Prato, pusher spacciava accanto al nipote di 11 anni

Prato, pusher spacciava accanto al nipote di 11 anni

In auto da Firenze a Prato con il nipote per spacciare, secondo le Fiamme Gialle avrebbe portato con sé il ragazzino per non destare sospetti.

Residente a Firenze, andava a spacciare a Prato portando con sé in auto il nipote di 11 anni, ma è stato pedinato dalla guardia di finanza e sorpreso mentre vendeva dosi di cocaina. Per questo nei giorni scorsi è stato arrestato un uomo di 45 anni, sorpreso in flagranza mentre cedeva 5,5 grammi di polvere bianca a due clienti, in cambio di 400 euro.

Secondo quanto ipotizzato dalle fiamme gialle, il 45enne avrebbe deciso di portare con sé il nipote minorenne per destare meno sospetti. Nella sua abitazione, nel capoluogo toscano, sono stati sequestrati 130 grammi di cocaina pura, che rivenduti al dettaglio avrebbero fruttato circa 25mila euro, oltre a sostanza da taglio, materiale per il confezionamento delle dosi e 3.250 euro in contanti.

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Usl Toscana Sud Est, sindacati chiedono più personale

Usl Toscana Sud Est, sindacati chiedono più personale

In caso di mancanza di risposte Fp Cgil, Fp Cisl, Fpl Uil annunceranno lo stato di agitazione e poi, eventualemente, lo sciopero dei lavoratori della sanità della Azienda Usl Toscana sud est.

“Le promesse non bastano più. Il personale è in difficoltà, cosi come i servizi. Chi è in prima linea tutti i giorni lo sa bene. E lo sanno bene i cittadini che ogni giorno hanno sotto gli occhi la situazione della nostra sanità. Abbiamo chiesto da tempo di potenziare il personale. Inutile tentare di dimostrare sulla carta che i numeri ci sono”. E’ quanto riportato in una nota a firma della Fp Cgil, Fp Cisl, Fpl Uil dell’ azienda Usl Toscana Sud Est che, in caso di mancanza di risposte, annunciano si andrà allo stato di agitazione e poi allo sciopero dei lavoratori della sanità della Azienda Usl Toscana sud est.

“Nella realtà funziona diversamente: assenze lunghe, abuso di personale interinale, tentativi di coprire i ‘buchi’ con doppi turni e soluzioni che a volte sfiorano l’inosservanza del contratto collettivo nazionale di lavoro. Si aggiungano procedure di mobilità interminabili a causa delle modalità incerte di assegnazione del posto – scrivono -. Già, perché un lavoratore che chiede la mobilità per l’Area Vasta Sud Est può vedersi proporre un posto di lavoro a 100 km da casa ed il paradosso è che invece di avvicinarsi potrebbe allontanarsi, con il risultato che molte sono le rinunce con le conseguenze che tutti possiamo facilmente intuire. E’ chiaro che manca totalmente la capacità di programmazione e di visione a medio termine”.

“Anche per medici e dirigenza tecnico amministrativa la situazione non è dissimile e al momento abbiamo la sensazione di stare su una barca senza controllo – concludono i sindacati -. A questo si aggiunga che da tempo assistiamo al balletto delle nomine dei vertici della direzione che di certo non aiuta a rasserenare gli animi e che contribuisce a creare incertezze senza dare soluzioni. A noi non interessa chi governerà l’azienda, ma come la governerà. I lavoratori hanno bisogno di risposte immediate. Manca il personale. Manca l’organizzazione. Manca la programmazione. Che non vuol dire che non ci siano le carte, ma che le ricadute reali sono inefficaci. Sono cioè mancanti”.

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Sollicciano, un progetto d’arte sociale per i detenuti

Sollicciano, un progetto d’arte sociale per i detenuti

La presentazione del progetto ‘Non me la racconti giusta’ si terrà il 22 Febbraio 2019 alle ore 18:00 presso la Libreria L’Ora Blu (Viale dei Mille 2, Firenze). Il progetto è stato curato dal Collettivo Fx e Nemo’s.

‘Non me la racconti giusta’ è un progetto di arte sociale nato nel 2016 per iniziativa del magazine di arte e cultura contemporanea Ziguline, degli artisti Collettivo Fx e Nemo’s e del fotografo e videomaker Antonio Sena.

Giunto alla quarta esperienza presso la Casa Circondariale di Sollicciano, dopo Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi e le sezioni Vega e Andromeda della Casa circondariale di Rimini, il gruppo, attraverso l’Arte e in stretta relazione con i detenuti, esplora la realtà carceraria italiana, riportando all’esterno l’esperienza vissuta e le storie raccolte.

L’obiettivo di NMLRG è stimolare il confronto fra ambiente carcerario e comunità esterna, creando un canale di comunicazione, alimentando la discussione su giustizia e carcere, dando la parola ai detenuti in un progetto culturale in cui siano responsabili dell’intero processo creativo.

A Sollicciano sono stati coinvolti 12 detenuti della Sezione 13: Emanuele, Gianluca, Franco, Bala, Luis, Kledian, Christian, Stefano, Renzo, Azfal, Issam. Raccontando, della propria vita e dell’esperienza penitenziaria, tutti hanno focalizzato come contenuti da rappresentare sui muri dell’area comune gli effetti della carcerazione e la burocrazia carceraria, scegliendo di rappresentarli, uno di fronte all’altro, con due oggetti, un telecomando e un timbro.

Su ciascun tasto del telecomando la parola inscritta identifica il sistema, gli stati d’animo, le privazioni, le carenze. Sulla parte opposta, un’imponente mano-timbro indica/giudica un uomo bloccato su un’alta pila di documenti, pronta a contrassegnare la “domandina” (così i detenuti chiamano il modulo 393, indispensabile per comunicare con l’amministrazione per richiedere dalla visita medica alla telefonata, dal colloquio con il proprio avvocato all’acquisto di una saponetta) con un opprimente “attendere”.

Attraverso la diffusione del materiale prodotto all’interno del carcere NMLRG cerca di abbattere il “muro” di pregiudizi e alimentare la discussione sull’argomento, nella speranza che possa contribuire alla costruzione di un sistema più efficiente e a misura d’uomo.

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Sollicciano, un progetto d’arte sociale per i detenuti

Sollicciano, un progetto d’arte sociale per i detenuti

La presentazione del progetto ‘Non me la racconti giusta’ si terrà il 22 Febbraio 2019 alle ore 18:00 presso la Libreria L’Ora Blu (Viale dei Mille 2, Firenze). Il progetto è stato curato dal Collettivo Fx e Nemo’s.

‘Non me la racconti giusta’ è un progetto di arte sociale nato nel 2016 per iniziativa del magazine di arte e cultura contemporanea Ziguline, degli artisti Collettivo Fx e Nemo’s e del fotografo e videomaker Antonio Sena.

Giunto alla quarta esperienza presso la Casa Circondariale di Sollicciano, dopo Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi e le sezioni Vega e Andromeda della Casa circondariale di Rimini, il gruppo, attraverso l’Arte e in stretta relazione con i detenuti, esplora la realtà carceraria italiana, riportando all’esterno l’esperienza vissuta e le storie raccolte.

L’obiettivo di NMLRG è stimolare il confronto fra ambiente carcerario e comunità esterna, creando un canale di comunicazione, alimentando la discussione su giustizia e carcere, dando la parola ai detenuti in un progetto culturale in cui siano responsabili dell’intero processo creativo.

A Sollicciano sono stati coinvolti 12 detenuti della Sezione 13: Emanuele, Gianluca, Franco, Bala, Luis, Kledian, Christian, Stefano, Renzo, Azfal, Issam. Raccontando, della propria vita e dell’esperienza penitenziaria, tutti hanno focalizzato come contenuti da rappresentare sui muri dell’area comune gli effetti della carcerazione e la burocrazia carceraria, scegliendo di rappresentarli, uno di fronte all’altro, con due oggetti, un telecomando e un timbro.

Su ciascun tasto del telecomando la parola inscritta identifica il sistema, gli stati d’animo, le privazioni, le carenze. Sulla parte opposta, un’imponente mano-timbro indica/giudica un uomo bloccato su un’alta pila di documenti, pronta a contrassegnare la “domandina” (così i detenuti chiamano il modulo 393, indispensabile per comunicare con l’amministrazione per richiedere dalla visita medica alla telefonata, dal colloquio con il proprio avvocato all’acquisto di una saponetta) con un opprimente “attendere”.

Attraverso la diffusione del materiale prodotto all’interno del carcere NMLRG cerca di abbattere il “muro” di pregiudizi e alimentare la discussione sull’argomento, nella speranza che possa contribuire alla costruzione di un sistema più efficiente e a misura d’uomo.

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Ospedali Toscana, abolito superticket sulla digitalizzazione

Ospedali Toscana, abolito superticket sulla digitalizzazione

Dall’ 1 aprile in Toscana non sarà più necessario versare il contributo di 10 euro per la diagnostica delle immagini dopo visite mediche. Stefania Saccardi, assessore regionale al diritto alla salute: “Vogliamo andare incontro ai cittadini e alle famiglie, in questa fase difficile in cui il governo promette di togliere il superticket, ma ancora non ha fatto nessun atto”.

Dall’1 aprile verrà abolito il contributo di 10 euro per la digitalizzazione, dovuto finora da tutti gli utenti per le prestazioni specialistiche di diagnostica per immagini. E’ quanto stabilito da una delibera approvata ieri dalla Giunta regionale della Toscana che elimina il superticket sulla digitalizzazione.

Il provvedimento era stato annunciato dal presidente Enrico Rossi a fine anno. Il contributo di 10 euro, si ricorda, era stato introdotto in seguito alla Finanziaria del 2011, che imponeva alle Regioni un gettito, attraverso l’adozione di superticket. La Toscana introdusse i ticket aggiuntivi, “facendo però la scelta di graduarli in base al reddito, ed esentando dal pagamento le famiglie con reddito inferiore ai 36.000 euro. Nel 2012 introdusse il contributo di 10 euro per la digitalizzazione, da applicare a tutte le prestazioni di diagnostica per immagini (Rm, Tc, ecografie, Rx, scintigrafie). Un contributo dovuto da tutti gli utenti (fino a un massimo di 30 euro l’anno) e applicato anche alle prestazioni erogate in pronto soccorso e cui non segue il ricovero”.

In Toscana il contributo di 10 euro per la digitalizzazione pesa sul bilancio della sanità per circa 18 milioni (12,5 milioni per le prestazioni ambulatoriali, 5 per il pronto soccorso). Secondo i calcoli fatti dagli uffici regionali, “i minori ricavi saranno ora compensati: dalle risorse assegnate alla Toscana in base alla ripartizione del fondo di 60 milioni previsto dalla legge nazionale 205 del 27 dicembre 2017, ‘Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020’ e dai risparmi sui costi d’esercizio delle Asl, da realizzarsi nell’ambito del complessivo percorso di efficientamento e razionalizzazione in atto nel Ssr senza che si determini la necessità di finanziamenti aggiuntivi a carico del bilancio regionale in favore di Asl e enti del Ssr”.

Le azioni gestionali di governo della spesa farmaceutica attivate nell’ultimo anno – si legge poi nella delibera – “stanno dando risultati incoraggianti in termini di efficientamento del sistema, e anche in materia di payback è atteso un recupero di risorse subordinato alla definizione dei contenziosi aperti. Alla luce di tutte queste considerazioni, a decorrere dall’ 1 aprile 2019 il contributo di 10 euro per la digitalizzazione non sarà più previsto tra le voci di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli utenti”.

“Questo contributo ci sembrava ormai anacronistico e quindi abbiamo deciso di abolirlo – spiega l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – Vogliamo andare incontro ai cittadini e alle famiglie, in questa fase difficile in cui il governo promette di togliere il superticket, ma ancora non ha fatto nessun atto”.

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