21 campioni di molluschi analizzati da Ifremer: 6 hanno mostrato tracce di norovirus che indicano contaminazione da rifiuti umani. Nessun campione di molluschi ha mostrato tracce di SARS-CoV-2.

Inoltre sono stati prelevati 4 campioni da un litro di acqua di mare provenienti dalle 3 coste analizzate, potenzialmente esposte ai rifiuti umani, in aree identificate grazie alla rete di osservatori per la ricerca integrata in microbiologia ambientale. Nessuno dei campioni di acqua di mare ha mostrato tracce di SARS-CoV-2.

“Sebbene ciò non fornisca certezza per tutti i molluschi e le acque marine della terraferma, l’assenza di tracce di SARS-CoV-2 rivelate dal nostro studio è una buona notizia”, ​​conclude il virologo Soizick Le Guyader – Abbiamo però deciso di continuare il nostro campionamento e le analisi sugli stessi siti ogni due settimane per altri mesi, al fine di monitorare i possibili effetti di un potenziale aumento della circolazione del virus tra la popolazione, man mano che le misure di blocco vengano gradualmente revocate”.

Gimmy Tranquillo

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Proteggiti dal Coronavirus con l’Energy Dome dei DEVO

Proteggiti dal Coronavirus con l’Energy Dome dei DEVO

I Devo si uniscono alla lotta globale contro il coronavirus, lanciando sul mercato i loro caschi “energy dome”, che indossavano nei loro video degli anni Ottanta, modificati però per l’occasione, con l’aggiunta di uno schermo trasparente di protezione.

“Come sapete, la pandemia del Coronavirus ha annullato per il momento qualsiasi programma dei nostri concerti”, si legge sul loro web site, ma il nostro negozio è tornato on line, e ora siamo in grado di offrire interessanti “cool DEVO stuff”.

Nel sito infatti, oltre alle classiche magliette, sono in catalogo le mascherine customizzate con il logo della band e l’Energy Dome PPE Kit (Personal Protection Equipment), dotato di schermo di plastica “trasparente e spessa, progettata per essere attaccata facilmente al DEVO Energy Dome per proteggerti da microbi invisibili e fluidi corporei indesiderati. Stai al sicuro in stile devoluto!”.
“Whip it good!”.

Il Kit costa $49,98 e si può ordinare a questo indirizzo:
http://www.clubdevo.com/

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Chianti: Nasce il villaggio sportivo 4.0

Chianti: Nasce il villaggio sportivo 4.0

Si chiamerà ‘Sport Village Toscana’ e sorgerà a Cavriglia, su un terreno di 50 ettari asseganti dal Comune con un bando, uno dei primi villaggi sportivi e benessere 4.0: sarà un luogo di vacanza e ‘remise en forme’ personalizzato, dove la tecnologia hi-tech accomopagnerà i turisti per tutta la durata del loro soggiorno.

Intelligenza artificiale e braccialetti digitali per monitorare i villeggianti durante il soggiorno e programmare le loro attività future . Chi soggiornerà nello Sport Village, anche per un solo giorno o anche meglio, per almeno una settimana, sarà seguito nelle sue vacanze in movimento, attraverso un braccialetto digitale il quale fornirà dati e potrà dettare un programma di lavoro personalizzato da seguire una volta tornati a casa.

Il villaggio, gestito ed organizzato da Daniele Tognaccini 8già capo dei preparatori atletici del Milan e fondatore di Milan Lab) ruoterà intorno ad una rete di piste ciclabili in parte già realizzate ed in parte ancora da costruire, alcune illuminate 24 ore su 24 che si spingono per centinaia di chilomentri fin nel cuore del Chianti. In più nel villaggio ci saranno piste per il running, piscina coperta e scoperta, campo da golf, palazzetto dello sport, campi da calcio, pallavolo, beach volley, basket, attrezzature indoor e outdoor.

Il villaggio è relizzato dal gruppo ‘Human Company’ specializzato nel settore turistico, che nel 2018 conferma il trend di crescita di presenze di turisti negli ultimi anni. Con già 8 villaggi in Italia, di cui 3 in Toscana, Human company punta a chiudere l’anno con 123 milioni di fatturato (+ 9,7% rispetto al 2017) ed un ‘occupazione media, nelle proprie strutture, di bungalow a case mobile del 90%.

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