Fabiani (PD): “Candidato unitario anche con M5S? Perché no…”

Fabiani (PD): “Candidato unitario anche con M5S? Perché no…”

Intervista con Valerio Fabiani, leader degli ‘zingarettiani’ in Toscana, neocomponente della segreteria regionale ‘unitaria’. La Leopolda? “

“Io ho avuto ed ho ancora il massimo rispetto per chi ha deciso di promuovere l’ennesima scissione per dare vita, stavolta, a #ItaliaIva, pur giudicando questa scelta un grave errore politico.Ma con forza chiedo e pretendo rispetto per il #PD, per la comunità della quale si faceva parte fino a pochi giorni fa, e alla quale la stragrande maggioranza di coloro che oggi sono esponenti e dirigenti di Italia Viva devono tutto.” dice Fabiani su FB.

“Sono fiducioso in un percorso che riesca ad evitare strappi e trovi un candidato unitario verso le regionali. l’obiettivo non è evitare le primarie ma evitare di consegnare la regione a Salvini”

 

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Friedman: “Quota 100? Una Follia. Renzi ha ragione”

Friedman: “Quota 100? Una Follia. Renzi ha ragione”

Intervista con il giornalista e scrittore Alan Friedman che domani sarà alla Feltrinelli Red di Firenze per presentare il suo ultimo libro “Questa non è l’Italia”. E sulla nuova creatura di Renzi: Italia Viva può arrivare al 10%

Che cosa è successo al Paese? Come siamo arrivati a questo punto? Quant’è malata la nostra economia? Qual è la ricetta giusta per creare crescita e lavoro?  E chi sarà, alla fine dei giochi, a scegliere il successore del Presidente Mattarella?
Nel suo nuovo libro Questa non è l’Italia Alan Friedman ci regala una bussola per   navigare nel caotico mare dell’attuale situazione politica ed economica.

Questa non è l’Italia rivela le storie segrete e le verità  dietro alle turbolenze del  passato governo; affronta di petto le spinose tematiche dell’euro, del debito pubblico e dei conti italiani; spiega con numeri e cifre dell’impatto sull’economia dell’instabilità politica
nazionale; dipinge un quadro ricco di dettagli su personalità come quelle di Mario Draghi, Jean-Claude Trichet, Paolo Savona e Steve Bannon.
Questa non è l’Italia è il ritratto di un Paese che si ritrova alle prese con sé stesso; un richiamo alla coscienza collettiva; un grido a favore di un risveglio nazionale.

ALAN FRIEDMAN È un giornalista esperto di economia e politica, conduttore televisivo e scrittore statunitense. All’inizio della carriera fu un giovanissimo collaboratore dell’amministrazione del presidente Jimmy Carter, poi è stato per lunghi anni corrispondente del «Financial Times», in seguito inviato dell’«International
Herald Tribune» e editorialista del «Wall Street Journal». Tra i suoi libri: Tutto in famiglia, La madre di tutti gli affari, Il bivio, Ammazziamo il Gattopardo (Premio Cesare Pavese),
My Way. Berlusconi si racconta a Friedman da cui ha realizzato il documentario distribuito da Netflix in tutto il mondo. Già editorialista per «Panorama» e «Il Corriere della Sera», attualmente collabora con «La Stampa». Con la Newton Compton ha pubblicato Questa non è l’America, per settimane in vetta alle classifiche dei libri più venduti e vincitore del Premio Roma per la Saggistica 2017, e Dieci
cose da sapere sull’economia italiana, il libro di saggistica più venduto del 2018. Per saperne di più: www.alanfriedman.it

 

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Amazzonia, capo tribù a Firenze: “25% foresta distrutto”

Amazzonia, capo tribù a Firenze: “25% foresta distrutto”

“Mi faccio portavoce di una lamentela, di una mancanza di responsabilità da parte del Governo brasiliano: la nostra terra è ricca di acqua, di minerali preziosi, ma ci troviamo con un Governo che guarda ad altri interessi economici, non alla salvaguardia di questa grande ricchezza”. Queste sono le parole del capo tribù Huni Kuin Kawinaka della popolazione dell’Amazzonia ‘Huni Kuin’, intervenuto al consiglio comunale di Firenze.

“C’è un disastro ambientale in corso in Amazzonia. Il 25% della foresta è andato in fumo- ha continuato -. Il messaggio è quello di unire le forze per trovare un modo per lottare insieme”. Il capo tribù ha lanciato l’appello “per una maggiore unità, uguaglianza, sostenibilità di tutti gli esseri umani”.
Huni Kuin Kawinaka ha ribadito inoltre che è molto importante per lo sviluppo della popolazione dell’Amazzonia parlare della loro storia, delle loro ricchezze per favorire un processo di continuazione delle tradizioni.
Dopo l’intervento il presidente del Consiglio comunale Luca Milani ha donato un giglio rosso, simbolo di Firenze, “in modo che possa ricordarsi della città”.  “Inoltre, visto che prima ha fatto visita al Museo di Palazzo Vecchio, vedendo anche la sala delle cartine, noi gli facciamo omaggio della riproduzione della cartina dell’Amazzonia del 1500”, ha detto Milani.

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Prato, figlio con minore: il neuropsichiatra Cogne chiamato per perizia

Prato, figlio con minore: il neuropsichiatra Cogne chiamato per perizia

Il perito che dovrà valutare le condizioni psicologiche della 32enne di Prato accusata di aver intrattenuto rapporti sessuali con un minorenne, sarà il neuropsichiatra Renato Ariatti. Ariatti è stato sarà nominato questa mattina nel corso della seconda udienza del processo. La perizia richiederà 120 giorni.

La 32enne di Prato è a processo per atti sessuali con minore e violenza sessuale. Il marito è invece accusato di alterazione di stato per aver dichiarato la paternità del bambino nato la scorsa estate che, come ha dimostrato il test del dna, era figlio giovane. Ad effettuare la
perizia psicologica sarà la neuropsichiatra Renato Ariatti. L’uomo era già perito nel processo contro Anna Maria Franzoni, la madre di Cogne condannata per l’omicidio del figlio. La perizia durerà 120 giorni.
“Il quesito del giudice è articolato, visiterò la signora e valuterò il suo stato psichico nel momento in cui, in ipotesi, sono stati commessi i reati”, ha detto Ariatti. Nel corso della seconda udienza del processo, la procura di Prato ha sostenuto che i rapporti sessuali sarebbero cominciati da quando il minore aveva 13 anni. Il ragazzino era infatti suo allievo per lezioni private di inglese.
Uno dei due difensori della donna, l’avvocato Mattia Alfano, ha spiegato che la perizia del neuropsichiatra dovrà stabilire anche “qual è lo stato psichico attuale” dell’imputata, agli arresti domiciliari dal marzo scorso. “Il collegio difensivo ritiene che non sussistano i motivi per la reiterazione dell’eventuale reato, che sono alla base della misura cautelare che tutt’ora colpisce la mia assistita. Questa perizia sarà dunque utile, nella nostra visione, a far recedere il tribunale dall’intento di persistere con la misura”, ha spiegato Alfano.
Nell’udienza di oggi, la seconda del processo, sono stati ascoltati gli investigatori della polizia. Alla prossima udienza di lunedì 28 ottobre saranno invece ascoltati fra gli altri i genitori della presunta vittima del reato, che oggi è 16enne.
Il servizio di Sara Carullo

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Morte Erika Lucchesi: si cerca lo spacciatore

Morte Erika Lucchesi: si cerca lo spacciatore

Continuano le indagini per la morte di Erika Lucchesi, la 19enne di Livorno deceduta la notte tra sabato e domenica dentro la discoteca Jaiss di Sovigliana (Vinci). Si cerca di risalire allo spacciatore che le avrebbe venduto la droga. Discordanza sul numero di pasticche assunte dalla giovane. “La diagnosi precoce è fondamentale. Si agisca subito”, è l’invito del capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti.

Le testimonianze raccolte dai militari durante le indagini confermerebbero che, prima di sentirsi male, la 19enne avrebbe assunto proprio ecstasy. No è certo il numero di pasticche assunte dentro la discoteca Jaiss: almeno due ma forse addirittura quattro. Si attendono i risultati dell’autopsia. In base a quanto emerso il pm Fabio Di Vizio, titolare dell’inchiesta, al momento non avrebbe ancora fissato la data dell’udienza per conferire l’incarico al medico legale, poiché in attesa di alcune risultanze investigative. Dopo il fatto la discoteca è stata posta sotto sequestro.
“Nel 2019 in Toscana tra la popolazione di età compresa fra 16 e 30 anni il portale geoverdose.it registra sei decessi certamente dovuti ad abuso di sostanze tra alcol, droghe e farmaci o mix degli stessi, quattro decessi sospetti e quattro ricoveri. Sono numeri elevati che richiedono attenzione politica quanto alle azioni di prevenzione e formazione, rivolte sia ai ragazzi sugli effetti delle sostanze, ma anche agli adulti che li circondano e che vanno ‘allenati’ a riconoscere i sintomi della dipendenza e a sapere a chi rivolgersi. La diagnosi precoce, per le dipendenze, è fondamentale. Si agisca subito”, sono le parole del capogruppo di Forza Italia nell’interrogazione al Consiglio regionale della Toscana Maurizio Marchetti.
“L’età media delle vittime (8 maschi e 6 femmine) – scrive Marchetti nella sua interrogazione – è di 24,7 anni e gli eventi che li hanno visti coinvolti in questo 2019 si sono verificati tra Firenze (5 decessi certamente legati ad abuso di sostanze, 2 decessi sospetti, 1 ricovero), Livorno (1 decesso sospetto e 1 ricovero), Pisa (1 decesso sospetto e 2 ricoveri) e Pistoia (1 decesso). Le sostanze che hanno provocato le evidenze in 5 casi sono rimaste indeterminate, in 3 casi si è trattato di eroina, in 2 di mix droghe+alcol, in altri 2 di oppioidi sintetici, in 1 caso di mix droghe+farmaci e in 1 caso di sostanze inalanti”.

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