Pedonalizzazione Piazza Duomo: 10 anni dal provvedimento di Renzi

Pedonalizzazione Piazza Duomo: 10 anni dal provvedimento di Renzi

Firenze, sono passati dieci anni da quando piazza del Duomo è stata chiusa al traffico. Matteo Renzi quest’oggi su Facebook: “la pedonalizzazione, restituiva a Firenze la capacità di guardare in alto”.

“La Cattedrale di Santa Maria del Fiore smette di essere considerata uno spartitraffico e piazza Duomo torna alla sua funzione originaria, quella di piazza, una delle piazze più belle del mondo” affermava Matteo Renzi quando il 25 ottobre 2009, da sindaco di Firenze, inaugurava la nuova vita pedonale dell’area. Percorrendo via Martelli con un pulmino anni ’30, con a bordo alcuni centenari e qualche neonato, e chiudendola simbolicamente con una catena, l’allora primo cittadino ufficializzava la realizzazione di un’idea nata nel settembre 2009 e concretizzata nel giro di un mese.

Al tempo, lo spazio intorno alla Cattedrale era attraversato da 1.850 bus e da un numero non precisato di automobili ogni giorno, che, in un anno, si traducevano in 2,6 tonnellate di emissioni di monossido di carbonio, 6,4 tonnellate di ossidi di azoto e 450 chilogrammi di Pm10 oltre alle costanti vibrazioni a cui erano sottoposti i monumenti.

Furono varie le critiche mosse contro la scelta di chiudere al traffico la zona, su tutte il blocco del progetto della fermata della tramvia in piazza del Duomo, “ma quel 25 ottobre 2009 magicamente la città si ritrovò meravigliata: perché un gesto banale, la pedonalizzazione, restituiva a Firenze la capacità di guardare in alto” scrive oggi sul suo profilo il leader di Italia Viva.

“In questi dieci anni il turismo è esploso, le domeniche dei musei sono diventate un must, il sistema tranviario ha ridotto il traffico. La pedonalizzazione è stata simbolo e inizio di tutto questo – conclude renzi, invitando tutti a farsi “una camminata in piazza del Duomo a Firenze”.

Ad oggi, dopo 10 anni, la piazza resta a passo ‘Duomo’ (citando lo slogan allora scelto per promuovere il provvedimento) anche se continunano a non placarsi i malumori per il carente trasporto pubblico intorno all’area pedonale sempre più frequentata da folle di turisti che da fiorentini.

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Tamponamento tra tir in A1: tre i feriti, chiuso tratto Valdarno-Arezzo

Tamponamento tra tir in A1: tre i feriti, chiuso tratto Valdarno-Arezzo

A1 temporaneamente chiusa tra le uscite di Valdarno e Arezzo, in direzione sud, a causa di un incidente verificatosi intorno alle 6 e che ha coinvolto tre tir: tre i feriti.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale intervenuta sul posto il primo dei tir coinvolti nel tamponamento in A1 tra le uscite di Valdarno e Arezzo, e che ha portato alla chiusura del tratto, sarebbe stato fermo sulla corsia di emergenza per un guasto quando è arrivato il secondo mezzo, diretto a Fiumicino e che trasportava olio per motori degli aerei, che lo ha tamponato ribaltandosi poi su un fianco.
Il conducente del terzo tir, sempre secondo quanto emerso dai rilievi, per evitare gli altri due mezzi avrebbe sterzato finendo così sul guard rail e occupando entrambe le corsie del lato opposto, lasciando libera solo quella di emergenza. Da pochi minuti, fa sapere la stradale intervenuta con i reparti di Battifolle e Firenze Nord, è iniziato il deflusso dei mezzi che erano in coda, tra loro anche un’auto con a bordo un papà e un bimbo diretti all’ospedale Bambin Gesù di Roma.
Il genitore, fermo in coda, ha avvisato la centrale operativa della polizia stradale che, una volta individuato il veicolo con a bordo i due, è riuscita a far superare il blocco in modo che potessero proseguire il viaggio verso il nosocomio pediatrico.
Sul luogo dell’incidente anche l’elisoccorso Pegaso che ha trasportato all’ospedale di Siena un 56enne con trauma cranico. Gli altri due feriti, un 36enne e un 39enne, sono stati portati alla Gruccia, il primo con un trauma cranico e il secondo con un trauma agli arti inferiori. Il tratto, al momento, resta chiuso.

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Friday for Future Firenze: studenti bloccano ingresso liceo, primo Schoolstrike 

Friday for Future Firenze: studenti bloccano ingresso liceo, primo Schoolstrike 

Un centinaio di studenti del liceo Macchiavelli-Capponi di Firenze hanno bloccato per circa un’ora, questa mattina, l’ingresso delle due sedi dell’istituto per lanciare il primo #Schoolstrike insieme al comitato fiorentino di Friday for future, il movimento che promuove iniziative per contrastare i cambiamenti climatici.

I giovani si sono posizionati davanti al portone d’ingresso, impedendo l’accesso a studenti e docenti, con uno striscione con la scritta ‘Riprendiamoci il nostro futuro #Schoolstrike‘. Alcune decine di studenti si sono poi raccolti di fronte alla sede di piazza Frescobaldi e all’inizio del ponte Santa Trinita intonando slogan come ‘Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città’, ‘Aeroporto nocività, il Pd devasta la città’ e ‘sciopero oggi, sciopero domani’. Successivamente si sono spostati in corteo in piazza Santo Spirito per discutere, hanno spiegato, delle grandi opere.

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Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

“Bene fa Zingaretti a chiedere lealtà alla maggioranza: non può essere solo il Pd a mostrare responsabilità di governo. Allo stesso tempo però non possiamo alzarci tutte le mattine e chiederci cosa fa Renzi: il Pd riprenda un’iniziativa politica forte parlando all’area più riformista del Paese e sfidando pure Renzi sui temi. La nostra ambizione deve essere un nuovo protagonismo, non la sopravvivenza”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, in un’intervista a La Repubblica in cui conferma la permanenza nel Pd.

Nardella propone “un congresso straordinario su temi e idee. Per rifondarci, ritrovare identità e Dna, rilanciarci. Fin dal nome: lo ripropongo, perché non ci chiamiamo Democratici? Questo Pd – esorta – esca dall’angolo: è come imprigionato nella dinamica governo-Renzi-Salvini. I due Mattei cercano visibilità provando a oscurare i rispettivi alleati. Italia Viva tira fuori le tasse? Noi rilanciamo su una vera riforma fiscale”.
“Italia Viva sbaglia ad attaccare il Pd, come ha fatto sulle tasse. Ma nei dem sbaglia chi demonizza Renzi, che può essere un alleato utile per parlare ai moderati: dobbiamo smettere di becchettarci a vicenda. Renzi e Zingaretti si parlino direttamente”, prosegue Nardella. “Non voglio attaccare Zingaretti, lo voglio attaccare, lo voglio spronare. Ha il merito di essere una persona inclusiva ed equilibrata, ma serve più intraprendenza. Anche coi nostri alleati. Non possiamo perderci dietro al correntismo sterile e autoreferenziale, basta tattica”, conclude.
“Ringrazio Massimiliano Piccioli per il lavoro che ha fatto in questi anni alla guida del Pd fiorentino riscuotendo anche ottimi risultati perché a Firenze tutte le più importanti sfide elettorali sono state vinte, da ultimo quella delle elezioni amministrative, e una parte del merito è senza dubbio del partito”. Ha commentato invece Nardella, a margine di un evento alla camera di commercio di Firenze, in merito alle dimissioni di Massimiliano Piccioli dal ruolo di segretario del Pd cittadino annunciate in occasione della direzione di ieri sera.
“Credo che il modo e i tempi con cui Piccioli è arrivato a questa decisione – ha aggiunto Nardella – siano corretti anche perché consentono, credo e mi auguro, un avvicendamento non traumatico. Si apre ora una fase delicata che il partito deve governare con attenzione e senso di responsabilità per individuare una guida autorevole, equilibrata, inclusiva. Non dobbiamo mai dimenticare – ha concluso Nardella – che il Pd di Firenze ha registrato il risultato elettorale più alto d’Italia e quindi rappresenta un punto di riferimento a cui guardano non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale”.

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Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

“Bene fa Zingaretti a chiedere lealtà alla maggioranza: non può essere solo il Pd a mostrare responsabilità di governo. Allo stesso tempo però non possiamo alzarci tutte le mattine e chiederci cosa fa Renzi: il Pd riprenda un’iniziativa politica forte parlando all’area più riformista del Paese e sfidando pure Renzi sui temi. La nostra ambizione deve essere un nuovo protagonismo, non la sopravvivenza”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, in un’intervista a La Repubblica in cui conferma la permanenza nel Pd.

Nardella propone “un congresso straordinario su temi e idee. Per rifondarci, ritrovare identità e Dna, rilanciarci. Fin dal nome: lo ripropongo, perché non ci chiamiamo Democratici? Questo Pd – esorta – esca dall’angolo: è come imprigionato nella dinamica governo-Renzi-Salvini. I due Mattei cercano visibilità provando a oscurare i rispettivi alleati. Italia Viva tira fuori le tasse? Noi rilanciamo su una vera riforma fiscale”.
“Italia Viva sbaglia ad attaccare il Pd, come ha fatto sulle tasse. Ma nei dem sbaglia chi demonizza Renzi, che può essere un alleato utile per parlare ai moderati: dobbiamo smettere di becchettarci a vicenda. Renzi e Zingaretti si parlino direttamente”, prosegue Nardella. “Non voglio attaccare Zingaretti, lo voglio attaccare, lo voglio spronare. Ha il merito di essere una persona inclusiva ed equilibrata, ma serve più intraprendenza. Anche coi nostri alleati. Non possiamo perderci dietro al correntismo sterile e autoreferenziale, basta tattica”, conclude.
“Ringrazio Massimiliano Piccioli per il lavoro che ha fatto in questi anni alla guida del Pd fiorentino riscuotendo anche ottimi risultati perché a Firenze tutte le più importanti sfide elettorali sono state vinte, da ultimo quella delle elezioni amministrative, e una parte del merito è senza dubbio del partito”. Ha commentato invece Nardella, a margine di un evento alla camera di commercio di Firenze, in merito alle dimissioni di Massimiliano Piccioli dal ruolo di segretario del Pd cittadino annunciate in occasione della direzione di ieri sera.
“Credo che il modo e i tempi con cui Piccioli è arrivato a questa decisione – ha aggiunto Nardella – siano corretti anche perché consentono, credo e mi auguro, un avvicendamento non traumatico. Si apre ora una fase delicata che il partito deve governare con attenzione e senso di responsabilità per individuare una guida autorevole, equilibrata, inclusiva. Non dobbiamo mai dimenticare – ha concluso Nardella – che il Pd di Firenze ha registrato il risultato elettorale più alto d’Italia e quindi rappresenta un punto di riferimento a cui guardano non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale”.

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