Toscana, consigliere Lega: “troppi bagnini dalla Sicilia”

Toscana, consigliere Lega: “troppi bagnini dalla Sicilia”

Bagnini in arrivo dalla Sicilia sulle spiagge di San Vincenzo, in provincia di Livorno, “con la crisi occupazionale sembra un controsenso”. Questa la presa di posizione del consigliere regionale toscano della Lega Roberto Biasci

Biasci e si dice “quantomeno perplesso nell’apprendere che i bagnini operativi sulle spiagge comunali a San Vincenzo proverranno da Mazara del Vallo, località in provincia di Trapani. Possibile che non si sia potuta trovare la disponibilità di qualche aitante giovane locale che potesse avere le giuste caratteristiche per svolgere la predetta attività sull’arenile?”. “Con tanti giovani in cerca di occupazione, anche stagionale – sottolinea Biasci – si è fatto davvero il massimo per non dovere far addirittura risalire la penisola ai prescelti siciliani?. Non entriamo nel merito dei costi dell’operazione (50.000 euro) che potrebbero essere anche equi- precisa – ma resta il fatto che la soluzione adottata possa sembrare singolare. Forse ci si doveva muovere per tempo, considerato che il servizio doveva partire a metà giugno e solo ora, almeno per quel che ci risulta, sarà pienamente operativo.” “Insomma -conclude Roberto Biasci -, la vicenda è abbastanza particolare, ma comunque ci auguriamo che i bagnini in trasferta vengano chiamati in causa il meno possibile; ciò vorrà dire che i bagnanti non si sono trovati in situazioni di emergenza e pericolo”.

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Pisa: domani presidio contro assessore Buscemi

Pisa: domani presidio contro assessore Buscemi

Un presidio all’esterno del Comune di Pisa è stato promosso dalla Casa della Donna per chiedere le dimissioni dell’assessore alla Cultura Andrea Buscemi, in seguito alla vicenda processuale per stalking che lo ha visto imputato dopo la denuncia della sua ex fidanzata. Nonostante ciò, il sindaco Conti non ha inserito la mozione di sfiducia nell’ O.d.G.

Intanto si moltiplicano le adesioni e le prese di posizione contro Buscemi: la petizione online contro di lui ha raccolto quasi 36 mila adesioni, mentre anche don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, ha chiesto al sindaco pisano di ritirare la delega a Buscemi.

Posizione analoga è stata presa da Towanda dem, l’associazione di donne democratiche impegnate nella ricostruzione del centrosinistra, e ha rivolto un appello al sindaco di Pisa Michele Conti affinché ritiri la delega.

“Conti presentando la sua giunta ha tenuto a precisare di avere voluto rispettare le quote di genere. Atto, sebbene dovuto, non scontato e dunque apprezzabile, ma svuotato di ogni significato qualora un assessore condannato a risarcimento per reati di stalking rimanesse in giunta.

Non si può, per equilibri di coalizione e di partito, danneggiare la credibilità della città a partire da quella del suo primo cittadino”.

Tuttavia Conti sembra andare dritto per la sua strada visto che non ha inserito nell’ordine del giorno del consiglio comunale di domani la mozione di sfiducia presentata dalla sinistra.

Lo denunciano in una nota Una città in comune, Prc e Pisa Possibile: “E’ una scelta politica gravissima e senza precedenti, in contrasto anche con quanto previsto dal regolamento del consiglio comunale.

Si tratta di un attacco pesantissimo ai diritti delle minoranze e più in generale di ogni consigliere comunale, per di più se si considera il fatto che la mozione riguarda un membro della sua giunta e un tema come quello della violenza sulle donne”.

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Firenze, consiglio comunale: “Via dall’aula per protestare contro sindaco e PD”

Firenze, consiglio comunale: “Via dall’aula per protestare contro sindaco e PD”

Oggi i consiglieri capigruppo Jacopo Cellai (Fi), Tommaso Grassi (Fras), Arianna Xekalos (M5S), Alessio Rossi (Art.1-Mdp), Francesco Torselli (FdI), Cristina Scaletti (La Firenze Viva) e Miriam Amato (PaP) hanno abbandonato polemicamente, tutti insieme, i lavori del Consiglio comunale. La protesta riguarda un rimpasto, voluto dal sindaco Nardella, giudicato illegittimo.

La dichiarazione congiunta rilasciata subito dopo l’opposizione e l’abbandono dell’aula è stata la seguente:”Abbiamo deciso di abbandonare i lavori del consiglio comunale di oggi per protesta, dopo che il presidente del Consiglio Andrea Ceccarelli ha vietato il dibattito sulla comunicazione del sindaco Dario Nardella, che ha annunciato la nomina di Massimo Fratini come nuovo assessore e la cacciata di Anna Paola Concia.

Nomina che potrebbe essere illegittima, a meno che le dimissioni da parte di Concia non siano già state presentate, oppure se il sindaco (come sembrerebbe, dato che non ha parlato di dimissioni) l’ha silurata, perché ad oggi la giunta risulterebbe composta da 11 assessori quando il limite di legge è di 10”.

I capigruppo hanno aggiunto: ”Certo se il sindaco ha dato il ben servito alla sua assessora giudichiamo quantomeno ipocrita che venga oggi in consiglio a ringraziarla.

Con la forza dei numeri che caratterizza la compagine del Pd, non comprendiamo le ragioni e a chi faccia comodo forzare le procedure e mettere il bavaglio alle opposizioni”.

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Prato: italiano aggredito da cinesi, scatta aggravante motivi razziali

Prato: italiano aggredito da cinesi, scatta aggravante motivi razziali

Prato, nella zona della Chinatown, un italiano è stato scambiato per un rapinatore e aggredito da un gruppo di cinesi durante una lite in strada con la fidanzata. La polizia ne ha arrestati 4, l’accusa è di lesioni aggravate dai motivi razziali.

Tutto è accaduto intorno alle 2, tra via Filzi e via Marini a Prato. La vittima, un italiano di 32 anni, avrebbe cercato di spiegare che era solo una lite privata, ma il gruppo di orientali non avrebbe desistito e avrebbe detto all’uomo che quella era la zona della comunità cinese e che non si tollerava la presenza e le condotte “equivoche” di altri.

La Polizia è intervenuta con tre volanti per la segnalazione di una violenta lite in strada tra un gruppo di cinesi e persone descritte come ‘caucasiche’.

Alla vista degli agenti i cinesi sono scappati ma la polizia è riuscita a bloccarne quattro, tutti immigrati regolari.

Il 32enne, che presentava varie ferite al volto, ha poi riferito agli agenti di essere stato aggredito da una decina di orientali mentre stava litigando con la sua ragazza per motivi di gelosia.

La ricostruzione fatta dalla vittima, ha spiegato la Polizia, è stata confermata da altre persone intervenute per cercare di bloccare l’aggressione.

Sono in corso indagini per individuare gli altri cinesi che facevano parte del gruppo di aggressori e che sono riusciti a scappare.

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Viareggio: 5 arresti per sfruttamento prostituzione e favoreggiamento immigrazione

Viareggio: 5 arresti per sfruttamento prostituzione e favoreggiamento immigrazione

Quattro uomini e una donna, su disposizione del gip di Lucca Antonia Aracri, sono stati arrestati a Viareggio (Lucca) con le accuse di sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, spaccio di droga e rapina. Altre due persone, una romena e un tunisino, accusati a vario titolo di concorso, sono stati sottoposti all’obbligo di dimora.

Si tratta appunto di 5 persone: tre uomini di 31, 35 e 28 anni, tutti di origine albanese, un 28enne romeno e una donna di Viareggio di 33 anni.

Tra le attività poste in essere dal ‘sodalizio’ e bloccate dalla polizia di Lucca, l’acquisto di donne poi costrette a prostituirsi in Versilia, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi tra italiane e marocchini o tunisini, e diverse rapine o tentativi.

Un caso recente riguarda una ristoratrice di Torre del Lago (Viareggio) che nella borsa custodiva l’incasso della serata e che, nonostante esser stata trascinata per diversi metri, è riuscita a salvare il denaro.

Ed ancora, sempre per la procura, furti in case e in un cantiere: la merce è stata rinvenuta e restituita ai proprietari.

Tutte le attività della banda erano finalizzate a finanziare lo spaccio di droga. A dar il via alle indagini l’incendio appiccato il 5 giugno 2017, a seguito del lancio di una bottiglia incendiaria, al container ove viveva il fratello del 28enne romeno.

Qualche giorno dopo vennero fermati i due autori mentre stavano per scappare all’estero.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, ha permesso di scoprire che i due romeni tentarono di ottenere diecimila euro, a titolo di risarcimento, dai familiari dei due arrestati.

Alla fine le due famiglie hanno composto la lite grazie alla giustizia rom e da allora hanno iniziato a ‘lavorare’ insieme.

Sono state inoltre perquisite, sempre a Viareggio (Lucca), le abitazioni di altri sei indagati.

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