Recupero degli edifici rurali abbandonati, approvata la legge

FIRENZE - La Toscana ha una nuova legge che incentiva il recupero edifici abbandonati nelle aree rurali. La proposta presentata dalla Giunta regionale è stata approvata in Consiglio, diventa così norma la modifica alla lr 65/2014 volta a tutelare il paesaggio e al tempo stesso combattere l'abbandono ed il degrado nelle campagne.

"La nuova legge per il recupero del patrimonio edilizio rurale - spiega l'assessore regionale all'urbanistica Vincenzo Ceccarelli - rafforza i principi che sottendono alla legge urbanistica regionale, cioè la volontà di limitare il consumo di suolo e di valorizzare gli immobili esistenti e spesso abbandonati. Nostro obiettivo è riqualificare il territorio, ma anche migliorare gli edifici stessi, infatti sono previsti incentivi crescenti man mano che nella ristrutturazione vengono applicati principi di prevenzione sismica e risparmio energetico".

La nuova legge stabilisce le modalità e gli incentivi con le quali il recupero dei casolari di campagna abbandonati potrà avvenire, ad esempio viene ammessa la possibilità, per quegli immobili non sottoposti a vincolo di restauro conservativo, di un graduale e progressivo aumento volumetrico in virtù di miglioramenti dal punto di vista dell'efficientamento energetico e della sicurezza sismica. Sono anche previste riduzioni degli oneri comunali. Fanno, naturalmente, eccezione gli edifici che si trovano in aree a rischio idraulico o geomorfologico elevato, cioè in aree dove l'insediamento è da scoraggiare.

Sicurezza nelle cave, alle ore 12.30 firma protocollo Regione-Procure-Comando Forestale

FIRENZE – Un nuovo, prezioso tassello per sviluppare le attività di prevenzione e controllo nelle cave e nelle  aziende del marmo della Lunigiana e lucchesia. E' questo il senso del protocollo d'intesa che verrà sottoscritto oggi, lunedì 30 gennaio, alle ore 12.30 a Firenze, presso la Presidenza della Regione (piazza Duomo 10, Sala Pegaso).

La firma sarà apposta dai massimi rappresentanti di tutti i soggetti istituzionali coinvolti: il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, i procuratori generali delle Repubblica Marcello Viola (Procura generale presso Corte di Appello di Firenze),  Valeria Fazio (procura generale presso Corte di Appello di Genova), Aldo Giubilaro (procura generale presso Tribunale di Massa), Pietro Suchan (Procura della Repubblica presso Tribunale di Lucca) e il Generale Giuseppe Vadalà (Comando Regione Carabinieri Forestale "Toscana").

Sicurezza in cava, sì del ministero a gruppo tecnico. Rossi: “La vita di chi lavora più importante di ogni cosa”

FIRENZE - Della sicurezza del lavoro nelle cave di marmo si parlerà a Roma. Il presidente della Toscana Enrico Rossi aveva chiesto, due settimane fa al ministro Poletti, di insediare una commissione speciale ad hoc e il ministro ha ora risposto, comunicando la decisione di istituire intanto un gruppo di lavoro tecnico per poi affrontare il tema, in una prospettiva di più lungo periodo, anche nell'ambito della commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza del lavoro che il ministero si appresta a ricostituire.

"Prendo atto positivamente della decisione del ministro Poletti di istituire un gruppo di lavoro tecnico sulla sicurezza nelle cave di marmo delle Apuane – commenta Rossi -. Il pieno coinvolgimento del Ministero del Lavoro è un passaggio che reputiamo fondamentale per dare delle risposte chiare a chi lavora nel settore lapideo di Massa – Carrara e della Versilia".

Nell'ambito del lavoro che la Regione sta svolgendo sul tema della sicurezza in cava sono emerse due questioni che coinvolgono direttamente il Ministero e giudicate fondamentali: la prima riguarda la concessione della Cassa Integrazione ai lavoratori delle cave a seguito di eventi meteorologici, in particolare in caso di pioggia, senza costringerli a lavorare in condizioni di minore sicurezza, mentre la seconda interessa la segnalazione, con una non conformità presunta, della criticità rappresentata dalle macchine tagliatrici a filo diamantato, responsabili di uno degli ultimi incidenti mortali nelle aziende del lapideo di Massa Carrara.

"La vita di chi lavora, non mi stancherò mai di ripeterlo, è più importante di qualunque altra cosa – sottolinea Rossi - . Le innovazioni tecnologiche nel settore lapideo hanno aumentato e di molto la produzione. Ma a questo progresso non ha fatto seguito una crescita della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ecco perché dobbiamo fare tutti i passi necessari per impedire il ripetersi di infortuni gravi o mortali". Passi che la Regione Toscana ha già fatto, da parte sua, dando vita ad un doppio progetto speciale che vede in campo da una parte Asl, ispettori per la sicurezza sul lavoro e giovani del servizio civile, per incrementare anche con trentatré nuovi assunti controlli in azienda e in cava, e dall'altro l'Arpat, l'agenzia regionale di protezione ambientale, per migliorare l'impatto sull'ambiente e sul paesaggio dell'attività estrattiva.

Con la lettera inviata oggi a Rossi il ministro Poletti si è detto anche disponibile ad un sopralluogo presso le cave di Massa Carrara di una delegazione del Ministero del lavoro e ad un incontro in cui la Toscana possa illustrare le azioni messe in campo e che sta portando avanti su questa delicatissima materia.

Sicurezza in cava, sì del ministero a gruppo tecnico. Rossi: “La vita di chi lavora più importante di ogni cosa”

FIRENZE - Della sicurezza del lavoro nelle cave di marmo si parlerà a Roma. Il presidente della Toscana Enrico Rossi aveva chiesto, due settimane fa al ministro Poletti, di insediare una commissione speciale ad hoc e il ministro ha ora risposto, comunicando la decisione di istituire intanto un gruppo di lavoro tecnico per poi affrontare il tema, in una prospettiva di più lungo periodo, anche nell'ambito della commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza del lavoro che il ministero si appresta a ricostituire.

"Prendo atto positivamente della decisione del ministro Poletti di istituire un gruppo di lavoro tecnico sulla sicurezza nelle cave di marmo delle Apuane – commenta Rossi -. Il pieno coinvolgimento del Ministero del Lavoro è un passaggio che reputiamo fondamentale per dare delle risposte chiare a chi lavora nel settore lapideo di Massa – Carrara e della Versilia".

Nell'ambito del lavoro che la Regione sta svolgendo sul tema della sicurezza in cava sono emerse due questioni che coinvolgono direttamente il Ministero e giudicate fondamentali: la prima riguarda la concessione della Cassa Integrazione ai lavoratori delle cave a seguito di eventi meteorologici, in particolare in caso di pioggia, senza costringerli a lavorare in condizioni di minore sicurezza, mentre la seconda interessa la segnalazione, con una non conformità presunta, della criticità rappresentata dalle macchine tagliatrici a filo diamantato, responsabili di uno degli ultimi incidenti mortali nelle aziende del lapideo di Massa Carrara.

"La vita di chi lavora, non mi stancherò mai di ripeterlo, è più importante di qualunque altra cosa – sottolinea Rossi - . Le innovazioni tecnologiche nel settore lapideo hanno aumentato e di molto la produzione. Ma a questo progresso non ha fatto seguito una crescita della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ecco perché dobbiamo fare tutti i passi necessari per impedire il ripetersi di infortuni gravi o mortali". Passi che la Regione Toscana ha già fatto, da parte sua, dando vita ad un doppio progetto speciale che vede in campo da una parte Asl, ispettori per la sicurezza sul lavoro e giovani del servizio civile, per incrementare anche con trentatré nuovi assunti controlli in azienda e in cava, e dall'altro l'Arpat, l'agenzia regionale di protezione ambientale, per migliorare l'impatto sull'ambiente e sul paesaggio dell'attività estrattiva.

Con la lettera inviata oggi a Rossi il ministro Poletti si è detto anche disponibile ad un sopralluogo presso le cave di Massa Carrara di una delegazione del Ministero del lavoro e ad un incontro in cui la Toscana possa illustrare le azioni messe in campo e che sta portando avanti su questa delicatissima materia.

Piano regionale cave, 20 gennaio scade procedura di partecipazione

FIRENZE - Il prossimo 20 gennaio scadrà la procedura di partecipazione al procedimento di formazione del piano regionale cave attiva dal 19 ottobre all'indirizzo web del garante regionale  per l'informazione e la partecipazione.

Secondo la legge regionale 65/2014 la partecipazione si svolge in modalità telematica, compilando all'interno della sezione partecipazione del sito della Regione Toscana un form con il proprio contributo, che potrà essere anche georeferenziarlo.

Per ulteriori informazioni è possibile vistare la pagina web dedicata o scrivere al garante, dott.ssa Francesca De Santis garante@regione.toscana.it