SANITA’, SACCARDI: “DA CGIL POLEMICHE POLITICHE E INSENSATE”

saccardi

“I dati della Cgil sono falsi: abbiamo 10 case della Salute in più e in atto accordo per cronicità sul territorio.” ha detto Saccardi: “ci spieghino qual è loro soluzione.” Mdp: “si rafforzi il dialogo tra Cgil e Regione Toscana”

Le critiche mosse alla sanità toscana da parte della Cgil sono “puramente politiche e hanno poca attinenza con i fatti. Basterebbero le due inaugurazioni di stamani”, del programma Pass rivolto ai disabili e del nuovo day hospital oncologico di Santa Maria Nuova, “per dire che il quadro che la Cgil vuole designare non è veritiero e oltretutto è basato su dati 2015. Certamente le difficoltà ancora ci sono e ancora bisogna rafforzare ancora di più il territorio. Ma delle due l’una, o si rafforza il territorio o si aumentano i posti letto”. Lo ha detto l’assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del programma Pass, in merito alle polemiche avanzate dal sindacato che ha aperto una vertenza regionale sulla sanità.

“La Cgil parla di 52 Case della salute ma è un dato 2015 – ha osservato – perché oggi, ad esempio, ne abbiamo 10 in più. Inoltre abbiamo molti letti in più di cure intermedie, ed è in atto un accordo con Medicina generale per tenere la cronicità sul territorio”. Secondo l’assessore si tratta di “polemiche prive di senso. C’è poi il problema delle liste di attesa ma dove lo stiamo affrontando aumentando l’offerta e mettendoci risorse in più ci dicono che vogliamo privatizzare la sanità perché magari lasciamo che qualche ecografia o esame del sangue venga fatta presso il privato sociale. Devono spiegarci allora quale alternativa c’è – ha concluso – perché l’alternativa è la soluzione dell’Emilia Romagna che è quella di far lavorare le persone la notte, il sabato e la domenica. Se per la Cgil questa è la soluzione provino a spiegarlo ai lavoratori che assistono”.

“La Regione Toscana faccia il primo passo avanti, invitando la Cgil al dialogo e al confronto: uniche strade per raggiungere una linea d’azione congiunta, che non sia per principio né avversa alle riforme né sorda nei
confronti degli operatori che erogano servizi” della sanità. Lo afferma il capogruppo Mdp in Consiglio regionale Serena Spinelli in merito alle polemiche della Cgil toscana che ha aperto una vertenza sulla sanità.

“Per garantire la rete dei servizi alla persona nei territori serve la massima collaborazione di tutti gli attori e le parti sociali coinvolti – aggiunge in una nota -. La Regione Toscana ha da sempre agito in questa direzione, raggiungendo eccellenze e funzionando come modello per il resto del Paese. Non sono mancate alcune criticità, che definirei anche fisiologiche visto la complessità e la vastità del settore, dovute in primo luogo al taglio di risorse dei Governi nazionali che hanno fortemente indebolito il welfare in tutto il Paese”.

Per Spinelli “anche la riorganizzazione della sanità regionale richiede tempo per stabilizzarsi e per lavorare nella maniera più completa possibile, soprattutto nella rete territoriale su cui dobbiamo insistere poiché anello di congiunzione finale e cruciale nel rapporto coi cittadini”. “Si può condividere o meno il segnale forte lanciato ieri dalla Cgil – conclude -, si può discuterne ed obiettarne i numeri, ma non lasciamolo cadere nel vuoto perché questo non gioverebbe a nessuno”.

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MAFIA, DNA: “IN TOSCANA ORGANIZZAZIONI ITALIANE E STRANIERE”

Mafia Toscana 'ndrangheta

Il rapporto annuale della Dna sul 2016 consegna un quadro inquietante: “Il tessuto sociale non è inquinato ma grande capacità attrattiva che agiscono con strategia inabissamento: si mira ad acquisizione aziende e influenze settore politico-amministrativo.” In questo “organizzazioni dimostrano capacità imprenditoriale e corruttiva.”

“In Toscana agiscono sia le mafie italiane, prime tra tutte la camorra e la ‘ndrangheta, sia quelle comunemente definite nuove mafie, intendendo le organizzazioni composte, prevalentemente, da stranieri, che operano sul territorio con gruppi criminali estemporanei, seppur organizzati”. E’ quanto emerge dalla relazione annuale 2016 della Dna. “Tra tutte – prosegue la relazione – la criminalità organizzata cinese si conferma il macrofenomeno più pervasivo”,  principalmente a Prato e Firenze.

“Le organizzazioni criminali più organizzate, su tutte camorra e ‘ndrangheta – spiega la Dna -, oltre alle attività riguardanti i traffici illeciti mirano ad accaparrarsi i settori dell’economia cosiddetta legale, per riciclare il denaro proveniente da attività criminali e da altre fonti di illecito arricchimento”. Secondo quanto spiegato, dalle indagini è emerso come siano “in pieno svolgimento meccanismi di infiltrazione delle mafie nei circuiti dell’economia legale”, in particolare relativamente all’accaparramenti di lavori pubblici e privati, “partecipazione al mercato immobiliare, trattamento di rifiuti”, “acquisizione o gestione di pubblici esercizi”.

Tuttavia, precisa la Dna, “quanto al radicamento sociale delle organizzazioni mafiose, va precisato che nel territorio non risultano evidenze che depongano per l’esistenza di insediamenti di cellule territoriali delle mafie tradizionali”. “Ad eccezione di alcune zone del territorio come Viareggio, Torre del Lago e Altopascio – prosegue la relazione – i processi migratori di origine calabrese e campana non hanno assunto dimensioni tali da determinare un graduale inquinamento del tessuto sociale”. Resta però presente anche in Toscana una cerca capacità “attrattiva e corruttiva” esercitata dalle mafie tradizionali: “Se da un lato la cultura mafiosa non è riuscita a contaminare il tessuto sociale, dall’altro si registra la continua emersione di spunti investigativi che vedono la presenza di appartenenti a cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta operare in Toscana in concorso con elementi del luogo”.

“Nel territorio toscano le organizzazioni mafiose calabresi, campane, e in minor misura siciliane, in esecuzione di un copione pressoché comune a tutte le regioni del Centro e Nord Italia, sembrano preferire la strategia dell’inabissamento, evitando di ricorrere ad azioni criminose eclatanti, al solo scopo di favorire i traffici illeciti o gli affari economici solo all’apparenza leciti”. È quanto risulta dalla relazione. “Il tutto – viene precisato nella relazione – in un contesto economico in cui i perduranti effetti della crisi degli anni scorsi continuano a condizionare le dinamiche economico finanziarie e sociali del territorio”, lasciando “spazi di agibilità alle organizzazioni criminali e alle strategie di aggressione alle realtà imprenditoriali sane, spesso finalizzate alla progressiva acquisizione delle aziende”

L’analisi delle acquisizioni investigative fa ritenere che la criminalità organizzata continui a manifestarsi in Toscana attraverso spiccate capacità imprenditoriali, con una significativa penetrazione e condizionamento di ambienti politico amministrativi, anche ricorrendo a comportamenti corruttivi”. E’ quanto rilevato dalla Dna nella relazione. “I sodalizi – si sottolinea sempre nel documento – hanno dimostrato rispetto al passato una maggiore propensione al mascheramento, grazie ad artifici societari, intestazioni fittizie e delocalizzazione del controllo aziendale”.

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SANITA’ TOSCANA: CGIL APRE VERTENZA REGIONALE, MANIFESTAZIONE A FIRENZE

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Il 27 giugno la Cgil Toscana scende in piazza a Firenze per “una sanità pubblica, universale ed equa.” Fuso: “la sanità toscana è un eccellenza ma ci sono scricchiolii, si scivola verso privatizzazione.” Cisl: “non saremo in piazza: serve idee e pragamtismo non slogan e manifestazioni.”

La Cgil Toscana apre una vertenza regionale sulla sanità, e scenderà in piazza a Firenze martedì 27 giugno, davanti alla sede della Regione dalle 17 alle 19: una manifestazione per “una sanità pubblica universale ed equa, contro la strisciante privatizzazione, per una Toscana in buona salute”. Secondo Mauro Fuso, membro della segreteria regionale del sindacato, “la sanità toscana è un’eccellenza, ma ci sono scricchiolii che vogliamo mettere in evidenza per migliorare la situazione attuale, contraddistinta da “uno scivolamento lento verso la privatizzazione, dovuto anche alla carenza di risorse nazionali: quello che manca nella riorganizzazione generale è la risposta del territorio, che è insufficiente”.

Dal 2010 al 2014 la spesa sanitaria pubblica regionale è scesa del 3%; dal 2012 al 2015 i posti letto ordinari solo calati di 658 unità (sono 12.222 in totale). In termini di liste d’attesa sulla diagnostica, i tempi rimangono simili fra 2013 e 2015, col 14% circa delle prestazioni disponibili in oltre 30 giorni, ma lo è anche più del 42% delle prestazioni per la specialistica.

“Garantire una sanità universale e di qualità a tutti i toscani, è il nostro obiettivo: ma per riuscirci se i bisogni crescono e le risorse diminuiscono, servono idee e pragmatismo più che slogan e manifestazioni”. Lo afferma la Cisl Toscana, prendendo le distanze dalla manifestazione indetta  dalla Cgil. “Che la riorganizzazione del sistema sanitario toscano – si legge in una nota – avviata con la legge regionale 84 del 2015, mostri dei limiti e necessiti di adeguamenti lo abbiamo scritto in un documento unitario, firmato insieme a Cgil e Uil pochi mesi fa. Anche sulla base di quel documento la Regione ha aperto un confronto e al tavolo si sta discutendo proprio di questo. Non vediamo quindi, in questa fase, una ragione sindacale per chiamare in piazza i cittadini toscani”.

Per la Cisl “la sanità è ‘pubblica’ se è accessibile a tutti, non se a erogarla è un ambulatorio col logo della Regione. La sanità è ‘pubblica’ se offre la stessa qualità e la stessa accessibilità a Firenze come a Campo nell’Elba, a Chiusi della Verna come a Zeri. Sulla sanità insomma la Cisl Toscana la pensa come Mao: non ci importa di che colore è il gatto, basta che acchiappi i topi”.

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SANITA’ TOSCANA: CGIL, MARTEDI’ MANIFESTAZIONE A FIRENZE

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Il 27 giugno la Cgil Toscana scende in piazza a Firenze per “una sanità pubblica, universale ed equa.” Fuso: “la sanità toscana è un eccellenza ma ci sono scricchiolii, si scivola verso privatizzazione.” Cisl: “non saremo in piazza: serve idee e pragamtismo non slogan e manifestazioni.”

La Cgil Toscana apre una vertenza regionale sulla sanità, e scenderà in piazza a Firenze martedì 27 giugno, davanti alla sede della Regione dalle 17 alle 19: una manifestazione per “una sanità pubblica universale ed equa, contro la strisciante privatizzazione, per una Toscana in buona salute”. Secondo Mauro Fuso, membro della segreteria regionale del sindacato, “la sanità toscana è un’eccellenza, ma ci sono scricchiolii che vogliamo mettere in evidenza per migliorare la situazione attuale, contraddistinta da “uno scivolamento lento verso la privatizzazione, dovuto anche alla carenza di risorse nazionali: quello che manca nella riorganizzazione generale è la risposta del territorio, che è insufficiente”.

Dal 2010 al 2014 la spesa sanitaria pubblica regionale è scesa del 3%; dal 2012 al 2015 i posti letto ordinari solo calati di 658 unità (sono 12.222 in totale). In termini di liste d’attesa sulla diagnostica, i tempi rimangono simili fra 2013 e 2015, col 14% circa delle prestazioni disponibili in oltre 30 giorni, ma lo è anche più del 42% delle prestazioni per la specialistica.

“Garantire una sanità universale e di qualità a tutti i toscani, è il nostro obiettivo: ma per riuscirci se i bisogni crescono e le risorse diminuiscono, servono idee e pragmatismo più che slogan e manifestazioni”. Lo afferma la Cisl Toscana, prendendo le distanze dalla manifestazione indetta  dalla Cgil. “Che la riorganizzazione del sistema sanitario toscano – si legge in una nota – avviata con la legge regionale 84 del 2015, mostri dei limiti e necessiti di adeguamenti lo abbiamo scritto in un documento unitario, firmato insieme a Cgil e Uil pochi mesi fa. Anche sulla base di quel documento la Regione ha aperto un confronto e al tavolo si sta discutendo proprio di questo. Non vediamo quindi, in questa fase, una ragione sindacale per chiamare in piazza i cittadini toscani”.

Per la Cisl “la sanità è ‘pubblica’ se è accessibile a tutti, non se a erogarla è un ambulatorio col logo della Regione. La sanità è ‘pubblica’ se offre la stessa qualità e la stessa accessibilità a Firenze come a Campo nell’Elba, a Chiusi della Verna come a Zeri. Sulla sanità insomma la Cisl Toscana la pensa come Mao: non ci importa di che colore è il gatto, basta che acchiappi i topi”.

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VINO: 31 AZIENDE TOSCANE AL VINEXPO DI BORDEAUX

vino Toscano La Toscana sarà presente con un’area di 296 metri quadri dove, attraverso la partecipazione di Avito, l’associazione vini toscani Dop e Igp, sono raggruppate le collettive di quattro consorzi (Chianti Classico, Chianti, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano), per un totale di 31 aziende (14 del Chianti Classico, 9 del Chianti, sei del Brunello, due del Nobile).

 

La Toscana del vino sbarca a Bordeaux. Da domani al 21 giugno, ricorda un comunicato della Regione Toscana, ci sarà Vinexpo, uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario fieristico internazionale. Per l’edizione 2017 della manifestazione, che ha cadenza biennale, sono attesi circa 50 mila visitatori professionali provenienti
da 150 Paesi e 2.350 espositori, di cui 250 italiani. La Toscana sarà presente con un’area di 296 metri quadri dove, attraverso la partecipazione di Avito, l’associazione vini toscani Dop e Igp, sono raggruppate le collettive di quattro consorzi (Chianti
Classico, Chianti, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano), per un totale di 31 aziende (14 del Chianti Classico, 9 del Chianti, sei del Brunello, due del Nobile).
“Vinexpo completa il circuito delle grande manifestazioni fieristiche sul vino e consentirà quindi di completare il quadro sull’andamento dei mercati internazionali e di avere preziose indicazioni sul futuro”, ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi. “Sono certo – ha aggiunto – che i nostri produttori riceveranno l’attenzione che meritano; oltreché per sostenere il loro lavoro e quello dei Consorzi di cui fanno parte, queste sono occasioni importanti per promuovere
tutto l’agroalimentare toscano attraverso il nostro prodotto di punta”.

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