Sindaco Viareggio: nessuna chiusura per la ‘Casa delle donne’ 

Sindaco Viareggio: nessuna chiusura per la ‘Casa delle donne’ 

Il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, è intervenuto con una nota riguardo il futuro dell’immobile, di proprietà comunale, sede dell’associazione: “Nessuno di questa Amministrazione ha mai pensato di chiudere la Casa delle Donne, ma solo di spostare le attività dell’associazione in un immobile diverso”.

Il sindaco di Viareggio, riguardo le polemiche sulla messa in vendita dell’immobile, di proprietà comunale, attualmente sede dell’associazione “Casa delle Donne”, che si trova nella pineta di Ponente, ha scritto in una nota: “L’attuale sede, che l’associazione occupa da anni, giustamente a titolo gratuito, verrà messa in vendita e l’eventuale ricavato porterà risorse alle casse comunali.”
Il sindaco ha continuato, sottolineando l’importanza per l’Amministrazione dell’attività dell’associazione “La Casa delle Donne”: “Tuttavia, l’attività della Casa delle Donne, non solo è di primaria importanza per l’Amministrazione, ma crediamo che vada di concerto, ulteriormente sviluppata, mantenendo i servizi in essere e aggiungendone altri. Come abbiamo riferito alle responsabili, l’Amministrazione si è attivata da tempo per trovare una nuova sede adatta, sia per logistica, che per caratteristiche strutturali. Insieme verificheremo le necessità e valuteremo le proposte. Nessuna chiusura della Casa delle donne, anzi – conclude il sindaco Del Ghingaro -: vogliamo dotare l’associazione di un immobile che sia bello, moderno e funzionale”.

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Pisa: ‘La Torre Storta’, il festival che racconta il queer

Pisa: ‘La Torre Storta’, il festival che racconta il queer

“C’è una torre che sulla città di Pisa pende, anziché svettare”. Comincia con queste parole il manifesto “La Torre Storta”, sottoscritto da decine di persone singole, associazioni, spazi e imprese culturali pisane, che dà il nome a un calendario di iniziative, dal 17 marzo al 10 giugno, sul tema del “queer”.

Teatro Rossi Aperto, Cantiere Sanbernardo, Lumière, Glauco – Associazione Universitaria Lgbttqi*, Pinkriot Arcigay, La Collettiva, Queersquilie, Pisa Underground Movement, Secondo Piano a Sinistra sono i soggetti promotori e organizzatori del calendario di oltre 20 iniziative sul tema queer e rivolte a pubblici diversi. Il festival La Torre Storta, spiega una nota dei promotori, “parte quindi dall’esigenza di diffondere informazioni corrette e strumenti di conoscenza sul tema del queer e sulle sue infinite declinazioni. A partire dalle esperienze concrete, quotidiane, di chi il festival lo ha costruito e ideato. Ripartendo dalle comunità che già esistono, il festival vuole portare alla luce spettacoli, concerti, laboratori, incontri, discussioni”.

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Maltempo: Ombrone supera secondo livello guardia

Maltempo: Ombrone supera secondo livello guardia

Sopra primo anche Bisenzio e Marina, ma precipitazioni in calo.

Ha superato nella notte il secondo livello di guardia il fiume Ombrone mentre il Bisenzio e il torrente Marina (Calenzano) restano oltre il primo livello. Lo dice una nota della Protezione civile della Città metropolitana di Firenze nella quale si spiega che il personale del Genio civile Valdarno centrale continua le operazioni di monitoraggio del reticolo idraulico di competenza.

Nelle prossime ore è prevista un’attenuazione delle piogge anche se già dall’alba non sono state registrate precipitazioni di rilievo. Previsto in crescita anche il livello dell’Arno che, comunque, alle 8,30, agli Uffizi era ancora sotto il primo livello.

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Meteo: in arrivo il registro anti bufale, Lamma “buona notizia”

Meteo: in arrivo il registro anti bufale, Lamma “buona notizia”

Pronto il primo albo dei meteorologi civili. Lo prevede l’articolo 51 della Legge di Stabilità 2018. Mancherebbe solo il decreto attuativo. Prevederebbe controlli e verifiche di professionalità per assicurare la qualità di chi realizza le previsioni. Abbiamo chiesto un parere a Roberto Vallorani del LaMMA, il Consorzio tra Regione Toscana e CNR specializzato in meteorologia, climatologia, sistemi informativi geografici e geologia.

“Sono ben lieto di apprendere questa buona notizia. Ne va della veridicità della materia. Chi parla lo deve fare con cognizione di causa svincolandosi dalle logiche commerciali del vendere pubblicità.”.

L’avvio dell’albo è stato fortemente voluto dal ministero dell’Ambiente, Gian Luca Galletti intervistato oggi da QN. Fra gli obiettivi primari dello strumento il contrasto alla diffusione sul web di bufale legate al meteo.

Questo fenomeno “va contrastato. È pericoloso sotto diversi aspetti. In primo luogo le bufale sulle previsioni del tempo non ci permettono di fare la giusta prevenzione sul territorio nell’ottica della quale abbiamo istituito l’agenzia ItaliaMeteo. Dall’altra parte, finiscono per condizionare negativamente i flussi turistici”, afferma Galetti che spiega come al momento  attraverso un tavolo tecnico di esperti, è sotto valutazione quali potranno essere i titoli di studio necessari per poter svolgere legittimamente questa professione. Inclusa l’ipotesi di un esame di ammissione.

 

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Aldo Moro, il giorno del sequestro 40 anni dopo

Aldo Moro, il giorno del sequestro 40 anni dopo

La riflessione del Segretario del Partito socialista italiano, Riccardo Nencini. Il partito che ai tempi invocò, inascoltato, la trattativa con le Brigate Rosse. Intervista a cura di Raffaele Palumbo

Il sequestro del leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro, avvenuto il 16 marzo 1978 ad opera delle Brigate Rosse segna il punto più alto della Strategia della tensione e degli Anni di piombo. Dopo 55 tremendi giorni, il cadavere dello statista verrà fatto ritrovare nel bagagliaio di un’auto.

Aldo Moro aveva tentato di salvare gli uomini della sua scorta chiedendone il trasferimento. Ma loro si sono opposti per restargli accanto. Lo rivela la figlia Maria Fida Moro nella terza e ultima parte del video-appello intitolato ‘Adesso Basta’, nel  giorno in cui si ricorda il sacrificio dei cinque uomini della scorta di Aldo Moro – Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, due carabinieri e tre poliziotti – vittime dell’agguato in via Fani il 16 marzo del 1978.

“Immediatamente dopo l’uccisione di papà tutte le scorte sono state rimosse: logico no?! Allora sono successe due cose straordinarie. Il carabiniere che scortava mia madre se ne è andato in pensione ed è rimasto di sua iniziativa per aiutare la mamma. I due giovanissimi carabinieri, che costituivano la scorta di Luca, che erano stati trasferiti altrove in turni e servizi diversi, per anni nel giorno libero venivano gratuitamente a lavorare. E lo stesso hanno fatto due poliziotti e due finanzieri”, racconta la primogenita del leader Dc. “Lo Stato e le sue istituzioni dovrebbero prendere esempio da queste azioni solidali e gratuite invece di escludere in modo assurdo ed ingiusto Aldo Moro, simbolo insanguinato degli anni di piombo, dall’applicazione totale della legge in favore delle vittime del terrorismo”, conclude Maria Fida Moro, ricordando come tuttora la legge per le vittime del terrorismo – n. 206 del 3 agosto 2004 – non sia applicata ad Aldo Moro.

 

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