Sanità: Ordine medici vaglia altre 130 richieste di sospensione di medici ‘no vax’

Sanità: Ordine medici  vaglia altre  130 richieste di sospensione di medici ‘no vax’

Alcuni potrebbero essersi vaccinati in altre regioni. Sono 31 i professionisti contrari alla vaccinazione e già sospesi dall’Ordine della provincia di Firenze

“Nei prossimi giorni tuttavia dovrebbero essere inviate un centinaio di sospensioni ad altrettanti professionisti per inosservanza all’obbligo vaccinale” lo dichiara il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze, Pietro Dattolo. Che precisa “ci sono 130 richieste di sospensione al vaglio. La necessità di controllo nasce dal fatto che molti medici (giovani colleghi specializzandi in altre regioni o che lavorano all’estero) si sono vaccinati da tempo in altre regioni, ma purtroppo i sistemi informatici non comunicano fra loro e bisogna accertarsi anche della lettura delle pec. ”.

“Non siamo molto sorpresi dal numero di nostri iscritti che ancora non hanno provveduto a vaccinarsi – aggiunge Dattolo – tuttavia nel nostro Ordine, che fra Firenze e provincia conta oltre 10 mila iscritti, la quota dei non vaccinati rimane ancora molto contenuta. Riteniamo che, salvo situazioni da verificare, il rifiuto della vaccinazione sia una grave irresponsabilità, ancora più pesante se riguarda professioni sanitarie. La sospensione ha inoltre ripercussioni sullo svolgimento di prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali”.

La comunicazione di accertamento dell’inosservanza dell’obbligo vaccinale sarà inviata a mezzo pec (posta elettronica certificata), a coloro che sono iscritti agli albi professionali. Inoltre si procederà con l’accertamento per chi non è in possesso di posta certificata, personale, e non appartiene quindi a nessun ordine professionale, come gli Oss. L’iter inoltre dovrà tener conto anche delle tempistiche necessarie a svolgere le dovute attività di ufficio.

“Ci appelliamo a coloro che ancora non si sono vaccinati a provvedere al più presto – continua Dattolo – anche in vista della somministrazione della terza dose già iniziate in Toscana per alcune categorie di pazienti. La situazione è molto incerta per la sanità toscana: se manca il personale diventa difficile garantire i servizi essenziali. Tuttavia molte sospensioni dovrebbero riguardare liberi professionisti o pensionati. Pochissime ad oggi sono le sospensioni di ospedalieri e di MMG, di conseguenza confidiamo che il servizio pubblico possa continuare a svolgersi regolarmente senza particolari criticità. Ci auguriamo inoltre che, prossimamente, si destini la terza dose a sempre più categorie valutate a rischio o chi, come il personale sanitario, vive ogni giorno accanto a pazienti fragili”.

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ARPAT: stato ecologico buono per 57% fiumi toscani

ARPAT: stato ecologico buono per 57% fiumi toscani

Uno stato ecologico elevato per il 9% dei corsi d’acqua e buono per il 57% e uno stato chimico buono per il 64% dei corpi idrici: questo il quadro, provvisorio, della ‘salute’ dei fiumi toscani nel corso del 2020 in base ai monitoraggi di Arpat.

I dati, spiega ARPAT , sono da considerarsi provvisori perchè, essendo il 2020 il secondo anno del triennio 2019-2021, il numero delle stazioni monitorate (distribuito nel triennio) non è completo e ogni indicatore viene ricalcolato con il set completo di dati a fine triennio: “La classificazione che è emersa nel 2020 potrà dunque subire modifiche alla fine” del 2021, quando si concluderà il triennio.

In sintesi, spiega Arpat, “lo stato chimico è buono nel 64% dei punti, considerando la sola matrice acqua. Invece i dati relativi ai campioni di biota restituiscono uno stato chimico non buono nel 100% dei punti su cui è stato prelevato il campione di pesce. Nella colonna d’acqua i parametri che più frequentemente superano lo standard qualità ambientale sono il mercurio, con superamenti in 34 stazioni, Pfos in 10 stazioni, benzo[a]pirene in 8, tributilstagno in 3 stazioni, cadmio e nichel in 2. I superamenti dei parametri che determinano il ‘non buono’ rimangono pressoché costanti negli anni”.

Riguardo allo stato ecologico, che deriva dal risultato peggiore tra tutti gli indicatori applicati (macroinvertebrati, macrofite, diatomee, limEco, sostanze pericolose indicate nella tabella 1B del DLgs 152/06), “pur trattandosi di dati provvisori, nel 2020 l’obiettivo di qualità dettato dalla direttiva europea 2000/60 (livello elevato-buono) è raggiunto nel 66% dei corpi idrici. Vista la regola fondamentale per ottenere gli indicatori, ossia il peggior risultato è quello predominante, il quadro completo dei bioindicatori raggiungibile a fine triennio potrebbe modificare anche sostanzialmente le percentuali attuali”.

“Dal monitoraggio effettuato – si spiega ancora – emerge che le comunità vegetali e animali riflettono trasformazioni importanti degli habitat fluviali, sempre più sottoposti a pressioni antropiche, che vanno dagli attingimenti, alle modifiche morfologiche che snaturano l’efficienza ecologica dei corsi d’acqua, ai cambiamenti del clima, che determinano sempre più spesso fenomeni di siccità in mesi diversi dalla piena estate”.

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Unicoop: abbraccia un albero, dai vita al primo bosco biosostenibile in Italia

Unicoop: abbraccia un albero, dai vita al primo bosco biosostenibile in Italia

La campagna Unicoop Firenze per realizzare il primo bosco biosostenibile e partecipato d’Italia  che sorgerà a Montopoli dopo un’importante operazione di bonifica. Prevista una raccolta fondi popolare: Unicoop Firenze raddoppia ogni contributo.

Unicoop: sei ettari di terreno, 2,2 milioni di euro di investimento, 3000 nuovi alberi e piante. Sono i numeri dell’iniziativa Abbraccia un albero, dai vita ad un bosco presentata oggi da Unicoop Firenze, che mira a creare a Montopoli, in un’area lungo la Firenze-Pisa- Livorno precedentemente occupata da un allevamento di suini, il primo bosco bio-sostenibile d’Italia realizzato su un ex terreno industriale.

Il bosco sarà “bio”, in quanto incubatore di diversità naturalistica, e sarà sostenibile per l’assorbimento di anidride carbonica, ma anche perché sarà un modello funzionante di “polmone verde” con una proporzione tra costi e benefici della piantagione ripetibili nel tempo e nel territorio. Un esperimento sul campo, insomma, di quanto si possa fare per cercare di salvare il Pianeta piantando alberi.

Alla presentazione del progetto sono intervenuti Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze, Stefano Mancuso, direttore del laboratorio di Neurobiologia vegetale, professore Università di Firenze, Stefano Ciafani, presidente Legambiente (AUDIO) e Walter Ganapini, membro del Comitato tecnico scientifico di Re Soil Foundation, membro onorario dell’Agenzia Europea per l’Ambiente e già presidente Agenzia Nazionale Protezione Ambientale Italia.

L’area su cui si svilupperà il bosco è stata occupata in passato da un allevamento di suini. Per questo è particolarmente rilevante la bonifica che viene fatta da Unicoop Firenze, e monitorata e rendicontata da Legambiente, e che prevede la rimozione e l’avvio al riciclo di 17.000 tonnellate di rifiuti solidi, fra cemento, asfalto, calcestruzzo. In questo modo il suolo verrà restituito al ciclo naturale di fertilizzazione e assorbimento idrico e sarà possibile iniziare a piantare le tremila piante previste, di cui 800 ad alto fusto lungo, principalmente nella zona che confina con la strada di grande comunicazione Firenze – Pisa -Livorno e 2200 piante e talee forestali. La scelta delle piante, su indicazione del professor Stefano Mancuso e di Pnat, riguarda specie ad alto assorbimento di CO2 e rapido accrescimento del tronco. Questo consentirà di avere importanti benefici per la qualità dell’aria, che aumenteranno esponenzialmente al passare degli anni: a 10 anni il bosco potrà assorbire 170 tonnellate CO2 e una mole importante di inquinanti (polveri fini, ossido di azoto, ecc), a 20 anni il “risparmio” di CO2 sarà di 600 tonnellate e a 30 anni di 1400 tonnellate.
Ma Abbraccia un albero, dai vita ad un bosco sarà anche una grande campagna di partecipazione popolare, che durerà dal 21 settembre, data del Solstizio di autunno al 21 novembre, data in cui si festeggia la Giornata dell’albero. Soci e clienti Unicoop Firenze potranno infatti sostenere il progetto del bosco con donazioni alle casse a livello individuale o anche attraverso l’organizzazione di comitati di scopo sul territorio, che coinvolgeranno cittadini, associazioni e comunità per contribuire, non solo economicamente, alla creazione dell’area verde.

La campagna di raccolta fondi prenderà il via giovedì prossimo 23 settembre in tutti i Coop.fi della Toscana.
Si può contribuire: alle casse dei punti vendita COOP.fi donando almeno 1 euro o 100 punti della Carta Socio, online sulla pagina www.eppela.com/abbracciaunalbero oppure tramite bonifico bancario sul conto corrente dedicato IT57D0503402801000000309251. Unicoop Firenze raddoppierà ogni donazione.
Inoltre, è possibile sostenere l’iniziativa anche acquistando nei punti vendita COOP.fi i prodotti ViviVerde: parte del ricavato della vendita sarà destinato al progetto.

La campagna di raccolta fondi è sostenuta da Unicoop Firenze e si rivolge a soci e clienti per realizzare il primo bosco biosostenibile e partecipato d’Italia fa parte degli impegni di Coop per l’ambiente e della campagna Oasi Urbane.

Le prossime tappe sono la bonifica dell’area, i cui risultati saranno monitorati e dettagliati in un report di Legambiente. Un passaggio fondamentale che richiederà un notevole impegno per la rimozione dell’asfalto, la demolizione delle strutture in cemento e lo smaltimento dei materiali. Poi si metterà mano al ripristino del terreno e alla piantagione. A novembre cominceranno i primi interventi di piantagione, a marzo 2022 è prevista l’inaugurazione e a maggio le prime visite, che saranno facilitate anche dalla realizzazione di un’aula didattica all’ingresso del parco. In futuro l’area verrà donata alle istituzioni del territorio e sarà costituito un Comitato di indirizzo, insieme a Regione Toscana e Corpo Carabinieri Forestali per presidiare e mantenere il bosco. Fra una decina d’anni gli alberi saranno già cresciuti per formare un vero e proprio bosco.

Il progetto del bosco di Montopoli
Il progetto prevede un percorso naturalistico che si snoda lungo tutto il parco e che raccorda una serie di “luoghi”, come la torre di osservazione, che permetterà una visuale eccezionale della biodiversità locale a otto metri di quota, l’anfiteatro nel bosco e il loop (un circuito ad anello con vari tipi di vegetazione) fra le fronde, oltre alle vasche dedicate alle piante acquatiche.

Bisogno di alberi
Oltre mille miliardi: tante sono le piante che il nostro Pianeta dovrebbe ospitare in più rispetto al presente per attenuare gli effetti del riscaldamento globale. Anche se da domani tutte le fonti di inquinamento, come per magia, si spegnessero, la CO2 nell’aria continuerebbe ad aumentare e con essa la temperatura della Terra. Terra che ha la febbre e che vede di anno in anno la situazione aggravarsi: pensiamo a come stiamo noi quando abbiamo 39°C e a cosa sta succedendo al nostro pianeta. Basta ricordare quanto accaduto a luglio in Germania per farci capire che l’umanità è di fronte alla più grande sfida mai presentatasi. Il rimedio? Creare più zone verdi, piantare alberi, unici “strumenti” capaci di abbassare la temperatura e restituirci aria pulita.

Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze
“Questo progetto è un contributo concreto per l’ambiente e coinvolge tutti i soci di Unicoop Firenze. Con questa campagna vogliamo dare a tutti gli strumenti per contribuire a rendere più sana la vita su questo pianeta e del pianeta. Dalla bonifica alla piantagione degli oltre 3mila alberi fino alle attività didattiche e di divulgazione che potremmo fare in questo bosco, vogliamo dare un esempio virtuoso di come si può cambiare il nostro futuro, con scelte importanti, anche onerose, come l’investimento della cooperativa, e con la partecipazione di tutti. Il tema del cambiamento climatico non è più rimandabile, gli scienziati, come il professor Mancuso ci dicono che l’unico modo per salvare il Pianeta e ridurre gli inquinanti è piantare più alberi e noi realizzeremo un intero bosco in un’area centrale della Toscana”.

Dichiarazione Stefano Mancuso, direttore del laboratorio di Neurobiologia vegetale, professore Università di Firenze,
“L’iniziativa di Unicoop Firenze di trasformare una ex area industriale in un nuovo bosco è incredibilmente meritevole per due motivi: il primo perché le migliaia di alberi che lo andranno a costituire agiranno immediatamente in maniera positiva assorbendo grandi quantità di anidride carbonica e il secondo è che questo bosco assolverà anche ad una funzione di tipo didattico, insegnando, a chiunque vorrà visitarlo, che cosa significa vivere in un pianeta sostenibile, come combattere il riscaldamento globale ed, in ultima analisi, come vivere in maniera felice e armoniosa insieme a tutti gli altri esseri viventi che con noi dividono la gioia di abitare questo pianeta meraviglioso”.

Dichiarazione Stefano Ciafani, presidente Legambiente
“Legambiente sostiene questo progetto ed è in particolare impegnata nell’analisi e nel monitoraggio delle attività che riguardano la bonifica del sito, attraverso il nostro Ufficio scientifico nazionale. Questa operazione è fondamentale perché rimuovendo il cemento e i manufatti presenti nell’area il terreno potrà tornare ad avere un ruolo regolatore dell’ecosistema e di preservazione della biodiversità, con la mitigazione del rischio idraulico dell’area, il ripristino delle funzioni ecologiche del suolo, la possibilità di sviluppare un progetto di riforestazione importante, anche per l’assorbimento dell’anidride carbonica. Non solo, il progetto di bonifica prevede anche un piano di riciclo e riutilizzo degli inerti e dei materiali di costruzione e demolizione, una pratica che si colloca in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente attraverso percorsi di economia circolare. Insomma possiamo dire che il progetto di Montopoli fino dalle prime fasi e grazie all’impegno di Unicoop Firenze si pone in controtendenza rispetto a quanto accade, purtroppo, con le bonifiche da realizzare nel nostro Paese. Basti pensare ai 41 siti di interesse nazionale (SIN) da bonificare, che occupano e inquinano una superficie di oltre 100 mila ettari, e agli oltre 34.478 siti di interesse regionale (SIR), sempre da bonificare, con una superficie pari a 66 mila ettari”.

Dichiarazione Walter Ganapini, membro del Comitato tecnico scientifico di Re Soil Foundation
“Il progetto di Montopoli vede anche la partnership di Re Soil Foundation, fondazione creata da Coldiretti, Novamont, Politecnico di Torino e Università di Bologna con l’obiettivo di connettere le conoscenze scientifiche, tecnologiche, ambientali ed umanistiche per diventare punto d’incontro per le diverse realtà italiane ed europee che si dedicano al tema del suolo. Per una realtà come la nostra collaborare con questo progetto è più che naturale: al suo interno ritroviamo molte delle azioni utili per restituire qualità al suolo e, attraverso di essa, rispondere alla crisi climatica. C’è la bonifica di un’area degradata, la deimpermeabilizzazione del terreno e la riforestazione con piante autoctone. Il progetto del bosco bio-sostenibile di Montopoli si pone inoltre l’obiettivo di informare e formare i cittadini sul ruolo cruciale del suolo, risorsa non rinnovabile e vitale per le comunità. I risultati dimostreranno la bontà di queste scelte che rappresenteranno sicuramente una buona pratica da mutuare altrove. Crediamo sarà fondamentale sviluppare dei sistemi di monitoraggio che siano in grado di misurare gli impatti generati da questa iniziativa in termini di salute e fertilità dei suoli e di aumento della consapevolezza da parte dei cittadini”.

 

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Gkn: sindacati e Rsu non andranno a incontro convocato dall’azienda

Gkn: sindacati e Rsu non andranno a incontro convocato dall’azienda

Gkn: Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e la Rsu dello stabilimento di Campi Bisenzio non si presenteranno all’incontro convocato per oggi a Firenze alle ore 17 dall’azienda.

“Siamo disponibili al confronto, ma in sede istituzionale”, fa sapere la Fiom-Cgil di Firenze, “e chiediamo che sia il ministero dello Sviluppo economico a convocare gli incontri”. L’incontro è stato convocato dall’azienda, che lo aveva annunciato ieri con una nota.

L’incontro è stato convocato dall’azienda per dare corso all’informativa e consultazione dell’art. 9, prima parte, del contratto collettivo nazionale, nonché al confronto menzionato nell’accordo aziendale del 9 luglio 2020: ossia, secondo quanto ha dichiarato Gkn, ciò che ha ordinato il Tribunale di Firenze nella sentenza con cui ieri ha revocato la procedura di licenziamento collettivo nei confronti dei 422 dipendenti della fabbrica di Campi Bisenzio.

“Le aziende che investono e scommettono sul territorio vanno aiutate, anche con incentivi
fiscali, ma allo stesso tempo dobbiamo sanzionare chi abbandona i territori. Sono necessari entrambi gli strumenti: il Governo non deve litigare su questo, trovi una sintesi”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, intervenendo a Coffee Break su La7, sul tema delle vertenze aziendali, prima tra tutte quella di Gkn a Campi Bisenzio (Firenze).

“Non ha senso – ha aggiunto Nardella – che il Governo si divida anche su questo, tra chi vuole solo sanzionare le aziende che delocalizzano e chi invece si limita a voler premiare quelle che investono”. Su Gkn la “partita è ancora aperta, ma intanto la giustizia ha fatto il suo corso. La sentenza del tribunale di Firenze” che ha bloccato i licenziamenti “rappresenta un punto fermo molto rilevante, non solo per la Gkn ma in generale per l’Italia. Ora ci sono molte settimane, più di due mesi perché il Governo possa intervenire, c’è tutto il tempo per fare un decreto legge. Su Gkn siamo di fronte ad una azienda che ha
ricevuto ben tre milioni di euro di aiuti pubblici e poi, in modo immotivato, ha deciso di chiudere la fabbrica”.

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Coronavirus in Toscana, oggi 215 nuovi casi, 41 anni l’età media. Tre i decessi

Coronavirus in Toscana, oggi 215 nuovi casi, 41 anni l’età media. Tre i decessi
Coronavirus in Toscana sono 279.771 i casi di positività, 215 in più rispetto a ieri (208 confermati con tampone molecolare e 7 da test rapido antigenico). I nuovi casi sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente.

I guariti crescono dello 0,2% e raggiungono quota 264.578 (94,6% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 7.403 tamponi molecolari e 10.898 tamponi antigenici rapidi, di questi l’1,2% è risultato positivo. Sono invece 5.308 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 4,1% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 8.080, -2,6% rispetto a ieri. I ricoverati sono 389 (2 in più rispetto a ieri), di cui 53 in terapia intensiva (2 in più). Oggi si registrano 3 nuovi decessi: 2 uomini e una donna con un’età media di 86,3 anni.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

L’età media dei 215 nuovi positivi odierni è di 41 anni circa (23% ha meno di 20 anni, 25% tra 20 e 39 anni, 29% tra 40 e 59 anni, 16% tra 60 e 79 anni, 7% ha 80 anni o più).

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri (208 confermati con tampone molecolare e 7 da test rapido antigenico). Sono 77.498 i casi complessivi ad oggi a Firenze (69 in più rispetto a ieri), 25.898 a Prato (30 in più), 26.371 a Pistoia (20 in più), 14.690 a Massa (8 in più), 28.633 a Lucca (13 in più), 32.963 a Pisa (22 in più), 20.794 a Livorno (14 in più), 25.495 ad Arezzo (11 in più), 15.936 a Siena (13 in più), 10.938 a Grosseto (15 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.

Sono 121 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 55 nella Nord Ovest, 39 nella Sud est.

La Toscana si trova al 10° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 7.627 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 7.828 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 10.115 casi x100.000 abitanti, Pistoia con 9.068, Pisa con 7.916, la più bassa Grosseto con 5.005.
Complessivamente, 7.691 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (216 in meno rispetto a ieri, meno 2,7%).
Sono 13.251 (571 in più rispetto a ieri, più 4,5%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 5.750, Nord Ovest 5.409, Sud Est 2.092).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti COVID oggi sono complessivamente 389 (2 in più rispetto a ieri, più 0,5%), 53 in terapia intensiva (2 in più rispetto a ieri, più 3,9%).
Le persone complessivamente guarite sono 264.578 (426 in più rispetto a ieri, più 0,2%): 0 persone clinicamente guarite (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 264.578 (426 in più rispetto a ieri, più 0,2%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Oggi si registrano 3 nuovi decessi: 2 uomini e una donna con un’età media di 86,3 anni.

Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 2 a Prato, 1 a Arezzo.

Sono 7.113 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 2.293 a Firenze, 628 a Prato, 653 a Pistoia, 532 a Massa Carrara, 683 a Lucca, 715 a Pisa, 424 a Livorno, 541 ad Arezzo, 349 a Siena, 203 a Grosseto, 92 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 193,9 x100.000 residenti contro il 220 x100.000 della media italiana (12° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (280,2 x100.000), Prato (245,3 x100.000) e Firenze (232,6 x100.000), il più basso a Grosseto (92,9 x100.000).

Tutti i dati saranno visibili dalle ore 18.30 sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19

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