La World Bank a Firenze a scuola di paesaggio

FIRENZE - Dal 26 giugno al 2 luglio un gruppo di funzionari della World Bank di Washington sarà a Firenze per partecipare ad un corso di alta formazione sul paesaggio chiesto dalla stessa World Bank e organizzato dal Laboratorio per il Paesaggio ed i Beni Culturali della Scuola di Agraria in collaborazione con l'Osservatorio del Paesaggio della Regione Toscana. Sarà un vero e proprio ‘viaggio' nel paesaggio rurale della Toscana quello che i funzionari della Banca Mondiale intraprenderanno, alternando lezioni in aula a escursioni e laboratori. La delegazione della World Bank visiterà alcuni luoghi simbolo della Regione: dai terrazzamenti in pietra di Lamole, a Greve in Chianti, cuore della produzione del Gallo Nero, e ancora il parco del Paesaggio Apenninico di Moscheta, a Firenzuola in Mugello, iscritto nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici. In queste aree i funzionari incontreranno gli imprenditori e le istituzioni locali, per capire come nella tutela del paesaggio possano integrarsi fattori economici, sociali ed ambientali. Il tour formativo si sposterà poi anche in Liguria per un focus sul parco nazionale delle Cinque Terre.
 
La World Bank ha recentemente strutturato un proprio 'ufficio paesaggio' e per questo ha maturato l'esigenza di formare figure professionali sempre più specializzate sul tema e il corso che si terrà nei prossimi giorni rappresenterà solo l'inizio di un percorso formativo più strutturato e ambizioso, che farà di Firenze la capitale della didattica e della formazione dedicata al settore del paesaggio rurale. "La scelta della Toscana come sede del corso di alta formazione della Wold Bank – spiega il presidente dell'Osservatorio regionale del paesaggio Mauro Agnoletti - è un riconoscimenmto a Firenze come luogo di eccellenza per la formazione di funzionari che operano in tutto il mondo riguardo al tema del paesaggio. Dal prossimo anno verrà infatti istituito un corso di formazione di livello internazionale, realizzato dall'Università di Firenze e dall'Osservatorio regionale sul paesaggio in collaborazione con World Bank e FAO".
 
Il rettore dell'Ateneo fiorentino Luigi Dei saluterà i funzionari della World Bank aprendo il worshop inaugurale del corso, la mattina del 26 giugno. Mercoledì 28, invece, sarà l'assessore regioanle al paesaggio Vincenzo Ceccarelli ad incontrare i corsisti e illustrare loro le azioni portate avanti dalla Toscana per tutelare e al tepo stesso valorizare il proprio patrimonio paesaggistico. Il programma della settimana di studi partirà dalle azioni attivate in Toscana in tema di paesaggio per poi spaziare su aspetti nazionali ed intervìnazionali, come il codice per i beni culturali, l'Osservatorio del paesaggio rurale del Ministero dell'Agricoltura, la Convenzione europea del paesaggio ed i programmi della FAO e delll'UNESCO .

La World Bank a Firenze a scuola di paesaggio

FIRENZE - Dal 26 giugno al 2 luglio un gruppo di funzionari della World Bank di Washington sarà a Firenze per partecipare ad un corso di alta formazione sul paesaggio chiesto dalla stessa World Bank e organizzato dal Laboratorio per il Paesaggio ed i Beni Culturali della Scuola di Agraria in collaborazione con l'Osservatorio del Paesaggio della Regione Toscana. Sarà un vero e proprio ‘viaggio' nel paesaggio rurale della Toscana quello che i funzionari della Banca Mondiale intraprenderanno, alternando lezioni in aula a escursioni e laboratori. La delegazione della World Bank visiterà alcuni luoghi simbolo della Regione: dai terrazzamenti in pietra di Lamole, a Greve in Chianti, cuore della produzione del Gallo Nero, e ancora il parco del Paesaggio Apenninico di Moscheta, a Firenzuola in Mugello, iscritto nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici. In queste aree i funzionari incontreranno gli imprenditori e le istituzioni locali, per capire come nella tutela del paesaggio possano integrarsi fattori economici, sociali ed ambientali. Il tour formativo si sposterà poi anche in Liguria per un focus sul parco nazionale delle Cinque Terre.
 
La World Bank ha recentemente strutturato un proprio 'ufficio paesaggio' e per questo ha maturato l'esigenza di formare figure professionali sempre più specializzate sul tema e il corso che si terrà nei prossimi giorni rappresenterà solo l'inizio di un percorso formativo più strutturato e ambizioso, che farà di Firenze la capitale della didattica e della formazione dedicata al settore del paesaggio rurale. "La scelta della Toscana come sede del corso di alta formazione della Wold Bank – spiega il presidente dell'Osservatorio regionale del paesaggio Mauro Agnoletti - è un riconoscimenmto a Firenze come luogo di eccellenza per la formazione di funzionari che operano in tutto il mondo riguardo al tema del paesaggio. Dal prossimo anno verrà infatti istituito un corso di formazione di livello internazionale, realizzato dall'Università di Firenze e dall'Osservatorio regionale sul paesaggio in collaborazione con World Bank e FAO".
 
Il rettore dell'Ateneo fiorentino Luigi Dei saluterà i funzionari della World Bank aprendo il worshop inaugurale del corso, la mattina del 26 giugno. Mercoledì 28, invece, sarà l'assessore regioanle al paesaggio Vincenzo Ceccarelli ad incontrare i corsisti e illustrare loro le azioni portate avanti dalla Toscana per tutelare e al tepo stesso valorizare il proprio patrimonio paesaggistico. Il programma della settimana di studi partirà dalle azioni attivate in Toscana in tema di paesaggio per poi spaziare su aspetti nazionali ed intervìnazionali, come il codice per i beni culturali, l'Osservatorio del paesaggio rurale del Ministero dell'Agricoltura, la Convenzione europea del paesaggio ed i programmi della FAO e delll'UNESCO .

Santa Barbara a Cavriglia, da miniera di lignite a miniera di opportunità

FIRENZE -  Da miniera di lignite, utilizzata per produrre energia, a "miniera di opportunità" per generare sviluppo per il territorio: è questo il futuro del sito di Santa Barbara, l'area di circa 1600 ettari che si estende tra Cavriglia (AR) e Figline e Incisa Valdarno (FI). Il progetto, che si aggiunge ai piani già attivi per l'area, è stato presentato oggi da Luca Solfaroli Camillocci, responsabile Generazione termoelettrica Italia di Enel, Marco Fragale, Responsabile Progetto Futur-e Enel, Vincenzo Ceccarelli, Assessore Regionale a Infrastrutture, mobilità, urbanistica e politiche abitative, Leonardo Degl'Innocenti o Sanni, Sindaco di Cavriglia, Giulia Mugnai, Sindaco Figline e Incisa Valdarno e Alessandro Balducci, Professore Ordinario di Pianificazione e Politiche Urbane, Politecnico di Milano.

Mentre l'omonima centrale, convertita dal 2006 in un impianto a ciclo combinato, rimane attiva, la miniera di Santa Barbara non è più utilizzata dal 1994 ed è già al centro di un importante piano di riqualificazione grazie alla collaborazione tra Regione Toscana, Comuni ed azienda.

Enel ha deciso fare di più con un ulteriore progetto, che applicherà i principi di Futur-e, programma lanciato dall'azienda per riqualificare i siti di 23 centrali termoelettriche che hanno concluso il loro ruolo nel sistema energetico o stanno per farlo: attraverso soluzioni sostenibili e innovative, le dismissioni degli impianti diventano nuove opportunità per i territori che le ospitano.

Un metodo che verrà applicato anche per l'ex miniera: con il supporto del politecnico di Milano e degli stakeholder del territorio, e con il coinvolgimento dell'Università di Firenze, entro dicembre verranno definiti i possibili scenari di sviluppo, in maniera compatibile e integrata con i progetti già esistenti e sulla base di studi del contesto economico, dei piani urbanistici e delle aspettative delle comunità locali. A gennaio verrà lanciato un concorso di progetti, che riguarderà le unità dell'area e gli ambiti d'intervento definiti nella prima fase. Le proposte progettuali verranno valutate da Enel, istituzioni e mondo accademico per verificarne l'idoneità rispetto alle aspettative delle comunità locali, dello sviluppo sostenibile del territorio e l'integrazione con il progetto di riqualificazione già in essere.

"La miniera di Santa Barbara - ha detto l'assessore regionale all'urbanistica Vincenzo Ceccarelli - è stata uno straordinario motore di sviluppo per il Valdarno, ma oggi rappresenta un tema aperto da affrontare con urgenza per restituire alla comunità locale un patrimonio ambientale e magari una nuova occasione di sviluppo. Questo percorso che Enel sta avviando, nella prospettiva della riqualificazione e della valorizzazione dell'area, mi sembra un modo serio ed efficace per dare una risposta che sia in linea con le aspettative della popolazione e delle istituzioni".

"Il progetto presentato oggi – ha detto Luca Solfaroli Camillocci, responsabile Generazione Termoelettrica Italia di Enel – va ad arricchire il percorso di riqualificazione del sito, e lo fa poggiando le basi su una piattaforma già avviata con Futur-e: Enel ha lanciato un ambizioso piano per dare nuova vita ai siti di 23 centrali termoelettriche, coinvolgendo le comunità locali e gli stakeholder per individuare soluzioni in grado di generare valore condiviso. Una best practice unica al mondo che, per la prima volta, applicheremo anche ad un'area del tutto diversa da quelle delle centrali. Una sfida importante che ci vede alleati con il territorio per lavorare insieme ad un futuro sostenibile per l'ex miniera".

"Abbiamo sempre creduto che l'area ex mineraria continui a rappresentare una risorsa per il Comune di Cavriglia e per l'intero territorio. – commenta il Sindaco di Cavriglia Leonardo Degl'Innocenti o Sanni - Per la nostra Amministrazione Comunale di conseguenza, il progetto promosso da Enel  rappresenta un'opportunità unica per integrare i progetti di riassetto del territorio divenuti necessari con l'esaurimento del bacino lignitifero risalente a oltre 20 anni fa. Grazie a Futur-e avremo il piacere di ospitare tanti giovani ricercatori del Politecnico di Milano e dell'Università di Firenze che, con il loro entusiasmo e le loro competenze, saranno sicuramente in grado di darci nuovi spunti per valorizzare un'area che per decenni è stata il cuore pulsante dell'economia valdarnese".

"Quello che stiamo compiendo è un passo concreto per la valorizzazione di un'area che rappresenta una grande opportunità di sviluppo per il territorio valdarnese e per l'intera Toscana - spiega Giulia Mugnai, sindaca di Figline e Incisa Valdarno -. Già nel Piano strutturale della nostra città, in approvazione proprio in questi mesi, stiamo definendo per quell'area diverse funzioni, principalmente orientate ai servizi per i cittadini e al loro tempo libero. Questo studio ci fornirà quindi elementi importanti per centrare questo obiettivo e riqualificare un'area davvero strategica".

SANITA’ TOSCANA: CGIL, MARTEDI’ MANIFESTAZIONE A FIRENZE

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Il 27 giugno la Cgil Toscana scende in piazza a Firenze per “una sanità pubblica, universale ed equa.” Fuso: “la sanità toscana è un eccellenza ma ci sono scricchiolii, si scivola verso privatizzazione.” Cisl: “non saremo in piazza: serve idee e pragamtismo non slogan e manifestazioni.”

La Cgil Toscana apre una vertenza regionale sulla sanità, e scenderà in piazza a Firenze martedì 27 giugno, davanti alla sede della Regione dalle 17 alle 19: una manifestazione per “una sanità pubblica universale ed equa, contro la strisciante privatizzazione, per una Toscana in buona salute”. Secondo Mauro Fuso, membro della segreteria regionale del sindacato, “la sanità toscana è un’eccellenza, ma ci sono scricchiolii che vogliamo mettere in evidenza per migliorare la situazione attuale, contraddistinta da “uno scivolamento lento verso la privatizzazione, dovuto anche alla carenza di risorse nazionali: quello che manca nella riorganizzazione generale è la risposta del territorio, che è insufficiente”.

Dal 2010 al 2014 la spesa sanitaria pubblica regionale è scesa del 3%; dal 2012 al 2015 i posti letto ordinari solo calati di 658 unità (sono 12.222 in totale). In termini di liste d’attesa sulla diagnostica, i tempi rimangono simili fra 2013 e 2015, col 14% circa delle prestazioni disponibili in oltre 30 giorni, ma lo è anche più del 42% delle prestazioni per la specialistica.

“Garantire una sanità universale e di qualità a tutti i toscani, è il nostro obiettivo: ma per riuscirci se i bisogni crescono e le risorse diminuiscono, servono idee e pragmatismo più che slogan e manifestazioni”. Lo afferma la Cisl Toscana, prendendo le distanze dalla manifestazione indetta  dalla Cgil. “Che la riorganizzazione del sistema sanitario toscano – si legge in una nota – avviata con la legge regionale 84 del 2015, mostri dei limiti e necessiti di adeguamenti lo abbiamo scritto in un documento unitario, firmato insieme a Cgil e Uil pochi mesi fa. Anche sulla base di quel documento la Regione ha aperto un confronto e al tavolo si sta discutendo proprio di questo. Non vediamo quindi, in questa fase, una ragione sindacale per chiamare in piazza i cittadini toscani”.

Per la Cisl “la sanità è ‘pubblica’ se è accessibile a tutti, non se a erogarla è un ambulatorio col logo della Regione. La sanità è ‘pubblica’ se offre la stessa qualità e la stessa accessibilità a Firenze come a Campo nell’Elba, a Chiusi della Verna come a Zeri. Sulla sanità insomma la Cisl Toscana la pensa come Mao: non ci importa di che colore è il gatto, basta che acchiappi i topi”.

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