Vaccini: Giani, arrivate più dosi del solito, salto di qualità

Vaccini: Giani, arrivate più dosi del solito, salto di qualità

L’argine al Covid-19 “sono i vaccini e da questo punto di vista la Toscana negli ultimi due giorni ha avuto un bel salto di qualità. Siamo riusciti ad avere un po’ più di vaccini del solito, incominciano progressivamente ad arrivarne di più, e abbiamo a questo punto somministrato 358.000 dosi di vaccino”. Lo ha detto il presidente della regione della Toscana Eugenio Giani ieri nel corso di una diretta social.

“Devo dire che sono particolarmente contento che il sistema sta incominciando a funzionare a tutto campo – ha aggiunto Giani -. Il richiamo è stato fatto a quasi 100.000 persone, e questo è molto importante perché vuol dire che l’asse incomincia a prevenire. La Toscana come somministrazione dei vaccini arriva sempre ai primissimi posti, se non vado errato questa mattina era proprio la prima. A noi basta che i vaccini arrivino e poi li ‘trasmettiamo'”.

Per Giani “l’impegno del governo Draghi sui vaccini si sta già rivelando piuttosto forte – ha proseguito Giani-. Stamani abbiamo avuto una riunione dei presidenti delle Regioni, ci hanno presentato il nuovo responsabile della Protezione civile Fabrizio Curcio, e il nuovo commissario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, che è un generale particolarmente impegnato e che quindi darà un senso militarizzato”. Giani ha concluso mandando “un grande saluto all’esperienza di Siena che ha visto la possibilità di un anticorpo monoclonare che sia la prima medicina e che presto arriverà. La Toscana ne ha prenotate centomila dosi perché accanto ai vaccini ci possa essere anche la medicina”.

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Bekaert, Fiom: incontro istituzioni ministero senza sindacato è ennesimo schiaffo a lavoratori

Bekaert, Fiom: incontro istituzioni ministero senza sindacato è ennesimo schiaffo a lavoratori

Ieri il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha incontrato il sindaco di Figline e il consigliere per il lavoro del Governatore Giani, Valerio Fabiani per fare il punto sulla vicenda Bekaert.  Calosi (FIOM): Basta con gli incontri tecnici, ci sono oltre 100 famiglie che hanno diritto ad avere risposte”

Apprendiamo dal profilo Facebook del Ministro del Lavoro Andrea Orlando che oggi si sarebbe tenuto un incontro presso il Comune di Figline con la Sindaca Giulia Mugnai ed il Consigliere del Presidente della Regione Toscana per le crisi aziendali Valerio Fabiani, per discutere in merito alla vertenza Bekaert. Precisiamo che tale incontro non ci era noto”.

Ha così commentato Daniele Calosi (Segretario generale FIOM CGIL Firenze): “oggi va di moda così, comunicare che ci sono incontri sulle vertenze importanti tramite Facebook. Ma quand’è che si smetterà di strumentalizzare la Bekaert in una continua campagna elettorale? Noi portiamo rispetto a tutti, ma lo esigiamo anche. Come FIOM CGIL abbiamo richiesto da mesi incontri con i Ministeri competenti, senza avere alcuna risposta, prima e dopo la crisi di Governo, in assoluta solitudine, assieme alle altre Organizzazioni Sindacali, nel più totale e complice silenzio del Comune di Figline Incisa e della Regione. Questo rinnovato protagonismo da dove nasce? ”

“A questo punto -aggiunge Calosi-  visto che c’è stato un incontro, ci aspettiamo che ai prossimi incontri  sulla Bekaert in sede ministeriale, che a questo punto saranno sicuramente a breve, siano presenti i Ministri competenti ed il Presidente della Regione in persona. Immaginiamo che, almeno in questa sede, avranno il buon gusto di avvertire le Organizzazioni Sindacali. Di tecnico, di fronte a 100 famiglie che aspettano una risposta ed un lavoro, non c’è proprio nulla. Il problema non è tecnico, ma politico e sociale. Basta nascondersi dietro ai tavoli tecnici”.

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Covid, Toscana: Siena, Prato e Empolese in zona Arancione

Covid, Toscana: Siena, Prato e Empolese in zona Arancione

Solo la provincia di Pistoia rimane in zona rossa. La decisione dopo i tavoli tecnici svoltisi ieri sera

Anche la provincia di Prato, capoluogo compreso, resta in zona arancione Covid la prossima
settimana. E’ stato deciso nel vertice serale avuto via Internet dal governatore della Toscana Eugenio Giani coi sindaci. Prato è una delle province della Toscana su cui sembrava potervi essere ritagliata una zona rossa a causa dei contagi.

A rivelare l’esito della riunione finita prima di mezzanotte, il sindaco di Prato Matteo Biffoni che ne ha scritto su Facebook. “Ho voluto attendere la conclusione del vertice con la Regione prima di dare comunicazioni definitive – riferisce Biffoni -: lunedì Prato continua ad essere zona arancione e le scuole resteranno aperte. Una decisione presa con consapevolezza: dati alla mano, non sono le scuole i luoghi più a rischio e i dati di Prato non sono tali per adesso da costringerci a dichiarare zona rossa”. Biffoni aggiunge: Ma non è tutto a posto e ne siamo consapevoli. Proprio perché siamo consapevoli dei numeri, non resteremo ad attendere gli eventi e per quanto di nostra competenza prenderemo nelle prossime ore provvedimenti che possano incidere sul rispetto delle norme anti-Covid soprattutto nelle zone più frequentate come il centro storico”, “ho già chiesto al prefetto un’ulteriore stretta sui controlli”. “Sia chiaro a tutti – sottolinea – che questa è l’ultima possibilità prima di una chiusura generalizzata. Perché come ho sempre detto non mi convince l’ipotesi di chiudere le scuole lasciando tutto il resto aperto e domani lavoreremo a nuove ordinanze: la responsabilità è di ciascuno di noi”.

Anche il comprensorio toscano Empolese Valdelsa e quello del Valdarno Inferiore, tra le province di Firenze e Pisa, resta ancora in zona arancione Covid, come gran parte della regione. La riunione, on line, è durata fino alle 23 circa. Per la seconda settimana consecutiva questa area ha evitato il declassamento in zona rossa Covid. “Qualche comune ha numeri più alti, quasi al limite del ‘rosso’ – spiegano i sindaci – ma questo non giustifica un cambiamento di fascia anche perché la nostra è un’area omogenea che vede città e paesi interconnessi, con una mobilità delle persone legata alle attività produttive e alle scuole. Per questo motivo avrebbe avuto poco senso mettere un singolo comune o due in zona rossa lasciando tutti gli altri in arancione”. Sempre nella stessa riunione è stato deciso di mantenere tutte le scuole, di ogni ordine e grado, aperte secondo le disposizioni del Dpcm. L’unica eccezione è rappresentata da Certaldo dove il sindaco Giacomo Cucini, a causa del crescente tasso di contagi registrato in alcune scuole, ha provveduto alla chiusura con una propria ordinanza e che è stata confermata dalla Regione.

La provincia di Siena, infine, torna zona arancione Covid dalla mezzanotte di domenica prossima. Lo hanno deciso insieme il governatore della Toscana Eugenio Giani e i sindaci del Senese in una riunione terminata intorno alle 23.30.
La decisione pone fine alla settimana di zona rossa per la provincia di Siena. Nel summit, svolto on line, secondo quanto appreso Giani e i sindaci hanno concordato che , però, laddove ci siano comuni con numeri alti di casi positivi, potranno decidere i singoli sindaci, per i loro territori, misure straordinari tipo se sospendere la didattica in presenza a scuola, come peraltro ha già deciso di fare Siena per alcuni
giorni fino al 12 marzo con ordinanza del sindaco Luigi De Mossi. Inoltre i sindaci senesi, in caso di criticità, potranno applicare misure più restrittive. In generale, comunque, da domenica la provincia di Siena tornerà arancione riallineandosi al regime sanitario vigente nel resto della regione a parte le zone rosse della provincia di Pistoia e dei comuni di Cecina (Livorno) – entrambe proroghe – e Castellina Marittima (Pisa),
nuovo territorio sottoposto a restrizioni più forti..

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Mufloni dell’Isola del Giglio. Che ne sarà di loro?

Mufloni dell’Isola del Giglio. Che ne sarà di loro?

I Mufloni dell’Isola del Giglio sono diventati uno dei problemi da risolvere del progetto ‘Let’s Go Giglio’, un progetto Life, finanziato con fondi europei e capitanato dall’ente Parco dell’arcipelago Toscano insieme ad alcuni partner: il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e NEMO, Nature and Environment Management Operators. Obiettivo principale del progetto è infatti quello della salvaguardia delle specie autoctone dell’Isola.

Tra le azioni previste per il raggiungimento di tale obiettivo c’è anche l’eradicazione di alcune specie animali aliene ed invasive, ed i Mufloni dell’Isola del Giglio (Ovis aries), rientrano tra queste specie.

Per onor di cronaca bisogna però dire che i mufloni non sono l’unica specie ad essere eradicata, sempre secondo il progetto ‘Let’s Go Giglio’, anche i conigli selvatici (Oryctolagus cunicolo) e le Trachemys scripta, una specie di tartaruga originaria del Nord America, considerata una delle più pericolose specie esotiche invasive presenti in Europa, rientrano nella lista delle specie aliene da eradicare dall’Isola.

“Il progetto è un progetto Life finanziato dall’Unione Europea, – dice ai nostri microfoni Giampiero Sammuri, presidente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano – il programma Life è quello dell’Unione Europea che si preoccupa della conservazione della biodiversità appunto in Europa e all’interno dei programmi Life uno degli assi e quello del controllo della gestione delle specie aliene soprattutto nelle isole europee, ed è per questo che è stato presentato dal Parco questo progetto che prevede appunto intervenire sulle specie aliene all’Isola del Giglio e tra le quali appunto compare il muflone. Il progetto è finanziato perché appunto è una delle priorità dell’Unione Europea anche nella strategia per la biodiversità del 2030 quella di intervenire sulle specie aliene sulla struttura delle isole”.

Ascoltiamo l’intervista a Giampiero Sammuri, presidente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano realizzata da Rossana Mamberto:

Ma al progetto vengono mosse alcune critiche da alcuni abitanti dell’Isola del Giglio in particolare da Cesare Scarfò, un viticoltore che abbiamo intervistato, secondo cui sono già state abbattuti circa 90 esemplari di mufloni e dai quali vengono chieste delle misure alternative all’abbattimento.

“Negli ultimi mesi – racconta Cesare Scarfò – sono stati abbattuti moltissimi mufloni e oggi sull’isola sono rimasti solo tra i 25 ed i 40 capi”. Da qui il lancio della petizione, che conta ad oggi quasi 2500 firme, in cui vengono proposte soluzioni alternative come la creazione di una riserva in terreno demaniale o il trasporto dei capi rimasti in altre zone fuori dall’isola, evitandone l’uccisione”.

“Il muflone è un animale bellissimo – prosegue Cesare Scarfò – che non ha mai fatto male a nessuno. Questi animali hanno dato da mangiare ai nostri antenati per millenni e vedendo quello che stanno facendo mi sono sentito in dovere di fare qulacosa”.

Ascoltiamo l’intervista a Cesare Scarfò realizzata da Rossana Mamberto:

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Ceps decide le prime chiusure delle scuole toscane

Ceps decide le prime chiusure delle scuole toscane

Firenze, emergenza sanitaria. Da lunedì prossimo, 8 marzo, chiudono per 5 giorni (fino a venerdì 12) le scuole di Pistoia e provincia. E’ questa la decisione presa dal Ceps toscano, il Comitato per l’emergenza e la prevenzione scolastica, a conclusione della sua prima riunione di questo pomeriggio, dopo attenta valutazione dei dati epidemiologici, registrati negli ultimi 7 giorni nei 273 Comuni della Toscana.

“La scuola in presenza in sicurezza è sempre stata la nostra priorità. Siamo stati fra le prime Regioni italiane a riaprirle e continuiamo a investire in progetti di prevenzione anti Covid, come “Scuole Sicure” per esempio, per contrastare il più possibile la diffusione del virus. Ecco perché ogni decisione su eventuali temporanee sospensioni delle attività didattiche e dei servizi educativi è presa con molta cautela e soprattutto dopo attento e approfondito esame dei dati epidemiologici, come ha fatto oggi il Ceps – dichiara il presidente Eugenio Giani, in occasione del suo insediamento”.

“Questo Comitato ha una funzione ben precisa di consultazione, ma anche di approfondimento, sul piano tecnico scientifico e anche sociale, dei vari aspetti della vita della nostra comunità – prosegue Giani -. Ce lo consente il nuovo Dpcm ed è formato da persone che, per competenza e ruolo, possono intraprendere i necessari interventi, con un unico obiettivo comune: salvaguardare la salute pubblica e, nello stesso tempo, l’istruzione dei nostri ragazzi – aggiunge -. Il Covid non può fermare la scuola. I provvedimenti restrittivi del Ceps, fatti in modo differenziato, mirato e con metodo serviranno a questo. La forza di una comunità serve anche a questo, ad attivare e utilizzare al meglio ogni strumento possibile per contrastare la diffusione dei contagi”.

Intanto, il presidente ha annunciato una serie di incontri in serata con i sindaci della provincia di Siena, di Prato e del Circondario Empolese Valdelsa per valutare i provvedimenti da prendere sulla base del tasso di contagiosità. Al momento i Comuni sotto osservazione per il loro valore alto di contagio sono 76.

Il Ceps, il Comitato per l’emergenza e la prevenzione scolastica, è stato istituito con Ordinanza del presidente Eugenio Giani, come da ultime disposizioni del nuovo e primo Dpcm del premier Mario Draghi (articolo 21, comma 2) in vigore da domani, che prevede l’attivazione di questo strumento di consultazione e coordinamento da parte dei presidenti di Regione “in tutte le aree, regionali o provinciali, nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi o 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico”.

Il Ceps è composto da 18 persone: il presidente della Giunta regionale, che lo convoca e lo presiede; l’assessore alla sanità; l’assessore all’istruzione, il direttore generale della Giunta regionale; il direttore della Direzione sanità, welfare e coesione sociale; il direttore della Direzione Istruzione, formazione, ricerca e lavoro, il direttore della Direzione mobilità, infrastrutture tecnologiche e innovazione; il dirigente responsabile regionale della Prevenzione collettiva; il direttore generale dell’Ufficio regionale scolastico; un rappresentante dell’Upi; un rappresentante dell’Anci regionale; il direttore generale della Asl Centro; il direttore generale della Asl Nord Ovest; il direttore generale della Asl Sud Est; il direttore di Ars (Agenzia regionale della sanità); il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer; il presidente del Parlamento degli studenti; il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale.

Alle riunioni del Comitato sono invitati i prefetti competenti per territorio, in riferimento alle decisioni di assumere. dei prefetti, uno di Upi, uno di Anci e l’inviato del Parlamento degli studenti.
Il Ceps si riunisce ogni venerdì e valuta, sulla base dei dati epidemiologici, gli interventi da mettere in atto.

 

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