Sicurezza in cava, sì del ministero a gruppo tecnico. Rossi: “La vita di chi lavora più importante di ogni cosa”

FIRENZE - Della sicurezza del lavoro nelle cave di marmo si parlerà a Roma. Il presidente della Toscana Enrico Rossi aveva chiesto, due settimane fa al ministro Poletti, di insediare una commissione speciale ad hoc e il ministro ha ora risposto, comunicando la decisione di istituire intanto un gruppo di lavoro tecnico per poi affrontare il tema, in una prospettiva di più lungo periodo, anche nell'ambito della commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza del lavoro che il ministero si appresta a ricostituire.

"Prendo atto positivamente della decisione del ministro Poletti di istituire un gruppo di lavoro tecnico sulla sicurezza nelle cave di marmo delle Apuane – commenta Rossi -. Il pieno coinvolgimento del Ministero del Lavoro è un passaggio che reputiamo fondamentale per dare delle risposte chiare a chi lavora nel settore lapideo di Massa – Carrara e della Versilia".

Nell'ambito del lavoro che la Regione sta svolgendo sul tema della sicurezza in cava sono emerse due questioni che coinvolgono direttamente il Ministero e giudicate fondamentali: la prima riguarda la concessione della Cassa Integrazione ai lavoratori delle cave a seguito di eventi meteorologici, in particolare in caso di pioggia, senza costringerli a lavorare in condizioni di minore sicurezza, mentre la seconda interessa la segnalazione, con una non conformità presunta, della criticità rappresentata dalle macchine tagliatrici a filo diamantato, responsabili di uno degli ultimi incidenti mortali nelle aziende del lapideo di Massa Carrara.

"La vita di chi lavora, non mi stancherò mai di ripeterlo, è più importante di qualunque altra cosa – sottolinea Rossi - . Le innovazioni tecnologiche nel settore lapideo hanno aumentato e di molto la produzione. Ma a questo progresso non ha fatto seguito una crescita della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ecco perché dobbiamo fare tutti i passi necessari per impedire il ripetersi di infortuni gravi o mortali". Passi che la Regione Toscana ha già fatto, da parte sua, dando vita ad un doppio progetto speciale che vede in campo da una parte Asl, ispettori per la sicurezza sul lavoro e giovani del servizio civile, per incrementare anche con trentatré nuovi assunti controlli in azienda e in cava, e dall'altro l'Arpat, l'agenzia regionale di protezione ambientale, per migliorare l'impatto sull'ambiente e sul paesaggio dell'attività estrattiva.

Con la lettera inviata oggi a Rossi il ministro Poletti si è detto anche disponibile ad un sopralluogo presso le cave di Massa Carrara di una delegazione del Ministero del lavoro e ad un incontro in cui la Toscana possa illustrare le azioni messe in campo e che sta portando avanti su questa delicatissima materia.

Sicurezza in cava, sì del ministero a gruppo tecnico. Rossi: “La vita di chi lavora più importante di ogni cosa”

FIRENZE - Della sicurezza del lavoro nelle cave di marmo si parlerà a Roma. Il presidente della Toscana Enrico Rossi aveva chiesto, due settimane fa al ministro Poletti, di insediare una commissione speciale ad hoc e il ministro ha ora risposto, comunicando la decisione di istituire intanto un gruppo di lavoro tecnico per poi affrontare il tema, in una prospettiva di più lungo periodo, anche nell'ambito della commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza del lavoro che il ministero si appresta a ricostituire.

"Prendo atto positivamente della decisione del ministro Poletti di istituire un gruppo di lavoro tecnico sulla sicurezza nelle cave di marmo delle Apuane – commenta Rossi -. Il pieno coinvolgimento del Ministero del Lavoro è un passaggio che reputiamo fondamentale per dare delle risposte chiare a chi lavora nel settore lapideo di Massa – Carrara e della Versilia".

Nell'ambito del lavoro che la Regione sta svolgendo sul tema della sicurezza in cava sono emerse due questioni che coinvolgono direttamente il Ministero e giudicate fondamentali: la prima riguarda la concessione della Cassa Integrazione ai lavoratori delle cave a seguito di eventi meteorologici, in particolare in caso di pioggia, senza costringerli a lavorare in condizioni di minore sicurezza, mentre la seconda interessa la segnalazione, con una non conformità presunta, della criticità rappresentata dalle macchine tagliatrici a filo diamantato, responsabili di uno degli ultimi incidenti mortali nelle aziende del lapideo di Massa Carrara.

"La vita di chi lavora, non mi stancherò mai di ripeterlo, è più importante di qualunque altra cosa – sottolinea Rossi - . Le innovazioni tecnologiche nel settore lapideo hanno aumentato e di molto la produzione. Ma a questo progresso non ha fatto seguito una crescita della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ecco perché dobbiamo fare tutti i passi necessari per impedire il ripetersi di infortuni gravi o mortali". Passi che la Regione Toscana ha già fatto, da parte sua, dando vita ad un doppio progetto speciale che vede in campo da una parte Asl, ispettori per la sicurezza sul lavoro e giovani del servizio civile, per incrementare anche con trentatré nuovi assunti controlli in azienda e in cava, e dall'altro l'Arpat, l'agenzia regionale di protezione ambientale, per migliorare l'impatto sull'ambiente e sul paesaggio dell'attività estrattiva.

Con la lettera inviata oggi a Rossi il ministro Poletti si è detto anche disponibile ad un sopralluogo presso le cave di Massa Carrara di una delegazione del Ministero del lavoro e ad un incontro in cui la Toscana possa illustrare le azioni messe in campo e che sta portando avanti su questa delicatissima materia.

Piano regionale cave, 20 gennaio scade procedura di partecipazione

FIRENZE - Il prossimo 20 gennaio scadrà la procedura di partecipazione al procedimento di formazione del piano regionale cave attiva dal 19 ottobre all'indirizzo web del garante regionale  per l'informazione e la partecipazione.

Secondo la legge regionale 65/2014 la partecipazione si svolge in modalità telematica, compilando all'interno della sezione partecipazione del sito della Regione Toscana un form con il proprio contributo, che potrà essere anche georeferenziarlo.

Per ulteriori informazioni è possibile vistare la pagina web dedicata o scrivere al garante, dott.ssa Francesca De Santis garante@regione.toscana.it

Paesaggio, Rossi: “Incentivare recupero casali abbandonati per tutelare la bellezza toscana”

FIRENZE - Incentivare il recupero dei casali abbandonati nella aree rurali. Con questo obiettivo la Giunta regionale toscana ha approvato una proposta di legge finalizzata a recuperare ruderi in degrado ed evitare il consumo di nuovo suolo con la costruzione di edifici ex-novo.  

"Tutelare il nostro paesaggio - dice il presidente della Toscana Enrico Rossi - significa sia non costruire indiscriminatamente, sia recuperare il grande e splendido patrimonio edilizio di cascine e casolari presente nelle campagne, un patrimonio che troppo spesso vediamo versare in condizioni di abbandono e degrado. Scopo di questa legge è incentivare il recupero di spazi e fare in modo che prima di consumare nuovo suolo si riutilizzino gli immobili già presenti, fatta eccezione, naturalmente, per quelli che si trovano in aree a rischio idraulico o geomorfologico elevato".

"Con questa proposta - aggiunge l'assessore regionale al paesaggio Vincenzo Ceccarelli - stabiliamo le modalità con le quali il recupero dei casolari di campagna abbandonati potrà avvenire con condizioni vantaggiose, ad esempio viene ammessa la possibilità, per quegli immobili non sottoposti a vincolo di restauro conservativo, di un graduale aumento volumetrico in virtù di miglioramenti dal punto di vista dell'efficientamento energetico e della sicurezza sismica. Sono anche previste riduzioni degli oneri comunali. Vantaggi progressivi che crediamo possano dare impulso al recupero del patrimonio edilizio esistente come alternativa al consumo di nuovo suolo".

La proposta di modifica alla legge 65/2014 passerà ora al Consiglio regionale per l'analisi delle commissioni ed il voto in aula.

Urbanistica, finanziate tutte le domande per i Piani Strutturali Intercomunali

FIRENZE - Tutte le domande di contributo regionale per la redazione dei Piani strutturali intercomunali sono state accolte e finanziate. La Regione ha scelto di sostenere, con risorse pari all'80% della
richiesta, tutte le 45 amministrazioni comunali che si sono unite in 8 raggruppamenti territoriali ed hanno chiesto il sostegno regionale per redarre Piani strutturali che tengano conto non delle esigenze del
singolo Comune, ma dell'intero territorio intercomunale.

"Estendere la programmazione e la pianificazione urbanistica oltre i confini comunali, abbracciando l'intero territorio, è uno dei concetti fondamentali della legge 65 per il governbo del territorio - ha spiegato
l'assessore regionale all'urbanistica Vincenzo Ceccarelli - ed è un obiettivo che la Toscana vuol assolutamente raggiungere, per questo la Regione ha scelto di sostenere anche economicamente quelle
amministrazioni comunali che si sono impegnate nella redazione di piani strutturali di area vasta. Per questo abbiamo accolto e finanziato tutte e 8 le domande presentate. In tutto abbiamo investito 736.000 euro, che permetteranno a 45 Comuni di avere strumenti urbamistici nuovi e di ampio respiro, pensati a beneficio di un'intera area e non di un singolo ente".

I raggruppamenti di Comuni che compaiono nella graduatoria dei vincitori del "Bando 2016 per la Pianificazione Strutturale intercomunale" sono: 

- Comuni di Bibbona (LI) e Casale Marittimo (PI);

- Unione dei Comuni della media Valle del Serchio (LU): Bagni di Lucca, Barga, Borgo a Mozzano, Coreglia Antelminelli, Pescaglia;

- Unione dei Comuni della Garfagnana (LU): Camporgiano, Careggine, Castelnuovo Garfagnana, Castiglione Garfagnana, Fabbriche di Vergemoli, Fosciandora, Gallicano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, S.Romano in Garfagnana, Sillano Giuncugnano, Villa Collemandina;

- Comuni di Lamporecchio (PT) e Larciano (PT);

- Comuni di Lucignano (AR) e Marciano della Chiana (AR);

- Unione dei Comuni montani della Lunigiana (MS): Bagnone, Casola, Comano, Tresana, Mulazzo, Filattiera, Aulla, Licciana Nardi, Fosdinovo, Villafranca in Lunigiana, Podenzana;

- Unione del Parco Altavaldera (PI): Chianni, Lajatico, Peccioli, Terricciola;

- Comuni di Cetona (SI), Pienza (SI), San Casciano (SI), Sarteano (SI), Trequanda (SI).