Esplosione in ditta orafa ad Arezzo, un ferito lieve 

Esplosione in ditta orafa ad Arezzo, un ferito lieve 

Esplosione in una ditta orafa nella zona industriale di San Zeno, alle porte di Arezzo, intorno alla 10:30. Lo scoppio, avvenuto per cause da accertare, ha prodotto un forte boato avvertito dalla popolazione fino ad Arezzo che ha spinto i dipendenti delle ditte vicine ad uscire in strada temendo si trattasse di un terremoto.

L’esplosione non avrebbe provocato danni a persone ma solo il lieve ferimento di un addetto che ha rifiutato però il ricovero dopo le cure del 118. Danneggiato invece lo stabile e quelli vicini con lo scoppio di vetri e suppellettili. Sul posto vigili del fuoco, ambulanze e forze dell’ordine. Attivato il protocollo previsto per le maxi emergenze da parte della Asl. La zona è sede di aziende orafe, chimiche e dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Arezzo e viene considerata a forte sensibilità. Indagini in corso per chiarire origine e dinamica dell’esplosione.

L'articolo Esplosione in ditta orafa ad Arezzo, un ferito lieve  proviene da www.controradio.it.

Meningite: un caso a Prato, grave donna di 64 anni

Meningite: un caso a Prato, grave donna di 64 anni

Un caso di meningite a Prato, ad essere colpita dall’infezione, spiega la Asl, una donna di 64 anni residente a Prato ora ricoverata in terapia intensiva all’ospedale pratese Santo Stefano: la prognosi è riservata.

In corso la tipizzazione dell’infezione; già avviata, spiega sempre la Asl, la profilassi per le persone venute a più stretto contatto con la donna che risulta non essere vaccinata contro la meningite. “L’unità funzionale di igiene e sanità pubblica dell’area pratese – si spiega dall’Azienda sanitaria – ha già attivato le procedure per l’indagine epidemiologica al fine di ricostruire i luoghi frequentati dalla signora ed ha già avviato le procedure di profilassi per i contatti stretti”.

L'articolo Meningite: un caso a Prato, grave donna di 64 anni proviene da www.controradio.it.

Superbatterio New Delhi, salgono a 126 i casi in Toscana

Superbatterio New Delhi, salgono a 126 i casi in Toscana

E’ salito a 126, da novembre 2018, il numero dei pazienti in Toscana nel cui sangue è stato isolato il batterio New Delhi.

E’ il dato, aggiornato al 20 ottobre, diffuso sul proprio sito dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana che ogni mercoledì pubblica il monitoraggio settimanale sulla diffusione del superbatterio Ndm. Riguardo alla mortalità, Ars spiega che “i casi sono risultati letali nel 33% dei pazienti con sepsi, percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici”. La settimana scorsa, il 16 ottobre, il batterio New Delhi risultava essere stato isolato nel sangue di 122 pazienti mentre i casi erano risultati letali nel 34%.

L'articolo Superbatterio New Delhi, salgono a 126 i casi in Toscana proviene da www.controradio.it.

Bekaert di Figline Incisa, unanimità su mozione Marchetti (FI)

Bekaert di Figline Incisa, unanimità su mozione Marchetti (FI)

Via libera all’atto di indirizzo del Capogruppo regionale di Forza Italia, Maurizio Marchetti: “La Regione acceleri per mettere in sicurezza i 224 lavoratori”.

La Regione dovrà rendere più incisivo il proprio impegno sulla vertenza Bekaert di Figline Incisa e “sollecitare il Governo ad attivarsi nella ricerca di un piano di industrializzazione o di altre misure che scongiurino i licenziamenti dei 224 lavoratori attualmente in cassa integrazione straordinaria”: questo il frutto dell’approvazione unanime, da parte del Consiglio regionale della Toscana, della mozione presentata dal Capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea toscana Maurizio Marchetti che da sempre segue l’evolversi della vertenza avviatasi nel giugno 2018 con l’annuncio, da parte della multinazionale belga, di voler chiudere lo stabilimento di componentistica per auto di Figline Incisa.

L’11 ottobre scorso, l’azienda aveva fatto sapere di voler avviare le procedure di licenziamento per i lavoratori attualmente nell’ultimo scorcio di cassa integrazione; per questo Marchetti, già autore di varie interrogazioni alla giunta toscana sullo stato dell’arte dei tavoli ministeriali e della ricerca di acquirenti, ha scelto di accelerare l’impegno regionale attraverso una mozione. Il voto di pochi minuti fa gli ha dato ragione: “Secondo il verbale del tavolo al Ministero per lo sviluppo economico della scorsa estate – ricorda Marchetti – manifestazioni di interesse erano emerse. Vanno esplorate. Ogni strada possibile va battuta per centrare il risultato di non mandare a casa ulteriori 224 lavoratori. Dietro questo numero ci sono le persone con le loro famiglie, nuclei che fanno parte di un tessuto sociale e di una comunità per la quale una simile mazzata sarebbe difficilmente sostenibile. Bisogna tentare il tutto per tutto”.

Sfida accolta da parte del Consiglio regionale che, attraverso il via libera unanime alla mozione Marchetti, adesso impegna la giunta toscana “ad intervenire attraverso ogni strumento e canale nelle sue disponibilità e prerogative per richiamare la multinazionale belga ad esperire tutti i possibili tentativi di giungere all’ottenimento di proposte concrete da parte dei potenziali investitori che avevano manifestato interesse” e “a sollecitare il Governo ad attivarsi nella ricerca di un piano di industrializzazione o di altre misure che scongiurino i licenziamenti dei 224 lavoratori attualmente in cassa integrazione straordinaria”.

L'articolo Bekaert di Figline Incisa, unanimità su mozione Marchetti (FI) proviene da www.controradio.it.

Carceri: Osapp, agente aggredito da un detenuto a Massa

Carceri: Osapp, agente aggredito da un detenuto a Massa

Un agente di polizia penitenziaria è stato aggredito ieri pomeriggio nel carcere di Massa da un detenuto italiano, ristretto nel reparto di infermeria.

Lo rende noto l’Osapp, organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, spiegando che il detenuto soffre di “evidenti problemi psichiatrici” ed era già stato “allontanato due mesi dal carcere di Massa per una precedente aggressione e poi riassegnato” nello stesso reparto. L’agente è stato medicato al pronto soccorso.

“Condizioni troppo critiche nelle carceri italiane – commenta il segretario generale Osapp Leo Benucci – per motivi di ordine e sicurezza e per l’incolumità fisica degli addetti del Corpo; per il detenuto in questione dovrebbero essere presi provvedimenti sia di ordine disciplinare, sia di ricollocamento in altre strutture”. Benucci si appella al Governo: “il ministro Bonafede, i sottosegretari Ferraresi e Giorgis e il nuovo capo del Dap, se ci sono diano un segnale di cambiamento intervenendo concretamente”.

L’Osapp rende inoltre noto che nel carcere di Prato è stato nuovamente rinvenuto un telefono cellulare, con carta sim funzionante, all’interno di una cella dove sono ristretti detenuti a regime di alta sicurezza: “La presenza di tali apparecchi di comunicazione tra interno ed esterno – osserva Benucci – comincia ad essere eccessiva e pericolosa per la sicurezza e la collettività esterna al carcere”.

L'articolo Carceri: Osapp, agente aggredito da un detenuto a Massa proviene da www.controradio.it.