‘Toscana a sinistra’ lancia la sfida per le regionali

‘Toscana a sinistra’ lancia la sfida per le regionali

🔈Firenze, ‘Toscana a sinistra’, durante una videoconferenza a cui hanno partecipato tra gli altri rappresentanti toscani di Potere al popolo, Rifondazione comunista e Sinistra anticapitalista che sostengono Tommaso Fattori come candidato governatore della Toscana alle prossime regionali ha lanciato lanciato il loro progetto per le prossime elezioni.

“Lanciamo oggi la nostra sfida – ha detto Tommaso Fattori candidato di Toscana a sinistra – e un ciclo di assemblee in tutta la Toscana. Siamo un progetto di governo e di cambiamento per questa regione. Non è tempo di restaurare la normalità pre Covid, ma di usare le opportunità aperte da questa terribile crisi, come la spesa in deficit, per costruire una Toscana felice, per compiere una svolta verde e sociale. Vogliamo lanciare questa sfida su temi maggioritari perché la maggioranza dei toscani è a favore di una gestione pubblica della sanità, dell’acqua, e dei servizi pubblici fondamentali”.

“La Regione Toscana non è contendibile elettoralmente da parte della coalizione della destra, – ha detto Fattori, spiegando poi che – la proposta politica di Eugenio Giani assorbe le istanze della destra e dei suoi centri di potere. I primi sondaggi ci danno al 6-7% e siamo soltanto all’inizio, noi vogliamo fare molto di più e meglio e siamo fiduciosi di poter ottenere un buon risultato in Toscana. Il nostro progetto non è fatto né con le ruspe di Salvini, né con i carri armati di Giani, ma è un progetto di partecipazione dal basso”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Massimo Torelli e Tommaso Fattori della coalizione “Toscana a sinistra”:

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Amministrative: Giani, Regioni in scadenza votino insieme. La posizione delle forze politiche toscane

Amministrative: Giani, Regioni in scadenza votino insieme. La posizione delle forze politiche toscane

“Come avvenuto finora nelle Regioni a statuto ordinario, che sono andate a scadenza naturale, è trasparente nei confronti dei cittadini votare in tutte le Regioni, che sono in scadenza quest’anno, lo stesso giorno”. A dirlo è il presidente del Consiglio regionale e candidato governatore della Toscana per il centrosinistra, Eugenio Giani, in merito allo svolgimento delle prossime elezioni Regionali per gli enti dove si conclude quest’anno la legislatura.

“Spostare le elezioni in autunno è inevitabile, per ragioni di salute pubblica e per assicurare la partecipazione dei cittadini al voto, ma mi auguro che quest’emergenza, che ci costringe a scelte gravi come il rinvio di elezioni democratiche, abbia fatto cambiare idea a tutte le forze politiche, dalla destra fino al Pd, sul definanziamento e la lenta privatizzazione del sistema sanitario avvenuta negli anni passati”. A dirlo è Tommaso Fattori consigliere regionale e candidato governatore per ‘Toscana a sinistra’.
“Bene dunque rimandare le elezioni – ha aggiunto Fattori – ma facciamo in modo che questa campagna elettorale abbia al centro i temi del rilancio del sistema sanitario pubblico, la cui importanza cruciale è oggi sotto gli occhi di ognuno, e del ripensamento del modello nostro economico, che non potrà più essere quello del passato”

Il centrodestra della Toscana condivide la decisione del governo di rinviare le elezioni regionali in autunno e si interroga su come sarà la campagna elettorale ai tempi del Coronavirus.
“Mi sembrava doveroso rinviare – dice il coordinatore della Lega in Toscana, on. Daniele Belotti – sarà comunque una novità per tutti impostare una campagna elettore con l’impossibilità di fare assemblee, ad oggi non possiamo prevedere come sarà la situazione a settembre-ottobre quindi in quali condizioni faremo la campagna elettorale”. Per Belotti “giocheranno un ruolo ancora più importante i social” e si pone “la questione delle preferenze perché i candidati in questa situazione sono in grandissima difficoltà a contattare persone e raccogliere preferenze”.

Per Francesco Torselli, portavoce regionale di Fratelli d’Italia, il rinvio non è “una sorpresa, ma lo vedo come conseguenza logica della situazione. Spero che si scelga la data in modo da permettere, soprattutto a chi non governa, di fare campagna elettorale anche se ci saranno ancora restringimenti”.  Anche per il coordinatore toscano di Forza Italia, Stefano Mugnai, il rinvio è una “scelta di buon senso, per queste ragioni: le elezioni sono la celebrazione più importante della democrazia. Vanno fatte quando ci sono margini per celebrarle in sicurezza, ma non solo il giorno del voto e dello spoglio, ma anche tutto il percorso democratico che porta alla composizione delle liste ed alla campagna elettorale”. “Anche perché poi – conclude Mugnai – per chiunque vincesse sarebbe difficile poter affermare di essere pienamente legittimato se a votare va soltanto un elettore su dieci”.

“La cosa fondamentale è fare in modo che in autunno, quando è prevista una possibile recrudescenza del virus, la Toscana abbia una nuova giunta in sella, operativa al 100% e pronta a prendere tutte le decisioni necessarie a contrastare l’emergenza sanitaria ed economica. Quindi il mio auspicio è che si voti il prima possibile, a fine estate. Più in là si va, più diventa rischioso”. A dirlo è Irene Galletti, consigliere regionale M5s e candidata governatore per il Movimento, in merito al rinvio delle elezioni regionali in autunno.  “Aggiungo che, in questa fase i cittadini – continua Galletti – i lavoratori e gli imprenditori hanno bisogno di concentrarsi sulla ripartenza e sul ritorno a una vita il più possibile normale. Sarebbe dunque il caso di concentrare tutti i voti in un solo giorno, evitando di chiamare le persone alle urne prima per le amministrative e poi per il referendum. Meglio un election day unico per tutta Italia”.

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Regionali:Fattori candidato governatore ‘Toscana a sinistra’

Regionali:Fattori candidato governatore ‘Toscana a sinistra’

“Toscana a Sinistra è il nuovo nome del progetto che – spiega Fattori – è ancora più largo che nel 2015”, sostenuto da “alcune liste di cittadinanza tra cui Firenze Città Aperta, Una Città in Comune di Pisa, Buongiorno Livorno e da altre forze della sinistra come Rifondazione Comunista e Potere al Popolo”.

Tommaso Fattori, capogruppo in Consiglio regionale di ‘Sì Toscana a sinistra’ è il candidato presidente della Regione Toscana alle prossime regionali per una coalizione che riunisce varie sigle di sinistra tra cui Rifondazione comunista e Potere al popolo: il nome è stato annunciato nel corso di una videoconferenza in cui sono state presentate proposte per affrontare l’emergenza Coronavirus.
“Toscana a Sinistra è il nuovo nome del progetto che – spiega Fattori – è ancora più largo che nel 2015”, sostenuto da “alcune liste di cittadinanza tra cui Firenze Città Aperta, Una Città in Comune di Pisa, Buongiorno Livorno e da altre forze della sinistra come Rifondazione Comunista e Potere al Popolo”.
“Unanimemente – ha detto Fattori – è stato proposto il mio nome e ne sento tutta la responsabilità, a maggior ragione in questo momento. Sarà un’assemblea regionale a ratificare questa scelta, non appena sarà possibile convocarla”.

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Coronavirus: Sì Toscana, istituire reddito di quarantena

Coronavirus: Sì Toscana, istituire reddito di quarantena

Il reddito di ‘quarantena’ o di emergenza per chi non può lavorare, è stato spiegato, potrebbe essere introdotto con la creazione di un fondo regionale, ad integrazione delle misure nazionali”

Un piano per la requisizione di attività produttive per la produzione di mascherine e di altri beni essenziali, e anche di grandi immobili privati adatti ad accogliere le persone in quarantena, insieme allo stop delle alienazioni del patrimonio immobiliare delle Asl regionali e l’introduzione di misure di sostegno economico per chi è in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus prevedendo un reddito di ‘quarantena’. Sono alcune delle proposte avanzate in una videoconferenza dai consiglieri regionali di Sì Toscana a sinistra Tommaso Fattori (capogruppo) e Paolo Sarti insieme a esponenti di Potere al popolo, Rifondazione comunista Toscana e liste di cittadinanza. Il reddito di ‘quarantena’ o di emergenza per chi non può lavorare, è stato spiegato, potrebbe essere introdotto con la creazione di un fondo regionale, ad integrazione delle misure nazionali, per dare una continuità salariale alle categorie prive di tutela e di un fondo straordinario per dare un sostegno a coloro che non riescono a pagare l’affitto. “Si tratta di oltre 20 proposte concrete e abbastanza minuziose” ha detto Fattori per il quale dopo la fine dell’emergenza Coronavirus “occorre voltare pagina, tutto andrà bene se non tornerà tutto come prima, cioè se chiuderemo la stagione delle privatizzazioni, del definanziamento del sistema sanitario nazionale, se abbandoneremo le politiche di precarizzazione del lavoro, se rafforzeremo le politiche del sistema sanitario pubblico”.

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Coronavirus, Fattori e Sarti: “fermare l’industria bellica, non è strategica durante l’epidemia”

Coronavirus, Fattori e Sarti: “fermare l’industria bellica, non è strategica durante l’epidemia”

Fattori e Sarti si sono uniti oggi alla campagna Sbilanciamoci!, alla Rete della Pace e alla Rete Italiana per il Disarmo nella richiesta di un immediato blocco di tutte le fabbriche che producono sistemi bellici.

“Perché assieme alle attività produttive essenziali, agli alimentari, alle farmacie e alle edicole devono restare aperte anche le fabbriche dove si producono armi e cacciabombardieri? Il decreto del governo entrato in vigore ieri ha ulteriormente ridotto le attività produttive a causa del coronavirus ma ha escluso dal blocco le fabbriche che realizzano sistemi d’arma. Questo è assurdo e inaccettabile”, affermano i consiglieri regionali di Sì Toscana a sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, “a meno che l’industria bellica non sia ritenuta fondamentale anche in un periodo di epidemia, al punto da rischiare la diffusione del contagio tra i suoi lavoratori. Probabilmente qualcuno pensa che il virus debba essere debellato con bombe e mitragliatrici, invece servono più ospedali e più personale medico sanitario, non più armi”.

Fattori e Sarti si sono uniti oggi alla campagna Sbilanciamoci!, alla Rete della Pace e alla Rete Italiana per il Disarmo nella richiesta di un immediato blocco di tutte le fabbriche che producono sistemi bellici. “Da giorni l’Italia si è fermata, le strade sono deserte, i negozi chiusi e molti lavoratori rischiano di ammalarsi per garantire i servizi essenziali negli ospedali, nei trasporti e nella distribuzione alimentare – proseguono Fattori e Sarti – ma non si capisce perché debba rimanere in funzione, ad esempio, lo stabilimento di Cameri, in provincia di Novara, che produce e assembla i famigerati caccia F-35, nonostante due lavoratori siano già stati riscontrati positivi.

Tale attività non ha niente di strategico e tenerla aperta è solo un favore all’industria bellica e al business del commercio di armamenti”. Il gruppo regionale Sì Toscana a sinistra fa notare che in altri paesi, come ad esempio il Giappone, la produzione di F-35 è già stata interrotta a causa del coronavirus. “Chiediamo quindi al Governo di rivedere immediatamente l’elenco dei settori produttivi esclusi dal blocco fermando il lavoro in tutte le fabbriche che producono sistemi d’arma”, concludono Fattori e Sarti. “Questa dovrebbe essere l’occasione per un ripensamento e una riconversione strutturale dell’industria bellica verso produzioni socialmente utili, come quelle sanitarie”.

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